marzo, 2011


31
mar 11

Di spalle conduco io (racconto erotico)

Qualche anno fa ho scritto un racconto erotico e l’ho donato a Roigurgito.com. Ora che ho scoperto che quel blog è ormai defunto, ho deciso di ri-pubblicarlo qui.
(Clicca qui per scaricare il testo in formato Pdf).

Di spalle conduco io

Lo so cosa pensi. Non è mica la prima volta che un uomo mi guarda così. Non sono nata ieri. Lo capirebbe chiunque che mi desideri. Te lo si legge in faccia. Quel pizzico di imbarazzo oggi ti è sparito dalle guance in meno di 60 secondi. E non so nemmeno il perché. Perché proprio oggi? Sono due settimane che passi ogni secondo di pausa dalla tua routine lavorativa a ronzarmi intorno. É palese che mi hai puntanto. É chiaro ed evidente che mi hai messo gli occhi addosso, in tutti i sensi. Oggi anche in senso letterale. Mi stai fissando sfrontatamente negli occhi da diversi minuti. E allora? Cosa vuoi che dica o che faccia? Non te la darò vinta facilmente. E non prenderla come una sfida. Non c’è nulla di sessista o di altezzoso. La mia è solo una richiesta, semplice e legittima. Io voglio godere. D’altronde il sesso questo è: piacere nudo e crudo che poi noi umani ci divertiamo a Continue reading →


31
mar 11

Tamara Drewe: tradimenti all’inglese

Tamara Drewe: tradimenti all’inglese
(Tamara Drewe)

di Stephen Frears (Gran Bretagna, 2011)
con Gemma Arterton, Roger Allam, Dominic Cooper,
Billy Camp, Luke Evans, Tamsin Greig, Jessica Barden,
Josie Taylor, James Naughtie, Bronagh Gallagher,
Charlotte Christie, John Bett

Simpatica commedia di Stephen Frears ambientata nella campagna inglese.
Tamara Drewe è una giovane giornalista inglese, un ex-anatroccolo di provincia che – dopo essersi trasferito a Londra ed sottoposto a un intervento chirurgico al naso – è diventato un cigno: una splendida ragazza dolce e sexy. Anche se a molti (invidiosi), di primo acchitto, sta sulle scatole.
A distanza di parecchi anni, Tamara torna in campagna nella sua villa di famiglia, intenzionata a vendere la proprietà, e lì ritrova Andy, la sua vecchia fiamma, un bel ragazzone di qualche anno più grande di lei, a cui affida subito la ristrutturazione della casa. Andy in quelle stanze ci è nato, la casa di Tamara in origine era di proprietà della sua famiglia, per cui accetta volentieri di occuparsi dei lavori – sia perché alla casa ci tiene tanto, sia perché si sente un po’ in colpa per aver troncato la relazione che tanti anni prima aveva con la ragazza.
Durante il soggiorno Tamara reincontra anche Nicholas Hardiment (famoso romanziere) e sua moglie Beth, cioè i suoi vicini: due tizi che ospitano nella loro magione di campagna alcuni bizzarri scrittori in cerca di ispirazione.
In campagna, comunque, Tamara porta una discreta dose di scompiglio. Nicholas, infatti, si invaghisce di quella che un tempo vedeva solo come una teenager racchia e antipatica e, allo stesso tempo, anche Andy si accorge che i propri sentimenti verso Tamara erano solo sopiti ma non del tutto scomparsi. Comunque non sono gli unici due ad essere attratti dal frizzante fascino della bella moretta. Anche Ben, lo smilzo batterista della rock band “Swipe”, perde la testa per Tamara. Un giorno s’incontrano per caso per un’intervista e si piacciono subito, si mettono insieme e in pochissimo tempo lui arriva persino a farle una proposta di matrimonio. A incasinare ulteriormente la situazione ci si mettono anche due ragazzine che, annoiate dalla monotonia della vita bucolica e innamoratissime del rocker, s’intrufolano di nascosto in casa di Tamara e iniziano ad inviare email a suo nome.
La parola “tradimenti” che si trova nel titolo italiano è riferita al fatto che in questo film tutti tradiscono tutti – o quasi - ad iniziare dalla protagonista, passando per Nicholas, fino ad arrivare al rocker e alle ragazzine ficcanaso.
Gemma Arteton è la bellona. Dolce, alta, allegra e piena di curve. Il ruolo della giovane fatalona le si addice abbastanza. Non ricordavo di averla già vista in “I Love Radio Rock” e in “RockNRolla”. Eppure è così: in quei film ci ha recitato. Mi stupisce non averla riconosciuta subito. Mah!
Roger Allam è credibile nel ruolo del laido romanziere cinquantenne, bolso e pieno di sè, un donnaiolo privo di alcun rispetto per la propria moglie (splendidamente interpretata da Tamsin Greig), che poi sarebbe la vera artefice del suo successo.
Dominic Cooper recita nella parte del batterista. Smilzo, tatuato e impomatato è il tamarro della compagnia. Il suo personaggio, Ben, se ne va in giro per la campagna dentro una Porsche gialla con l’hi-fi a tutto volume.
Luke Evans è Andy Cobb, il bel contadino che, pur essendo innamorato da sempre della protagonista, nel tempo libero si spupazza la locandiera della cittadina.
Jessica Barden e Charlotte Christie vestono i panni delle due ragazzotte combinaguai che si divertono a fare scherzi.
Josie Taylor è Zoe, la locandiera.
Bronagh Gallagher la ricordate? Era una delle giovani coriste del film culto “The Commitments”. Qui interpreta solo poche scene nei panni di una delle scrittrici ospiti di Nick e Beth.
Voto alla pellicola: 6 e mezzo. Storia originale che diverte e non annoia. Ancora una volta il cinema inglese contemporaneo mi ha sorpreso piacevolmente.

