Interview

Interview

di Steve Buscemi (USA, 2007)
con Steve Buscemi, Sienna Miller

Pellicola che potrebbe benissimo essere una pièce teatrale. Racconto a due sole voci. Qui due volti bastano per realizzare un capolavoro di film. Due protagonisti, un’intervista da realizzare.
Guarda qui il trailer.
Lui – Pierre Peders – è un giornalista di politica interna sulla cinquantina, un ex reporter di guerra molto pieno di sé che adesso fa l’opinionista e il cronista da Washington. Cinico, disilluso, maleducato e parecchio stronzo. Si capisce subito che non ha alcuna voglia di intervistare un’attricetta.
Lei – Katya – è un’attrice sulla cresta dell’onda. Giovane, biondissima, bellissima. Anche lei un po’ stronza. Un volto strordinario su un corpo mozzafiato. Gira quasi solo film di serie B o horror inutili. I fan e gli spettatori in generale di lei ricordano soprattutto il seno florido. Tutti credono che sia stupida e che non sappia recitare ma che abbia raggiunto la vetta dello star system solo perché sia andata a letto con la gente giusta. L’intervista però sarà l’occasione per dimostrare il contrario.
Il lunghissimo dialogo tra i due in realtà è un duello, una sfida. Anzi una guerra formata da una fitta sequenza di battaglie combattute a colpi di menzogne, seduzione e scaltrezza. La vittoria sarà affidata al miglior attore, nel senso più ampio del termine.
Katya e Pierre son come due boxeur che si incontrano su di un ring, due lottatori infaticabili, due primedonne che cercano di primeggiare l’una sull’altra, due faine laide che fanno di tutto per mettere in difficoltà la loro preda prima di azzannarla. Il loro solo e unico obiettivo è portare a casa il risultato e per ottenerlo non lesinano colpi bassi, cattiverie, bugie.
I colpi sferrati dai due combattenti sono spesso angherie di tipo psicologico che, accatastandosi l’una sull’altra, finiscono per montare pian piano una guerra di nervi, da cui uscirà vittorioso il meno credulone dei due.
Quasi tutta la pellicola si svolge in ambienti chiusi: un lussuoso ristorante di New York e l’affascinante loft in cui abita Katya – a parte un paio di brevi scene girate per strada, nei pressi di un marciapiede.
Guarda qui una foto di scena.
In “Interview” la recitazione dei due attori protagonisti è stata fondamentale: se fosse stata pessima (ma non lo è stata affatto), il film probabilmente non avrebbe avuto alcun valore – nonostante, va detto, sia scritto ottimanente. La chiave di tutto sono i dialoghi, i botta e risposta tra Katya e Pierre, dunque grande plauso a chi li ha creati.
Sia Buscemi che la Miller qui sono ai loro massimi livelli recitativi: eccellenti interpreti. Tra protagonista femminile e attrice che la interpreta, inoltre, ho intravisto un certo parallelismo. La rivincita di Katya, cioè, è un po’ anche quella di Sienna Miller; dopo questa pellicola – voglio dire – nessuno potrà permettersi di affermare che non è una straordinaria attrice.
Voto globale: 8 e mezzo. Da vedere assolutamente.
Nota: uqesto “Interview” è il remake americano dell’omonimo film diretto da Theo van Gogh,

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.