settembre, 2010


28
set 10

La playlist del dj set a Riva del Garda

Venerdì scorso, durante la BlogFest 2010, ho fatto un dj set, o meglio ho cambiato i dischi in un locale, il RivaBar di Riva del Garda. Potete vedere l’evento documentato anche in questo scatto di Cimny. Una bella saletta, piccola ma “trendyissima” in un locale fighettissimo ma gradevole. Mi ha fatto un sacco piacere vedere volti amici che ballavano e si divertivano. Approfitto di questo post, dunque, per ringraziarli tutti. Ma che musica ho “suonato”? Ecco qui la playlist che sono riuscito a recuperare da Traktor, in rigoroso ordine casuale.

  • Mutya Buena – Real Girl
  • Moloko – The Time Is Now (Bambino Casino Remix)
  • Madonna – Dance 2Night
  • Tom Tom Club – Genius Of Love
  • Lumidee – Never Leave You (Uh Ooh Uho Ooh)
  • N.E.R.D. – She Wants To Move
  • Whitney Houston – Million Dollar Baby
  • Kelis – Milkshake
  • Jennifer Lopez feat. Jadakiss & Styles – Jenny From The Block
  • Grandmaster Flash & The Furious Five – The Great Adventures of Grandmaster Flash on the Wheels of Steel
  • Gorillaz – Feel Good Inc.
  • Fatman Scoop & Crooklin Clan – Be Faithfull
  • Elio e le Storie Tese – Born To Be Abramo
  • Atlas Ufo Robot (sigla)
  • Alice & Ellen Kessler – Quelli belli come noi
  • Sarah Vaughan – Whatever Lola Wants (Gotan Project Remix)
  • William Bottin – Lunedì Cinema (Martedì Dub)
  • The Supermen Lovers – Starlight
  • Spiller feat. Sophie Ellis Bextor – Groove Jet (If This Ain’t Love)
  • Radiohead – Creep (Master Kev & Tony Loreto Remix)
  • Fake Blood – I Think I Like It
  • Frost Dj Sexx – Ragazzi Italiani (Fare soldi Remix)
  • Oreja – Vazilando
  • Chicco Secci – Tarantella (Hurricane Mix)
  • Domenico Modugno – Vecchio Frac (Paolo Driver Remix)
  • Loving Paris – Loco (Dj Tampinhas Extended Mix)
  • Lorenzo “Jovanotti” Cherubini feat. Giuliano Sangiorgi – Safari (Roy Malone King Mix)
  • Daft Punk – Aerodynamics
  • Dimples Dee – Sucker D.J.
  • N.E.R.D. feat. Nelly Furtado – Hot N’ Fun
  • Tori Amos – Professional Widow (Armand Van Helden Remix)
  • The Bucketheads – The Bomb (These Sounds Fall Into My Mind) (Radio Edit)
  • Stardust – Music Sound Better With You
  • Uffie feat. Pharrell Williams – A.D.D. S.U.V. (Armand Van Helden Vocal Remix)
  • Johnny D. & Nicky P. – Major Sea
  • Jamiroquai – Space Cowboy (David Morales Remix)
  • Steve Forest vs. Marylin Monroe – I Wanna Be Loved By You (Melody J. Extended Mix)
  • Shakira – Waka Waka
  • Dee Lite – Groove Is In The Heart
  • The Roots feat. Cody Chesnutt – The Seed 2.0
  • Bomfunk Mc’s – Freestyler
  • Dee Edwars – Can’t There Be Love (Pilooski Edit)
  • Artful Dogder feat. Craig David – Rewind (When The Crowd Say Bo Selecta)
  • Armand Van Helden – You Don’t Know Me
  • Swedish House Mafia feat. Pharrell Williams – One (Your Name) (Extended Version)
  • Black Eyed Peas – I Gotta Feeling (Album Version)
  • The Chemical Brothers – Do It Again
  • 20 Fingers – Short Dick Man
  • Planet Funk – Who Said
  • Fatboy Slim vs. The Rolling Stones – Satisfaction Skank
  • Dandy Warhols vs. Mousse T. – Horny as a Dandy (Loo & Placido Mix)
  • Propellerheads feat. Shirley Bassey – History Repeating
  • Daft Punk – Harder Better Faster Stronger
  • LBCK – Start
  • Jay-Z feat. Alicia Keys – Empire State Of Mind
  • Wham! – Wake Me Up Before You Go Go
  • Culture Club – Karma Chamelion
  • Raffaella Carrà – Tanti auguri

Nota: la foto di questo post è stata scattata da Vinz durante il dj set.


28
set 10

Sono stato assunto a Immanet

Sono entusiasta perché Roberto Grassilli ha dato il mio volto ad un personaggio della sagace saga a strisce “Net to Be”. L’aspetto è quello di uno dei cosiddetti “cravattoni”, ossia quegli account che vanno sempre “in presentazione” dal cliente con millemila slide di Powerpoint da mostrare. Qualifica specifica: “Serious Face Provider”. In altre parole: domenica scorsa, durante la BlogFest 2010, ho avuto il privilegio e l’onore di sedere di fronte questo artista del fumetto – che è anche un amico e una persona squisita – ed essere ritratto. Tra le altre cose, Roberto mi ha anche fatto dono di una copia di “To be or net to be”, raccolta di strisce dell’omonimo fumetto. Un volume ormai introvabile.
Questo post valga come ringraziamento.


