L’uomo nell’ombra
(The Ghost Writer)

di Roman Polanski (Francia, 2010)
con Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Kim Cattrall,
Tom Wilkinson, James Belushi, Olivia Williams, Timothy Hutton,
Jon Bernthal, Eli Wallach, Tim Preece, Anna Botting

Sarò breve. Forse un tempo Polanski era bravo nel dirigere i thriller. Oggi meno. A me “Frantic”, ad esempio, era piaciuto molto. Ma erano anche 22 anni fa.
“L’uomo nell’ombra”, invece, mi è piaciuto meno. Tant’è vero che mi sono anche addormentato. Ma forse quello è un problema mio, che ero stanco e ho sbagliato a scegliere lo spettacolo delle 22.30. Quando la pellicola finisce ti accorgi che l’ultimo ad aver capito come stavano davvero le cose è il protagonista. Sì perché chi guarda, lo spettatore, capisce subito che qualcosa non va, accumula subito tutti i sospetti verso un unico preciso personaggio, che poi si rivelerà in effetti il vero responsabile. Non aggiungo altro per non svelare il finale, anche se c’è poco da rimanere sorpresi.
“L’uomo nell’ombra” racconta la storia di un giovane e talentuoso scrittore di biografie che viene ingaggiato da un’importante casa editrice inglese per andare negli USA a completare un libro sull’ex primo ministro britannico, Adam Lang. Il tizio che ricopriva lo stesso incarico prima di lui, cioè quello che ha iniziato a scrivere il libro – il braccio destro del premier – è morto misteriosamente in mare, mentre si trovava su di un traghetto. Questo però non è l’unica zona d’ombra della storia perché, non appena lo scrittore arriva negli Stati Uniti, i media diffondono la voce dell’apertura di un inchiesta del Tribunale dell’Aia sul premier per aver acconsentito al rapimento e alla tortura di alcune persone sospettate di terrorismo. Ovviamente lo scrittore, suo malgrado, resterà invischiato nella vicenda, ma la sua curiosità e la sua coscienza lo obligheranno ad indagare, per fare chiarezza su quello che è successo realmente.
Ewan McGregor non si discute. Ha la faccia, i natali e l’età giusta per reggere un ruolo di questo tipo, peraltro da protagonista. Voto 8.
Pierce Brosnan dovrebbe pensare di darsi alla politica. Il Premier inglese, come figura, è proprio nelle sue corde. Ha charme da vendere. Persino nelle scene più concitate, quelle in cui il suo personaggio si adira, riesce a mantere un aplomb invidiabilissimo. Maestro d’eleganza. Uno dei miei attori preferiti. Voto 8.
Kim Cattrall – la Samantha della saga “Sex and the City” – qui riveste il ruolo della segretaria personale del premier. Sui due aleggia anche il sospetto di una relazione clandestina ma la storia non conferma, né smentisce. Non chiedetemi se io trovi questa donna affascinante. Non saprei proprio dirvelo. Non mi ha mai fatto perdere la testa ma non è un cesso, ecco. Di certo in questo film perde molta della volgarità che invece le getta addosso il personaggio della serie tv.
Olivia Williams – qui nel ruolo della perfida moglie del premier – ha solo 42 anni. Dico: 42. Roba da non crederci. Sarà forse il personaggio che interpreta, sarà il trucco austero, ma le davo almeno 10 anni in più. Comunque sia recita dignitosamente. Voto 7 e mezzo.
Buona performance anche per Tom Wilkinson, che qui ricopre il ruolo di un vecchio collega di college del premier.
James Belushi fa solo una comparsata nel ruolo di presidente della casa editrice inglese. Di primo acchitto, vedendolo completamente pelato, quasi non lo si riconosce.
Per Timothy Hutton solo un paio di brevi scene da comprimario. Quasi comparsa.
Voto per la pellicola: 6.

Qui potete vedere il trailer italiano.

La scheda di IMDB.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.