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Spinoza – Una risata vi disseppellirà

Spinoza – Una risata vi disseppellirà
a cura di Stefano Andreoli e Alessandro Bonino
Aliberti Editore
12 Euro, 221 pagg.

Zio Bonino e Stark ci riprovano. E ci riescono ancora. Questo è il secondo volume di Spinoza, ossia la seconda raccolta di battute prese dal noto sito italiano di satira. L’esperimento di raccogliere in un unico luogo i contributi umoristici spontanei che provengono dalla Rete italiana è talmente riuscito (anche editorialmente) da convincere i curatori e l’editore a farne un secondo volume. La qualità della satira è la stessa del primo tomo. Dunque se vi è piaciuto quello, questo non vi deluderà affatto. A me è piaciuto un bel po’.
Qui trovate scritto cosa penso del primo libro.

La scheda di BOL.it e quella di IBS.it.

Operazione Valchiria

Operazione Valchiria
(Valkyrie)

di Bryan Singer (USA, Germania, 2009)
con Tom Cruise, Bill Nighy, Kenneth Branagh,
Tom Wilkinson, Carice van Houten, Terence Stamp,
Eddie Izzard, Kevin McNally, Christian Berkel, Jamie Parker,
Thomas Kretschmann, Tom Hollander, David Schofield

Come immagino saprete già, questo è un film ispirato ad una storia realmente accaduta: il tentativo da parte di alcuni militari e politici tedeschi di assassinare il Fuhrer durante gli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale e di portare a compimento un golpe, al fine di instaurare un nuovo governo e firmare un armistizio con le forze alleate.
È un film bello? È brutto? No, nessuna delle due ipotesi ha senso, se esposta in questo modo. Non mi piace esprimere giudizi così netti senza argomentare. Preferisco dire, piuttosto, che di certo questa pellicola piacerà a chi già ama i film di guerra, a chi è appassionato delle vicende della Seconda Guerra Mondiale, della Germania nazista e del Terzo Reich in particolare.
Non mi intendo di queste cose ma credo di poter dire che dal punto di vista filologico le cose filano (scusate il bisticcio di parole). Nel senso che Synger ha saputo ricreare bene quel periodo, sia con gli abiti, che con le location, il lessico, i comportamenti, ecc. E ci ha saputo inserire anche una discreta dose di azione e creazione dello stato di tensione nello spettatore (chiamiamola pure “Suspance”). Certo, si tratta sempre di un film americano – anche se alla produzione ha partecipato anche una società tedesca – per cui aspettatevi un certo stile nel raccontare i fatti, quella immancabile dose di “sbruffoneria eroistica” tipica delle pellicole del genere.
Cos’altro aggiungere? Ah, sì: il cast è davvero stellare. Oltre a Tom Cruise nella parte del protagonista (il Colonnello Claus von Stauffenberg), ci sono anche Terence Stamp nei panni di un canuto generale, Kenneth Branagh in quelli di un Generale Maggiore, Bill Nighy in quelli di un altro generale e Tom Wilkinson in quelli di un altro generale. Sì, tutti generali, o quasi. Tutti militari graduati. Le vicende si svolgono proprio intorno alle decisioni prese da questi personaggi. Sono loro che ordiscono una complotto ai danni di Hitler e dei suoi sodali.
Nota: Bryan Singer è lo stesso regista de “I soliti sospetti”, “X-Men”, “X-Men 2″ e “X-Men – L’inizio”, il che mi spiazza un po’. Mah.
Il voto non lo metto.

Qui trovate il trailer italiano.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

SmeercHouse 26 Giugno 2011

La puntata N. 18 (dell’ottava stagione) è iniziata puntuale ed è andata avanti inesorabile, senza soste, passando da sonorità, dolci, calme, eteree, soffuse a ritmi scatenati, furiosi e violenti, tutti da ballare.

