ottobre, 2010


26
ott 10

Crank

Crank
di Mark Neveldine e Brian Taylor (USA, Gran Bretagna, 2006)
con Jason Statham, Amy Smart, Jose Pablo Cantillo,
Efren Ramirez, Dwight Yoakam, Reno Wilson, Carlos Sanz,
Jay Xcala, Keone Young, Valarie Rae Miller

Certo, non mi aspettavo un film d’autore. Sapevo che si trattasse d’azione pura ma pensavo si potesse arrivare a certe punte di “cialtronismo”. Credo che qui non sia sufficiente sospendere l’incredulità, bisogna fare anche un passettino oltre.
“Crank” è un film tutto incentranto intorno a Jason Statham e al suo allure machista. Nulla più. Aspettatevi dunque sparatorie, scazzottate, inseguimenti a profusione e linguaggio da gangsta americani. Anche una puntina di sesso, che in questo cocktail di certo non sfigura. Anzi, solitamente ci sta come il cacio sui maccheroni.
Crank è un film adrenalinico nel senso letterale del termine. Una definizione migliore non credo che possa essere trovata. L’adrenalina, difatti, è la componente fondamentale della trama. Una storia che si può riassumere così: Chev Chelios, un killer professionista sulla quarantina affiliato ad una banda di malavitosi,viene drogato mentre si trova in casa sua. Alcuni brutti ceffi di una band rivale, per vendicarsi di un omicidio, gli somministrano durante il sonno una dose letale di una sostanza molto velenosa, un misterioso mix di sostanze dopanti di origine cinese. Non si sa come, però, il protagonista si sveglia prima che il veleno faccia effetto e viene a conoscenza di quello che gli hanno fatto, guardando su un dvd la registrazione della somministrazione realizzata dai suoi stessi aguzzini. A questo punto, pur essendo completamente obunbilato dagli effetti della sostanza, il nostro decide di mettersi sulle tracce del capo della banda che lo ha avvelenato per ripagarlo con la stessa moneta. Dunque si mette alla guida e qui si rende conto che, per restare sveglio e porre resistenza alle sostanze chimiche che stanno cercando di fermagli definitivamente il battito cardiaco, deve necessariamente “accellerare”, cioè deve fare di tutto per aumentare nel suo corpo le dosi di endorfina. E qui parte una corsa contro il tempo, per cercare di compiere la sua vendetta, prima di morire del tutto spompato. A dargli una mano ci sarà un medico edonista, un travestito di origini orientali e la sua ragazza (una sexy biondina completamente svampita).
Voto: sufficienza. Buono solo per brufolosi teenager che si bagnano sul sedile del cinema ogni qual volta il protagonista del film urla “muthafucka!”.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


25
ott 10

Seconda stella a destra

Seconda stella a destra
Vite semiserie di astronomi illustri

di Amedeo Balbi
De Agostini, 2010 – 210 pagg. – 12 Euro.
In libreria dal 16 setembre 2010.

Amedeo Balbi, astrofisico, ricercatore e professore aggregato all’Università di Roma Tor Vergata – nonché titolare dello splendido blog Keplero.org – racconta le vite dei più noti astronomi che hanno cambiato il corso della scienza. Attraverso schede biografiche brevi, leggere e dal taglio brillante traccia profili molto godibili di personaggi delle cui teorie e scoperte si sa molto ma di cui solitamente si ignorano le vite private. Un testo che consiglio a tutti (dai 10 anni in su), accessibile anche a chi è completamente a digiuno di nozioni astronomiche o che non sa nulla delle teorie sull’origine del cosmo, delle distanze siderali, della spettrografia, ecc. Infatti, per venire incontro al lettore, nella seconda parte del libro è stata opportunamente approntata una sezione a spiegazione di teorie e concetti citati nella prima parte.
In passato Balbi ha già pubblicato sul suo blog alcune di queste biografie. Fortunatamente il progetto riscosse un certo successo – seppur di nicchia – successo che convinse l’autore a raccogliere in seguito tutte le vite degli astronomi in un ebook e a distribuirlo gratuitamente in Rete. Dunque all’epoca ebbi già modo di leggere un estratto di questo libro e mi piacque tantissimo. Per questo ho deciso di comprarne anche l’edizione estesa in formato cartaceo. La scorsa settimana sono stato da Mel Bookstore (a Roma) per la presentazione del volume. Ho avuto così modo di incontrare l’autore, ancora una volta, e di farmi autografare il testo. Ma mi rendo anche conto che questo non  interessa a nessuno.
La prefazione – un po’ troppo asciutta, sobria e distaccata, a dire il vero – è di Margherita Hack.
La postfazione – molto più frizzante e cialtrona – è stata affidata invece a quel gran burlone di Alessandro “Zio” Bonino.

