Il barbiere di Rio

Il barbiere di Rio

di Giovanni Veronesi (Italia, 1996)
con Diego Abbatantuono, Rocco Papaleo, Margaret Mazzantini,
Giuseppe Oristanio, Zuleika Dos Santos, Ugo Conti, Renata Fronzi,
Mauro di Francesco, Nini Salerno, Monica Assis, Rubens Barbot,
Claudio Bignone, Edir De Castro, Irene Grandi, Davide Cincis

Simpatica commedia che guardo sempre con molto piacere. Questa per me sarà stata la terza visione.
Matteo è un barbiere romano ultraquarantenne tanto cialtrone, quanto legato ai suoi due bambini. Stufo delle difficoltà economiche, che lo costringono a vivere nel retro del salone, e dei contrasti con sua moglie – da cui si è separato – decide di fare un viaggio in Brasile, usando la scusa di voler andare a trovare finalmente Angelina, ossia sua sorella maggiore che vive lì e che non vede da circa 30 anni.
Una volta arrivato a Rio verrà accolto apparentemente bene ma si troverà ben presto molto spaesato: sarà infatti vittima di diversi furti e finirà per essere coinvolto dalla vita sregolata di Rocco, un piccolo malavitosto locale che è anche suo stretto parente (il nipote di sua sorella). La felicità arriverà solo quando incontrerà e inizierà a frequentare Giorgina, la giovane fidanzata di Rocco. Tra i due ovviamente sboccerà l’amore ma sarà fortemente ostacolato dall’orgoglio del malavitoso che, considerando la ragazza sua proprietà privata, mai si sognerebbe di perderla per mano dell’ultimo arrivato: un italiano che peraltro è suo zio.
Abbatantuono è spassosissimo quando tenta di parlare in Portoghese. S’inventa i termini, li storpia, cerca di barcamenarsi in un lessico tutto suo come antidoto al ritrovarsi immerso in un idioma che non capisce. Peccato per l’accento romano: non gli riesce affatto bene.
Molto brava anche Zuleika Dos Santos nei panni della giovane e dolcissima Giorgina.
Giuseppe Oristanio si rivela un volto azzeccatisismo per la parte del boss di piccolo cabotaggio.
Rocco Papaleo, a cui hanno riservato un ruolo di secondo piano (l’aiutante di Matteo) invece è decisamente sottotono.
Margaret Mazzantini è perfetta nel ruolo della quasi-ex-moglie stronza che fa di tutto per rendere la vita difficile a suo marito, soprattutto dal punto di vista finanziario.
Irene Grandi ha una funzione strana e un po’ inutile, oltre che estemporanea: interpreta una specie di angelo custode di Matteo che appare solo in testa e in coda al film.
Ho trovoato buffa Renata Fronzi nei panni della sorellona tontolona del protagonista.
Ugo Conti, Mauro di Francesco e Nini Salerno rappresentano la parte più amara e cinica del film. Sono tre Italiani trapiantati a Rio che fanno la bella vita in Brasile, sfruttando alcune donne del posto e intortando gli Italiani in vacanza con piccoli scherzi e/o truffe.
Devo essere sincero: scopro solo ora che il regista di questo film è Giovanni Veronesi. Non avrei mai pensato che fosse capace di realizzare una commedia tanto carina.
Voto: 6 e mezzo. Forse l’unica pellicola di Veronesi che merita di essere vista (a parte “I laureati”).

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.