luglio, 2011


29
lug 11

Get that Festival Feeling

Get that Festival Feeling

Dice: «Ma perché i regali li mandano sempre a te?» Sinceramente non so. Forse perché, trattandosi di patatine Pringles, avranno pensato che io sia un divoratore compulsivo di junk food. O forse perché, contentendo il pacco anche due speaker, avranno pensato di fare cosa gradita a un dj hobbista come il sottoscritto. Boh. Comunque sia, grazie ai ragazzi di Digital PR (Roma) che mi hanno spedito il graditissimo “Get that Festival Feelings” pack.


28
lug 11

Passo a Cleanr

Si cambia ancora. Dopo Masinop, passo a Cleanr. Ho scelto questo tema sostanzialmente per 3 motivi: perché ha fondo bianco, è minimalista e usa una combinazione di font che mi piace (Georgia, grande e di colore nero).


21
lug 11

MASH

M*A*S*H
di Robert Altman (USA, 1970)
con Elliott Gould, Donald Sutherland, Tom Skerritt,
Sally Kellerman, Robert Duvall, Roger Bowen, Rene Auberjonois,
David Arkin, Jo Ann Pflug, John Schuck, Carl Gottlieb,
Bobby Troup, Gary Burghoff, Michael Murphy, Indus Arthur,
Tamara Wilcox-Smith, Danny Goldman, George Wood, Corey Fischer

Tanto di cappello a Robert Altman per aver fatto dell’ironia su una cosa seria come la guerra. Guerra di Corea, per la precisione.
Per farla breve: con il termine MASH (Mobile Army Surgery Hospital) si identifica una divisione medica dell’esercito americano, o meglio un accampamento attrezzato come ospedale per intervenire chirurgicamente sui feriti di guerra direttamente nelle zone dove si combatte.
I protagonisti del film sono una serie di medici militari con un forte spirito goliardico. Attenzione perché si tratta di un gruppo di cazzoni che ha sempre voglia di ridere e scherzare – certo – che evita la serietà come filosofia di vita – anche – ma che è formato da grandi professionisti, dai migliori medici militari su piazza. Come a dire “questi si possono permettere di fare gli scemi solo perché sono degli assi del bisturi”. Fossero stati dei cialtroni incompetenti, chirurghi buoni solo a mettere a rischio la vita dei commilitoni mentre sono sotto i ferri, un film così non l’avrebbero fatto. Ridere sulla vita dei militari? Ma quando mai!
L’ironia sui feriti e sulle vittime, insomma, c’è ma è quasi nascosta, viene accennata ma non si vede, diciamo piuttosto che Altman sorvola. Il tempo per apprezzare una battutina sul cappellano, che farebbe meglio a dare una mano in sala operatoria, piuttosto che prodigarsi nel dare l’estrema unzione ai morti, è poco. Gli scherzi e le buffonate si concentrano dunque tutte sulla tensione sessuale tra medici e infermiere, sullo sport (football e golf), sulle gerarchie, sugli usi e i costumi della vita da campo, tenendo sempre presente che l’unico e solo obiettivo da prendere a pesci in faccia è la disciplina militare e l’estremo rigore di chi è costretto a indossare la divisa.
Siamo delle parti della commedia zozza, insomma, ambientata tra medici e militari ma niente a che vedere con i nostri titoli culto come “La soldatessa alle grandi manovre”. Non possiamo neanche parlare di commedia erotica strettamente intesa, in quanto questa, essendo una produzione americana, non prevede la presenza di nudi di donna. Sì beh, certo: qualche vicenda a tema sesso c’è, uno scherzo sotto la doccia viene anche realizzato, ma sullo schermo non passano mai immagini che possano minimamente turbare lo spettatore statunitense (non sia mai!).
Elliott Gould e Donald Sutherland sono perfetti per questo ruolo. Li adoro. Interpretano due chirurghi ufficiali, rispettivamente: il Capitano Benjamin Franklin Pierce, detto “Hawkeye”, e il Capitano John Francise McIntyre, detto “Trapper”. Il primo si fece crescere dei baffi/basette tipo favoriti mentre il secondo se ne sta per tutto il tempo sulla scena con un paio di occhialini alla John Lennon sul naso, il camicione militare fuori dai pantaloni e un cappello da marinaio (verde mimetico) calato su una capigliatura in puro stile frichettone. Due facce da schiaffi così non le avevo mai viste in una commedia americana. Eccellenti.
A completare il terzetto, poi, c’è anche Tom Skerritt nei panni del bel medico, giovane seduttore dal grande charme.
Jo Ann Pflug porta in dote un dolce faccino di cui ogni militare s’innamora (compreso). Il suo soprannome nell’edizione italiana è “Bocconcino”.
A Sally Kellerman hanno afficato, invece, il ruolo della capo-infermiera procace (ovviamente bionda), ma tutta d’un pezzo (apparentemente), ossia una tipa che sembra timorata di Dio, irreprensibile e ligia al dovere ma che durante la notte si ammucchia con gli ufficiali come tutte le altre.
Robert Duvall fa il bigottissimo Maggiore Frank Burns, un tipo che finirà per abbandonare il fronte ed essere rispedito a casa, perché sospettato di insanità mentale, dopo una lite proprio col capitano “Falco/HawkEye”.
Il film, sceneggiato da Ring Lardner Junior, è basato sull’omonimo romanzo di Richard Hooker. Un paio di anni dopo l’arrivo di questa pellicola nelle sale cinematografiche, la tv americana decise di farne anche una serie che durò la bellezza di 11 stagioni (dal 1972 al 1983). Noi italiani, però, sul piccolo schermo l’abbiamo vista un po’ più tardi – diciamo verso la fine degli anni ’80 (reti Mediaset).

