Cadillac Records
di Darnell Martin (Usa, 2008)
con Adrien Brody, Jeffrey Wright, Beyoncé Knowles,
Columbus Short, Gabrielle Union, Emmanuelle Chriqui,
Cedric the Entertainer, Mos Def, Eamonn Walker,
Joshua Alscher, Tim Bellow, Tony Bentley, Marc Bonan

Film basato su di una storia vera: la nascita e la morte della gloriosa Chess Records. La pellicola infatti racconta di come Leonard Chess, un giovane di origine polacca, dopo aver aperto un night club in un quatiere di neri, sia riuscito a circordarsi di grandi musicisti e a fondare una delle più importanti etichette per la storia della musica blues e rock.
Uno dei pregi di “Cadillac Records” è quello di non focalizzarsi solo sulla di vita di un singolo personaggio. La storia di Chess, infatti, s’intreccia in maniera indissolubile anche con quella di uno dei più grandi bluesman di tutti i tempi (Muddy Waters), con quella di Chuck Berry e di Etta James. A seconda del periodo storico, cioè, l’azione si sposta su questo o su quell’altro personaggio ponendolo al centro del racconto.
Un altro punto a favore di questa pellicola è il cast. Senza questi volti, sapientemente scelti, il film forse non avrebbe avuto la stessa fortuna.
Adrien Brody è fuori discussione; è perfettamente a suo agio nel ruolo del produttore generoso e bonario, amico, padre e protettore di tutti i suoi artisti.
Ottima prova per anche per Jeffrey Wright. Magari sarà stato anche aiutato dal carisma dello stesso Muddy Waters (il personaggio che interpreta), però è in grado di rendere benissimo lo spirito dei tempi, la vita sfrenata di una star, il successo, la passione per la musica che suonava, la complicità con il suo collega e amico Little Water (ben interpretato da Columbus Short) e il rapporto di fiducia/amicizia con il fondatore dell’etichetta.
Chi crede che Beyoncé sia solo una cantante deve ricredersi. Dopo aver visto questo film, non si può sostenere che non abbia anche buone doti recitative. Sebbene la parrucca bionda non le stia benissimo, riesce comunque a dare grande profondità al personaggio tormentato di Etta James. La voce, poi, mette i brividi – che ve lo dico a fare! Mi è sembrata perciò una degna interprete di quelle che furono le hit della diva che interpreta.
Per essere un film biografico a protagonista multiplo “Cadillac Records” è fatto davvero bene. Non conoscevo le vicende di questa etichetta discografica, per cui non saprei dire quanto le vicende mostrate sul grande schermo siano attinenti alla realtà, e quanto invece ci sia di romanzato, ma posso affermare con convinzione che comunque la regista (che ha anche curato la sceneggiatura) è riuscita a realizzare un buon prodotto cinematografico. Il film avvince e non annoia. 115 minuti possono sembrare tanti ma scorrono via veloci.
Un plauso va anche a tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte per ricostruire costumi, acconciature, aggeggi e ambienti tipici dell’epoca. Dev’essere stato un lavorone ma, visto l’eccellente risultato, direi che ne è proprio valsa la pena.
Nota: Il titolo della pellicola fa riferimento al fatto che Leonard Chess era solito regalare una Cadillac a ciascuno dei suoi artisti quando questi ragguingevano il successo sperato.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.