La pagina Facebook ufficiale per il lancio del libro e il suo tour di presentazione nelle librerie.

Cristina Mochi ne ha scritto sul Venerdì di Repubblica. Potete leggere il suo articolo qui.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.
Su Feltrinelli ne vendono anche l’ebook per “soli” 4,90 Euro.


24
ott 10

SmeercHouse 24 Ottobre 2010

Puntata N. 29 della settima stagione.
It’s Sunday. Take it easy.

Il podcast questa volta dura 121 minuti circa. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, potete scaricarlo cliccando qui (File mp3 da 34,6 MB codificato mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La playlist:
1. Sigla (Gennaio 2010)
2. Alberto Anelli – Ottovolante
3. Pino D’Angio – Un po’ d’uva e un liquore
4. Ridillo – Bravo ragazzo
5. Bob Marley – Jamming
6. Senor Coconut y su conjunto feat. Haruomi Hosono – The Madmen
7. King Tee – Played Like A Piano
8. Eminem – My Name Is
9. Kelis feat. Terrar – Good Stuff
10. Jamiroquai – White Knuckle Ride (Radio Edit)
11. Jackson 5 – Dancing Machine (Miami Mix)
12. Natural Born Chillers – Rock The Funky Beat
13. Fare Soldi – Papà New Wave
14. Cake – Never There
15. Diana Ross – Upside Down
16. Jean Jacques Smoothie – 2 People (Original Mix)
17. Pirupa feat. Baz – Clarity Of Love (Original Mix)
18. Knights Of The Round Tables feat. Jessie Matthews – Saxed Up (DJ Spen & The Muthafunkaz Remix)
19. Markus Binapfl aka Big World – Gadzo (Original Mix)
20. KB – El Musica
21. Osunlade presents Nadirah Shakoor – Pride (Main Mix)
22. Anthony Acid feat. Method Man – Hit and Throw (Original Mix)


23
ott 10

Frullà: un altro frullato sugli scaffali del supermarket

Anche Natura Nuova porta sugli scaffali dei supermarket un suo frullato. Si chiama Frullà (la piaga dei brand che scelgono parole tronche non accenna a terminare) ed è naturale al 100%, nel senso che tra gli ingredienti c’e solo frutta, ma sul serio. Ad esempio, sulla confezione di quello al gusto “Fragole e mirtilli” c’è scritto: “100% frutta (mela70%, fragola 15%, mirtillo 15%)”.
Dunque zero conservanti, zero additivi, zero glutine, zero zuccheri aggiunti. Esattamente con gli altri frullati che sono arrivati in commercio in questi ultimi mesi.
Questo frullato è prodotto in Italia, più precisamente a Bagnacavallo, in provincia di Ravenna. Credo che il suo slogan “La frutta in tasca” sia dovuto al fatto che ha una busta come contenitore, al posto della classica bottiglia di plastica o di vetro (vedi foto). Pratico e tascabile. Anzi, dirò di più: è anche divertente succhiare il frullato direttamente da questo packaging tutto a premere.
Altre indicazioni: una volta aperto il prodotto, conservare in frigorifero e consumare entro 24 ore. Un rischio che credo sia difficile da correre, visto che finisce  con un paio di sorsi.
Passiamo alla valutazione organolettica: Frullà non è molto dolce. L?ho trovato buono, gradevole. Il composto sembra frullato molto bene: sulla lingua si avverte granuloso ma la sua grana è molto fina, per cui non dà alcun fastidio.
Oltre al gusto “Fragole e Mirtilli” ci sono anche “Banana e Pera” e “Mela e Pera”. Li sto assaggiando tutti.
Ne ho presi quattro (4 pezzi, 3 gusti diversi) al costo di 45 centesimi di Euro l’uno. Offerta lancio (credo). Il prezzo di vendita dovrebbe essere 0,79 Euro.  Essendo il peso netto del singolo pezzo di 100 g, significa che il prezzo al Kg del Frullà dovrebbe essere di 7,90 Euro.
Nel supermarket questo prodotto si trova esposto nel banco frigo. Ha una lunghissima data di scadenza. Io l’ho comprato ieri – il 22 ottobre  2010 – e sulla confezione come data di scadenza c’è scritto 22/07/2011. Una durata di circa 9 mesi, insomma. Non so se il Frullà subisce la procedura di pastorizzazione. Tutte le informazioni di cui dispongo sono state prese della confezione del prodotto.
Sei vuoi fare un paragone con gli altri frullatti leggi pure gli altri post: Chiquita, Valfrutta, Dimmi di sì, Santal (Parmalat) e Mulino Bianco (Barilla).


