Last Vegas

Last Vegas

di Jon Turteltaub (USA, 2013)
con Michael Douglas, Morgan Freeman, Robert De Niro, Kevin Kline,
Mary Steenburgen, Romany Malco, Jerry Ferrara, Roger Bart

Prendete 4 premi Oscar anzianotti e dateli in mano al regista de “Il mistero dei Templari”. Cosa viene fuori? Una commedietta mediocre, senza grandi trovate o dialoghi da ricordare. Difatti questo è uno di quei film che sarà presto dimenticato.
Avete presente l’impianto di base di “Stand Up Guys”? Beh, qui siamo in quel territorio: vecchie glorie che si giocano l’ultima carta che hanno in mano. Solo che il film di Fisher Stevens era almeno 10 volte meglio di questo.
Insomma Billy, Paddy, Archie e Sam sono quattro amici sulla settantina che si conoscono da quando erano ragazzini. Sono passati più di 60 anni da quando si frequentavano in un sobborgo di New York, ma si vogliono ancora bene.
Un giorno Billy – quello che ha fatto i soldi e se la passa meglio dei 4 – telefona agli altri tre e dice loro che sta per sposarsi, li chiama cioè tutti a raccolta per il suo matrimonio che si terrà a Las Vegas.
A Sam ed Archi l’idea piace per cui organizzano subito un weekend per tutti e quattro, una tre giorni che fungerà da lungo addio al celibato.
Paddy è l’unico molto restio: vedovo da circa un anno, non esce mai di casa, porta il broncio a tutti e brontola per ogni cosa nuova gli venga proposta. Inolre, come se non bastasse, ce l’ha su a morte con Billy perché non ha partecipato al matrimonio di sua moglie e non gli ha chiesto nemmeno scusa – né gli ha spiegato mai il perché.
La cosa comunque si fa: gli amiconi di sempre si ritrovano nella città dell’azzardo e finiscono per divertirsi. Paddy e Billy si riappacificano (ci mette lo zampino anche una donna), Archie smette di farsi trattare come un vecchio rincoglionito da suo figlio (nonostante le sue cattive condizioni di salute necessitino davvero di grandi attenzioni) e Sam scopre di essere totalmente fedele a sua moglie (che per l’occasione invece gli aveva dato anche il permesso di fare sesso e spassarsela un po’).

De Niro fa l’imbronciato. Il vecchio che ha messo il muso al mondo a causa della vedovanza.
Douglas fa il brillantone. L’eterno scapolo che si gode gli agi della vita.
Kline e Freeman non hanno dei ruoli molto rilevanti: l’uno è un buffo signore anziano con la barba bianca che fa ironia sulle sue protesi e non riesce a non essere schietto con i suoi interlocutori, l’altro è un nonnetto stufo di essere trattato di vecchio rincoglionito che non sa badare a se stesso.
Una delle scene più simpatiche è quella in cui proprio Morgan Freeman si mette a ballare al centro della pista su un pezzo dei Kool & The Gang (“Septemeber”, ovviamente).
Mary Steenburgen fa Diana, la fatalona: una bella signora over-50 che canta (vecchi classici della canzone americana riadattati in chiave jazz) in un club di Las Vegas e che riesce a fare colpo su 2 dei 4 al primo sguardo.
Romany Malco è una specie di assistente che viene affidato ai 4 protagonisti dopo che uno di essi (Archie) vince più di 100 mila Dollari ad un tavolo da gioco del Casinò Aria.
Jerry Ferrara ha il ruolo del ragazzetto a cui viene fatto credere per scherzo che i 4 ospiti dell’hotel siano pezzi grossi della malavita.

Giudizio globale: occassione sprecata. Un vero peccato. Quando capiterà più di avere davanti alla macchina da presa, insieme, quattro pezzi da novanta come questi qui?

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.