Questo il trailer originale e quello italiano.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


30
mar 11

Shortbus

Shortbus – Dove tutto è permesso
(Shortbus)

di John Cameron Mitchell (Usa, 2006)
con Sok-Yin Lee, Lindsay Beamish, Paul Dawson,
PJ DeBoy, Peter Stickles, Raphael Barker, Alan Mandell,
Jay Brannan, Justin Hagan, Shanti Carson, Justin Bond

Attenzione: questo non è un film porno, nonostante contenga decine di scene di sesso. Io tenderei più a considerarlo uno spaccato dei problemi sessuali (più o meno comuni) che affliggono le coppie e le persone più in generale. In un certo senso “Shortbus” può essere considerato anche un omaggio a New York e ai suoi cittadini. Si prendano ad esempio gli intermezzi tra una scena e l’altra, quando la cinepresa ondeggia tra i grattacieli del plastico di cartone che rappresenta abbastanza fedelmente la città, o tutto il discorso che il signore anziano, che si presenta come ex sindaco, fa su chi sono i Newyorkesi, sul perché la gente va a vivere lì e su che tipo di esperieza offra la città più “aperta” del mondo.
Guarda qui il trailer in lingua originale.
Questo film racconta l’intreccio di tre storie: quella di Sofia, una sex therapist (lei preferisce “consulente di coppia”) di origine orientale che, paradossalmente, aiuta le coppie a ritrovare l’armonia a letto ma non riesce a raggiungere l’orgasmo, quella di una coppia omosessuale (James e Jamie) in cui uno dei due membri è talmente depresso da arrivare al suicidio, e quella di Severine, una giovane dominatrix indigente con gravi problemi d’identità e un blocco che le impedisce persino di pronunciare o sentire nominare il proprio vero nome.
Shortbus è il nome del locale che frequentano i protagonisti, un club molto particolare in cui si parla di sesso e si fa sesso, molto sesso. Un posto originalissimo – direi quasi unico – in cui si va non per trasgredire ma per liberarsi dei propri blocchi, per confrontarsi e soprattutto per vivere liberamente il proprio corpo (e la propria mente) senza essere giudicati.
Voto 6. Questo film non è per tutti. Anzi lo consiglierei solo ai “morbosamente curiosi”. Tutti gli altri ne stiano alla larga. Troppo facile fraintendere gli intenti di chi l’ha scritto e diretto. Se poi siete vagamente moralisti, è meglio che ne dimentichiate l’esistenza.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


