Dannazione 

di Chuck Palahniuk
Mondadori, Strade Blu – Dark
250 pagg. – 17,50 Euro

Immaginate una fusione tra l’inferno dantesco e il Mago di Oz. Qui la Dorothy della situazione si chiama Madison Spencer ed è morta. La voce narrante, nonché protagonista del romanzo, è una ragazzina in età prepuberale molto colta e sagace, oltre che cinica. Si trova all’inferno perché è morta (ovviamente) anche se inizialmente non si capisce precisamente cosa abbia fatto per meritarsi la dannazione eterna. Di lei sappiamo però che ha due genitori molto famosi, due vip appartenenti al mondo dello showbiz.
Non voglio svelarvi molto perché questo libro è davvero fantastico e va scoperto pagina dopo pagina, ma lasciatemi elogiare l’approfondita ricerca che l’autore ha compiuto sui miti del passato legati ai demoni e alla rappresentazione dell’inferno. Scandagliando l’immaginario dei nostri avi, le diverse culture delle varie zone del mondo, le religioni monoteiste e politeiste dalle origini dell’apparizione dell’uomo sulla Terra ad oggi, Palahiunk è riuscito a tracciare un quadro dell’Inferno molto vario, non del tutto attinente all’interpretazione offerta dal Cristianesimo. A dirla tutta, forse in alcuni passaggi la descrizione degli inferi è un po’ troppo da “macchietta”, grottesca e infantile. Ma, d’altronde, la protagonista ha meno di 13 anni ed è lei a raccontare.
Questa volta persino il finale è degno di plauso. Mi spiego: io adoro Palaniuk, credo che sia un grande raccontastorie, che scriva benissimo, ma solitamente “cicca” i finali. Cioè il più delle volte crea delle opere straordinarie che però terminano in modo banale e/o deludente. Questa volta no. La storia di “Dannazione” si evolve in maniera stupenda, tutto fila liscio e in coda troviamo anche un bel “coup de teatre”. Non aggiungo altro.
Consigliatissimo a tutti quelli che già apprezzano lo stile Palahniuk.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.