23
set 10

Farò un dj set durante la BlogFest 2010

BlogFest 2010: Io ci sono!Breve segnalazione per amici e conoscenti. Da venerdì prossimo (24 settembre), sino a domenica 27, sarò a Riva del Garda (Tn) per partecipare alla BlogFest 2010. Ci torno volentieri, per il terzo anno consecutivo, perché mi sono sempre divertito,  ho conosciuto tanta bella gente e ho preso parte ad incontri/ barcamp interessanti. Vedi i ricordi del 2009 e i pensieri sparsi sull’edizione 2008.
Quest’anno ho un motivo in più: venerdì serà, infatti, terrò un dj set presso il RivaBar. In altre parole: cambierò i dischi, cercando di farvi ballare e divertire. Si inizia tardi (23.30) e si spegne l’impianto alle 01.30 circa, per cui prendetevela pure comoda, venite in tutta calma.
Un particolare ringraziamento, dunque, ad Andrea Beggi che ha avuto l’idea e che ha lanciato l’iniziativa/petizione e agli organizzatori che hanno preso il suggerimento e l’hanno trasformato in realta.
See ya all there!

Nota: la foto qui sopra ha il solo scopo di illustrare l’evento. Courtesy of GGD Roma.


23
set 10

Boardwalk Empire (pilot)

Martedì scorso ho visto la puntata pilota di una nuova serie tv americana. Non ne sapevo nulla. Me l’hanno suggerita due amici a cui tengo tantissimo. Mi sono fidato e l’ho vista. La serie si chiama “Boardwalk Empire”, è ambientata ad Atlantic City negli anni 20 del XX secolo, gli anni del proibizionismo. La trasmette il canale HBO – quello de “I Sopranos” e “Sex in the City”, per intenderci. Qui la scheda Wikipedia in inglese.
Io vado matto per le storie di gangster e questa è decisamente una storia di gGangster.
Il tesoriere della contea, tale Enoch “Nucky” Thompson, gestisce una specie di club che funge anche da casa da giochi (leggi casinò) e maneggia tanto denaro sporco. La neonata legge anti-alcool non può che giovare ai suoi affari. Il proibizionismo potrebbe essere la sua fortuna. Difatti una delle prime avventure in cui lo vediamo cacciarsi è stringere affari con la mafia italiana di Chicago. Vi dicono niente i nomi di Charlie “Lucky” Luciano, “Big Jim” Colosimo e Johnny Torrio? Beh, loro. Uno dei problemi più grandi che Nucky deve affrontare è l’insofferenza del suo braccio destro, il giovane James Darmody – anche noto come Jimmy. Il ragazzo infatti, appena tornato dalla guerra di trincea in Europa, non vede l’ora di fare carriera nel mondo della malavita locale. Il ruolo di autista del tesoriere gli va stretto. Lo si capisce subito nei primi 5 minuti della serie. Come reagirà dunque alla sufficienza di Enoch e ai suoi consigli di tenere bassa la cresta e non allargarsi?
La faccia di Enoch è di quelle che ti piacciono la prima volta che la vedi. Steve Buscemi, difatti, l’ho scoperto a metà degli anni ’90 con “Fargo” e credetemi se vi dico che mi è sempre piaciuto un casino. In questo inizio di serie non delude affatto. Il ruolo del malavitoso elegantone, tutto gessato e belle donne, riesce a reggerlo bene, aggiungendoci persino un tocco del tutto personale e originale: la nostalgia. Non che questo non fosse scritto nella sceneggiatura, intendiamoci. Il suo è un gangster poco spavaldo, che dimostra di aver cuore in diversi casi, che sente il bisogno di una donna accanto e che, si capisce subito, è ancora molto innamorato della sua defunta moglie.
La faccia di Jimmy è una faccia da schiaffi, invece. Michael Pitt, cioè, mi dà l’idea di fessacchiotto. Non che reciti male, intendiamoci. Anzi. Ma si porta dietro quelle espressioni da giovinotto farloccone, ecco. Mi dicono che il tizio sia stato già avvistato dalle nostre parti nel telefilm “Dawson’s Creek”.
Da segnalare anche: Kelly Macdonald nei panni della signora Qualunque – ma che presto farà perdere la testa al distinto signor Thompson; Michael Shannon nei panni dell’agente Agent Nelson Van Alden, ossia un agente FBI con la faccia da sbirro tosto irreprensibile e Stephen Graham nei panni di un giovanissimo (e forse anche buffo) Al Capone. Interessante anche il ruolo di Arnold Rothstein, affidato a Michael Stuhlbarg.
Nota bavosa: Aleksa Palladino, l’attrice che interpreta la signora Darmody è davvero caruccia. Una moretta che desta curiosità. Finora gioca un ruolo di secondo piano, fa la mogliettina devota e tranquilla, giusto un po’ preoccupata ma sono sicuro che in seguito il suo personaggio sarà arricchitto dal punto di vista della personalità. Mi aspetto grandi soprese.
Paz de la Huerta, invece, è molto meno figa di come vorrebbero farla apparire. Non basta interpretare una prostituta per accaparrarsi le simpatie dello spettatore maschio.
Pare che il pilota di questa sia costato circa 50 milioni di Dollari e che sia stato girato da Martin Scorsese, che figura anche come produttore (foto sul set). Alla sceneggiatura Terence Winter, la mente che ha scritto i Soprano. Non due fessi qualsiasi, insomma. E infatti il prodotto di qualità c’è e si vede. Credo che, escludendo il cachet per il cast di tutto rispetto, gran parte del denaro per la produzione di questo primo episodio sia stato speso per la costruzione delle scenografie. Si guardi, infatti, alla certosina ricostruzione dei quartieri popolari di Atlantic City e del night club di Nucky in puro stile anni ’20.
A me “Boardwalk Empire” è piaciuto molto. Probabilmente continuerò a seguirlo contemporaneamente alla messa in onda americana, grazie ai prodigi dei torrenti.

