novembre, 2011


30
nov 11

Ex – Amici come prima

Ex – Amici come prima

di Carlo Vanzina (Italia, 2011)
con Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Tosca D’Aquino,
Alessandro Gassman, Veronika Logan, Teresa Mannino,
Ricky Memphihs, Gabriella Pession, Liz Solari, Virginie Marsan,
Anna Foglietta, Paolo Ruffini, Natasha Stefanenko, Elena Barolo

Ennesima commedia dei Vanzina. Niente di rilevante da dichiarare. Questo il trailer.
Ho apprezzato – se così si può dire – il fatto che ci siano state solo poche scene di comicità slapstick (giusto un paio di casi in cui Gassman prende un palo in faccia e mette la mano sopra una cucina con piastra a induzione accesa).
Il film racconta le storie di diverse coppie.
Marco (Brignano) e Floriana (Mannino) sono novelli sposi. Il giorno della partenza per il viaggio di nozze Marco incontra Consuelo (Solari), una bellissima ragazza argentina che aveva incontrato anni fa e la cui conoscenza non aveva mai approfondito, e perciò, rapito dall’avvenenza, prova a recuperare il tempo perduto.
Sandra (Foglietta), un’avvocatessa single ultra-trentenne, cronicamente delusa dai rapporti con gli uomini, perde la testa per Max (Gassman), un avvenente quarantenne che in realtà è il marito da cui una delle sue clienti (Logan) sta cercando di divorziare.
Antonio (Salemme), neo parlamentare europeo di origini sorrentine, durante il suo primo viaggio a Strasburgo si innamora di Olga (Stefanenko), bionda premier di una delle repubbliche baltiche. Il loro sarà un amore impossibile, non solo perché sono entrambi sposati ma perché Olga non vuole tradire la fiducia che il suo popolo ha riposto in lei.
Fabio (Memphis) e Valentina (Pession) sono due disperati, entrambi sull’orlo del suicidio, profondamente delusi e depressi perché abbandonati dai rispettivi partner attraverso un banale SMS. Si incontrano nello studio di un analista psichiatra. Lei crede che lui sia il dottore, ma lui non nega, anzi sta al gioco pur di non contraddirla e nel frattempo s’innamora di lei. La stessa cosa accade alla ragazza. L’uno perde la testa per l’altra e viceversa. Si ameranno nonostante il fraintendimento iniziale.
A Paolo Ruffini il ruolo del collega di Fabio, un ragazzo giovane e idiota che vive quasi solo per rimorchiare; come arma di seduzione usa del becero umorismo ma le sue notti di conquista terminano sempre in maniera imbarazzante.
Tosca D’Aquino interpreta Nunzia, la moglie arrivista del politico campano.
Per la bionda Elena Barolo solo un piccolo cammeo verso la fine del film nei panni di Esther, l’ex ragazza di Fabio.
Piccola parte anche per la giovane e affascinante Virginie Marsan.
Mah. Non so proprio che dire. Il film non fa schifo. Mi aspettavo molto peggio. Ma non sono rimasto neanche piacevolmente colpito. Diciamo pure che è una pellicola insulsa. Guai a dire che tratteggia i rapporti di coppia degli Italiani d’oggi. Comunque non so come, né perché, erano in molti in sala a ridere e di gusto.
Questa pellicola credo non abbia nulla a che vedere con quella omonima diretta da Brizzi nel 2008, a parte il titolo e il lettering.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


30
nov 11

Per grazia ricevuta

Per grazia ricevuta

di Nino Manfredi (Italia, 1971)
con Nino Manfredi, Lionel Stander, Paola Borboni,
Delia Boccardo, Fausto Tozzi, Enzo Cannavale, Mariangela Melato,
Tano Cimarosa, Gastone Pescucci, Véronique Vendell

