L'esercito delle 12 scimmie

L’esercito delle 12 scimmie
(Twelve Monkeys)

di Terry Gilliam (USA, 1995)
con Bruce Willis, Madeleine Stowe, Brad Pitt, Frank Gorshin,
Christopher Plummer, David Morse, Vernon Campbell, Jon Seda,
Joey Perillo, Joseph Melito, Michael Chance, Christopher Meloni

Film fantascientifico diretto da uno dei più visionari registi americani.
Futuro distopico. Nel 1997 una terribile epidemia uccide quasi tutti gli uomini, tanto che gli animali tornano ad avere il sopravvento nel Mondo. Gli unici, pochi, superstiti riesconno a rifugiarsi sottoterra, lontano dal rischio infezione e dopo alcuni anni – nel 2035 – per cercare di riprendere il dominio sul pianeta e tornare a vivere in superficie, mandano una spia indietro nel tempo a cercare informazioni, in modo da capire come si è diffusa la malattia, chi l’ha diffusa e perché, al fine di poterla fermare per tempo.
Il prescelto è James Cole, un prigioniero condannato all’ergastolo. Cole torna più volte nel passato (1917 durante la Prima Guerra Mondiale, 1990 e 1996) per raccogliere dati sul virus, ma soprattutto su un gruppo terroristico di stampo ecologista che si fa chiamare “L’esercito delle 12 scimmie” e che è ritenuto il doloso colpevole della grave diffusione. Durante uno dei suoi viaggi verrà ritenuto malato di mente e sarà per questo sarà internato in un ospedale psichiatrico; qui incontrerà la bella dottoressa Kathryn Railly, che lo aiuterà a venire a capo della vicenda, e Jeffrey Goines, un folle ragazzo logorroico, figlio di un illustre virologo.

Cosa è reale e cosa non lo è nella testa di uno psicopatico. Possono i nostri sensi darci garanzia che il presente che viviamo è davvero Il Presente? Terry Gilliam racconta questo dilemma con grande professionalità e scelte visive (e stilistiche più in generale) abbastanza innovative per l’epoca – o comunque molto originali. Ad infarcire il tutto, di fondo, c’è una visione allarmistica del futuro, ossia quella di un’umanità deputata all’autodistruzione.

Fra i tre protagonisti quello che esce meglio di tutti è ovviamente Brad Pitt, perfettamente a suo agio nel ruolo dello svitato totale. Le sue performance nell’ospedale psichiatrico sono semplicemente straordinarie, oltre che parecchio divertenti.
Anche Bruce Willis dà comunque il meglio di sè: lo vediamo stordito e mal concio per tutta la durata del film, anche il ruolo del guerriero venuto dal futuro – a quanto pare – è nelle sue corde.
A Madeleine Stowe (sempre brava e affascinante) il ruolo della dottoressa che crede alle teorie del suo paziente e lo asseconda – anche se non subito. In pratica il loro rapporto è basato su quella che in medicina si chiama Sindrome di Stoccolma: la dottoressa, benché vittima di rapimento, finisce per fraternizzare (pure troppo) con il suo rapitore.
Il già anziano Christopher Plummer interpreta l’esperto di virus, il dottor Leland Goines; David Morse recita invece la parte del suo assistente, il dottor Peters.

Colonna sonora molto interessante: oltre il classico “What a Wonderful World”, eseguito nella versione di Louis Armstrong, troviamo anche un riff di tango a fare da tema ricorrente nelle scene più incalzanti.

Nota: il film è ispirato al cortometraggio francese “La Jetée”, che fu diretto nel 1963 da Chris Marker.

La scheda di IMDb.com, quella di Wikipedia (in italiano), quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.