21
ott 10

Gorbaciof

Gorbaciof
di Stefano Incerti (Italia, 2010)
con Toni Servillo, Yang Mi, Geppy Gleijeses,
Hal Yamanouchi, Gaetano Bruno, Nello Mascia,
Agostino Chiummariello, Salvatore Ruocco, Salvatore Striano,
Francesco Paglino, Loredana Simioli, Antonio Buonomo

Spiace dirlo ma in “Gorbaciof” ho notato poca originalità. Immaginate di mescolare elementi de “La bella e la bestia”, “Le conseguenze dell’amore” e “Pulp Fiction”. Per quanto io possa stimare e apprezzare un attore come Toni Servillo, non si può sperare di costruire un film tutto intorno alla sua recitazione, bisogna metterci un po’ di “ciccia” in più. Inoltre alcuni temi come la redenzione, la voglia di dare un taglio alla propria vita malandata per offrirsi una nuova possibilità – magari fuggendo con il proprio partner – sono già stati ampiamente affrontati dal cinema, pure con risultati migliori. Per non parlare del finale che lascia davvero l’amaro in bocca.
[Spoiler] Avete presente “Carlito’s Way”? Ecco.
Tutto già visto, già sentito. Occasione davvero sprecata.
Marino Pacileo è un burbero sulla cinquantina con una vistosa macchia rossa sulla fronte, che gli ha fatto guadagnare l’appellativo di strada di Gorbaciof (con la F), veste male, è poco socievole, fa il ragioniere nel carcere di Napoli per cui è in continuo contatto con i soldi, con il denaro vero – leggi “contanti”. Sta tutto il giorno alla cassa muto, non parla: incassa solo banconote, conta, timbra e rilascia ricevute. Quotidianamente parte del denaro che dovrebbe essere custodito in cassaforte finisce nelle sue tasche. Ma non si tratta di vero e proprio furto perché Gorbaciof si appropria di discrete somme di denaro giusto il tempo per concedersi una ricreativa partitina a poker (quello vero, quello tradizionale, con le 5 carte in mano, lo scarto e tutto il resto). Ha il vizio del gioco e spesso vince, difatti col tempo è riuscito a mettere da parte una consistente somma di denaro, ma non è uno sprovveduto, poiché ha l’accortezza di rimettere a posto in cassaforte ogni mattina la mazzetta di banconote che ha prelevato la sera prima, lasciando il posto di lavoro. Le partite di poker a cui partecipa si tengono nel retrobottega di un ristorante cinese patrocinate da un prestigioso avvocato del luogo, un tizio molto stimato nella “Napoli bene” che però ha una seconda vita come giocatore d’azzardo e cravattaro. A forza di frequentare questa sudicia bettola Gorbaciof finisce per innamorarsi di Lila, la figlia del titolare – il quale titolare pare essere sempre sul punto di vendere la ragazza all’avvocato per ripianare i debiti di gioco. Quando la situazione si fa molto pericolosa e arriva al limite, cioè quando Gorbaciof si accorge che la giovane cinese rischia di passare per le grinfie dell’avvocato e di finire nel giro della