Carter

Carter
(Get Carter)

di Mike Hodges (UK, 1971)
con Michael Caine, Britt Ekland, Ian Hendry,
John Osborne, Petra Markham, Geraldine Moffat, Glynn Edwards,
Dorothy White, Rosemarie Dunham, Alun Armstrong, Terence Rigby,
Bryan Mosley, Tony Beckley, George Sewell, Bernard Hepton

Noir tratto dal romanzo “Jack’s Return Home” di Ted Lewis.
Un fantastico gangster movie come ormai pochi (e difficilmente) se ne vedono al cinema.
“Get Carter” racconta di come il killer professionista Jack Carter lascia Londra e torna nella sua città natale – Newcastle – per vendicare la morte di suo fratello, convinto che la malavita locale abbia messo in scena un suicidio per cammuffare una vera e propria esecuzione.

Alla brutalità di alcuni – pochi – passaggi si alternano validi momenti di suspence e persino un paio di scene di sesso abbastanza esplicite (una delle quali al telefono). Strano a dirsi, infatti: in tutta la storia si assiste solo a 4 omicidi. La violenza, più che mostrata, è teorizzata; chi guarda sa che qualcosa di molto brutto può succedere da un momento all’altro perché i personaggi sulla scena sono esseri spietati, capaci di tutto.

Michael Caine è straordinario, come al solito; si trova parecchio a suo agio nella parte dell’elegante e distinto killer assetato di vendetta. Ai miei occhi comunque è apparso abbastanza inedito in questa veste: non pensavo avesse recitato anche ruoli da killer superscaltro e sornione. Grandiosa la scena in cui si commuove mentre fuma a letto.
Le pupe del film sono: la biondissima Britt Ekland (l’amante del protagonista), Geraldine Moffat (la pupa del boss) e Dorothy White (la sprezzante amante del defunto).
La giovane Petra Markham interpreta la nipote di Carter.
A Rosemarie Dunham fu afidata la parte della locandiera che si fa sedurre dal killer a cui dà ospitalità.

Nota: la deliziosa colonna sonora contiene lo straordinario brano “30 60 90”. Ma non saprei dire se nella versione di Willie Mitchell o in quella di The Duke of Burlington.
Il corposo tema principale “Carter Takes a Train”, invece, è stato composto da Roy Budd. A me ha ricordato “Turn On, Tune In, Cop Out” dei Freak Power.

Qui potete vedere un paio di locandine in lingua inglese: 1 e 2.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.