Questa volta il podcast potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul lettore che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, scaricatelo cliccando qui (File mp3 da 55,2 MB codificato Joint Stereo a 64 Kbps – 24 Khz)

La tracklist:
1. Sigla (Febbraio 2011)
2. Jamie Cullum – I Only Have Eyes For You
3. Cordara Orchestra – Jet Society
4. Adele – Rolling In The Deep (Radio Edit)
5. Randy Crawford with Crusaders – Street Life (12” Jazz Version)
6. Gnarls Barkley – A Little Better
7. Nicola Conte – Shiva
8. Raphael Gualazzi – Calda estate (dove sei)
9. Isabelle Antena – Antena
10. Basement Freaks – Get Down Boogie
11. Ben Human – Scott Air (Travelling Light Mix)
12. Dolcenera – Il sole di domenica
13. Toro Y Moi – New Beat (Fare Soldi “CantaTu” rmx)
14. Marlena Shaw – California Soul (A.Skillz Remix)
15. Jessie J feat B.O.B. – Price Tag (Original Version)
16. The Chemical Brothers – Setting Sun
17. Jovanotti – Spingo il tempo al massimo
18. Skrillex – Scary Monsters and Nice Sprites (Gabriell Remix)
19. Fused – Saving Mary (Original Version)
20. Mix Chopin – Ecliptic
21. Santos – Camels
22. Bob Sinclar & Raffaella Carrà – Far l’amore (Club Mix)
23. Kesha – We R Who We R (Fred Falke Club Mix)
24. Alexandra Stan – Mr. Saxobeat (Extended Version)

Bullitt

Bullitt

di Peter Yates (USA, 1968)
con Steve McQueen, Jacqueline Bissett,
Robert Vaughn, Robert Duvall, Norman Fell, Pat Renella,
Simon Oakland, Don Gordon, Justin Tarr, Carl Reindel,
Felice Orlandi, Georg Stanford Brown, Vic Tayback

Al tenente Frank Bullitt della polizia di San Francisco viene chiesto di “fare da balia” a una specie di pentito di mafia. L’antipaticissimo Walter Chalmers, un politico senza grandi scrupoli, gli chiede cioè di tenere sotto sorveglianza Joh Ross, un malavitoso che di lì a qualche giorno deve deporre in tribunale contro “L’organizzazione” di cui era membro. Insomma Bullitt deve proteggere un testimone chiave, viene chiamato a un compito molto difficile e delicato perché è il migliore nel suo lavoro. Ma fallisce. Anche i migliori a volte hanno delle défaillance. Organizza tre turni al giorno per proteggere Ross (che si trova rintanato in un hotel) ma ciò non è sufficiente. Una coppia di killer professionisti riesce comunque ad irrompere nella stanza del mafioso e a colpirlo a morte con un fucile a canne mozze. Anche un giovane collaboratore di Bullitt rimane ferito nell’agguato e per questo il tenente non si darà pace, almeno finché non avrà scoperto chi, come e perché ha interferito con la sua missione. Integerrimo, taciturno, ostinato e ligio al suo dovere, Bullitt cerca di fare chiarezza; dalla sua parte ha anche Delgetti (si pronuncia “Delgado”), un fidatissimo collaboratore, e il suo capo, il Capitano Bennet, ma stranamente quello che più gli metterà i bastoni tra le ruote sarà Chalmers, quella specie di procuratore che desidera solo portare a deporre il suo supertestimone, ovviamente per meri fini di carriera.
Il soggetto è tratto dal romanzo “Mute Witness” di Robert L. Pike.
Ciò che rende unico questo film, comunque, non è tanto la trama ma lo “stile”, dove con questo termine intendo la cura nella scelta delle location (Friso e il mini appartamento del protagonista), degli abiti, del montaggio, della colonna sonora, ecc.
Due parole sugli attori.
McQueen epocale. La sua interpretazione del poliziotto figo e tutto d’un pezzo è eccellente. Un vero duro che on si fa intimorire da nessuno, un poliziotto serio e capace, rispettoso dalla legge, che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno, nemmeno dalla politica. Ma anche uno sciupafemmine che sa correre in auto e amare le belle donne.
La bella donna – anzi la bellissima donna – della situazione è Jacqueline Bisset. L’ho trovata divina. Minuta, sobriamente sexy, con due splendidi occhi azzurri. Recita in poche scene. Molte delle quali semisvestita tra le lenzuola del bel poliziotto protagonista.
La responsabilità di impersonare Chalmers se l’è pressa Robert Vaughn. Una faccetta stronzetta con mento pizzuto e capelli liscissimi e pettinatissimi (con tanto di riga di lato). Più che elegante. Il taglio classico dei suoi abiti da sartoria contribuisce a farlo risultare perfetto per il ruolo del politicante.
Simon Oakland fa il Capitano Bennett, il vecchio poliziotto padre di famiglia, un po’ burbero ma bonario, serio, severo e taciturno, che si assume sempre la responsabilità dei passi falsi che Bullit fa durante le sue indagini.
Don Gordon è la spalla perfetta per McQueen. Una specie di braccio destro che esegue alla lettera tutti gli ordini impartiti da Bullitt, il collega che tutti i poliziotti vorrebbero avere.
Norman Fell (il signor Roper de “Tre cuori in affitto”) interpreta il capitano Baker, una specie di lacché al servizio di Chalmers.
Pat Renella dà il volto al mafioso John Ross.

