40 carati

40 carati
(Man on a Ledge)

di Asger Leth (USA, 2012)
con Sam Worthington, Elizabeth Banks, Edward Burns,
Kyra Sedgwick, Ed Harris, Titus Welliver, Mandy Gonzalez,
Genesis Rodriguez, Anthony Mackie, Patrick Collins, Jamie Bell,
William Sadler, J. Smith-Cameron, Afton Williamson

Un tale di nome Nick Cassidy prende in affitto una suite in un hotel prestigioso, ordina una ricca colazione, mangia e poi apre la finestra e sale sul cornicione. Minaccia di buttarsi. In men che non si dica una folla di curiosi si accalca sotto l’hotel, arriva la polizia e si comincia a trattare, ma Nick pare voglia parlare solo con Lydia Anderson, una bravissima negoziatrice.
L’intento di Cassidy è mostrare a tutti la sua innocenza con un gesto eclatante. Scopriamo infatti che è evaso dal carcere – approfittando del permesso di uscita concessogli in occasione del funerale di suo padre – dove stava scontando 25 anni per aver rubato un enorme diamante. L’idea del tentato suidicio è tutto un bluff per distrare la polizia. Infatti, mentre le trattative sul cornicione si protraggono per diverse ore, il fratello di Nick (Joey) e la sua sexy fidanzata (Angie) si intrufolano nel palazzo di fronte all’hotel alla ricerca del diamante da rubare nuovamente – anzi per la prima volta, dal momento che l’intento del furto è dimostrare a tutti che la pietra preziosa si trova ancora nella disponibilità del suo proprietario: il riccone David Englander.

Qui siamo di fronte all’ibridazione del crime movie con l’action e il robbery. Anche un po’ thriller, ma neanche tanto. Anzi per nulla – lasciatemelo dire – dal momento che si capisce subito – sin dalle prime battute – come andrà a finire il tutto. Il finto suicida e la negoziatrice inizieranno con piccole schermaglie e finiranno per piacersi (molto). Il funerale è una farsa ovvia. I poliziotti “capiscioni” sono d’accordo con l’odioso furfante. Il colpo riesce alla perfezione, nonostante alcuni intoppi di percorso. E così via.

Passiamo agli attori.
Sam Worthington – il protagonista – non mi dice granché. Non mi ha convinto, è una faccia come tante. Dovrebbe trasmettere sofferenza e disperazione nei primi 10/15 minuti di pellicola ma non mi pare ci riesca.
Elizabeth Banks, invece, è proprio bellina. Mi piace la sua faccia. Recita molto bene, è davvero una delle migliori in questo film. Mi fa piacere che abbiamo affidato a lei il ruolo del negoziatore (per una volta non un maschio ganzo che si atteggia a grande professionista e integerrimo supereroe). Piccina, non giovanissima, ma molto dolce. Il suo personaggio è tormentato perché alcuni mesi prima ha fallito, l’impegno messo nella negoziazione non è bastato a salvare la vita di un essere umano che aveva perso ogni speranza. Forse questo è uno dei pochi elementi originali della pellicola, se si esclude l’idea del diversivo-cornicione a fini di rapina.
Edward Burns ha un ruolo di secondo piano, se non terzo. Nonostante sia uno dei più famosi del film la sua funzione è fare da spalla alla Banks.
L’odiosa Kyra Sedgwick ha la faccia giusta per fare la giornalista rampante e cinica che si apposta sotto l’hotel dal cui cornicione si vuole gettare il disperato suicida.
Titus Welliver faccia da schiaffi; che deve sostenere la parte del poliziotto scemo e troppo sicuro di sé lo si capisce subito.
Genesis Rodriguez è la bonazza del film. Latina fascinosa e dal corpo wow.
Anthony Mackie interpreta il collega poliziotto con cui faceva coppia Cassidy al momento del fattaccio. Una specie di piedipiatti buono in fondo in fondo, ma corrotto, uno col carbone bagnato, che ha qualcosa da nascondere.
Jamie Bell è un’altra faccia da scemo. Ma anche in questo caso è indicata per il personaggio che deve interpretare (il fratello di Nick).
Simpatico Patrick Collins; sbuca qua e là ogni tanto. Il suo ruolo si chiarisce solo nelle ultime battute del film.
Il migliore di tutti, comunque è Ed Harris. Recita alla grande. Perfetta la sua grinta per la parte dell’avido e corrotto milionario, un affarista feroce e violento che gode nel prevaricare, usando persino modi da sbruffone.

Voto alla pellicola: 6. Non mi ha entusiasmato come pensavo. Ma è girato molto bene. Soprattuto per le riprese dal cornicione e le scene “action”. Si sappia: gli ultimi 10 minuti sono tutti esplosioni, spari, scazzottate, rincorse, salti, ecc.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.