29
mar 11

La donna della mia vita

La donna della mia vita

di Luca Lucini (Italia, 2010)
con Alessandro Gassman, Valentina Lodovini, Luca Argentero,
Stefania Sandrelli, Giorgio Colangeli, Lella Costa, Sonia Bergamasco,
Gaia Bermani Amaral, Franco Branciaroli, Morena Salvino

Non che mi aspettassi granché, ma questa commedia mi ha deluso un po’. L’ho trovata abbastanza prevedibile, soprattutto sul finale. Qui potete guardare il trailer.
“La donna della mia vita” racconta la storia di due fratelli: Leonardo (il minore) e Giorgio (il maggiore). Il primo vive a Milano e lavora in fabbrica con suo padre (una piccola azienda dolciaria milanese), è molto introverso, schivo, chiuso ai limiti della depressione. Il secondo, invece, di mestiere fa il medico e vive a Roma ma, pur essendo sposato, non si nega diverse scappatelle con colleghe, pazienti, conoscenti, ecc. Uno sciupafemmine insomma. Entrambi comunque sono due bei ragazzoni mori molto affascinanti. Fisicamente sembrano somigliarsi abbastanza, anche se nati da due padri diversi.
Un giorno, dopo aver tentato il sucidio perché abbandonato dalla sua ragazza, il timifo Leonardo incontra Sara – una dolce anima in pena in cerca di conforto – e se ne innammora. Sembrano una coppia felice, il loro rapporto rasenta la perfezione, anche se in realtà si basa quasi esclusivamente sull’odio espresso da Sara nei confronti del suo ex amante, un tizio sposato e bugiardo noto come “Lo stronzo”. Quello che Leonardo non sa è che “Lo stronzo” in realtà sarebbe suo fratello Giorgio. All’inizio nemmeno Sara sa di questa coincidenza ma poi le cose pian piano si scoprono e da questo insolito intreccio amoroso nascono tutta una serie di situazioni allo stesso tempo buffe e tragiche. Comunque sia, chi guarda capisce presto che la storia tra Sara e Giorgio non è del tutto finita.
A questa trama (apparentemente primaria) se ne intreccia un’altra (la vera portante), quella di Alba, la mamma dei due ragazzi: una donna che definire “cardine della famiglia” sarebbe estremamente riduttivo. Nel corso degli anni, sin dalla giovinezza, Alba sembra aver condizionato (per non dire eterodiretto) le vite di tutte le persone che con lei sono entrate in contatto. A partire dai due figli, sempre indirizzati verso atteggiamenti che poco avevano a che fare con le loro naturali inclinazioni, fino ad arrivare al primo marito (Alberto, padre di Giorgio) e al secondo (Sandro, padre di Leonardo). Con Giorgio Alba è sempre stata molto severa, inoltre gli ha sempre detto di assomigliare a suo padre, sin da quando era bambino, l’ha cresciuto nel mito del padre farfallone e dongiovanni, portandolo a diventare lo stesso tipo di uomo adulto. Leonardo invece è sempre stato il “cocco di mamma”, il preferito di Alba, il più protetto e collolato. Oddio, forse pure troppo protetto.
Non vorrei svelarvi tutti i particolari ma sappiate che la cosa buona di questo film è che non ci sono figure positive e negative. Tutti tradiscono tutti. Non se ne salva uno. Anche i più tranquilli e sornioni finiscono per girare le spalle alle persone a cui vogliono bene, fosse anche solo per prendersi “una boccata di libertà” dalla propria routine.
Alessandro Gassman più cresce più diventa bravo (non che sia mai stato cane nel recitare). Qui è al top della forma. Ganzo e adeguato. Un bonazzo che si trova benissimo nella parte del figaccione rubacuori e stronzo. Sembra facile ma non credo che venga proprio spontaneo recitare a quella maniera.
Posso essere sincero? Ormai sono pazzo per la Lodovini. La trovo bellissima, oltre che bravissima. Più la vedo sul grande schermo e più mi piace. Non posso farci proprio niente. Nei film gli uomini s’innamorano di lei e a te sembra tutto naturale, semplice, quasi sconato. La scelta di cast dunque è perfetta. In una parola: Funziona!
Peccato per Argentero: l’ho sempre ritenuto un bravo attore ma questa volta è stato spesso costretto a recitare sopra le righe, è stato spinto a gigioneggiare marcatamente per far arrivare il senso di ridicolo allo spettatore. La sua interpretazione rischia in parecchi casi di sfociare nella farsa.
Della Sandrelli cosa posso dire? Il ruolo non è semplice: ci sono alcune scene proprio inopportune, come gli spiegoni insostenibili o le premesse eccessivamente retoriche e didascaliche. Potevano risparmiarcele, ecco. Lei comunque interpreta tutto con grande dignità e professionalità.
Giorgio Colangeli sta diventando uno dei miei attori preferiti. In questo caso ho apprezzato molto la bonarietà del suo personaggio, così come la mitezza, la pacatezza e la saggezza che trasmette, oltre che la voglia di vivere espressa nella bizzarra liaison (dai tratti quasi infantili) con la contabile della fabbrichetta che dirige.
Colonna sonora: boh. Non pervenuta. Quasi non mi sono accorto del commento musicale. Ricordo solo un pezzo di Lily Allen dal titolo “Fuck You”.
Voto alla pellicola 6 +. Il “+” è da conferire solo alla figaggine emanata dai tre attori protagonisti che campeggiano sulla locandina.
Nota 1: il soggetto è di Cristina Comencini.
Nota 2: qualche critico ha definito questa pellicola “commedia borghese”, qualche altro “il cinema lounge di Luca Lucini”.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