Nota personale: ho rivisto questo film perché della trama non ricordavo quasi nulla. So che si tratta di una specie di pellicola di culto. Io mi ritrovo appassionato perché adoro l’omonimo tema della colonna sonora, composto ed eseguito da Lalo Schifrin.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

American Life

American Life
(Away We Go)

di Sam Mendes (USA, 2009)
con John Krasinski, Maya Rudolph, Maggie Gyllenhaal,
Carmen Ejogo, Catherine O’Hara, Jeff Daniels,
Allison Janney, Jim Gaffigan, Samantha Pryor,
Conor Carroll, Josh Hamilton, Bailey Harkins

Allora, innanzitutto lasciate perdere il titolo italiano. Non curatevene. Quello originale, “Away We Go”, ha molto più senso, è più indicato.
Questa pellicola racconta di due ragazzi americani poco più che trentenni. Un lui e una lei che si vogliono molto bene, si amano. Lei fa l’illustratrice per delle pubblicazioni di anatomia, lui lavora nel campo delle assicurazioni. Non sono molto abbienti, vivono in una casa senza riscaldamento e con il cartone al posto dei vetri delle finestre. Si sentono un po’ frustrati, troppo poco maturi per mettere su una famiglia vera e propria. Aspettano un bambino ma si sentono dei falliti – lei specialmente. Quando scoprono che i genitori di lui – su cui facevano affidamento per la gestione del bambina in arrivo – si trasferiranno in Belgio (ad Anversa), decidono di fare un lungo viaggio, di spostarsi, di trovare un posto migliore dove andare a vivere, o meglio dove iniziare da zero. Così passano per diverse città degli Stati Uniti (e una del Canada) con la scusa di andare a trovare degli amici, dei familiari, dei parenti (sorelle, fratelli, quasi-cugine) e scoprono pian piano di essere decisamente meglio, o comunque più normali, di tutta una serie di strambissimi personaggi a cui vorrebbero avvicinarsi o con cui vorrebbero stringere delle relazioni.
“American Life”, insomma, è una specie di tragicommedia on the road in cui si sorride un po’ e ci si commuove anche – a seconda della situazione, ovvio. Senza dubbio ci si mette un attimo a familiarizzare con Burt e Verona, i due protagonisti. O almeno io li ho amati sin dalle prime battute del film. Lui (John Krasinski) è buffissimo: un uomo molto alto, magro e barbuto, con i capelli sempre fuori posto, sbadato e fanfarone che spesso si comporta come un ragazzino. Lei (Maya Rudolph) è più saggia e pensierosa, un tantinello insicura, un’animo dolce e già materno, in un certo senso, ancor prima del parto – evento che peraltro nel film non viene narrato.
I genitori di lui, una coppia di cialtroni egoisti e finto-tonti, sono intepretati molto bene da Catherine O’Hara e Jeff Daniels.
A Maggie Gyllenhaal, invece, è stata affidata la parte di una mezza sciroccata che segue filosofie di vita simil-new age come ritenere l’uso dei passeggini dannoso per l’educazione dei figli, allattare al seno anche i bambini altrui, ecc.
Sam Mendes ha diretto una storia scritta e sceneggiata da Dave Eggers e da sua moglie Vendela Vida.
Nota per gli smemorati (come me). Sam Mendes è lo stesso regista di American Beauty”, “Era mio padre” e “Revolutionary Road”.
Voto: 6 e mezzo. Consigliato a chi non categorizza i film in lenti/non lenti.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Smeerch Live Set – 20 Giugno 2011