Piccolo capolavoro diretto, scritto e sceneggiato da Nino Manfredi con l’aiuto di Leo Bevenuti, Piero De Bernardi e Luigi Magni.
Il film racconta l’esistenza sfortunata di un uomo: una vita intera fortemente segnata dalla fede ma in maniera quasi coatta.
In apertura di pellicola vediamo il protagonista viene portato in una clinica privata perché si trova in condizioni disastrose a causa di un incidente. L’uomo ha il cranio fratturato e altre gravi lesioni sul resto del corpo. Durante l’operazione chirurgica d’emergenza che dovrebbe tentare di salvargli la vita, lo spettatore assiste a dei flashback che gli raccontano tutta la vita dello sfortunato.
Il piccolo Benedetto è un orfano che vive con una zia molto giovane e alquanto dissoluta. Il giorno della sua prima comunione il ragazzo, che è molto discolo, scappa via dalla chiesa perché si sente in colpa per i peccati commessi. Durante la fuga cade da un dirupo ma rimane illeso. Tutti gli abitati del suo piccolo paesino di campagna crederanno in un miracolo, in un intervento salvifico del santo protettore del ragazzino: Sant’Eusebio. La vita di Benedetto così prosegue in clausura, o quasi, rinchiuso cioè (in apparenza volontariamente) dentro un monastero in compagnia di decine di monaci.
Un giorno però l’insistenza di un saggio frate e l’incontro fortuito con una giovane e bella maestrina lo porteranno ad abbandonare questo auto-esilio e a tuffarsi nella vita di mondo, intraprendendo la carriera di commesso viaggiatore. Le sue peregrinazioni termineranno il giorno in cui incontrerà Oreste, un farmacista anziano pieno di vitalità e del tutto anti-clericale, e la sua dolce figlia Giovanna.
Manfredi ovviamente interpreta il protagonista in età adulta. Il suo personaggio è tenerissimo, un uomo semplice e gentile che si sente in trappola, sopraffatto com’è dalle sue paure, un ragazzino mai cresciuto, timoroso del suo destino, che combatte per tutta la vita tra la natura umana (gli istinti) e le credenze religiose che gli sono state inculcate con insistenza durante gli anni della giovinezza.
Il simpatico Lionel Stander interpreta l’anziano farmacista.
Delia Boccardo è la giovane e timida Giovanna, la compagna di Benedetto.
A Paola Borboni il ruolo dell’arcigna madre di Giovanna, una cinica signora anziana che non smette di pensare al suo tornaconto anche quando il compagno di sua figlia è in punto di morte.
Mariangela Melato ha il ruolo della maestrina con la gonna corta, ossia colei che, morsa da una vipera, incosciamente mette in crisi la fede di Benedetto.
La bella Véronique Vendell interpreta un’affascinante e maliziosa ragazza che insidia la verginità del giovane Benedetto.
Gastone Pescucci è il buffissimo e laido Avvocato che accompagna la mamma di Giovanna in ospedale.
Mario Scaccia ha la parte del frate saggio che capisce il dramma interiore di Benedetto.
Il baffuto venditore ambulante di origini siciliane che rifornisce il monastero ha la faccia di Tano Cimarosa.
Enzo Cannavale interpreta una specie di malato immaginario di origini napoletane, un po’ ficcanaso un po’ gentiluomo, che fa compagnia a Giovanna mentre Benedetto è sotto i ferri.
Non avevo mai visto prima d’ora questo film, anche se ne avevo sempre sentito parlare e conoscevo già la canzoncina pseudo-sacra dedicata a Sant’Eusebio. L’ho visto lunedì sera in tv, quasi per caso, su Iris e l’ho trovato davvero originale. Incredibile come una commedia riesca a parlare di un tema così alto come la fede. Apprezzabilissimo anche il tentativo (riuscito) di fondere tabù religiosi, credenze popolari, tormenti psicologici, filosofie di vita e altro ancora in un’unica coerente opera filmica, senza lasciare alcuna sbavatura.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


28
nov 11

SmeercHouse 27 Novembre 2011

Puntata numero 26 del 2011 (ottava stagione).

Questa volta il podcast dura 124 minuti circa. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul lettore che vedete qui sopra oppure, se volete portarvelo in giro, scaricatelo cliccando qui (File mp3 da 56,7 MB codificato Joint Stereo a 64 Kbps – 24 Khz)

Per la prima volta lo trovate anche su MixCloud.

La playlist:
1. Sigla (Febbraio 2011)
2. Karuan feat. Metin Yilmaz Kendal – Chocolate Distance
3. Daniele Silvestri – L’appello
4. Calibro 35 – Shock
5. James Brown – Funky Drummer
6. Betty Wright & The Roots – Old Songs
7. Quincy Jones feat. John Legend – Tomorrow
8. Mayer Hawthorne – The News
9. Ben Westbeech – Something For The Weekend
10. Kiave & Macro Marco – I.O.
11. Ghemon – Paraphernalia (prod. by Dj Shocca aka Roc Beats)
12. Gorillaz – Feel Good Inc. (Amerigo Gazaway Remix)
13. De La Soul – Buddy (“Native Tongue Decision” Version)
14. Imagination – Just An Illusion
15. Jamiroquai – Twenty Zero One
16. Useless Wooden Toys – Il tirannosauro
17. Antena – Camino Del Sol (Todd Terje Remix)
18. Casino Royale – Io e la mia ombra (Pardo & Rata POST RMX)
19. Hercules & Love Affair – My House (Stopmakingme Remix)
20. Maroon 5 feat. Christina Aguilera – Moves Like Jagger
21. Martin Circus – Disco Circus
22. Simian Mobile Disco feat. Beth Ditto – Cruel Intentions
23. Ray Foxx feat. Lovelle – La Musica (The Trumpeter) (Ray Foxx Club Mix)
24. Riva Starr Feat Sud Sound System – Orizzonti (Club Mix)
25. Alexandra Stan – Get Back Asap