28
mar 11

SmeercHouse 27 Marzo 2011

Puntata N. 9 dell’ottava stagione. Tre sole indicazioni:
1. la scaletta questa settimana era pronta già prima di sabato pomeriggio;
2. ho dovuto persino eliminare due pezzi dalla playlist perché altrimenti sarei “andato lungo” eccessivamente;
3. questa domenica mi sono svegliato eccezionalmente prima delle 11.00.

Il podcast questa volta dura 120 minuti circa. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul lettore che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, scaricatelo cliccando qui (File mp3 da 36,1 MB codificato mono a 40Kbps – 22050 Khz)

La playlist:
1. Sigla (Febbraio 2011)
2. Gabrielle – Rise
3. John Legend – Rolling in the Deep
4. St. Germain – Montego Bay Spleen
5. Thomas Schumacher feat. Kaori – Good Life
6. 4 Hero aka TEK 9 – We’re Getting Down
7. The Sequence – Funk You Up
8. The Mohawks – The Champ
9. Snoop Dogg feat. Wiz Khalifa – This Weed Iz Mine
10. Biscuits – Ritardi e traguardi
11. Mo’Horizons – Mambuloo
12. Los Amigos Invisibles – Los Luchadores
13. Dj Afro – Amor (Dj Afro’s Edit)
14. Dj Afro – Cachoevaca
15. Piotta – Supercafone
16. Adele – Rolling in the Deep (Jamie XX Remix)
17. Amerie – One Thing (French Fries Remix)
18. Daft Punk – Derezzed
19. Justice – Civilization
20. SebastiAn – Embody
21. Discobump vs. Triple X – Discosound 2011 (David Jones Mix)
22. Bob Sinclar & Raffaella Carrà – Far l’amore (Club Mix)
23. Manu Chao – Clandestino (Riva Starr Remix)
24. Dennis Ferrer – The Red Room (Obj Vocal Mix)
25. Everything But The Girl – Missing (Fedde Le Grand Remix)