prostituzione, decide di aiutarla, regalandole un sacco di soldi, gran parte di quelli che aveva messo da parte negli anni con tanta meticolosità. Gorbaciof è un tizio silenziosissimo e riservato. Fa una vita solitaria: non ha moglie, né figli, mangia dove capita – di solito cibo da asporto come piadine, kebab, ecc. – abita in un appartamentino ben tenuto e non parla con nessuno. Interviene con la forza solo quando è strettamente necessario, come ad esempio quando due balordi infastidiscono la piccola Lila durante un’ordinazione al ristorante cinese.
Pur senza conoscere una parola di cinese, Gorbaciof riesce a fare breccia nel cuore di Lila, a dimostrarle il proprio affetto a Lila, con sorrisi e dolcezza, portandola per mano a fare un giro per le strade della cità. Quello tra Lila e Gorbaciof non è proprio amore, non li può chiamare con questo termine così importante, ma ci siamo vicini. A lui piace passare del tempo con la piccola cinesina, e lei sembra apprezzare la protezione e la compagnia di questo burbero signore che l’ha salvata dalla strada. Ma proprio quando sembra che le cose iniziano a girare per il meglio, ecco che la fortuna al tavolo da gioco gira. Qui iniziano i guai: Gorbaciof inizia a perdere, le riserve di denaro arrivano a zero e il debito nei confronti dell’avvocato crescono.
Due parole sugli altri “attori di contorno”.
Yang Mi non è una bellona orientale ma poco importa. Gli riesce molto bene invece il ruolo della piccola ragazza cinesina in grado di suscitare sentimenti di affetto nel burbero omomone dalla faccia piena di grinze, nonostante le apparentemente insormontabili differenze linguistiche e culturali.
Nello Mascia interpreta l’anziano secondino (guardia carceraria) che chiude un occhio sul fatto che Gorbaciof prenda dei soldi a prestito dalle casse del carcere poiché egli stesso è un poco di buono, uno strozzino che si nasconde dietro la rispettabilità di una divisa.
Ad Hal Yamanouchi hanno dato la parte del titolare del ristorante cinese, un vecchio uomo buono solo a farsi spennare al tavolo da gioco. Credo sia di origini giapponese, In passato ha sicuramente ricoperto diversi ruoli in film italiani di serie B, mi sembra una di quelle facce da caratterista, ma non riesco a ricordare il nome delle pellicole in cui l’ho già visto recitare.
Geppy Gleijeses è quell’attore campano di mezza età, brizzolato: bella faccia e cognome impronunciabile. L’avrete sicuramente già visto in alcune fiction come “Un posto al sole” (credo). Si trova abbastanza a suo agio nel ruolo dell’avvocato laido.
Tutti gli altri attori sembrano presi dalla strada – dico sul serio – ma se la cavano. Lo ripeto: il problema di questo film non è di certo la recitazione.
Voto alla pellicola: 5 e mezzo.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


