L'ultimo disco dei Mohicani

L’ultimo disco dei Mohicani
di Maurizio Blatto
Castelvecchi, 2010
Pagg. 228 – 15 Euro

Un tentativo non riuscito di produrre una specie di versione italiana di “High Fidelity (Alta Fedeltà)” di Nick Hornby.
Il testo è vagamente autobiografico. Più che raccontare di sé, infatti, Blatto tratteggia i profili dei vari personaggi (altamente inverosimili) che hanno affollato “Backdoor”, ossia il negozio di dischi che ha gestito a Torino per anni. Insomma, nonostante sia basato su qualcosa di vero, “L’ultimo disco dei Mohicani” non trasmette al lettore una forte sensazione di realtà. Tutt’altro. L’autore esagera, romanza troppo gli assurdi comportamenti degli avventori, atteggiamenti al limite della nevrosi, della mania e della psicopatia. E questo al sottoscritto non è piaciuto affatto. Aggiungerei inoltre che questo stile di scrittura, associato al tono volutamente parossistico, probabilmente ha intenzione di suscitare qualche sorriso nel lettore ma vi posso assicurare che ciò non accade.
Lettura consigliata? No, non direi. Seppur nutro moltissima stima nei confronti dei titolari di negozi di dischi, direi che questo libro è tranquillamente evitabile.
Un pubblico grazie comunque va a chi mi ha deciso di regalarmelo per il Natale del 2010.

La scheda di IBS.it e quella di BOL.it.