23
nov 11

Scialla! (Stai sereno)

Scialla! (Stai sereno)

di Francesco Bruni (Italia, 2011)
con Fabrizio Bentivoglio, Filippo Scicchitano,
Barbora Bobulova, Raffaella Lebboroni, Giacomo Ceccaroni,
Giuseppe Guarino, Prince Manujibeya, Vinicio Marchioni,
Arianna Scommegna, Paola Tiziana Cruciani

Ancora una pellicola in cui si racconta di come un adulto (una figura saggia, una specie di tutore) riporti sulla retta strada un giovane che si era perso, che non aveva ancora trovato se stesso, avendo ignorato per tutta la sua vita il piacere della conoscenza. Un film sulla falsa riga di “Good Will Hunting (Genio ribelle)”, “Scoprendo Forrester”, “Dangerous Mind”, ecc. Storia già vista, insomma. Declinata però in salsa romana.
La figura saggia (anche se non del tutto) in questo caso è Bruno, un veneto sulla cinquantina, di stanza a Roma, ex professore ormai ritirato a vita privata, che per sbarcare il lunario dà lezioni private a studenti e scrive come ghostwriter biografie di personaggi più o meno famosi. Il ragazzo è Luca, un quindicenne di estrazione popolare che gioca a fare il duro, un coattello che ha pochissima voglia di studiare mentre sogna di diventare un grande boss della mala. All’inizio della storia due si conoscono già, l’uno è il professore, l’altro è lo studente svogliato (irrecuperabile), poi subito dopo i rapporti tra i due cambiano. Bruno, pigro solitario e misogino impenitente, scopre improvvisamente che Luca è suo figlio, la madre del ragazzo infatti gli rivela il segreto che aveva mantenuto per anni e gli affida la custodia di Luca, dal momento che è costretta a partire per il Mali per questioni di lavoro. Luca non sa che Bruno è suo padre. Tra i due inizialmente si instaura una sorta di rapporto di pacifica convivenza: il giovane fa i suoi porci comodi mentre l’adulto sopporta di malavoglia, nella speranza che il ragazzo non arrechi grande fastidio. Tra l’altro Bruno, che prendersi grosse responsabilità non ha mai voluto, né fare il padre, si comporta in modo che sottotraccia la relazione rimanga alquanto fredda e distaccata, qualcosa insomma che non sconfini in un grande coinvolgimento. Ma le cose non vanno affatto così. A scuola Luca è uno dei peggiori: mal visto dai professori e grande menefreghista. Quando Bruno si reca per la prima volta al colloquio con i docenti e apprende che il ragazzo rischia di farsi bocciare, decide di cambiare musica e di mettersi a fare l’adulto coscienzioso, il tutore al pieno delle responsabilità affidategli. Sotto la sua guida il ragazzo iniziera ad interessarsi un po’ allo studio. Durante le ore di libera uscità, però, finirà anche per cacciarsi in guai molto grossi, spinto dalla voglia di dimostrare quanto è cazzuto.
Spiace che in un filmetto di così bassa levatura sia finito Bentivigoglio. Lo stimo da tanto tempo. Merita copioni migliori. Non che qui non se la cavi. Anzi, in certi passaggi è perfetto, ha l’età giusta e l’aspetto adatto per un ruolo del genere, ma per un attore di Serie A ci vogliono ben altre proposte.
Filippo Scicchitano (alla sua prima apparizione sul grande schermo) se la cava molto bene. Del tutto credibile. Bravo. Il ragazzo di strada è nelle sue corde. Speriamo di vederlo presto in altri ruoli differenti.
Un ruolo piccolo ma fondamentale è stato affidato al grande (e affascinante) Vinicio Marchioni – sì il Freddo della serie “Romanzo Criminale”. Interpreta anche qui un gangster, uno spacciatore giovane ma già molto potente, amante dell’arte e del cinema.
L’affascinante Barbora Bobulova (qui con capigliatura rosso-vamp) recita la parte dell’ex pornostar rumena, ormai ricca e famosa, che racconta allo scrittore ghostwriter la sua burrascosa vita, in particolare i dettagli della sua carriera a luci rosse.
A Paola Tiziana Cruciani il ruolo dell’impicciona titolare del bar tavola calda in cui Bruno consuma quasi tutti i suoi pasti.
In breve. Consigliato? No. Spiace perché Francesco Bruni come sceneggiatore è in gamba. Sua è ad esempio la sceneggiatura di “Ovosodo”, “Ferie d’Agosto” e “My Name Is Tanino”.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