Qui potete vederne il trailer.


22
set 10

Cattivissimo Me

Cattivissimo Me
(Despicable Me)

di Pierre Coffin, Chris Renaud (Usa, 2010)

Lungometraggio animato davvero simpatico. Non è un prodotto Disney/Pixar, né DreamWorks. Produce Illumination Entertainment e distribuisce Universal.
[Spoiler]
Un tizio triste, solo e noioso di nome Gru vuole diventare il cattivo più cattivo dell’Universo. Quando scopre che un ragazzetto cretino è riuscito a rubare addirittura la piramide di Giza diventa geloso, per cui decide di organizzare un colpo ancora più arguto e sensazionale, il colpo dei colpi. Si mette in testa, insomma, di rubare la Luna ma, per portare a termine questa operazione malvagia, ha bisogno di un sacco di denaro. Il nostro Gru, però, non è ricchissimo (anche se ha una casa immensa e un milione di piccoli buffi operai gialli a forma di ovetto Kinder che lavorano per lui) perciò si rivolge ad una banca, la Banca del Male – già nota come Lehman Brothers. [Qui in molti hanno riso in sala] Il malefico banchiere di turno gli nega il prestito, adducendo diverse motivazioni capziose, o meglio promette di concederlo ad una condizione: che Gru riesca ad impadronirsi del raggio rimpicciolente. Gru a questoi punto fa di tutto per entrare in possesso di questa potente arma, una pistola in grado di ridurre le dimensioni di qualsiasi oggetto venga colpito dal suo raggio. Il problema serio è che questa arma si trova in mani nemiche: la possiede Vector – lo stesso ragazzetto che ha rubato la piramide. L’arma è nascosta in casa sua. Mentre cerca di entrarne in possesso, Gru si accorge che le uniche persone in grado di entrare nella fortificata villa di Vector sono 3 piccole orfanelle che vendono biscotti casa per casa. Le bimbe appaiono subito ai suoi occhi come un lasciapassare. L’unica soluzione sensata da prendere, quindi, è adottarle. A questo punto accade l’impossibile: da burbero e intrattabile che era, il cattivissimo pian piano si addolcisce; avendo tutto il giorno in giro per casa le tre piccole e affettuose pesti e, passando perciò con loro tantissimo tempo, Gru inizia a svolgere quasi inconsciamente il ruolo di papà e così, giorno dopo giorno, diventa sempre più affettuoso.
Vi ho svelato il 70% del film – forse anche più – per cui non aggiungo altro.
Sappiate che i cosi gialli che aiutano in casa il cattivissimo sono buffissimi. Hanno forme leggermente diverse ma tutti portano gli occhiali (o il monocolo) hanno una vocetta buffa e motlo acuta. Spesso non si capisce cosa dicano ma sono sicurissimo che faranno impazzire tutti i bambini. Inoltre sono un gagdet perfetto. La macchina del market è oliata alla perfezione. Anche il libro dei gattini – che il cattivo papà Gru legge alle bimbe per farle addormentare – mi sembra un’ottima idea da realizzare su carta. Io lo comprerei immediatamente.
Margo, Edith e Agnes, le tre piccole birbe orfane, sono molto simpatiche e dolcissime. Sapranno sciogliere il ghiaccio che avvolge il cuore di Gru. E anche quello degli spettatori (di tutte le età). Anche perché questo è un film per famiglie – ma non solo.
Vector (nickname di Victor) è un supernerd. Uno sfigatone che dovrebbe essere il cattivo antagonista ma è così buffo e cialtrone che fa anche lui simpatia.
Mr. Perkins, il banchiere, dovrebbe essere il personaggio più negativo del film ma – anche lui – con quei capelli ritti in testa è davvero buffo.
Altri personaggi con caratteristiche buffe: la mamma di Gru, una vecchia acida la cui anaffettività ha resto sterile di sentimenti Gru; il Dottor Nefario, il vecchio scienziato che collabora con Gru: la miopia e il doppio mento sono i suoi  tratti salienti; Miss Hattie, la zitellona che gestisce e dirige l’orfanotrofio: una specie di grassa nazista con la gonnellona a quadri e la messinpiega bionda.
Ho visto questa pellicola lunedì sera al cinema Barberini di Roma, in anteprima. In Italiano. Il protagonista è doppiato da Max Giusti. Sinceramente nemmeno mi sono accorto che fosse lui, me l’hanno detto dopo, a proiezione ultimata. Per cui mi chiedo: ma che bisogno c’era?! Non era meglio prendere un doppiatore con la voce da duro, magari bassa e cavernosa, per il ruolo del wanna-be-cattivo? Per la versione americana sono stati ingaggiati personaggi noti come Steve Carrell (Gru), Julie Andrews (Miss Hattie) e Jason Segel (Vector). Lì usano queste facce/voci come leva di marketing, per vendere meglio il film, per avere più rilevanza sui media, per fare più breccia sul pubblico potenziale, per attirare curiosità e interesse. Da noi, sinceramente, non credo che funzioni allo stesso modo. E poi: davvero i genitori porteranno al cinema i loro bimbi perché Max Giusti doppia il protagonista? Mah! E lo dico con il massimo della stima e del rispetto per Max Giusti. Come comico l’ho sempre trovato molto simpatico. Solo che in questo caso non mi sembra esattamente la voce migliore per un personaggio del genere.
Voto complessivo per la pellicola: 7. Da vedere, se siete bambinoni come il sottoscritto.
Ha senso il 3D? A me questa tecnologia non fa impazzire ma direi che, in casi come questo, le tre dimensioni hanno il loro perché.