25
mar 11

We Want Sex

We Want Sex
(Made in Dagenham)

di Nigel Cole (Gran Bretagna, 2010)
con Sally Hawkins, Bob Hoskins, Rosamunde Pike,
Geraldine James, Daniel Mays, Andrea Riseborough,
Miranda Richardson, Jaime Winstone, Kenneth Cranham,
Roger Lloyd-Pack, Richard Schiff, John Sessions

Questa deliziosa commedia inglese racconta le rivendicazioni delle operaie della Ford di Dagenham nell’estate del 1968, una dura stagione di scioperi che iniziarono con la richiesta del riconoscimento di status di operaie specializzate da parte delle addette alla cucitura degli interni – e del diritto agli straordinari pagati – e che terminarono con la richiesta e il parziale ottenimento dell’equiparazione dei salari delle lavoratrici inglesi a quelli dei colleghi uomini.
Nella pellicola di Cole le vicende storiche delle lotte sindacali s’intrecciano con le vicende personali delle protagoniste (la parte “fictional” del film): Connie, una delle operaie più anziane del gruppo ed ex rappresentante sindacale, non può partecipare a tempo pieno alle manifestazioni delle colleghe perché impegnata a custodire il marito con gravi problemi psichici; Rita (la protagonista), pur avendo un marito che bada a casa e figli in sua assenza, per occuparsi dei diritti delle operaie finisce quasi per trascurare la famiglia; Sandra, la più giovane, carina e vanitosa del gruppo, per seguire i sogni di gloria come modella rischia quasi di mandare a monte lo sciopero ad oltranza delle sue colleghe.
Sally Hawkins è l’attrice al centro della storia, il suo personaggio – Rita O’Grady – è la mente da cui parte la protesta, una donnina piccola ma determinata, una tipa tosta che si mette a capo del movimento delle operaie decisa di non farsi mettere i piedi in testa da nessuno e a ottenere giustizia per la propria categoria. Molto brava in questo ruolo. Credibilissima.
Bob Hoskins l’ho trovato buffissimo, tutto dedito com’è a fare smorfiette e sorrisetti di ammirazione nel ruolo del vecchio rappresentante sindacale. Operaio tra operaie, l’unico uomo a sostenere le battaglie delle colleghe donne. A pensare che questo stesso attore ha interpretato anche Mussolini (Io e il Duce), Mario Bros (Super Mario Bros.) e il gangster Owney Madden (Cotton Club), quasi non ci si crede. Veterano!
Rosamunde Pike la troviamo ancora una volta nei panni della bella signora, della donna di gran classe: una bionda fascinosa di 31 anni, moglie di uno dei digirigenti della sede inglese Ford. Il suo ruolo è quello della donna d’estrazione alto borghese, colta, elegante, raffinata ed emancipata ma che a casa è succube del maschilismo esasperato di suo marito.
Il ruolo più drammatico, comunque, spetta a Geraldine James. Qui interpreta la più anziana delle cucitrici di pellame, una donna forte ma che, per motivi di famiglia, è costretta ad allontanarsi un po’ dalla lotta operaia.
Jaime Winstone è la caruccetta del gruppo: caschetto biondo platino, vestitini Sixties attillati, shorts cortissimi, sgambate in bicletta a gambe nude, ecc. La sua faccia è perfetta per il ruolo della mocciosetta distratta e vanitosa, desiderosa di diventare una diva da copertina come Twiggy. Stessa cosa dicasi anche per il corpo.
Andrea Riseborough, invece, è la fatalona del gruppo, quella con al cofana cotonata in testa. La vediamo nei panni della giovane piacente e sessualmente emancipata, una tizia molto disinibita che non si fa molti problemi nel fare l’amore con tutti gli uomini che trova sulla sua strada.
A Miranda Richardson la parte del Mministro per le Attività produttive che si permette di bacchettare il Premier inglese e che nutre più di qualche simpatia per le operaie in rivolta.
Voto globale al film: 7. Non male davvero. Piccole chicche del cinema inglese che (ingiustamente) non riescono ad ottenere l’hype che meritano.
Se volete sapere il perché di questo titolo, che nulla sembra avere a che fare con la trama della pellicola, leggete pure questo episodio di “Friday Prejudice” by Kekkoz.