Cosa fare durante un noioso e afoso pomeriggio romano? Una bella oretta di missaggio dal vivo mi è sembrata la risposta giusta! Così ieri ho deciso di collegare il controller Reloop al mio notebook e mandare live in streaming un po’ di buona musica house mixata. Qui sopra trovate la videoregistrazione.

La playlist:
1. DJ Afro – Cachoevaca
2. Anane – Plastic People (Louie Vega Ska Mix)
3. Papik – Notes Of The Past (Lovely FM On The Beach remix)
4. Herr Styler – Jack (Fare Soldi Jackette Remix)
5. Major Lazer – Pon De Floor (Radio Edit)
6. Underworld – Ring Road (Fake Blood Remix)
7. Sebastien Tellier – Kilometer (A-Trak Dub Mix)
8. Adele feat. Childish Gambino – Rolling In The Deep (Jamie XX Remix)
9. Gigi De Martino feat. Marisol – Siente La Musa (Original)
10. Mihalis Safras – La Samba Di Chicos (Riva Starr Remix)
11. Todd Terry – Jumpin’ (Original Mix)
12. Duck Sauce – Anyway
13. Cassian – Friday Night
14. Fake Blood – I Think I Like It (Original Mix)
15. Pirupa feat. Baz – Clarity Of Love (Original Mix)

Uno strano scherzo del destino

Uno strano scherzo del destino
(A Simple Twist of Fate)

di Gillies MacKinnon (USA, 1994)
con Steve Martin, Gabriel Byrne, Alana Austin,
Stephen Baldwin, Laura Linney, Catherine O’Hara,
Amelia Campbell, Alyssa Austin, Alaina Mobley

Lo dico candidamente: io questo film proprio non l’ho capito. Ci sono due padri che si contendono l’affidamento di Mathilda, una ragazzina di 10 anni circa. Il primo (Michael McCann/Steve Martin) è un umile falegname, un bravo padre, pieno di affetto, il tale che si è occupato della ragazzina sin da quando questa è entrata nella sua vita, all’improvviso, a seguito della morte di sua madre. L’altro (John Newland/Gabriel Byrne) è il padre naturale: un riccastro molto ambizioso, una specie di sindaco della cittadina che in principio ha rinnegato la madre di sua figlia (una tossicodipendente) e la bambina stessa in modo da inseguire senza intoppi la carriera politica ma che poi, a fronte di un momento di rimorso, tenta la strada della redenzione.
Di mezzo ci sono anche: un incidente stradale con morto, un fratello sballato e un furto di monete d’oro dalla casa del papà buono e affettuoso (che però inizialmente era anche molto avaro, attaccato al denaro e incazzato per il fatto di essere stato tradito da sua moglie).
Lo ripeto. Sono sincero, non ho capito il finale di questa pellicola. Ancora mi chiedo il perché il processo sia andato all’aria o, meglio, perché si sia risolto indipendentemente dalle qualità dei due padri (affettive ed economiche) e dal volere della ragazzina. Boh.
Steve Martin è il gigione di sempre. Lo adoro dai tempi di “Roxanne”, “Due figli di”, ecc. Non delude mai. Specialmente in questo caso, dove si è cucito addosso la parte di un padre incredibilmente affettuoso, simpatico e un po’ pasticcione.
Ottima la scelta di Gabriel Byrne per il ruolo del ricco politico stronzo, un po’ snob ma dal lignaggio importante.
Stephen Baldwin interpreta suo fratello Tanny Newland, il giovane sfaticato e spendaccione, amante dei soldi, delle droghe, delle macchine costose, delle donne e della bella vita in generale.
Ad Alana Austin hanno affidato il ruolo di Mathilda all’età di 10 anni (circa).
Laura Linney veste i panni della moglie del politico.
Catherine O’Hara invece è April Simon, la buffa e pasticciona amica di Michael McCann.
Amelia Campbell è la mamma tossicodipendente di Mathilda.
Nota: la sceneggiatura è dello stesso Steve Martin e si basa sul romanzo “Silas Marner” di George Eliot.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Conviction