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


14
lug 11

Ho visto i Red Bull X Fighters a bocca aperta

Il 24 giugno sono stato allo Stadio Olimpico (la prima volta in vita mia) per assistere alle performance di alcuni motorettari acrobati. Una specie di circo del motocross. La tappa di Roma dell’evento/tour Red Bull X-Fighters. Ci sono andato gratis perché ufficialmente invitato. Ne ho parlato sul blog ufficiale.


11
lug 11

SmeercHouse 10 Luglio 2011

La puntata N. 19 (dell’ottava stagione) è stata caratterizzata da una forte propensione al fresco e all’allegria. Ormai è proprio estate e non possiamo nascondercelo. La musica mandata in play arriva da diversi paesi: Italia, Francia, Brasile, Regno Unito, Giappone, Canada, Svizzera, Jamaica, Germania, USA e anche dall’Africa. Godetevela tutta.

Questa volta il podcast dura 139 minuti. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul lettore che vedete qui sopra oppure, se volete portarvelo in giro, scaricatelo cliccando qui (File mp3 da 66,7 MB codificato Joint Stereo a 64 Kbps – 24 Khz)

La tracklist:
1. Sigla (Febbraio 2011)
2. Lalo Schifrin – Samba de uma nota so
3. Henry Mancini – The Tiber Twist
4. Henry Mancini – Something For Cat
5. Piero Umiliani – Quando La Coppia Scoppia
6. Doktor Zoil – La Banda
7. Montefiori Cocktail – On A Clear Day (Tu sai chi sei)
8. Ridillo – Legalizza la felicità (#1)
9. Casino Royale – Io e la mia ombra
10. Corrado Guzzanti – Aniene
11. Brainstorm – Loving Is Really My Game
12. Suzy Q – Get On Up And Do It Again
13. Duran Duran – Save A Prayer
14. Jimmy Cliff – Reggae Nights
15. Lilys – A Nanny In Manhattan
16. Meitz – Africa
17. Nicola Conte – Bantu
18. Jason Derulo – Don’t Wanna Go Home (Funky Mix)
19. Fused – Saving Mary (Bob Sinclar Mix)
20. Cassius – Feeling For You
21. Jovanotti – Il più grande spettacolo dopo il big bang (Xela & Dipro Remix)
22. Martin Solveig, Dragonette & Idoling – Big In Japan
23. LMFAO feat. Lauren Bennett & Goon Rock – Party Rock Anthem (Original Mix)
24. Pitbull feat. Ne-Yo, Afrojack & Nayer – Give Me Everything (Tonight)
25. Far East Movement feat. Snoop Dogg – If I Was You (OMG)
26. Mix Chopin – Bliss
27. Toro Y Moi – Still Sound
28. Jamie Lidell – A Little Bit More
29. Jamie Lewis feat. Kim Cooper – 1001 (1001 Mix)


