Reality

Reality

di Matteo Garrone (Italia, 2012)
con Aniello Arena, Loredana Simioli, Nando Paone,
Nello Iorio, Nunzio Schifano, Giuseppina Cervizzi,
Claudia Gerini, Paola Minaccioni, Ciro Petrone, Raffaele Ferrante

Diciamo subito una cosa: 115 minuti per questa pellicola sono decisamente troppi. Ne bastavano 20.
Reality racconta la storia di Luciano, un pescivendolo napoletano che vive in una specie di grande famiglia allargata – in un quartiere molto popolare di Napoli – e che per sbarcare il lunario ha escogitato una semplice truffa ai danni di un’industria di robot da cucina. Luciano è il più simpatico della famiglia, il più brillante – oltre che quello che la tiene in piedi economicamente. Un giorno, spinto insistentemente dai suoi cari, prende parte ad un provino per il Grande Fratello (il programma papà di tutti i reality televisivi) e supera la prima fase. Dopo essersi recato a Roma – dentro gli studios di Cinecittà – per affrontare la seconda prova si convince di avercela praticamente fatta. Così torna a Napoli, dove trova il suo quartiere intero ad accoglierlo festante, nell’attesa di essere chiamato per partecipare al programma. Solo che la chiamata non arriva. Mai. Nel mentre Luciano inizia a temere di essere sotto osservazione, di essere circondato cioè da emissari del programma intenti ad osservare il suo comportamento, onde valutare se è degno di prendere parte al GF. Solo che, così facendo, perde il contatto con la realtà e – per farla breve – impazzisce.
Ecco, questo accade nei primi 20 minuti, diciamo mezz’ora, dai. Poi il nulla. La trama si trascina inutilmente. Si spera in un colpo di teatro: in un finale tragicissimo o in un lieto fine che magari rimetta tutto in ordine, invece niente. Nessuna delle due ipotesti accade. Anzi, lo spettatore è anche costretto negli ultimi 5 minuti a sforzarsi nel sospendere pesantemente il proprio senso della realtà.

Cosa ci vuole dire Garrone con questo film? O meglio cosa ci racconta? Quello che vediamo è un uomo – peraltro adulto, non un ragazzetto – che rimane vittima del proprio sogno. Non un qualsiasi, il sogno di emergere dal mucchio, di diventare ricco e famoso, per i propri fantomatici “meriti artistici”. Un desiderio di riscatto
La pellicola è brutta? No, affatto. Anzi. La scena iniziale, ad esempio – quella del cocchio con gli sposi che raggiunge in pompa magna la sala ricevimenti – è la prova evidente che Garrone sa realizzare il miglior cinema italiano neo-neo-realista (definiamolo così).
Ed infatti questo è un suo grandissimo pregio: essere in grado di raccontare il degrado culturale (ma non solo) in cui vive certa Italia oggi. Il 2012 della Napoli che vive nei quartieri pià bassi. Ma non solo Napoli, a dirla tutta. Certi sogni albergano nelle menti di molti, troppi, Italiani. Con “Gomorra” raccontò la malavita, con “Reality” illustra invece le speranze o meglio la sete di fama e denaro del proletariato contemporaneo.
in “Reality” a far da protagonista troviamo il bravissimo Aniello Arena – un galeotto che si è avvicinato alla recitazione durante la permanenza in carcere – ergastolano dal 1993.
Nando Paone comunque è forse il migliore sullo schermo. Interpreta il garzone (adulto) che lavora in pescheria con Luciano. Il suo è un ruolo molto drammatico, di chi vede pian piano un amico scivolare nel tunnel oscuro della depressione e della follia e, ciò nonostante, non si fa trascinare nel baratro, anzi assiste con grande forza d’animo, cercando di dare tutto l’aiuto possibile.
Nando Paone
Raffaele Ferrante interpreta Enzo, il vincitore (anch’egli campano) di una precedente edizione del GF. Sua la frase “Non abbandonate mai i vostri sogni – Never Give Up”, che potrebbe essere in un certo senso la sintesi migliore di questa pellicola, il pensiero assillante che porta il protagonista alla follia.
Bravissima anche l’attrice che interpreta la moglie di Luciano – Loredana Simioli – così come un po’ tutti i membri della famiglia.
Permettetemi di esprimere tutta la mia stima al simpaticissimo Nello Iorio. La scena in cui il suo “Massimone” fa uno scherzo telefonico al protagonista è forse la più bella di tutto il film. Epico.
Claudia Gerini appare in una sola scena nei panni della presentatrice del Grande Fratello.
Il giovane Ciro Petrone – già visto in “Gomorra” nelle vesti di piccolo furfante che mitragliava il mare – qui interpreta un barista ruffiano che vorrebbe aprire un fan club per il protagonista ancor prima che questi venga invitato a partecipare al reality.
Voto alla pellicola 6. Non è proprio imperdibile come pensavo prima di entrare nel cinema.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.