Young Adult

Young Adult

di Jason Reitman (USA, 2011)
con Charlize Theron, Patton Oswalt,
Patrick Wilson, Alizabeth Reaser, Richard Bekins, Kate Nowlin,
Mary Beth Hurt, Colette Wolfe, Nicholas Delany, John Forest

Mavis è una ghostwriter trentottenne annoiata della vità in città che lascia Minneapolis alla volta della sua cittadina d’origine: Mercury. Obiettivo dell’improvviso ritorno in provincia: riconquistare una vecchia fiamma, l’ex ragazzo con cui stava ai tempi delle superiori.
Quello qui sotto è il trailer (in italiano)

SPOILER
Il tentativo ovviamente non solo andrà fallito – anche e soprattutto perché il tipo ormai è felicemente sposato e ha una figlia – ma risulterà anche estremamente deleterio in quanto porterà a galla tutti i problemi psicologici della protagonista, dovuti principalmente al permanente senso di insoddisfazione che prova nei confronti della propria vita. Mavis si annoia, si sente una fallita, ha un matrimonio alle spalle andato in rovina, si tiene lontano dalla famiglia e dalle sue origini (se si esclude il tentativo di ri-abbordaggio dell’ex) perché ha paura sia del passato (vorrebbe cancellarlo del tutto), che del presente.
Il problema è che anche vivere nel presente non la soddisfa – nonostante si rivelerà poi l’unica scelta possibile. L’exit strategy sarà infatti tornare alla vita di ogni giorno, riprendere la vità nella grande città senza grossi rimpianti o grandi aspettative.
Unica nota positiva del viaggio nel passato sarà la scoperta di una breve e intensa amicizia con un ex compagno di scuola, Matt Freehauf. Matt infatti sarà l’unica persona con cui Mavis si aprirà e riuscirà ad essere se stessa, l’unico che saprà apprezzarla per quello che è, che saprà consolarla nel momento più difficile della presa di conscienza, del ritorno alla dura realtà (quel momentaccio in cui la ragazza si renderà conto di stare inseguendo un’utopia) l’orlo del tracollo, l’ultimo passo prima del totale esaurimento nervoso.
Strana nota originale. La vita di paese, pur con tutti i suoi difetti, non viene rappresentata nel peggiore dei modi. Anzi, viene quasi da pensare che in taluni casi può essere una soluzione percorribile, seppur non la migliore. I paesani di Mavis dopotutto sono persone che dimostrano di avere ancora un briciolo di umanità, un po’ di rispetto per le persone a cui vogliono bene. Anche lo straordinario Matt altro non è che un esempio di come è possibile rimanere in disparte, in ombra, e vivere comunque una vita dignitosa, speeur tra mille difficoltà.
Charlize è splendida, certo, lo sappiamo. Bella ma non solo. Anche questa volta recita da Dea. Voto: 10. Qui difatti non c’è solo la sua straordinaria bellezza da considerare. Qui in alcuni casi il tentativo è di imbruttirla quasi, anzi di farla apparire sciatta, scialba, banale, trascurata. Gliel’hanno chiesto e lei c’è riuscita. Anche questo le riesce benissimo: recitare le parti da donna inutile. Bel faccino, dunque ma non solo. Signori, qui stiamo parlando di un premio Oscar, un’attice che ha vinto la più grande onorificenza del cinema americano per un ruolo da serial killer brutto e violento. Anche per questa pellicola forse avrebbe meritato un altro premio. Insomma, ricordiamoci sempre che la ragazzina supersexy che 15 anni fa mostrava le chiappe in uno chicchismo spot Martini, adesso è diventata un’attrice di prima classe.
Voto 10 anche a Patton Oswalt nei panni dell’amico sincero. Bravissimo nel recitare il ruolo del grassone zoppo, basso e tarchiato che diventa il confidente della gnocca isterica venuta dalla città. L’ex reginetta del liceo si lascia amare dallo sfigatissimo contabile che gira in stampelle, dall’ex zimbello della scuola. Se non è Romanticismo questo…
“Young Adult ” è il frutto del lavoro combinato di Jason Retiman alla regia e di Diablo Cody alla sceneggiatura (gli stessi di “Juno”). A me è piaciuto molto, per cui lo consiglio a tutti quelli che non sono alla ricerca della solita commedia scontata. Drammone contemporaneo con brillanti spunti di sagace umorismo. Gut! Qualcosa di originale dalla vecchia America, insomma. Un prodotto non proprio indipendente ma in un certo senso fuori dal solito giro delle megaproduzioni degli Studios hollywoordiani.
Da vedere.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.