Negli USA questo film è già uscito l’8 luglio, nei nostri cinema invece arriverà il 15 ottobre.
Grazie a WayToBlue Italia, GGD Roma e Universal Italia per avermi invitato all’anteprima.

Qui il trailer in italiano. Qui quello americano.
Locandina ufficiale americana.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


20
set 10

SmeercHouse 19 Settembre 2010

Puntata N. 25 della settima stagione. La 186^ di sempre.
Si è ripreso a trasmettere la domenica mattina, come da tradizione, dalle 12 alle 14. Due ore praticamente volate via tra bossanova, soul, rap, electro e house. Musica e chiacchiere e musica. Null’altro.

Il podcast questa volta dura 120 minuti circa. Potete ascoltarlo premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Oppure, se volete portarvelo in giro, potete scaricarlo cliccando qui (File mp3 da 34,6 MB codificato mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La playlist:
1. Sigla (Gennaio 2010)
2. Tom & Joyce – Vai Minha Tristeza (Bossa Très… Jazz Version)
3. Labi Siffre – Doctor Doctor
4. Ghemon – Paolo Odia Le Donne (Produzione by Bosca)
5. Lauryn Hill – Doo Wop (That Thing)
6. Public Enemy – He Got Game
7. Curtis Mayfield – Move On Up
8. Dino – Back To My Flat (Album Version)
9. Supergrass – Alright
10. Daft Punk – Aerodynamic
11. The Black Eyed Peas – I Gotta Feeling (Album Version)
12. Bob Sinclar & Ben Onono – Rainbow Of Love (Original Club Version)
13. Katy Perry feat. Snoop Dogg – California Gurls
14. Mika – Kick Ass (Dallas Downs Extended Mix)
15. Dj Linus & Pufo presents Downtown Gigolos – L’Amour
16. Round Table Knights feat. Reverend Beat-Man – Cut To The Top (Original Mix)
17. Bob Sinclar & MC Leozinho – Lala Funk (Bob Sinclar Radio Edit)
18. Cerrone – Give Me Love (Mix Chopin Re-imagination)
19. Ansari – African Flute (Original Mix)
20. Chicco Secci – Tarantella (Hurricane Mix)
21. Congorock – Babylon (Fare Soldi – Babbylorso rmx)
22. Tensnake – Coma Cat (Original Mix)


20
set 10

Le vie della violenza

Le vie della violenza
(The Way of the Gun)

di Christopher McQuarrie (Usa, 2001)
con Ryan Philippe, Benicio Del Toro, Juliette Lewis,
James Caan, Taye Diggs, Geoffrey Lewis, Niky Katt,
Dylan Kussman, Scott Wilson, Kristin Lehman, Henry Griffin

