Il cavaliere oscuro - Il ritorno

Il cavaliere oscuro – Il ritorno
(The Dark Knight Rises)

di Christopher Nolan (USA, 2012)
con Christian Bale, Marion Cotillard, Gary Oldman,
Michael Caine, Matthew Modine, Anne Hathaway,
Joseph Gordon-Levitt, Tom Hardy, Morgan Freeman,
Alon Aboutboul, Ben Mendelsohn, Daniel Sunjata, Liam Neeson,
Burn Gorman, Sam Kennard, Aidan Gillen, Nestor Carbonell

Diciamolo subito: questo film non è meglio di “The Dark Knight”, ossia la terza pellicola della saga su Batman diretta da Nolan è qualitativamente inveriore alla seconda. Ciò non togle comunque che siamo di fronte ad un ottimo film, soprattutto sotto l’aspetto registico e visivo.
Batman questa volta se vede con Bane, il cattivone di turno, che però – diciamocelo – non convince al 100%. Il suo aspetto non incute timore (è solo un palestrato con una maschera basdiosa su bocca e naso) così come non si capisce quale sia il motivo che lo spinge a isolare Gotham City dal mondo e a mandarla in subbuglio attraverso l’esposione di una tremenda anarchia populista. Non è il denaro che spinge Bane (dignitosamente interpretato da un irriconoscibile Tom Hardy), né il potere, né la vendetta. Allora cosa? La follia? Solo? Mah.
Oh, e poi a me questa storia della Setta delle ombre non mi ha mai convinto. Introduce un elemento mistico/massonico che – a mio avviso – cozza molto con tutto l’impianto. Il Cavaliere mascherato sfoga la sua rabbia sui malavitosi di Gotham, prende la difesa della città come missione. Si tratta di un Eroe Americano in tutto e per tutto, l’etica i valori, l’approccio alla giustizia sono esattamente quelli. Cosa c’entra dunque un gruppo mistico di violenti extra-USA? La storia che questo supereroe abbia imparato il combattimento corpo a corpo in Oriente non m’è mai andata giù. Lo scrissi già anni fa in questo post.

Ciò che invece ho apprezzato molto di questo film (a parte le dinamicissime scene d’azione) è stato l’impianto psicologico del protagonista. La storia riprende con un Batman affranto, chiuso in se stesso (e auto-rinchiuso fisicamente nella sua magione), addolorato per la perdita della donna della sua vita e profondamente distrutto per aver fatto piombare la sua città in uno stato di polizia. Si è addossato la morte di Harvey Dent per evitare che il caos prendesse il dominio sulla sua Gotham ma sa che quello era il male minore, che comunque si poteva fare di meglio, che non era una cosa del tutto giusta e legittima – se non altro perché ha costruito e avallato una grande menzogna davanti all’opinione pubblica.
Bello anche il gioco del gatto col topo che si viene a creare tra Batman e Cat Woman (la bella mora Anne Hathaway), una scaltra ladra di origini poverissime che cerca una specie di riscatto nella fuga, invischiata negli affari di Bane solo perché ha intenzione di rifarsi una vita facendo perdere al Mondo le sue tracce.
Ho capito poco il personaggio di Miranda (interpretato da Marionne Cotillard). Dovrebbe essere uno dei più importanti della storia, ma rimane quasi sempre in secondo piano. Chi è? Da dove sbuca? Perché Bruce Wayne si fida di lei, a tal punto da affidarle metà di tutti i suoi averi in un progetto innovativo su nuove fonti di energia? Senza parlare del fatto che, al suo posto, ci avrei messo una donna molto più fascinosa. Non che la Corillard non sia una bella donna. Per carità, ma per sedurre il granitico Batman ce ne vuole, dovrebbe servire una dose-extra di fascino.
Michael Cane immenso come al solito.
Il peso dell’esperienza di Gary Oldman si sente tutto. Straordinario nei panni dell’aziano ispettore Jim Gordon.
Anche Joseph Gordon-Levitt si fa apprezzare nei panni del giovane agente Blake. La faccia da ragazzino per una volta gioca a suo favore.
Non dimentico di dire che Christian Bale è cresciuto tantisismo dal punto di vista attoriale. L’ho visto meno legnoso e con una gamma di espressioni più ampie. Alla faccia accigliata che cercava di trasmettere qualsiasi tipo di emozione, si è aggiunta anche qualche altra smorfietta che bene si adattava alle esigenze di copione.
Matthew Modine ha la faccia perfetta, fastidiosa al punto giusto per interpretare il poliziotto vedicativo, orgoglioso, opportunista, ignavo e fifone.
Liam Neeson appare in una sola scena, all’interno di un ricordo/sogno del protagonista, dunque è invalutabile.
Morgan Freeman è quasi inutile. Lo dico con rispetto parlando. Nel senso che in quel ruolo (quello di Lucius Fox) ci si poteva mettere anche un altro attore. Il personaggio purtroppo non ha molto spessore, è solo il genietto che inventa straordinarie armi per il supereroe. Da sempre. Per questo è vecchio. Ok. Ma forse ci avrei visto meglio qualcun altro che desse la sensazione di essere più in gamba, più scaltro, otlre che moralmente integerrimo.
Giuduzio complessivo sulla pellicola: da vedere. Il genere “action” e i film tratti da fumetti d’ora in avanti hanno questo come limite da superare. Ancora una volta Nolan fa un eccellente lavoro. Bravo.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.