Lincoln

Lincoln

di Steven Spielberg (USA, 2012)
con Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn,
Joseph Gordon-Levitt, James Spader, Hal Holbrook,
Tommy Lee Jones, John Hawkes, Bruce McGill, Joseph Cross,
Peter McRobbie, Gulliver McGrath, Michael Stuhlbarg, David Costabile

Mesi fa Gabriele Niola ha scritto su Twitter che questa è probabilmente la recita scolastica più elaborata di sempre. All’inzio ho riso e annuito, senza peraltro aver visto il film. Oggi, dopo averlo guardato con attenzione, posso asserire che l’analisi è del tutto appropriata.
Siamo di fronte a un filmone, intendiamoci, ma ciò che rimane in bocca, a visione ultimata, è il gusto di un compitino fatto tutto preciso, senza sbavature, in completa adorazione del protagonista, senza un minimo di senso critico su quanto è accaduto realmente e quanto invece è passato alla storia. Certo, va detto che Lincoln è uno dei presidenti più amati della Storia degli Stati Uniti d’America ma, a cirica 150 anni di distanza dai fatti, un “grosso” biopic (nel senso del budget e dell’importanza dell’operazione) poteva essere l’occasione per analizzare la vicenda in maniera leggermente più approfondita.
L’unica ombra gettata sulle settimane che precedettetro l’approvazione del 13° Emendamento della Costituzione degli USA riguarda le trattative segrete dei Repubblicani e dell’entourage del Presidente atte a convincere i Democratici a votare a favore. Ma davvero vogliamo credere alla favoletta che l’eguaglianza di tutti gli Americani di fronte alla legge (e dunque la formale abolizione della vergognosa schiavitù) fu solo un atto di apertura mentale di una parte politica e frutto dei sinceri sentimenti libertari del Capo dello Stato? E il suo valore di strumento funzionale a porre fine a una sanguinosa guerra civile, che si trascinava da 4 anni, dove lo mettiamo?

Ma torniamo alla pellicola in senso stretto.
Daniel Day Lewis è semplicemente perfetto. Ha incarnato in pieno lo spirito che animò quell’uomo – o almeno i valori che i suoi compatrioti in lui riconoscono da decenni. Anche dal punto di vista del trucco è impressionante: sono riusciti a conciarlo esattamente come Lincoln. Basta guardare qualche ritratto dell’epoca per rendersene conto. Persino a livello di postura e di voce – ho visto il film in Italiano, ma tempo fa iniziai a vederlo in versione originale – il lavoro svolto mi è sembrato eccellente.
Validissimi poi i tanti comprimari. A partire da Sally Field che ha prestato il corpo e la voce alla signora Lincoln, una donna che (a quanto pare) viene ricordata come una mezza matta che ha reso la vita difficile a suo marito. Anche se, a guardare bene, il suo unico “difetto” riscontrabile era voler proteggere suo figlio dalla barbarie della guerra. Figlio parecchio giovane interpretato dal prezzemolino Joseph Gordon-Levitt.
James Spader irriconoscibile nei panni di un faccendiere grassottello che, insieme ad altri due soci, cerca di corrompere deputati del Partito Democratico al fine di farli votare in favore dell’emendamento.
Il piccolo Gulliver McGrath interpreta Tad, il figlio minore di Lincoln.
Quel gigante di David Strathairn è il Segretario di Stato William Seward, praticamente braccio destro e consigliere del presidente su tutta la politica.
A Tommy Lee Jones la parte di un irascibile deputato repubblicano, tanto anziano quanto temuto, uno di quelli che più sinceramente credevano nella battaglia per il riconoscimento dei diritti del popolo nero.
Hal Holbrook è un’altro anziano repubblicano, uno di quelli che fondò il partito.
Il simpatico Bruce McGill si destreggia molto bene nel ruolo di un generale sicuro delle proprie stategie belliche.
Un Michael Stuhlbarg incicciottito dà il volto invece a un combattuto deputato democratico che teme di mettersi contro la propria parte politica, pur volendo esprimere concetti di giustizia e libertà.

Perché guardare il film: 1. per apprezzare ancora una volta l’eccellente recitazione di Day-Lewis (ovviamente la pellcola andrebbe vista in lingua originale); 2, per imparare qualcosa in più sulla storia americana.
Perché non guardarlo: 1. perché non vi frega niente della storia moderna degli USA; 2. perché non vi piacciono le pellicole in cui si idolatrano acriticamente personaggi politici del passato; 3. perché siete di quelle persone che non reggono due ore e mezza di film (peraltro ambientato due secoli fa) e che usano spesso l’odioso aggettivo “lento” per descrivere una pellicola.

Per un’opinione alternativa su “Lincoln” vi invito a leggere quanto scritto da Kekkoz sul suo blog.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.