19
ott 10

La passione

La passione

di Carlo Mazzacurati (Italia, 2010)
con Silvio Orlando, Giuseppe Battiston,
Kasia Smutniak, Corrado Guzzanti, Cristiana Capotondi,
Stefania Sandrelli, Marco Messeri, Maria Paiato,
Giovanni Mascherini, Fausto Russo Alesi, Cosimo Messeri

Né una commedia, né un dramma. Seppur ci sono scene simpatiche, non si ride a crepapelle. Non andate a vedere questo film perché ci recita il vostro comico italiano preferito – Corrado Guzzanti – perché appare in due o tre scene al massimo, diciamo che non è propriamente un personaggio centrale.
“La passione” racconta di Gianni Dubois, un regista con il blocco creativo che da 5 anni non riesce a portare un film nei cinema. Gianni ha il produttore con il fiato sul collo, deve cercare assolutamente di inventarsi una storia nuova, qualcosa di originale e “vendibile”, buona per essere sceneggiata per il grande schermo ma non ci riesce. Per di più un giorno viene chiamato da un’agente immobiliare perché le forze dell’ordine stanno per irrompere nel suo appartamento, una casa che il regista affitta a turisti in un piccolo peaesino toscano. Così Gianni si precipita in Toscana e scopre che in realtà l’allarme è una specie di trappola. Al regista, infatti, viene chiesto di fermarsi nel paese per dirigere la rappresentazione del venerdì sacro (La passione di Cristo); nel caso in cui non accetti la proposta il comune – nella persona del sindaco e di un suo fedelissimo assessore – minaccia di sporgere denucia nei suoi confronti presso la Sovrintendenza per i Beni Culturali, perché i tubi di scarico del suo appartamento, ormai vecchi e fradici, sono rotti e sgocciolano su di un vecchio affresco presente nella cappella che si trova sotto l’appartamento di Gianni.
Dunque, suo malgrado, il regista accetta di restare ma il tempo per realizzare la recita è limitatissimo (all’incirca 4 giorni) e per di più Gianni ammette di non avere nessuna esperienza precedente nel campo. Ad aiutarlo, comunque, ci penserà una specie di busker-galeotto, un attore di strada dalla mole gigante che gira per le piazze con un camioncino ed interpreta un buffo e maldestro alieno. Inutile aggiungere che per arrivare alla rappresentazione i nostri dovranno affrontare decine di imprevisti dai più semplici ai più improbabili.
Silvio Orlando è un altro attore la cui professionalità e del tutto fuori discussione. Qui gran parte della sua bravura sta nelle espressioni da cane bastonato che assume ogni due o tre scene. Forse questo è un filmetto che gli sta un po’ stretto. Bah.
Battiston è ancora più adorabile del solito. Qui lo vediamo nei panni dell’avanzo di galera redento, che vede in Gianni Debois il suo maestro e che perciò fa di tutto per dargli una mano, finendo praticamente con supplire alla sua assenza e per sostituirlo in tutto quello che riguarda la preparazione della recita.
Cristiana Capotondi – per gli amici “Tegolino” – è sempre molto bella, dolce e carina. In questo caso il suo compito è quello di interpretare una giovane attrice italiana, molto stronza ed egoista, che essendo diventata popolare con una fiction tv (avete presente Vittoria Puccini e Elisa di Rivombrosa? Il riferimento è esattamente quello) e si crede una grande diva.
Corrado Guzzanti intrepreta un attorucolo di fama locale che per mestiere legge le previsioni del tempo in una piccola tv toscana. Gli viene chiesto di interpretare la parte di Gesù nella recita ma il suo smisurato ego e il pessimo carattere lo faranno entrare in rotta con il regista e l’organizzazione tutta.
Stefania Sandrelli intrepreta la sindachessa del paesello.
Marco Messeri è delizioso nel ruolo dell’assessore incazzoso e vendicativo che fa di tutto per mettere i bastoni tra le ruote al regista e ai suoi collaboratori.
A Kasia Smutniak la parte della giovane e dolce barista di origini polacche, di cui si invaghisce il regista. Nei pensieri di Dubois sarà lei la protagonista del film che vorrebbe dirigere.
Il finale del film è inconsistente. Quando la pellicola si conclude allo spettatore viene da chiedersi “Embè?”
Voto complessivo: appena sotto la sufficienza.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


18
ott 10

La strategia della tartaruga. Manuale di sopravvivenza

La strategia della tartaruga.
Manuale di sopravvivenza

di Maurizio Costanzo
Mondadori, 2009
124 pagg. – 17,50 Euro.

Fosse stato per me, questo libro non l’avrei mai comprato. Ma lo scorso Natale la mia famiglia mi ha fatto questo regalo, per cui ho deciso di darci un’occhiata.
Niente di che. Al raggiungimento dei 70 anni Maurizio Costanzo fa un po’ un’analisi, un bilancio, della sua vita. Racconta anedotti, piccole storie, incontri con personaggi famosi, alcune sue teorie. Ci sono alcuni passaggi anche abbastanza sessisti e omofobi.
Un libro che non mi è piaciuto affatto. Non ne suggerisco la lettura.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.


17
ott 10

SmeercHouse 17 Ottobre 2010

Puntata N. 28 della settima stagione.
Di come si può fare comunque una trasmissione, pur avendo la certezza che dall’altra parte non ci sia nessuno ad ascoltarti.