9
lug 11

La meraviglia di TrackID

Da un paio di giorni sto testando lo smartphone Xperia Neo (Android powered). Me l’ha mandato in prova la filiale italiana di Sony Ericsson.
Voi non potete capire lo stupore che ho provato e il sorrisone che mi è parso in faccia quando ho scoperto che nel telefono è presente TrackID. Quest’applicazione è in grado di riconoscere un brano e di fornire il suo titolo e il suo interprete come risultato.
Certo, direte voi, non è una novità, esistono già Shazam e SoundHound che funzionano allo stesso modo. Sì, rispondo io, ma non è la stessa cosa.
Mi spiego. TrackID è già integrato nel cellulare. Non c’è bisogno di installarlo. Anzi. Lo trovate già dentro l’applicazione che gestisce la radio FM. Ma la cosa davvero bella e originake è che, mentre state ascoltando la radio, basta premere il tastino presente nell’angolo in basso a destra e la funzione di riconoscimento audio viene magicamente attivata. TrackID insomma parte, registra pochi secondi di quello che stiamo ascoltando, manda online su un server la registrazione e in un attimo riceve la risposta, che viene quindi immediatamente illustrata sulla schermata. In più l’utente, se è già loggato su Facebook, può esprimere anche il suo apprezzamento verso il brano scovato, premendo semplicemente un altro tasto (quello che illustra un pugno con il pollice alzato – il “like” insomma). La cosa bella è che, potenzialmente, quest’applicazione funziona con qualsiasi stazione radiofonica e con qualsiasi brano. Certo, se registrate un pezzo di voce dello speaker, qualche secondo di una talk radio o un brano non presente nel database, il risultato sarà nullo ma ciò non toglie che l’integrazione di quest’app con la radio rimane un’idea eccellente. E strabiliante. Non so perché ma ne sono rimasto piacevolmente colpito. Per questo ho voluto scriverne un post.

Nota: il servizio si basa sul database di Gracenote.


7
lug 11

Compilation “Abballo la staggione 2011″ (streaming + download)

Ebbene ci ri-siamo. Come nel 2008, nel 2009 e nel 2010, anche quest’anno ho mixato un po’ di musica da ballare durante l’estate. 35 brani compattati in 114 minuti di mixtape (si chiamano ancora così?) Se volete, voi definitelo pure nastrone, cassettina o megamix, va bene lo stesso. Il risultato non cambia.
Sappiate solo che l’ho fatto live, per cui siate clementi. Alcuni passaggi non sono esattamente “puliti” ma fingiamo che la musica mixata all’impronta, senza aggiustamenti, né editing a posteriori, sia più ruspante, più vera, più umana.
Il risultato che potete ascoltare qui sopra l’ho prodotto con un paio di cuffie Panasonic, il mio fido controller Reloop Digital Jockey 2 e un portatile HP Pavillon. Ovviamente grazie anche ai software Traktor e Audacity che hanno reso possibile tutto ciò.
La foto usata per la copertina è mia. Scattata in Salento. A Torre Sant’Andrea, Melendugno (Lecce) – per la precisione.

Sopra ho embeddato il player per ascoltare. Qui sotto, invece, trovate la tracklist completa. Se poi voleste scaricare anche il file, potete cliccare qui (Mp3 da 104 MB, codificato a 128 Kbps – 44100 Hz).

