Wall Street – Il Denaro non dorme mai

Wall Street - Il Denaro non dorme mai

Wall Street – Il Denaro non dorme mai
(Wall Street: Money Never Sleeps)

di Oliver Stone (Usa, 2010)
con Michael Douglas, Shia LaBeouf, Carey Mulligan, Susan Sarandon,
Josh Brolin, Frank Langella, Vanessa Ferlito, Christian Baha, Charlie Sheen,
Eli Wallach, Thomas Belesis, John Buffalo Mailer, Oliver Stone

Del film ricordo poco perché l’ho visto alcuni mesi fa. Dunque sarò breve.
In questo sequel Stone tratteggia una New York diversa, una metropoli che è ancora la capitale mondiale del denaro e della modernità ma che forse ha perso quell’aura di speranza ultra-positivista, quella indistruttibile fiducia nel futuro.
Questa volta il nemico numero 1 da sconfiggere non è Gekko ma Bretton James (sapientemente interpretato dal grande Josh Brolin): un banchiere scaltro e vendicativo, non giovane, né anziano ma già molto vicino alla cupola del potere. Le infide trame che fila alle spalle dei personaggi positivi (?) gli servono appunto per compiere un ultimo e decisivo passo verso il controllo sull’intera economia americana – se non mondiale. D’altronde il messaggio che il film vuol far passare è che il contatto con il denaro – anche questa volta, a distanza di quasi 25 anni – continua ad essere deleterio per l’essere umano. Stone rappresenta la finanza come male assoluto. Ma sarà poi vero?

Sui personaggi positivi sono scettico. Anche i due giovani che dovrebbero essere i portatori di sani princìpi non la raccontano giusta – non del tutto almeno. Infatti mentono l’uno all’altra, per quanto apparentemente per una giusta causa.
Il personaggio del giovane rampante c’è anche questa volta. Il ragazzino urlante Shia LaBeouf ha preso il posto dello strafottente Charlie Sheen (che comunque appare nella pellicola per un cammeo). LaBeouf interpreta Jake Moore, un broker ventenne che vuole fare i soldi, un arrivista ma di medio calibro, che vuole fare i soldi – certo – ma che appare meno fissato con la richezza e il potere di quanto lo fosse il suo predecessore. Moore vuole raggranellare un sacco di moneta investendo nella ricerca scientifica, o meglio scommettendo il suo capitale su un’azienda che cerca di mettere a punto una forma di energia alternativa e pulita – va beh, pulita si fa per dire: la fissione nucleare.
Apprezzabile il colpo di scena a tre quarti della pellicola. Stupisce, anzi mi ha stupito. Parlo per me e me solo. L’ho apprezzato anche per questo.
La biondina scipita Carey Mulligan interpreta la figlia di Gekko nonché la ragazza di Moore. Ancora quest’attrice non riesce a convincermi del tutto. Non so bene perché.
Eli Wallach fa il grande vecchio, il banchiere dei banchieri a cui spetta sempre l’ultima parola, quello che può porre il veto su tutto e tutti. Lo stesso che non guarda in faccia a nessuno e cambia alleanze anche all’ultimo minuto, sempre in funzione del “facciamo più soldi, salviamoci il culo”.
Voto alla pellicola: 7. Non male. Pensavo peggio. Di fronte ai sequel assumo sempre un atteggiamento da scettico.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo e quella di MyMovies.it.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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