19
nov 11

Anche se è amore non si vede

Anche se è amore non si vede

Anche se è amore non si vede

di Salvatore Ficarra e Valentino Picone (Italia, 2011)
con Salvo Ficarra, Valentino Picone, Ambra Angiolini,
Giovanni Esposito, Diane Fleri, Sascha Zacharias,
Fabrizio Romano, David Furr, Rossella Leone, Maria Di Biase,
Tito Tomassini, Stella Sabbadin, Alessandro Curino, Corrado Nuzzo

Un altro film di Ficarra e Picone. Questa volta i due attori si mettono anche dietro la camera da presa ma sinceramente il risultato non cambia molto. Devo essere sincero: non sono rimasto deluso, ma è anche vero che non è che mi aspettassi granché. Questi due ragazzi un tempo mi stavano abbastanza simpatici ma da tempo non fanno altro che ripetersi. Peccato. Il film sta tutto sulle spalle di Ficarra. I pochi frangenti in cui si ride si devono a lui, al suo modo di parlare, di alludere, al suo piglio da giullare.
“Anche se è amore non si vede” è la solita commedia degli equivoci. Valentino e Gisella sono una coppia storica, stanno insieme da tanti anni, ma lui è troppo appiccicoso, troppo assillante e sdolcinato, la riempie insomma di troppe attenzioni, tanto da costringerla a lasciarlo. La decisione però è difficile, Gisella è sicura di volerlo mollare ma non ha il coraggio di riferire a Valentino le sue intenzioni, per cui decide di rivolgersi a Salvo, il migliore amico del suo ragazzo. Sarà lui a dover comunicare la brutta notizia. Salvo e Valentino, oltre a essere grandi amici, sono anche colleghi: portano in giro i turisti stranieri per le strade di Torino sopra un bus a due piani di cui sono proprietari. In occasione del matrimonio di due amici della loro comitiva (Orazio e Angela) torna in città anche Sonia, una vecchia amica che si è trasferita negli Stati Uniti e che lì ha trovato un compagno, tale Peter. Il legame tra Sonia e Salvo è sempre stato fortissimo. Ora che sono in Italia, le cose tra Sonia e Peter non sembrano andare per il meglio, anche perché Sonia è sempre stata segretamente innamorata di Salvo. Anche lei però non ha il coraggio di comunicare i suoi sentimenti, così decide di affidare il segreto a Valentino. Sarà quindi lui a dover dire a Salvo cosa prova Sonia.
Due parole su Ambra. Non so perché ma non riesco ad essere imparziale nell’esprimermi su di lei. Ho sempre dei pregiudizi nei suoi confronti. Non la trovo una grande attrice – in questo film spesso va sopra le righe – in più mi ispira una certa antipatia. Qui poi le sue braccia da bodybuilder (spesso nude) incutono anche un certo timore.
Diane Fleri l’ho scoperta con il film “Mio fratello è figlio unico” e da allora non ho smesso di provare simpatia per lei; è dolcissima, ha un sorriso particolarmente accattivante e il rotacismo la rende un po’ buffa. Credo che possa recitare ancora per molto tempo, e con successo, la parte della fidanzatina.
Per il ruolo della stangona bionda straniera che fa la guida turistica avrebbero dovuto prendere qualche altra attrice. Secondo me Sascha Zacharias non è stata una buona scelta di cast.
Orazio è interpretato dal simpaticissimo Giovanni Esposito. La scena più divertente del film la interpreta lui a pochi minuti dalla chiusura della pellicola. La barese Rossella Leone interpreta Angela, la sua futura moglie.
Giudizio complessivo sul film: 5 e mezzo. Sì, film buffo, simpatico. Ma fino a un certo punto. Piacerà di certo ai fan di Ficarra & Picone, a quelli che li hanno conosciuti con Striscia la notizia o che amavano le loro performance sul palco di Zelig. Ma anche a quelli che hanno riso guardando le loro precedenti pellicole. Io invece l’ho trovato addirittura fastidioso dal momento in cui ha iniziato a esagerare con le situazioni farsesche come la scazzottata in stile “Bud Spencer & Terence Hill” o la scena dell’autobus bloccato nel traffico.