Guarda qui il trailer italiano. Questa è la locandina con il titolo originale.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


25
mar 11

Almanacco Luttazzi della nuova satira italiana 2010

Almanacco Luttazzi della nuova satira italiana 2010
di Daniele Luttazzi
Feltrinelli, 2010 – 18 Euro, 446 Pagine

In questo volume Luttazzi porta su carta le migliori battute inviate al suo sito dai suoi lettori e che sono pubblicate nella sezione “Palestra” tra Maggio 2009 e Luglio 2010. Niente di più e niente di meno. Un semplice, ma ben fatto, lavoro di crowdsourcing. Pillole di satira scritte spontaneamente da alcune centinaia di autori ispirandosi ai fatti di cronaca, politica, attualità, sport, spettacolo, ecc. e soprattuto al modo in cui vegono confezionati dai media sotto forma di news.
Lettura forse un po’ impegnativa (bisogna essere persone alquanto informate e smaliziate) ma molto divertente. Testo non adatto ai bacchettoni o a chi crede che la satira debba porsi dei limiti. Si ride ma si ride amaro.

La scheda di IBS.it.


23
mar 11

Biscuits by Biscuits

BiscuitsIeri su RadioNation.it ho scritto una breve recensione del nuovo (primo) disco dei Biscuits, un gruppo rap di origini campane che comprende la Mc Dyna, Marco “Gangsta” Villa e il dj Gianluca Vitiello. Il pezzo che mi più mi prende è “Ciu Ciu”, credo per colpa della base che campiona “Another One Bites The Dust” dei Queen. Lo potete sentire qui sotto, nel player.


21
mar 11

Unboxing e recensione del Liquidmini per ITnews

La scorsa settimana Acer Italia mi ha mandato in prova il Liquidmini, un nuovo smartphone con sistema operativo Android. Io ne ho scritto una recensione per ITnews. Quello che vedete qui sotto è il video di “unboxing” – ossia l’apertura della scatola – che contiene anche l’elenco delle principali caratteristiche tecniche del telefono e alcune prime considerazioni.


21
mar 11

La doppia ora

La doppia ora

di Giuseppe Capotondi (Italia, 2009)
con Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Gaetano Bruno,
Antonia Truppo, Fausto Russo Alesi, Giorgio Colangeli,
Michele Di Mauro, Lorenzo Gioielli, Lidia Vitale, Lucia Poli

