32 dicembre

32 dicembre

di Luciano De Crescenzo (Italia, 1988)
con Luciano De Crescenzo, Renato Scarpa, Riccardo Pazzaglia,
Enzo Cannavale, Vanessa Gravina, Grazia Scuccimarra,
Caterina Boratto, Patrizia Loreti, Riccardo Cucciolla,
Silvio Ceccato, Antonio Allocca, Gerardo Scala, Massimo Serato,
Benedetto Casillo, Sergio Solli, Silvia Annichiarico

Commedia partorita dalla mente di Luciano De Crescenzo, che qui troviamo nel ruolo di attore, regista, autore e sceneggiatore. L’ironia è quella tipica dei suoi romanzi e dei suoi film, sullo stile di “Così parlò Bellavista”, insomma. Anche parte del cast è lo stesso – vedi Pazzaglia, Casillo e Solli.
Tre sono gli episodi che formano l’opera: tutti aventi come tema portante il tempo, il suo significato, la sua fugacità, le relatività delle convenzioni umane, ecc.
Nel primo episodio – “Ypocrites” – un uomo (Silvio Ceccato), fingendo di credersi Socrate, ogni giorno pretende che in casa sua si insceni una piccola recita a cui prendono parte anche alcuni figuranti prezzolati. Sua moglie (Grazia Scuccimarra) lo asseconda malvolentieri e sopporta le bizzare richieste del marito, almeno sino a quando questi non cerca di approfittare della sua insanità mentale apparente per sedurre la cameriera.
Nel secondo – “La gialla farfalla” – una nonna molto vitale e di bell’aspetto (Caterina Boratto) decide di vivere gli ultimi anni della sua vita senza remore, con grande leggerezza, come se fosse una ragazzina, anche se suo figlio, sua nuora e il resto della famiglia (nipote esclusa) voglia proibirle di comportarsi in questo modo. Nonostante tutti gli ostacoli, riuscirà comunque a coronare il suo sogno: sposare un coetaneo di cui è innamorata e fuggire con lui all’estero, peraltro portando via con sé una discreta somma di denaro estorta ai suoi parenti con l’inganno.
Nel terzo – “I penultimi fuochi” – un padre di famiglia disoccupato (Enzo Cannavale) trascorre l’intera giornata del 31 dicembre alla ricerca di 100.000 Lire con cui comprare un po’ di petardi per festeggiare “dignitosamente” con la sua famiglia la notte di San Silvestro. Vaga per tutta la città quasi elemosinando, toccando alte vette di umiliazione; incontra molte persone (tutti napoletani) ma nessuno gli concede un prestito, né gli fa credito. Il racconto della sua miserrima avventura avviene in una caserma, davanti a un commissario che l’ha fermato proprio per aver sparato dei botti.
De Crescenzo nel primo episodio interpreta uno psichiatra chiacchierone che distilla perle di filosofia spicciola, nel secondo un prete poco ortodosso e nel terzo un professore di astronomia rinchiuso nell’osservatorio di Capodichino.
Vanessa Gravina è un’adolescente dalla lingua lunga, amica e complice della sua nonna vitale; risponde a tono ai suoi genitori senza vergogna con piglio deciso e uno slang giovanilista ai limiti del ridicolo.
Massimo Serato interpreta lo spasimante della nonna: un anziano povero in canna ma affascinante ed elegante dal lessico e dai modi molto raffinati.
A Renato Scarpa De Crescenzo ha assegnato il personaggio del figlio apprensivo della nonna arzilla.
Silvia Annichiarico è un’altra parente della nonna, forse una figlia più giovane.
Riccardo Pazzaglia appare nella veste di un avventore di bar un po’ impiccione: un napoletano disgustato dalla tradizione tutta napoletana di sparare petardi per festeggiare l’anno nuovo.
Benedetto Casillo e Sergio Solli sono due poveracci che in casa del matto che si crede Socrate recitano la parte rispettivamente di Antistene e Aristippo.
Il buffo Gerardo Scala invece si traveste da Diogene pur di entrare a far parte della piccola compagnia che recita i filosofi greci.
Antonio Allocca (ricordate il professore coi baffi della serie “I ragazzi della 3^ C”?) ha una piccola scena in cui recita la parte del merciaio.
Una delle scene più divertenti (e più note) di tutta la pellicola è quella in cui un uomo concede un prestito a suo fratello a patto che questi per 30 minuti resista all’umiliazione di essere pubblicamente deriso davanti a parte della famiglia e alcuni vicini di casa.
Alla sceneggiatura del film ha partecipato anche Lidia Ravera.
Le musiche sono state composte e dirette da Tullio De Piscopo.
Pellicola curiosa e divertente. Voto: 6. Sufficiente. Da vedere se avete già visto altri film di De Crescenzo, se avete letto qualcuno dei suoi libri o se comunque il personaggio è di vostro gradimento.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.