Il trailer. La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

P.S.: ringrazio pubblicamente Tony per avermi invitato all’anteprima romana di questo film.


15
nov 11

La peggior settimana della mia vita

La peggior settimana della mia vita

di Alessandro Genovesi (Italia, 2011)
con Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi,
Antonio Catania, Monica Guerritore, Alessandro Siani,
Nadir Caselli, Chiara Francini, Gisella Sofio,
Arisa (Rosalba Pippa), Alessandro Genovesi, Andrea Mingardi

Avete presente “Ti presento miei” e “Mi presenti i tuoi”? Bene. Fatene un mix, una sintesi di entrabe le pellicole, e immaginate il tutto in salsa italiana. Questo è “La peggior settimana della mia vita”. Una specie di commedia romantica, scritta da Alessandro Genovesi e Fabio De Luigi (e diretta dal primo dei due) e ispirata a serie tv inglese.
Qui potete vederne il trailer.
Si ride? No. Si ridacchia, si sorride. Non ci si scompiscia, ecco. Ma il tutto è gradevole, soprattutto grazie alla simpatia del protagonista: De Luigi, artista che io adoro – lo ammetto.
La trama è semplice. Milano. Due fidanzati stanno per sposarsi. Un ragazzo e una ragazza (due come tanti). Quello che vediamo sul grande schermo è il racconto degli ultimi 7 giorni che precedono il loro matrimonio, ovviamente infarcito da decine di gag, a volte anche al limite della comicità slapstick.
Lui (Paolo) è un imbranato cronico con un amico idiota e farfallone (Ivano), oltre che molesto (per altro napoletano); lei (Margherita) è una ragazza molto giovane e molto carina (probabilmente anche abbastanza frivoletta), il papà di lei è un tizio molto rigido, la mamma di lei è un po’ cretinetta, pessima in cucina e con un vago sospetto di alcolismo. La nonna è buffissima. La sorella giovane di lei è la solità stronzetta finto-rivoluzionaria.
Tra una scena e l’altra i nomi dei giorni scandiscono il countdown al “Grande Giorno”. Il tempo passa veloce scorrendo tra le vaccate del protagonista, che infatti non fa altro che rendersi odioso agli occhi dei futuri suoceri e incappare in uno strano groviglio di ombre riguardo la sua fedeltà; Paolo comunque è uno a posto, un ragazzo (quarantenne?) simpatico e serio che ha come sola colpa quella di essere molto maldestro e sbadato. Ovviamente il lieto fine c’è. Non sto nemmeno a dirlo.
De Luigi interpreta Paolo, il protagonista. Io lo adoro (sin dai tempi in cui militava a “Mai dire Gol”). Non lo ripeto. Aggiungo solo che mi sembra il giusto corrispettivo italiano per un personaggio interpretato negli USA da Ben Stiller. Senza di lui forse il film sarebbe stato un mega-flop. Tra le altre cose è stato anche bravo a scriversi un personaggio adatto al proprio stile recitativo: il goffo/buffo/simpatico ragazzone cresciuto. Una figura questa per nulla distante da quella che recitava nella serie tv “Love Bugs”.
Cristiana Capotondi diventa sempre più bella. Non esagero se dico che in certi casi davvero è uno splendore. Qui recita anche discretamente nelle vesti di Margherita, la giovane promessa-sposa. Credo che con gli anni stia diventando dunque anche più brava.
Monica Guerritore, che interpreta Clara, la mamma di lei, è forse l’unica che recita sopra le righe. In diverse scene infatti la vediamo esagerare con la rappresentazione dei sentimenti. D’accordo, è una commedia quasi farsesca ma gli altri attori appaiono decisamente più misurati nei gesti, nella voce, ecc.
Antonio Catania (Giorgio) è un altro dei miei beniamini. Grande. Una sola delle sue espressioni basta per far sbocciare un sorriso. Attualmente è di certo uno degli attori comici più simpatici in Italia. Lo apprezzo dai tempi di Mediterraneo. Qui veste i panni del padre serioso, un po’ antipatico, molto rigido e anche un po’ autoritario, nonostante risulti allo stesso tempo un buono, disposto a passare sopra tutti gli errori del suo futuro genero per amore della felicità di sua figlia.
Alessandro Siani ha preso il ruolo di Ivano, l’amico frizzante, ma anche un po’ antipatico, di Paolo. Un vero menefreghista (anche un po’ stronzo) che ha la mera funzione di aumentare il livello di casini combinati.
Andrea Mingardi interpreta Dino, il papà di Paolo: un musicistà ultra-sessantenne molto libertino che si presenta all’importante cena di famiglia pre-matrimonio in compagnia di una giovanissima corista (la sua amante/fidanzata).
Nadir Caselli è Ginevra, la sorella di Margherita: un’altra ragazza molto giovane e molto carina che ha come unico scopo quello di contraddire tutto e tutti, di agire senza rifletterci su più di tanto e di prendere tutto alla leggera, con un sorriso.
A Chiara Francini il compito di dare faccia, voce e (soprattutto) corpo a Simona: una collega di Paolo (ex fiamma) decisamente matta e prosperosa, oltre che follemente innamorata.
La nonna è interpretata dalla leggendaria Gisella Sofio.
Il regista si è ritagliato il ruolo del prete con forte accento svizzero (o nord-comasco).