Conviction

di Tony Goldwyn (USA, 2010)
con Hilary Swank, Sam Rockwell, Minnie Driver,
Peter Gallagher, Juliette Lewis, Karen Young, Melissa Leo,
Owen Campbell, Conor Donovan, Loren Dean, Bailee Madison,
Ari Graynor, Tobias Campbell, J. David Moeller

Ispirato a una storia vera, “Convinction” racconta di due fratelli uniti da un legame indistruttibile.
1980 Ayer, Massachussetts (USA). Kenneth Waters, detto Kenny, viene condannato per omicidio di primo grado. La giuria non crede alla sua dichiarazione di innocenza e lo sbatte dentro a vita con l’accusa di aver colpito a morte la sua ex, infliggendole ben 24 coltellate. Sua sorella Betty Ann, che sin dal principio non crede alla versione della polizia, manderà all’aria tutta la sua vita (compreso matrimonio) per laurearsi in legge e tirare suo fratello fuori dal carcere. La trafila sarà lunga e difficile ma la caparbia di Betty Ann e il suo sentimento fraterno saranno più forti.
Ancora una volta ottima prova recitativa per Hilary Swank. Avrebbe quasi meritato un altro Oscar.
Sam Rockwell è fantastico, sia nelle scene in cui dà di matto, che in quelle più drammatiche dove lo vediamo confrontarsi con la Swank in dialoghi e faccia-a-faccia molto intensi.
Minnie Driver interpreta l’amica/avvocato/compagna di corso che aiuta Betty Ann nella battaglia contro la magistratura del Massachussetts. La ricordate in “Sleepers”? Qui la troviamo meno ragazza e più donna (ovvio, ne sono passati di anni). Anche lei perfettamente nel ruolo. Ottima nelle scene in cui costringe Betty Ann a confrontarsi con la realtà delle cose.
Peter Gallagher veste i panni del super-avvocatone belloccio e elegante che si prende carico di tutti quei casi in cui gli imputati hanno subito dei torti da parte della Giustizia americana – in particolar modo dei casi di condannati innocenti.
Juliette Lewis interpreta una delle testimoni chiave del processo a Kenny Waters.
Il film è di quelli intensi. Non è un drammone ma poco ci manca. Se siete di quelle persone che si commuovono per un nonnulla, forse piangerete anche guardando “Conviction”. Ma non importa. Il mio non è un parere negativo. Anzi. Tony Goldwyn costruisce un ottimo film. Un legal (senza thriller) in cui si mettono in primo piano la speranza e i buoni sentimenti, in particolar modo i legami intra-familiari. Non solo quelli tra fratello e sorella ma anche quelli tra madre e figli.
Voto: 7.