Interessante noir ambientato a Torino, ingiustamente disprezzato da alcuni addetti ai lavori.
Durante una di quelle serate a incontri note come “speed date”, Sonia – una giovane cameriera originaria dell’Europa dell’est – incontra Guido – un ragazzo molto timido e schivo che di mestiere fa il guardiano. Di entrambi sappiamo molto poco: lui è un ex poliziotto, un giovane vedovo solitario molto misterioso, lei invece lavora in un albergo, vive sola in un piccolo appartamento e sembra non essere legata sentimentalmente. I due si stanno subito simpatici perciò iniziano a frequentarsi, pian piano, senza fretta. Un giorno poi Guido decide di mostrare a Sonia il luogo dove lavora, ossia il gabiotto della sontuosa villa che sorveglia usando sofisticati congegni, e qui succede una disgrazia. Mentre i due si allontanano nel boschetto che circonda la proprietà per dichiararsi l’un l’altro il propri sentimenti, un gruppo di rapinatori professionisti fa irruzione nella villa (approfittando anche della parziale disattivazione del sistema d’allarme) e ruba tutti i beni più preziosi ivi presenti: quadri, sculture, mobili, supellettili, ecc. Dopo essere stati catturati, Guido e Sonia vengono immobilizzati e portati nella casa. Qui, legati mani e piedi, assistono inermi alla razzia, almeno finché uno dei balordi cerca di usare violenza sulla ragazza. A questo punto Guido, accecato dall’ira, si avventa sul molestatore per difendere il corpo di Sonia ma ne rimane ucciso con un colpo di pistola. La pallottola sparata dal malvivente attraversa dapprima il corpo di Guido e poi colpisce anche Sonia, che però rimane solo ferita lievemente alla fronte. I danni subiti dalla ragazza, comunque, sono soprattutto psicologici; per lei lo shock, infatti, è stato davvero grande, tanto che non riesce a togliersi dalla testa la voce e l’immagine di Guido. Lo vede ovunque, sente che lui la cerca (a casa, nell’hotel, sul telefono, ecc.) e perciò non riesce a trovar pace.
A questo punto il film sembra prendere una piega soprannaturale ma la soluzione al mistero è meno banale di quel che sembra. Un plauso infatti va fatto al regista e ai tre sceneggiatori (Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo) che hanno saputo creare un racconto per immagini davvero originale, qualcosa di non molto usuale per il cinema italiano. Una specie di thriller psicologico che non annoia – pur non avendo ritmi serratissimi – e che non mette o spettatore nella situazione di intuire lo svolgimento della trama, né il finale.
Filippo Timi ormai fa solo ruoli difficili e ombrosi. Sembra quasi specializzato. Si vede che il personaggio che gli riesce meglio è quello dell’uomo misterioso e con qualche problema nelle relazioni umane. Ma tutto ciò non va considerato come un minus, uno svantaggio o una pecca. Anzi. Gli venga dato atto che in codesti abiti ci sa fare sul serio.
Per la Rappoport confermata la buona impressione che già mi aveva fatto con la pellicola “La sconosciuta”. Oltre ad avere un certo fascino, poco comune, l’attrice dimostra di possedere anche doti attoriali di prim’ordine. Riesce infatti a rendere molto bene con la sua faccia (e con il corpo tutto) le sensazioni di angoscia, spaesamento, terrore, confusione mentale e timidezza. Non per niente la partecipazione a questa pellicola le è valsa una Coppa Volpi per la “Migliore interpretazione femminile” durante il Festival del Cinema di Venezia (edizione 2009).
Per Giorgio Colangeli tre minuscole apparizioni: due come prete e una come vecchio padre dal cuore duro. Ma non importa: da grande attore qual è, recita ottimamente anche in piccoli camei come questi.
Antonia Truppo veste i panni della collega di Sonia, una minuta cameriera di origini campane piena di vitalità e con una vita sentimentale alquanto confusa.
Lucia Poli interpreta l’organizzatrice degli speed date: un’anziana signora che si atteggia da gran classe, pur svolgendo un ruolo da ruffiana. Meraviglioso il ghigno, a metà strada tra il compiaciuto e il viscido, che riesce a far comparire sulla sua faccia.
Voto per la pellicola: 7. Difficile paragonarla ad un altro film italiano di questi ultimi anni. Se siete però alla ricerca di qualcosa fuori dall’ordinario e molto oscuro potrebbe fare al caso vostro.

Guarda qui il trailer del film.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.