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


11
nov 11

Silvio Forever

Silvio Forever

di Roberto Faenza e Filippo Macelloni (Italia, 2011)

Documentario sul Presidente del Consiglio in carica (ancora per qualche giorno) scritto dai giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo.
Gli autori hanno evidentemente cercato di mostrare le contraddizioni, le ombre e gli eccessi del personaggio attraverso il pubblico racconto che questi ha fatto di se stesso, giustapponendo cioè filmati di repertorio, foto, dichiarazioni, micro interviste, ecc. Una specie di auto-smentita lunga 85 minuti.
Berlusconi raccontato con la voce di Berlusconi. Niente di romanzato. Pura verità riportata. Unica nota stonata: la voce di Neri Marcorè utilizzata per tappare le falle, ossia quelle parti di informazione in cui un audio originale non era disponibile. Sembra un’imitazione – e in effetti tecnicamente lo è – ma caricaturale, nonostante l’attore si limiti a pronunciare esattamente le parole che furono del Cavaliere.
A cosa è servita dunque questa pellicola? Ad informare chi non aveva mai visto questi filmati? Forse.
Credo comunque che i Berlusconiani difficilmente siano accorsi nelle sale cinematografiche per questo titolo. Viceversa, gli anti-Berlusconiani ormai sono più che informati sulle sue vicende, di certo tutto ciò che il film riporta l’hanno già visto, letto o sentito dire. Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Io stesso posso dire di aver già visto gran parte delle immagini inserite da Faenza e Macelloni in questo pot-pourri .
Tecnica registica zero. Il montaggio a momenti fa sembrare l’opera un filmato realizzato da un amatore con Windows Movie Maker. Il racconto riporta gli eventi cronologicamente ma sino a un certo punto. Ci sono diversi balzi in avanti e alcuni balzi indietro nella linea del tempo. La voce narrante fuori campo si alterna continuamente alle immagini di repertorio (italiane ed estere), agli scatti presi dalla stampa e da “Una storia italiana”, il famoso volume che il candidato Berlusconi inviò a tutti gli Italiani durante la campagna elettorale del 1994. Come già detto: trattasi di mischione.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


10
nov 11

Post Coitum

Post Coitum

di Makkox (Marco D’Ambrosio)
2011, Bao Publishing – 25 Euro

Raccolta di gran parte delle vignette che Makkox Il post di presentazione del volume sul blog Makkox.it.


8
nov 11

La kryptonite nella borsa

La kryptonite nella borsa

di Ivan Cotroneo (Italia, 2011)
con Luigi Catani, Valeria Golino, Cristiana Capotondi,
Libero De Rienzo, Luca Zingaretti, Vincenzo Nemolato,
Monica Nappo, Gennaro Cuomo, Fabrizio Gifuni, Sergio Solli
Massimiliano Gallo, Antonia Truppo, Rosaria De Cicco,
Nunzia Schiano, Carmine Borrino, Anita Caprioli, Lucia Ragni