Nota personale: io l’ho visto in versione originale (un Divx sottotitolato in inglese). A quanto pare questo film è arrivato anche nelle sale italiane ma pochi se ne sono accorti. Peccato.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

SmeercHouse 12 Giugno 2011

Dopo essere iniziata con un discreto ritardo, la puntata N. 17 (dell’ottava stagione) di SmeercHouse si è interrotta verso le 13.58. Quasi improvvisamente – in realtà già immaginavo che non avrei potuto mandare in play più di 20 tracce. Insomma è durata solo 88 minuti. Ma questo non vuol dire che non ci siamo divertiti ugualmente.

Questa volta il podcast potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul lettore che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, scaricatelo cliccando qui (File mp3 da 40,4 MB codificato Joint Stereo a 64 Kbps – 24000 Khz)

La tracklist:
1. Sigla (Febbraio 2011)
2. Santana – Samba Pa Ti
3. Sao Vicente feat. Marlene – I Shot The Sheriff
4. Thievery Corporation – Shadows of Ourselves
5. Nicola Conte – Love from the Sun
6. Chet Faker – No Diggity
7. Mayer Hawthorne – Work To Do
8. Craig David – Walking Away (Get Craig David off of my yacht! Rework by Drop Out Orchestra)
9. Raphael Gualazzi – Reality and fantasy
10. Nicola Arigliano – Buonasera signorina
11. Daniele Silvestri feat. Niccolò Fabi – Sornione
12. Nada – Ti stringerò
13. Don Joe & Shablo feat. Fabri Fibra, J. Ax, Marracash, Guè Pequeno, Jake La Furia, Noyz Narcos e Francesco Sarcina (de Le Vibrazioni) – Le leggende non muoiono mai
14. Crookers feat. Amari – La vita sotto la tastiera
15. Articolo 31 feat. Chief – Strada di città
16. Portishead – Over
17. Sylvester – You Make Me Feel (Mighty Real)
18. Basement Jaxx – Samba Magic
19. Dumbblonde feat. Dargen D’Amico & LuckyBeard – La cassa spinge come spinge tuo marito

SmeercHouse 5 Giugno 2011

Puntata N. 16 dell’ottava stagione. Un percorso che parte dalla bossanova tradizionale, s’inerpica sulla black music, sul rap, sull’acid jazz, e arriva alla house contemporanea (e non), passando ovviamente anche per il pop e l’elettronica.

Questa volta il podcast dura circa 121 minuti. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul lettore che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, scaricatelo cliccando qui (File mp3 da 55,2 MB codificato stereo a 64 Kbps – 44100 Khz)

La tracklist:
1. Sigla (Febbraio 2011)
2. Eumir Deodato – Waters of March
3. Galliano – Prince Of Peace
4. Isaac Hayes – Cafe Regio’s
5. Gil Scott-Heron – Make Me Wanna Holler
6. Jestofunk – Say It Again
7. Sam Paglia – The Cop
8. Stereo Action Unlimited – Love Light
9. Ursula 1000 – I’m Gonna Shock You, Daddy
10. US3 – Get Out
11. Daniele Silvestri – Io non mi sento italiano
12. Ben Harper – Faded
13. Q-Tip feat. D’Angelo – Believe
14. Christina Aguilera & Redman – Dirrty
15. Mecna feat. Mad Buddy – Con i piedi sul mondo
16. Kiave & Macro Marco feat. Bassi Maestro, Turi & Don Plemo – Countdown
17. Ronnie Jones – Video Games
18. The Def Author – Piece Of My Heat (Smeerch’s House Plain Mix)
19. 20 Fingers feat. Big Sister – Round We Go
20. Namby Pamby – Club Rules
21. Pussy Dub Foundation – A1 track from “Pussy Dub Foundation EP”
22. Adele – Rolling In The Deep (Tune In Crew Remix)
23. Kraak & Smaak – Call Up To Heaven (Grandmono Remix)
24. The Muthafunkaz – Gotta Hold On Me (that Skatt Thing) (Kenny Dope Remix)
25. Armand Van Helden feat. Teketha – Everytime I Feel It (Original Mix)