Shame

Shame

di Steve McQueen (USA, 2011)
con Michael Fassbender, Carey Mulligan,
Lucy Walters, James Badge Dale, Elizabeth Masucci
Nicole Beharie, Hannah Ware, Alex Manette, Loren Omer

Acclamato dalla critica come film dell’anno, Shame è qualcosa di intensamente angosciante. Una pellicola cruda e quasi fredda in alcuni passaggi, calda, vibrante e passionale in altri. Materiale di certo creato non per gli occhi di moralisti, puritani. Dunque se vi scandalizzate con facilità, statene alla larga.
Qui trovate il trailer ufficiale italiano.
Brandon Sullivan è un erotomane, una specie di malato di sesso, un uomo che ha bisogno di godere fisicamente quasi senza sosta. Un soggetto affamato di forti emozioni che necessità di scendere fino agli inferi, di perdersi completamente nella ricerca di se stesso.
Solo per scelta, cerca di fuggire dalla famiglia e da qualsiasi tipo di legame affettivo ma non può; sua sorella – la giovane Sissy (interpretata da Carrey Mulligan) – infatti lo raggiunge e si piazza in casa sua, mettendolo con le spalle al muro. La biondina, che di mestiere fa la cantante jazz nei night club, ha bisogno di affetto, di calore, di essere supportata da suo fratello, ma questi non riesce a far altro che respingerla. Grattando via la spessa patina di odio di Brandon, si trova disperazione e vergogna, drammatici shock le cui conseguenze sono state soffocate e represse. Tra lui e sua sorella si intuisce anche una certa tensione sessuale, sebbene non si capisca bene se tra i due s’è mai consumato un rapporto carnale. Di certo entrambi hanno avuto un’infanzia difficile – altro elemento intuibile – vengono cioè da esperienze traumatiche che hanno lasciato segni indelebili nella loro psiche. Entrambi cercano di sfogare nel sesso il loro dramma esistenziale, anche se ognuno in modo diverso. Questa forse, oltre il legame di sangue, è l’unica cosa che li accomuna.
SPOILER
Plot circolare: il film termina così come è inziato. Brandon non riesce a sfuggire alla sua natura di predatore sessuale, anche dopo un altro forte trauma: l’ennesimo tentativo di suicidio di sua sorella.
Fassbender è l’attore più quotato al momento. Amatissimo dalle donne per il suo fascino misterioso e magnetico, in questa pellicola si concede anche diverse scene di nudo frontale, oltre che di sesso. Ha un fisico statuario, dunque non sfigura. Per gran parte del tempo recita senza parlare, con la sola modulazione del corpo – cosa che gli riesce estremamente bene. Trattasi di “figo da paura”, ammettiamolo. Oltre essere un bell’uomo, è anche straordinariamente dotato in quanto a recitazione. Si veda ad esempio il lungo piano sequenza in cui cerca di fare l’amore (senza riuscirvi) con l’unica donna per cui prova sentimenti sinceri. Capolavoro.
Carey Mulligan non mi fa impazzire. L’avevo già vista in “Drive” nei panni di “mammina fragile”. Però devo essere sincero: qui è in parte. Il ruolo dell’anima in pena in cerca di conforto è suo. “Ci sta dentro” direbbe uno giovane.
James Badge Dale ha la faccia del cazzone. In alcun frangenti risulta davvero fastidioso. Lo ricordate in “Rubicon”? Era il protagonista di questa serie tv. Dunque indicato per questa parte del capufficio sfigato che ci prova con ogni donna che gli passa davanti.
Nicole Beharie è una delle attrici più carine di questa pellicola. Molto valida nel ruolo della ragazza che fa breccia nel cuore del protagonista, anche se solo per un paio di giorni.
Fotografia e scelta delle location sono da premio Oscar. Incredibilmente azzeccate. Grande ritratto della New York nottura, metropoli della perdizione. Le scene negli ambienti chiusi, invece, raccontano di un upper class quadrata e iperfighetta. Impeccabile.
Alla colonna sonora concedo cinque stelle su cinque. L’ho trovata eccezionale e azzeccatissima. Pianoforte triste a go-go nelle scene più intense, quelle che raccontano l’inquietudine del protagonista, e musica black funky-disco tutta da ballare per le scene nei club. Ho riconosciuto: “Genius of Love” dei Tom Tom Club, “Rapture” di Blondie e “I Want Your Love” degli Chic.
Nota per audiofili: nel suo appartamento dall’arredamento ipercontemporaneo il protagonista tiene una discreta collezione di vinili e un giradischi Technics 1200.
Voto alla pellicola: 7. Non male davvero ma forse le recensioni dei critici creano troppa aspettativa.
Notevole la locandina americana.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.