Questo film non mi è piaciuto più di tanto. Mi ha lasciato con l’amaro in bocca. Mi aspettavo qualcosina in più. Non che io sia entrato in sala con grandi aspettative, ma la storia in principio sembrava gradevole. Poi si è rivelata un nulla di fatto. Non uso nemmeno il termine “flop” perché sarebbe sbagliato. Non è stata un fallimento, la trama arriva ad un punto ben preciso ma è banale, non ha nulla si straordinario. Diciamo pure, dunque, che tutte le forze sono state impiegate nella forma, trascurando decisamente la sostanza. E non tiratemi fuori quella stronzata de “La forma è sostanza”. Magari fatelo sul vostro blog. Non qui.
“La kryptonite nella borsa” è una commedia scritta, sceneggiata e diretta da Ivan Cotroneo. Sì, lo stesso che ha sceneggiato anche la serie tv “Tutti pazzi per amore”. E questo lo si avverte lontano un miglio. Non c’è Solfrizzi ma l’atmosfera “camp”, tutta fatta di canzoncine, colori sgargianti ed estetica hippie, è rappresentata in tutto il suo orrendo sfarzo; è un po’ come se il film volesse urlare allo spettatore: “Sono kitsch e me ne vanto”.
La trama. Napoli, 1972 (o giù di lì). La famiglia Sansone è una famiglia come tante altre: allegra e molto allargata. La compongono: mamma Rosaria, papà Antonio, un figlio pre-adolescente (Peppino) più un nonno, una nonna e tre giovani zii (Federico, Salvatore e Titina). Quella della famiglia Sansone è, però, una felicità poco stabile, più che altro apparente. Difatti la gioia che pare aleggiare nella casa è messa presto in discussione da una triste notizia: il papà (commerciante di macchine da cucire Singer) tradisce la mamma (dattilografa) con una ragazza più giovane di Portici. Alla notizia Rosaria (una donna ancora piacente di soli 38 anni) cade in depressione, smette di lavorare, di occuparsi della sua famiglia e decide di passare le sue giornate a letto, accusando un fantomatico mal di testa. A subire le conseguenze di questo stato depressivo è il piccolo Peppino, un ragazzino occhialuto e riccioluto di appena 10 anni, che sembra avere sempre un’espressione un po’ triste. Questo ragazzino, infatti, non potendo essere accudito da sua madre, viene sballottato da un baby-sitter all’altro – per così dire; dopo la scuola quindi trascorre i suoi pomeriggi o con i due zii più giovani: due hippie che frequentano comuni, balere e femministe, sognando di andare a vivere nella swinging London, oppure con i nonni materni (iper-tradizionalisti) o con una collega di sua madre, una specie di zitella che va spesso in spiaggia, anche con il cielo nuvoloso, con la speranza di farsi notare da qualche bel giovanotto disposto poi a prenderla in moglie. La figura di Gennaro, il cugino un po’ picchiatello di Peppino che crede di essere Superman, dovrebbe essere un elemento fondamentale. Dico dovrebbe perché nell’economia della trama la sua funzione non è del tutto chiara. Ad ogni modo, dopo la sua morte, il ragazzino continua a vederlo in giro, a immaginarlo a mo’ di angelo custode e a confidarsi con lui. Un vero e proprio amico immaginario, insomma.
Ma non vi dico altro perché ho già svelato abbastanza.
Sappiate che il titolo fa riferimento ad una battuta che viene citata nel primo minuto del film ma che nient’altro ha a che vedere col resto della pellicola.
La recitazione degli attori è uno dei pochi aspetti positivi di “La kryptonite nella borsa”.
Il piccolo Luigi Catani (credo per la prima volta sul grande schermo) è molto simpatico. La sua è una faccia buffa – il merito forse è anche dei grandi occhialoni neri e dei ricci voluminosi. Buona scelta di cast.
Valerio Golino è forse quella che recita meglio, se si esclude il bimbetto e il grandissimo Gifuni. Il suo è il personaggio meno caricaturato, meno macchietta. Sarà forse la depressione, non so. Comunque sia, lasciatemi dire che recita molto bene. Brava. Fa il suo dovere, porta a casa la parte.
Zingaretti gigioneggia un bel po’ e si vede. Si vede anche che si diverte. Ci fa piacere. Se è contento lui, il sentimento di certo viene trasmesso con più facilità allo spettatore.
Fabrizio Gifuni è magnifico nel ruolo dello psichiatra: un quarantenne molto fascinoso, con la voce un po’ roca, che si prende il delicato compito di curare le nostalgie della signora Rosaria.
Tegolino (Cristiana Capotondi) fa l’eterna ragazzetta. Molto carina e molto svampita. Perfetta. Non avrebbero potuto scegliere di meglio.
Libero De Rienzo sottotono. Peccato. Un attore che ha grandi potenzialità comiche è stato relegato a una figura di secondo piano. Ha poche battute e il suo non essere napoletano non l’aiuta.
Peraltro, faccio notare che tutti i personaggi principali non sono napoletani ma si sono sforzati di recitare con l’accento napoletano. Il risultato non è affatto positivo ma in questo caso facciamo un’eccezione e apprezziamo lo sforzo.
Vincenzo Nemolato è buffissimo nei panni di Superman in pigiama. Davvero una buona scelta per il ruolo del giovane picchiatello napoletano.
Per Monica Nappo si potrebbe usare il termine “caratterista”, se non venisse spesso frainteso. I suoi buffi mugugni, comunque, la rendono simpaticissima. La racchia stagionata è nelle sue corde. Lo dico con grande stima, senza volerle mancare di rispetto.
Sergio Solli interpreta Vincenzo, il nonno burbero. Molto simpatico. Qui lo si apprezza sin dai tempi in cui recitava nei film di Luciano De Crescenzo. Lo ricordate nel ruolo dello spazzino in “Così parlò Bellavista”?
A Lucia Ragni il ruolo della nonna super-autoritaria.
Antonia Truppo è valeria, la giovane amante di Antonio. Una moretta non bellissima ma che è credibile come sfasciafamiglie.
Anita Caprioli ha un ruolo minuscolo: la Madonna sul podio (in seconda posizione). Non ha nemmeno una battuta. Il suo è un personaggio muto che si esprime solo a gesti e con le espressioni del volto.
Gennaro Cuomo interpreta lo zio più anziano di Peppino: un bamboccione che passa tutto il tempo in casa in pigiama a studiare. Un mantenuto che frequenta il primo anno di università da oltre 6 anni.
Rosaria De Cicco, invece, ha l’infausto compito di impersonare la maestra: una tizia severa e stronza, oltre che un tantinello menfreghista e con poca voglia di lavorare.
La colonna sonora è molto furbetta – per non dire paracula; comprende diversi brani estremamente noti come “Lust For Life” di Iggy Pop e “These Boots Were Made For Walking” di Nancy Sinatra. Quest’ultima canzone fa anche da brano per i titoli di coda ma nella versione coverizzata dai Planet Funk.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


