Bobby

di Emilio Estevez (USA, 2006)
con William H. Macy, Demi Moore,
Sharon Stone, Charlie Sheen, Harry Belafonte,
Christian Slater, Heather Graham, Laurence Fishburne,
Elijah Wood, Freddy Rodriguez, Anthony Hopkins, Helen Hunt,
Lindsay Lohan, Emilio Estevez, Ashton Kutcher, Nick Cannon, Joy Bryant,
Mary Elizabeth Winstead, Svetlana Metkina, Shia Labeouf, Brian Geraghty,
Joshua Jackson, Gus Lynch, David Krumholtz, Jacob Vargas, Scoot McNairy,

Ambientata per il 95% all’interno dell’Hotel Ambassador di Los Angeles, questa pellicola racconta l’ultimo giorno di vita del senatore Robert Francis Kennedy, detto appunto “Bobby”. Emilio Estevez non si sofferma però sul soggetto politico, cioè non mostra allo spettatore quello che ha fatto il senatore durante quel 4 giugno 1968, a parte il discorso che tenne di notte nell’hotel a seguito della vittoria alle primarie californiane dei Democratici – per cui tra l’altro usa materiale di repertorio. No, il regista mette in scena altro, preferisce concentrarsi su le ore precedenti la tragedia, sulla frenesia dei preparativi al chiuso delle stanze e della hall dell’Amabssador; Estevez porta alla luce soprattutto le vite di quelle persone che fuorono coinvolte nell’attentato e/o che in qualche modo entrarono in contatto con Bob Kennedy quel giorno.
Quelle che si intrecciano in “Bobby”, dunque, sono storie semplici di gente semplice, racconti dal taglio umano. Ne elenco alcuni:
1. il capo dello staff dell’hotel viene mollato dalla sua amante (la centralinista dell’hotel) e licenza il manager della cucina dell’albergo perché lo ritiene razzista;
2. la moglie del capo dello staff dell’hotel – oltre a scoprire la relazione extraconiugale e ad essere la parrucchiera della diva che introduce il discorso del presidente – fa la manicure ad una giovane ragazza, che sposa un suo coetaneo solo per evitare che questi parta come militare per il Vietnam,
3. il marito della famosa cantante non riesce più a sopportare l’alcolismo di sua moglie e l’opportunismo del suo manager;
4. una giovane giornalista della Cecoslovacchia cerca in tutti i modi di intervistare il senatore Kennedy;
5. un cameriere di origine messicana a causa di un doppio turno di lavoro non può andare a seguire allo stadio una leggendaria partita di baseball (dei Dodgers),
6. il vecchio responsabile della sicurezza dell’hotel non riesce a stare lontano dal suo posto di lavoro,
7. due giovani collaboratori del comitato elettorale, anziché andare porta a porta a convincere cittadini potenziali elettori a votare per Kennedy, decidono di provare l’LSD,
8. durante la pausa pranzo il cuoco dell’albergo e un altro camerire messicano discutono animatamente sui modi di combattere le discriminazioni razziali negli Stati Uniti, ecc.
Il cast è davvero quello delle grandi occasioni. A commemorare questa drammatica giornata per la storia degli Stati Uniti troviamo decine di volti noti nello star system hollywoodiano.
Charlie Sheen e Helen Hunt interpretano una coppia molto facoltosa – ma non più molto affiatata – che è invitata a partecipare alla serata di gala durante a quale il senatore Kennedy tiene il suo ultimo discorso.
A Sharon Stone è stato affidato il ruolo della parrucchiera, nonché moglie del capo dello staff. Una parte difficile a cui però l’attrice riesce a dare un’interpretazione splendida. Forse è la più brava di tutti in questo film.
William H. Macy è Paul, il fedifrago capo dello staff all’Hotel Ambassador.
Christian Slater è invece il suo braccio destro, il responsabile delle cucine, un piccolo manager razzista e vendicativo.
Shia Labeouf e Brian Geraghty interpretano i due diciannovenni che preferiscono provare le allucinazioni dell’LSD piuttosto che fare il loro lavoro di evangelizzatori porta-a-porta per il comitato elettorale di Kennedy.
Anthony Hopkins ha recitato il ruolo dell’anziano resposabile della sicurezza dell’hotel, colui che pur di non staccarsi dal suo logo di lavoro, passa le sue giornate a giocare a scacchi nella hall con il suo amico Nelson – un’altro anziano ex-dipendente interpretato da un elegante Harry Belafonte.
Demi Moore con questo film ha riacquistato gran parte della sua bellezza/femminilità. La vediamo interpretare la cantante di successo Virgina Fallon, una diva alcolizzata e viziata che ha l’onore di aprire la festa per la vittoria di Kennedy alle primarie californiane.
Emilio Estevez – regista del film, nonché primo figlio di Charlie Sheen – qui si è ritagliato per sé il ruolo del compagno della diva, un elegantone perdigiorno che vive alle spalle di sua moglie e che svolge quasi solo le funzioni di “dama di corte”.
Joshua Jackson, il ciccio di “Dawnson Creek” recita il ruolo di un giovane membro dello staff di Kennedy. Al suo fianco Nick Cannon nei panni di Swayne, un altro ragazzo dello staff che ha l’onore di essere ricevuto personalmente dal senantore prima del suo memorabile discorso.
Laurence Fishburne è il fiero e saggio cuoco afroamericano dell’Hotel Amabassador.
Lindsay Lohan l’ho trovata molto carina, al top della forma (era anche il 2006 quando questo film è arrivato in sala). Sulle sue spalle il peso di interpretare i valori positivi, ossia la giovane che sacrifica la sua vita per salvare quella del suo futuro sposo, che altrimenti sarebbe costretto ad affrontare la guerra in Vietnam e probabilmente un’infausta morte annunciata.
Elijah Wood interpreta appunto il suo sposo, ossia il ragazzo pieno di dubbi con la faccia da bambascione.
Svetlana Metkina è una bellissima ragazza. Qui recita la parte dell’appassionata giornalista dell’est europeo che attraverso i suoi articoli vuole dare speranza e dignità al suo Paese.
Freddy Rodriguez interpreta il giovane cameriere messicano dell’hotel che, pur essendo riuscito a rimediare due biglietti per la memorabile partita di baseball, non potrà andare allo stadio a causa delle troppe ore di lavoro che gli vengono ingiustamente affidate.
Jacob Vargas, invece, ha il ruolo dell’altro cameriere di origini messicane, molto più incazzoso del suo amico.
Heather Graham fa un po’ la scemetta nei panni della giovane telefonista bionda che “intrattiene sessualmente” Paul, il capo dello staff, di nascosto nelle stanze dell’hotel.
Joy Bryant è l’altra centralinista, quella afroamericana, che dà consigli amorosi alla sua collega bionda.
La più dolce attrice del film, comunque, è Mary Elizabeth Winstead. Giovanissima, bellissima, frizzantissima. Stupenda. Peccato che a lei siano state dedicate solo pochissime scene e pochissime battute. Qui interpreta la cameriera del bar amica dei due giovani evangelizzatori del comitato elettorale.
Ashton Kutcher credo si nascondesse sotto la barba rossiccia dell’hippie che vende droghe allucinogene ai due sbarbatelli. Ma non ne sono sicuro.
Voto globale per il film 7 e mezzo. Buon la regia, ottimo gioco di squadra per tutti gli attori.
Colonna sonora non pervenuta (leggi: non me la ricordo).

Guarda la suggestiva locandina americana e il trailer originale.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.