1. Ghostface Killah feat. Raekwon, Cappadonna & Ugod – Ghetto
2. Snoop Dogg feat. Wiz Khalifa – This Weedz Is Mine
3. Biscuits – Ciu Ciu
4. Tiger & Woods – Gin Nation
5. Raphael Gualazzi – Reality & Fantasy (Gilles Peterson Remix)
6. Sebastian – Embody
7. Los Massieras – Allrighty
8. Lucio Battisti – Il veliero
9. Gabriell – Giovanotti (Tutto l’amore che ho)
10. Herr Styler – Jack (Fare Soldi Jackette Remix)
11. Basement Freaks – Get Down Boogie
12. Flight Facilities feat. Giselle – Crave You (Radio Edit)
13. Anané – Plastic People (Louie Vega Ska Mix)
14. Louie Vega feat. Agev Munsen & Anané – BSC (Roots Mix)
15. Major Lazer – Pon Da Floor
16. Dumbblonde feat. Dargen D’Amico & LuckyBeard – La cassa spinge come spinge tuo marito
17. Chilly Gonzales – You Can Dance (Fare Soldi Gonzobot Remix)
18. Marin Solveig feat. Dragonette – Hello
19. LBCK – Start
20. Stars On 45 – 45 (Radio Mix)
21. Rubix – Basier Sur La Disco (Rubix Refix)
22. Bob Sinclar & Raffaella Carrà – Far l’amore (Club Mix)
23. Mattias & G80′s – Rodeo (Club Mix)
24. Gigi De Martino feat. Marisol – Siente la musa
25. Round Table Knights feat. Reverend Beat-Man – Cut To The Top (Original Mix)
26. Dj Afro – Cachoevaca
27. Peppe Citarella feat. India – Tacalacateo (Original Mix)
28. Papik – Notes Of The Past (Lovely FM on The Beach Remix)
29. Pirupa feat. Baz – Clarity Of Love (Original Mix)
30. Benassy feat. Gary Go – Cinema
31. Phil Jay – I Love U (Original Mix)
32. Rubix & Malente – Afrikan Boogie
33. Duran Duran – Rio (Fare Soldi Sposerò Simon LeBon Remix)
34. Jovanotti – Go!
35. Midfield General – Disco Siren


4
lug 11

La bambina che raccontava i film

La bambina che raccontava i film

di Hernàn Rivera Letelier
2011, Strade Blu Mondadori
17 Euro, 110 pagg.

Titolo originale: “La Contadora de peliculas”.
Messico, anni ’60. Villaggio di minatori di salnitro. Una famiglia è così povera da non potersi permettere di andare al cinema. Con i risparmi che riesce a mettere insieme faticosamente il capofamiglia (un ex operaio paralizzato su di una poltrona a rotelle che vive con una misera pensione) può permettersi di mandare in sala solo una persona, un solo membro della famiglia. Dopo una specie di concorso interno, la scelta cade su Maria Margarita, una piccola ragazzina – anzi una bambina – il cui compito delicatissimo è quello di recarsi al cinema, guardare attentamente tutto quello che viene narrato, tornare a casa e raccontarlo ai restanti componenti del suo nucleo famigliare (un padre e quattro fratelli, tutti maschi). Vorrei dirvi cosa è successo alla madre di questi ragazzi ma vi lascio con la curiosità. La notizia sarà più godibile, se lo scoprirete da soli.
“La bambina che raccontava i film” è una storia di sogni infranti e di vite spezzate. Un romanzo breve raccontato splendidamente attraverso gli occhi di una piccola sognatrice, una vera e propria “storyteller” in età scolare che diventa quasi un’attrice in erba nel momento in cui prende gusto nell’essere una cantastorie, una vera e propria narratrice di professione, non solo per la sua famiglia, ma addirittura per l’intero villaggio (ivi definito “Officina”). Pagine dense di sofferenza e di tristezza, di povertà assoluta e di spirito di sopravvivenza, di esperienze amare e di arte di arrangiarsi.
La voce narrante è quella della piccola protagonista che, ve lo anticipo, ad un certo punto della storia inizia a farsi chiamare “Fata Delcine”. Il linguaggio adottato da Rivera Leterlier è molto semplice ma efficace. Schietto, senza fronzoli, né giri di parole, va dritto al punto. Lo splendore sta tutto nel modo in cui attraverso le frasi dette (e i pensieri fatti) dalla piccola MM, l’autore riesca a far trasparire allo stesso tempo la gioia di vivere, lo stupore per la scoperta del mondo e il peso di un’esistenza difficile e sfortunata.
Da leggere assolitamente. Per bambine e bambini di tutte le età.

Nota: questo libro sarà anche molto bello ma 17 Euro per un romanzetto che si legge in meno di 2 ore sono uno sproposito.

La scheda di Bol.it e quella di Ibs.it.