Il podcast questa volta dura 122 minuti circa. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, potete scaricarlo cliccando qui (File mp3 da 35,1 MB codificato mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La playlist:
1. Sigla (Gennaio 2010)
2. Clima – Spell
3. John Legend – Humanity (Love The Way It Should Be)
4. Beyoncé – Single Ladies (Motown Tribute)
5. Salt-N-Pepa – Let’s Talk About Sex
6. Stetsasonic – Talkin’ All That Jazz
7. Chill Rob G – The Power
8. A Tribe Called Quest – Can I Kick It?
9. Jovanotti & Soleluna – Wanna Be Starting Somethin’ (Live in N.Y)
10. Jamiroquai – Falling
11. Macaco – Tio Pedrito
12. Martin Solveig feat. Dragonette – Hello
13. The Fatback Band feat. Bah Samba – Spanish Hustle (America Latina Mix)
14. Yolanda Be Cool & Dcup – Gypsy Moves (Original Mix)
15. Gigi De Martino & TLL Groove – Las Brujas (Gigi De Martino Extended Mix)
16. Michel Cleis – Litoral
17. Chris Lake & Marco Lys vs. Copyright feat. Tasita D’mour – La Tromba Risin’ (Original Mix)
18. Mastiksoul & Gregor Salto – Toca Bunda (Original Mix)
19. Quentin Harris feat. Ultra Naté – Give It 2 U (Q’s Give U More Mix)
20. Tensnake – Coma Cat (Round Table Knights Remix)
21. Chemical Brothers – Swoon


16
ott 10

Con AudioGalaxy l’utente può portarsi in giro la propria collezione musicale

Qualche giorno fa ho scaricato il software Audiogalaxy. Non si tratta più di un client per il peer 2 peer musicale. Adesso permette di portarsi dietro tutto il proprio archivio musica e di fruirlo persino via smartphone.
L’ho trovato subito ottimo, per cui ho deciso di scriverne una recensione. Trovate l’articolo completo su ITNews.it.
Il pezzo è lungo: la lettura dura 7 minuti circa. Mettetevi comodi.


15
ott 10

California Poker

California Poker
(California Split)

di Robert Altman (USA, 1974)
con Elliott Gould, George Segal,
Ann Prentiss, Gwen Welles, Edward Walsh, Joseph Walsh,
Jeff Goldblum, Jay Fletcher, Barbara Ruick, Bert Remsen

Film a metà strada tra la commedia e il dramma.
Due uomini si conoscono per caso, una sera, ad un tavolo di poker. Quando, poche ore dopo, si re-incontrano al bancone di un bar, davanti ad notevole numero di birre, scoprono di avere in comune la passione per le carte e diventano subito amici. L’uno, Bill Denny, è una specie di scrittore simil-playboy molto fanullone. L’altro, Charlie Waters, è un perdigiorno che vive alla giornata grazie a piccole truffe e che spilla un po’ di soldi a due giovani prostitute con cui vive.
Ad accomunarli non c’è solo la passione per il poker ma anche per le scommesse, di qualsiasi tipo, e la bella vita. Passano infatti le loro migliori giornate all’ippodromo a scommettere sui cavalli e a festeggiare le loro vincite con le due coinquiline di Charlie. Il momento più drammatico del film arriva quando Charlie scompare improvvisamente, lasciando Bill solo e completamente al verde. Un periodo nero, il suo, aggravato dalle pressioni dello strozzino a cui ha chiesto soldi, che gli chiede di rientrare dei debiti accumulati in un anno.
A questo punto, però, Charlie magicamente ri-appare dal nulla, dichiara di essere stato lontano per altre scommesse, di aver perso molto ma di aver mantenuto il buonumore. I due discutono un po’ ma ci mettono pochissimo a rifare pace. Dunque si ricongiungono e fanno un viaggio insieme a Reno in cerca di rivalsa. Al tavolo verde avranno tanta fortuna, vinceranno un sacco di soldi (82 mila $) giocando a poker, a dadi e a Black Jack, grazie soprattutto all’ostinazione di Bill. La coppia, però, prenderà anche coscienza che la loro amicizia è arrivata al capolinea.
Non so perché Elliot Gould m’è sempre stato simpatico. Qui interpreta ottimamente un cazzaro maniaco della scommessa che prende la vita alla leggera, nel modo più semplice possibile, accettando di buon grado persino le cose brutte che la vita gli riserva come pestaggi, rapine e brevi carcerazioni.
George Segal qui interpreta il ruolo del bel tenebroso. Ottimo contraltare, dal momento che era chiamato a far coppia con l’allegra esuberanza di Gould.
Per Jeff Goldblum solo un brevissimo cammeo nei panni di Lloyd Harris, il giovane titolare della casa editrice in cui lavora Bill.
Voto: 6. Sufficiente.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.