7
nov 11

SmeercHouse 6 Novembre 2011

Le puntate della trasmissione diventano sempre più rade. Mi piace ancora tantissimo trasmettere ma ultimamente il tempo libero si è notevolmente ridotto e spesso la domenica mattina manca la voglia di mettersi a raccogliere brani interessanti per preparare una scaletta degna di questo nome. Comunque sia, di chiudere la trasmissione non se ne parla. Non ho cuore. Anzi – lo dico sinceramente – ho la speranza di riuscire a portarla un giorno o l’altro sull’FM. Ma stop ai sentimentalismi nostalgici e sotto con la musica.

Puntata numero 25 dell’ottava stagione.

Questa volta il podcast dura 110 minuti circa. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul lettore che vedete qui sopra oppure, se volete portarvelo in giro, scaricatelo cliccando qui (File mp3 da 50,4 MB codificato Joint Stereo a 64 Kbps – 24 Khz)

La playlist:
1. Sigla (Febbraio 2011)
2. Koop – In A Heartbeat
3. Frank Ocean – American Wedding
4. Zhané – Vibe
5. Amy Winehouse – Fuck Me Pumps
6. Quincy Jones feat. Usher, Robin Thicke, Tyrese Gibson, LL Cool J, Tevin Campbell And Barry White – Secret Garden
7. Amerigo Gazaway – Breakadawn
8. Nicola Conte – Black Spirits
9. Mayer Hawthorne – Get To Know You
10. Ben Westbeech – Sugar
11. Max Sedgley – Slowly
12. Guti & Dubshape – Every Cow Has A Bird (Original Mix)
13. Francesco Rossi & Nilza Costa feat. Roy Paci & Cico – Vicio
14. Jupiter – Sake (Original Version)
15. Dj Meme pres. Brazilianism – Canto Pro Mar (Dj Meme Club Mix)
16. G-Club pres. Banda Sonora G – Guitarra G (G-Club Original)
17. Gramophonedzie – Out Of My Head (Original Extended)
18. Aloe Blacc – I Need A Dollar (Tensnake Remix)
19. Rogerseventytwo – You Take Me Higher (Original Mix)
20. Samuele Sartini feat. Katherine Ellis – Jumping (Original Extended)