Sinceramente mi aspettavo di più da un film scritto e diretto dallo sceneggiatore de “I soliti sospetti”.
“Le vie della violenza” è un film violento e cruento. Lo dice il titolo stesso. Sparatorie e spargimenti di sangue a profusione. La storia c’è, è anche abbastanza originale, anche se non mi ha entusiasmato più di tanto, soprattutto quando volge verso il mistico, verso la spiritualità, la ricerca di Dio, il pentimento, il perdono e questioni affini.
Parker e Longbaugh sono due teppistelli sbandati di basso rango, l’uno poco più che trentenne, l’altro poco più che quarantenne. Per (soprav)vivere fanno piccole truffe, rapine, crimini semplici e rapidi. Un giorno, per caso, mentre si trovano in una banca del seme, origliano una conversazione in cui scoprono l’esistenza di un utero in affitto che vale oro, ossia di una ragazza in attesa di un bambino non suo che, al momento del parto, sarà venduto per un milione di Dollari. Questa specie di assicurazione sulla testa della ragazza – e del nasciuturo – fa loro così tanta gola, che i due banditelli decidono immediatamente di organizzare il rapimento della gestante. L’operazione viene svolta in pochissimo tempo, senza documentarsi, senza raccogliere informazioni e senza porsi domande. I veri guai per Parker e Longbaugh iniziano proprio nel momento in cui riescono mettono le mani sulla ragazza. I due non sanno, infatti, con chi si sono messi a trattare: il (presunto) papà del bambino è un ricco signore che ricicla denaro per la malavita organizzata e che, tra le altre cose, non si fa scrupoli nell’uccidere le persone. A partire dal momento del rapimento, sino alla consegna del denaro del riscatto, la storia si trasformerà in una vera caccia all’uomo con continue rivelazioni che renderanno la trama ancora più complessa e intrecciata. Particolare rilevanza avrà la figura di Joe Sarno (magistralmente interpretato da James Caan), una specie di sopravvissuto – così si autodefinisce – ossia una specie di mediatore professionista della malavita, un “risolvi problemi”, uno che per farsi ascoltare non usa necessariamente le armi, che ha messo la calma e la saggezza a monte di tutto, uno che ha visto così tanti morti, così tanto sangue, e così tanto denaro, che prima di premere il grilletto ci pensa su un centinaio di volte.
Bella prova di recitazione, comunque, per Ryan Philippe e Benicio Del Toro. Entrambi sono due bellocci qui nel ruolo di uomini tosti e dannati. Due tipici manzi che fanno perdere la testa alle spettatrici di tutte le età. Philippe sembra anche più adulto con la barbetta incolta e i riccioli biondi spettinati. Gay alert: per gran parte del film è sudato ed indossa una canottiera! Del Toro, nella coppia, è il più riflessivo, dà l’idea di essere quello con più esperienza, quello che si accorge prima del casino in cui si sono andati a fiondare. Ma anche Philippe ha i suoi momenti di gloria, soprattutto quando mostra il suo lato più dolce e tenero nei confronti della bella rapita.
Juliette Lewis non mi è mai piaciuta – esteticamente parlando. Devo ammettere, però, che a recitare non è malaccio. L’apprezzai già ai tempi di “Cape Fear”. Qui interpreta una ragazza incinta poco più che ventenne, apparentemente dolce, indifesa, impaurita e disorientata. Al momento giusto, però, la sua Robin saprà tirare fuori gli artigli e difendersi dalla prigionia a cui è stata costretta.
Scott Wilson è Mr. Hale Chidduck, il vecchio riciclatore del denaro della malavita, ossia il padre del bambino che sta per nascere.
A Taye Diggs hanno dato la parte del damerino in giacca e cravatta: suo il ruolo di uno dei due body guard ingaggiati da Mr. Chidduck per controllare che nulla accadesse alla gestante.
Geoffrey Lewis fa tenerezza: interpreta un vecchio ubriacone che viene chiamato in causa giusto un momento prima di siucidarsi.
Dylan Kussman, invece, fa la parte del giovane medico sfigato: il ginecologo ingaggiato da Chidduck per seguire la ragazza incinta.
Kristin Lehman è Francesca: la giovane signora Chidduck, una bionda finto-algida e stronza, interessata solo a mettere le mani sul bambino che sta per nascere.
Voto alla pellicola: 6.

Nota personale: film acquistato in DVD su di una bancarella per soli 3 Euro.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


18
set 10

SmeercHouse 16 Settembre 2010

Dopo più di un mese e mezzo di stop per vacanze estive, calura, allontanamento dalla base di trasmissione, noia, lassismo e altre questioni, ecco che è ripartito SmeercHouse. Giovedì scorso alle 21.30, subito dopo una nuova puntata di Feeder, ho mandato in onda una puntata un po’ improvvisata e in un certo senso estemporanea della mia trasmissione radiofonica. La numero 24 della settima stagione, per la precisione. Diciamo pure puntata “speciale”, in quanto testavo per la prima volta il software SAM Broadcaster sul mio portatile con Windows Vista. Ma magari a voi questi dettagli tecnici non interessano. Beh, comunque, sappiate che la puntata è stata qualitativamente non molto alta (dal punto di vista del segnale audio) ma molto divertente – almeno secondo me. Putroppo per voi, però, non sono riuscito a registrare il podcast, per cui non potrete riascoltare quello che è andato “in onda” – se di onda si può ancora parlare quando si tratta di webradio. Appuntamento dunque a domani mattina – 19 settembre -  per la puntata N. 25. Vi aspetto, come al solito, alle 12.00 in punto. Giao.

