Now You See Me

Now You See Me – I maghi del crimine
(Now You See Me)

di Louis Leterrier (USA, 2013)
con Jesse Eisenberg, Isla Fisher, Woody Harrelson, Dave Franco
Mark Ruffalo, Mélanie Laurent, Morgan Freeman, Michael Caine,
Common, Michael Kelly, David Warshofsky, Jessica Lindsey, Caitriona Balfe

4 illusionisti molto in gamba ricevono da un uomo miserioso una specie di carta dei tarocchi su cui c’è l’invito a presentarsi il giorno X all’ora Y in un determinato luogo. Arrivano tutti in quella che sembra essere una lercia stanza d’hotel e si conoscono. Attraverso un’illusione (che comprende fumi, fontane d’acqua e ologrammi) vengono ingaggiati per un grande colpo/spettacolo. Mettono così in piedi il primo grande show a Las Vegas nell’MGM Grand Hotel & Casino; come numero clou eseguono una rapina in banca. Sì, avete letto bene. Una vera rapina in banca, peraltro in teletrasporto, ma sempre restando nell’hotel davanti al pubblico sbigottito. La cosa si conclude con una fitta pioggia di Euro (non Dollari) sugli spettatori. La banca rapinata si trova infatti a Parigi, in Francia. O almeno così pare. Ricordiamoci sempre che è tutta un’illusione.
I scaltri maghi – 3 dei quali peraltro giovanissimi – non tengono per loro nemmeno un centesimo. L’FBI comunque non ci sta e apre immediamente un’inchiesta. Arresta il team di ilusionisti – che ora si fa chiamare “I 4 cavalieri” – e affida il caso all’agente Dylan Rhodes, a cui l’Interpol affianca la francesce (e bionda e giovane e carina) agente Alma Dray.
I due non si piacciono ma collaborano. Rhodes non crede nemmeno nella magia, è infastidito dal tutto ma comunque accetta il caso e inizia a lavorarci. Dall’interrogatorio dei 4 non si ricava un ragno dal buco, anzi l’FBI ci fa anche una pessima figura, per cui gli agenti decidono di rilasciare tutti e tenerli comunque sotto stretta osservazione, seguirli cioè da vicino durante i loro due successivi mega spettacoli: l’uno New Orleans e l’altro a New York.
A finanziare le imprese c’è un facoltosissimo tizio britannico: Arthur Tressler (Michael Caine), magnate delle assicurazioni. Suo acerrimo nemico è Thaddeus Bradley, un anziano anchormen (ex illusionista) che con la sua trasmissione televisiva da anni si diverte a smascherare i trucchi degli illusionisti e che – proprio per questo – è stato assunto dall’FBI per dare una sostanziosa mano nelle indagini.

Vale la pena guardare questo film? No. Perché? Troppo fasullo. Richiede nello spettatore un’eccessiva dose di quella che si è sempre chiamata “sospensione della credulità”.
Oltre ai trucchi, che sono troppo “WTF” per essere messi sul serio in pratica, ci sono altri elementi che da queste parti non sono stati propriamente apprezzati.
Troppi lustrini, troppa grandeur per gli spettacoli dei maghi, troppi movimenti di macchina (al limite del mal di stomaco), i 4 illusionisti troppo giovani per essere così bravi e noti, un tentativo ruffiano di far passare i protagonisti per novelli Robin Hood, sfruttando la tragedia dell’inondazione di New Orleans, un personaggio chiave che non si sa dove va a finire (leggi: buco nella trama), ecc.
Il personaggio di Woody Harrelson, poi, è troppo sbruffoncello. Va beh, che sei simpatico, uaglio’, ma non bisogna esagerare.
Jesse Eisenberg parla sempre troppo a macchinetta. Può risultare fastidioso (persino nella versione doppiata in Italiano) e macchiettistico. Innaturale, eccessivamente sopra le righe.
Mark Ruffalo lo abbiamo già visto nei panni dell’investigatore. Ricordate “Zodiac”? Qui è sempre scocciato, incazzato, un po’ sciatto (con la barba troppo lunga). Che il suo fascino abbia un certo ascendente sulla giovane collega francese (Mélanie Laurent) è plausibile. Ma era proprio necessario far nascere una storia d’amore – per l’ennesima volta – tra due colleghi poliziotti (di sesso opposto) che indagano insieme?
Caruccetta Isla Fisher: bel personaggio, simpatico, ma avrebbe potuto essere approfondito ulteriormente.
Tutto il mistero intorno alla figura di Thaddeus Bradley (Morgan Freeman) che senso ha? Perché non si spiega bene chi era e cosa nasconde? Perché è tanto ligio al suo dovere?
Voi lo sapevate che il giovane Dave Franco è il fratello di James “Jimbo” Franco? A guardare bene la sua faccia, una certa somiglianza la si nota.
Il grande e stiloso Common interpreta il capo dell’agente Rhodes. In una scena gli fanno fare anche l’allocco, ossia un dirigente FBI che si fa abbindolare da un ipnotizzatore. Simpatico, no? Peccato che non abbia senso. Non è chiaro come sia potuto accadere. NON.È.PLAUSIBILE. Il tizio non entra mai in contatto diretto con l’ipnotizzatore.

SPOILER: attenzione allo sdolcinatissimo finale lucchettaro. La Federico Moccia Mania è arrivata anche negli USA. Poracci.

Nota: il regista è lo stesso di “Scontro tra titani”, “L’incredibile Hulk”, “Transporter: Extreme” e “Danny the Dog”. Così vi regolate.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.