La playlist:
1. Sigla (Gennaio 2010)
2. Ghemon & the Love 4tet – Salto nel vuoto
3. One Way feat. Al Hudson – You Can Do It (12” Version)
4. Kidda – Strong Together
5. Mark Ronson feat. Q-Tip & MNDR – Bang Bang Bang
6. Phats & Small Present Mutant Disco – Turn Around
7. Shakira – Waka Waka (Single Version)
8. Domenico Modugno – Vecchio Frac (Paolo Driver Remix)
9. Swedish House Mafia feat. Pharrell – One (Your Name) (Extended Version)
10. Alizée – Les Collines (Jean Elan Remix)
11. Chemical Brothers – Do It Again
12. LBCK – Start
13. Fake Blood – Fix Your Accent (Original Mix)
14. Steve Forest vs. Marilyn Monroe – I Wanna Be Loved By You (Melody J Extended Mix)
15. Cassius – 99 2K10 (Original Mix)
16. Gramophonedzie – Brazilian (Original Mix)
17. Gigi De Martino – Mar Adentro (Il canto della sirena) (Original Mix)
18. Not Brushing Dolls – Calypso Woman (Andrea Arcangeli & Ricky Montanari Furr Mix)
19. James Talk & Ridney – Forever (Original Mix)
20. Dj Chick & Tim Sanchez – Cafe (Original Mix)
21. Dimitri From Paris presents Electra 80 – Rock This Town (Claude Monnet Rework)


16
set 10

Oggi sposi

Oggi sposi

di Luca Lucini (Italia, 2009)
con Moran Atias, Luca Argentero, Michele Placido,
Lunetta Savino, Filippo Nigro, Carolina Crescentini,
Renato Pozzetto, Dario Bandiera, Isabella Ragonese,
Gabriella Pession, Francesco Montanari, Hassani Shapi,
Francesco Pannofino, Stefano Bicocchi (Vito),
Annalisa De Simone, Nicola Pignataro

Simpatica commedia arrivata nelle sale lo scorso anno.
I matrimoni di quattro coppie di fidanzati s’incrociano in maniera più o meno casuale. Due di loro (Salvatore e Chiara) sono camerieri precari in un ristorante di Roma. Lui siciliano, lei settentrionale. Dedicono di sposarsi quando scoprono che lei è incinta. Ma hanno così pochi soldi per la cerimonia che decideranno di festeggiare il loro matrimonio in maniera clandestina all’interno della maxi festa organizzata da altri due sposi ricchissimi.
Attilio e Sabrina sono la coppia di ricchissimi. Lui è un imprenditore romano alquanto boro, anche veste e si atteggia da elegantone, titolare di una società che sta per fallire. Lei, invece, è una specie di letterina/vallettina/presentatrice, molto bella ma anche molto stronza e finta. L’unica cosa che le importa è la carriera e il suo cagnolino da compagnia. Il loro proplema sarà organizzare la cerimonia in maniera il più possibile sontuosa (e tamarra) perché lei vuole apparire su tutti i rotocalchi di gossip, mentre lui ambisce ad ottenere del denaro per salvarsi dalla bancarotta.
Renato e Giada si amano, anche se di loro ci sono tantissimi anni di differenza: lei è una frizzante biondina poco più che ventenne, mentre lui è un ricchissimo signore milanese di quasi settant’anni. A ostacolare la felicità dei due sposi si metterà il figlio di Renato, Fabio, un magistrato nosioso e zelante che mai ha avuto una donna nella sua vita.
Nicola e Alopa formano la quarta coppia di fidanzati. Lui è un bravo e stimatissimo ispettore di polizia. Ha la nomea di sciupafemmine e un forte accento pugliese. Tutte le sue colleghe sono innamorate di lui. Alopa è la dolcissima – e bellissima – figlia dell’ambasciatore indiano in Italia. Il loro grandissimo problema sarà cercare di mettere d’accordo le loro famiglie, in primo luogo sull’opportunità di celebrare questa unione e, in secondo luogo, sul modo di organizzare la cerimonia. Un vero e proprio scontro di culture, insomma – putroppo basato sui soliti luoghi comuni. India da una parte, Puglia dall’altra.
E qui spendo due parole per gli attori che interpretano i personaggi pugliesi. Michele Placido nella parte del padre dello sposo è uno spasso. Divertentissimo. Il suo italiano frammisto al dialetto foggiano mi ha fatto ridere davvero molto. A fargli da spalla c’erano sia Lunetta Savino, nei panni della madre del poliziotto Nicola, che Francesco Pannofino nei panni dello zio – un altro caprone ignorante, volgare e sguaiato. Credo che le gag ambientate nel paesino pugliese siano la cosa più divertente di tutto il film. Da non dimenticare nemmeno il simpatico cammeo di Nicola Pignataro come sindaco di Morticola, il paesello campagnolo in cui si festeggeranno le nozze.
È davvero bello vedere Luca Argentero prendersi poco sul serio. Qui interpreta il poliziotto figo, che fa perdere la testa a tutte le donne che incontra per la sua strada. Un ragazzo un po’ farfallone ma ligio al dovere e soprattutto intenzionato a mettere la testa a posto per amore della sua futura moglie. Non ne sono sicuro ma secondo me Argentero è stato doppiato. La voce non mi sembra sua e per di più non lo credo in grado di recitare con accento pugliese.
Moran Atias è bellissima e dolcissima? Già detto? Allora faccio bene a ripetermi perché la trovo straordinaria. Non dico fesserie. Peccato però che abbiano preso un’attrice di origini israeliane per interpretare una ragazza di origini indiane. Il pensiero del responsabile casting sarà stato “Tanto il pubblico italiano non è in grado di distinguere i tratti somatici di una dall’altra”.
Renato Pozzetto non ha perso smalto, nonostante l’enorme mole e i 70 anni. Io lo trovo sempre molto buffo, sia per il suo lessico da milanese puro che per la gestualità, le espressioni stralunate, il modo di impuntarsi e altro ancora.
Non l’avrei mai detto ma Gabriella Pession recita decisamente bene. Certo il suo è un ruolo da stronza, viziata, bionda senz’anima né cervello. Ma le viene spontaneo, quasi naturale. Non voglio essere offensivo ma com’è ‘sta cosa? Ho trovato spassosissimi i battibecchi al ristorante tra lei e Francesco Montanari. Ecco, di questo ragazzo non sapevo nulla ma l’ho trovato eccellente. Adesso ho scoperto che ha recitato nella serie tv “Romanzo Criminale”. Lo trovo perfetto per le parti comiche. Il romano burino lo fa alla perfezione. Nelle prime battute del film mi sembrava che imitasse quasi Christian De Sica, invece no. Ha uno stile tutto suo, vincente, che mi piace un sacco. Bravo!
A Filippo Nigro hanno dato forse il ruolo più difficile. Gli hanno fatto indossare il parrucchino e gli hanno chiesto di essere triste, incazzato e incazzoso, solo, pedante, puntiglioso, frustrato, logorroico, superbo e sospettoso. Lui ci è riuscito abbastanza bene, anche se – visto che questa è una commedia – in diversi casi ha calcato un po’ la mano, rendendo grottesco il suo personaggio. Ma, tutto sommato, questo non è un male.
Dario Bandiera, invece, risulta misuratissimo e perfettamente nella parte. Il suo eccessivo istrionismo di un tempo (ricordate quando faceva il rumorista al Maurizio Costanzo Show?) non emerge. Le espressioni, il lessico e le movenze del pizzaiolo siciliano ci sono tutte. Ottima scelta.
Isabella Ragonese non starà recitando in troppi film ultimamente? Per carità, brava, ma non sarà troppo? Comunque qui è deliziosa: caparibiamente buffa o buffamente caparbia. Nella coppia pizzaiolo/cameriera è lei che porta i pantaloni, che risolve i problemi e che, in questo caso, organizza alla perfezione il matrimonio fantasma alle spalle dei ricconi.
Di Michele Placido ho già detto. Dovrebbero dargli il premio per attore pugliese più divertente dell’anno.
Francesco Pannofino come pugliese è meno credibile ma in alcune gag è davvero esilarante. La commedia è il suo mestiere.
Carolina Crescentini affronta una discreta prova: le riescono meglio le scene frivole/leggere, che quelle drammatiche ma riesce ugualmente a stare nel suo ruolo. Sufficienza per lei.
Lunetta Savino ancora una volta fa la pugliese amante della musica lirica. Ricordate il film “Liberate i pesci” di Cristina Comencini? Beh, uguale uguale uguale. Lo stesso ruolo. Si vede che le riesce benissimo, boh! Comunque è simpatica, dai. Al fianco di Placido si trova benissimo. Ottima spalla.
Il comico Vito non è realmente muto. Lo sapevate? Ma sì, dai. Ormai sono anni che è stato sfatato questo fraintendimento. Comunque sia, qui è buffo nei panni del poliziotto pigro e fifone che pensa solo a mangiare.
La scena finale in stile Bollywood, ossia quella in cui le due famiglie (indiane e pugliese) ballano insieme in piazza, mischiando balli tipici della tradizione indù con la Taranta (pizzica?), ecco io l’avrei risparmiata. E non solo perché dà la sensazione che tutto finisca a tarallucci e vino.
La sceneggiatura è stata scritta da Fabio Bonifacci con la collaborazione di Fausto Brizzi e Marco Martani.
Voto complessivo per il film: 6 e mezzo. Divertente il giusto. Ottimo per le famiglie italiane che si considerano moderne e mentalmente abbastanza aperte per ridere di situazioni paradossali che, purtroppo, succedono ancora, come le schermaglie tra le famiglie dei due fidanzati, le migliaia parenti da invitare necessariamente al banchetto, ecc.

Il trailer del film.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


13
set 10

The American

The American

di Anton Corbijn (Usa, 2010)
con George Clooney, Violante Placido,
Paolo Bonacelli, Irina Björklund, Filippo Timi,
Johan Leysen, Giorgio Gobbi, Thekla Reuten,
Lars Hjelm, Samuli Vauramo

Sì, questo è il film con George Clooney ambientato in Abruzzo. E no, non è un atto di protesta per come è stato gestita l’emergenza post-terremoto. Non c’è alcun accenno al terremoto.
Sì, questo è il film in cui appare Violante Placido nuda. E sì, è splendida nella sua bellezza perennemente in fiore.
Ecco. Detto questo, possiamo passare a parlare d’altro.
Mi dicono che Crobijn sia un fotografo prestato al cinema. Fino a ieri non lo sapevo. Questa è la sua seconda pellicola, dopo il biopic dedicato al cantante dei Joy Division (Ian Curtis). Bene, infatti della fotografia di questo film proprio non ci si può lamentare. Il problema qui è un altro: i buchi nella sceneggiatura. “The American”, tutto sommato, è un buon thriller che riesce a mantenere sullo spettatore la tensione – e forse anche un po’ angoscia – per diversi minuti, cosa che non è proprio semplice e non è da tutti. Ma mi riservo di esprimere dei dubbi.
La pellicola racconta di un uomo molto misterioso, tale Jack, una specie di superspia che gira il mondo in incognito e ammazza la gente. Pian piano scopriamo che si tratta di un uomo ben addestrato a costruire artigianalmente armi sofisticate. Il suo problema è che, dopo essere uscito miracolosamente vivo da un’imboscata tra i nevosi boschi della Svezia, si trova ad essere braccato da un’ignota minacca. Si sente in pericolo, sa che qualcuno lo vuole uccidere ma non sa chi. Persino ifugiarsi in Italia – in uno sperduto paesino dell’Abruzzo – non è stata una buona idea, dal momento che i suoi cacciatori sono riusciti a rintracciarlo anche lì. Il suo unico riferimento è Pavel, un tale anziano dagli occhi di ghiaccio (e la faccia rugosissima) a cui telefona a intervalli regolari.
Ecco, il problema è che lo spettatore non capisce diverse cose. Ci sono diversi buchi, cose da spiegare. I nodi vengono al pettine perché non ci sono risposte alle domande: “Chi sono quelli che pedinano Jack?” Perché lo fanno? Si tratta solo di vendetta? Sono gli stessi che volevano ucciderlo in Svezia? Per chi lavorano? Esattamente a chi fa riferimento Jack? É un indipendente o lavora per un’organizzazione?  Di che organizzazione fa parte Pavel?” Inoltre, quando il nostro incontra Clara, la giovane e bellissima prostituta di cui si innamora immediatamente, è lecito chiedersi: “Come ha fatto a scovare un bordello in una minuscola cittadina se non parla con nessuno? Perché si è innamorato proprio di lei e non di un’altra? Avrà vissuto in solitudine per decenni, dunque perché proprio in quel momento si mette a fare il romanticone e decide di abbandonare tutto? Chi era la donna che si trovava con lui nello chalet svedese? Ne era davvero innamorato?”. Insomma,  diciamo che in molti passaggi il film manca una certa coerenza logica. Per di più la storia di un uomo condannato alla solitudine che per amore dedice di abbandonare tutto, mettendo a serio rischio la propria vita, l’abbiamo già letta, sentita e vista al cinema diverse volte.
Clooney ormai non di discute. Son 15 anni che non sbaglia film. Anzi. Qui ha fatto anche uno sforzo in più: ha sicuramente lavorato molto sul fisico. Si è messo a stecchetto e avrà fatto palestra per mesi pur di apparire un duro tutto muscoli e tatuaggi. A proposito: il simbolismo della farfalla fa un po’ ridere.
Del fulgore accecante e dell’avvenenza della signorina figlia di Michele Placido abbiamo già detto. È amore: in meno di 2 secondi netti.
Anche Irina Björklund interpreta una pericolosissima spia. Il suo aspetto è mutevole. Dovrebbe essere una femme fatale velenosissima ma il suo fascino, a mio vedere, è un po’ spuntato. Sarà per la vicinanza con Violante Placido? Non so, comunque non aveva la faccia da dura, né da scaltra o spietata. Secondo me qui il casting ha un po’ toppato.
Johan Leysen fa bene il suo mestiere. L’asprezza del volto lo aiuta, conferendogli credibilità come capo di una fantomatica organizzazione di super agenti segreti.
Paolo Bonacelli interpreta il prete di campagna saggio che stringe subito amicizia con il misterioso Jack. Ottimo attore, per carità, ma a volte certe frasi dall’alto profilo filosofico sembravano un po’ forzate proprio perché uscite da quella bocca. Non so: forse l’abito talare non fa per lui.
A Filippo Timi hanno concesso un piccolo cammeo. Lo vediamo nel ruolo del meccanico lercio e un po’ trafficone a cui si rivolge Jack quando è alla ricerca di attrezzi e materie prime per le sue armi. La tuta blu gli sta benissimo. Sarà un caso?
Messaggio per i faciloni e per quelli che categorizzano tutto in bianco o nero: questo è un film “lentissimo”.
Voto complessivo: 6. Provaci ancora, Anton.

Note to self: in Italia c’è pià di un luogo che ha deciso di chiamarsi “Castel del Monte”.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.