Colpo di fulmine – Il mago della truffa
(I Love You Phillip Morris)

di Glenn Ficarra e John Requa (Usa, Francia, 2009)
con Jim Carrey, Ewan McGregor,
David Jensen, Rodrigo Santoro, Leslie Mann,
Ted Alderman, Nicholas Alexander, Beth Burvant,
Hugo Palacios, James McDaniel, Brennan Brown

Questa è una commedia che però non mi ha fatto poi ridere così tanto. Anzi, quasi per niente.
Il film tratta di due temi: omosessualità e frode. Gay e truffe. Busoni e raggiri. Usate pure i termini che volete.
Mi hanno detto che però, dal trailer tutto ciò non si capiva. O meglio il distributore italiano ha volutamente spostato tutto il baricentro del discorso su Jim Carrey e sulla sua simpatia, cercando di vendere il film come una delle (solite) commedie alla Jim Carrey.
Ho saputo dell’esistenza di questa commedia dai cartelloni per strada e leggendo l’ultimo Friday Prejudice di Kekkoz (ormai il mio critico cinematografico di riferimento) in cui si afferma anche che una scena di sesso omo potrebbe anche essere stata censurata. Non so che dirvi. Potrebbe essere, non mi meraviglierebbe, ma non ci giurerei. In effetti una scena di sesso orale simulato c’è ma ci potrebbe essere stato dell’altro che noi spettatori italiani non abbiamo visto. Boh. Bisognerebbe confrontare il tutto con la versione originale.
Ad ogni modo “Colpo di fulmine” non è un granché. Il protagonista, tale Steve Russell, è il tipico americano medio: un uomo come tanti. Di mestiere fa il poliziotto ma nasconde un segreto. Ha un tarlo in testa: il suo unico pensiero è scoprire chi sia la sua vera madre – quella naturale – che l’ha abbandonato subito dopo il parto. Pare che abbia indossato una divisa solo per questo motivo. Una volta scoperto questo mistero, sentendosi rifiutato da una genitrice degenere, abbandona il posto in cui vive e si sposta con la sua famiglia in un altra città per cambiare aria, lavoro e abitudini.
Il suo stile di vita però muterà radicalmente solo quando, scampato ad un incidente mortale, deciderà di fare “coming out”, dichiarare al mondo la propria omosessualità e iniziare a spassarsela. A questo punti, però, il suo unico problema sarà procacciarsi tanto denaro, dal momento che si accorge che la vita dell’omosessuale è eccessivamente dispendiosa. Proprio per questo motivo il nostro diventerà un truffatore esperto ed incallito. Le cose comunque non gli andranno sempre per il verso giusto. Nel giro di pochissimo tempo, infatti, si fa scovare dalle forze dell’ordine che lo arrestano e lo sbattono in prigione per diversi mesi. Proprio dietro le sbarre, però, incontrerà l’amore della sua vita: Philip Morris, un giovinetto rossiccio, indifeso e decisamente ingenuo, che si metterà sotto la sua ala protettiva. I due si ameranno come due piccioncini finché non saranno divisi da una decisione del direttore del carcere. Steve si fingerà avvocato e riuscirà a tirare fuori dal carcere anche il suo compagno ma tra i due l’incantesimo finirà per dissolversi nel momento in cui Philip si accorge che Russell mente su tutto.
Il grande dilemma che vive Steve sta proprio in questo: amare Phillip a tal punto da voler che non gli manchi nulla ma, allo stesso tempo, essere quasi costretto a truffare per far sì che entrambi possano mantere questo altissimo tenore di vita.
Premessa: Jim Carrey non è il mio attore preferito ma mi sta abbastanza simpatico. Che sia una maschera lo diamo per assodato. Qui recita abbastanza bene ma direi che “Colpo di Fulmine” non è decisamente una delle sue pellicole migliori. Qui lo troviamo magrissimo e con una pettinatura imbarazzante. Mi chiedo perché. Saranno forse esigenze di copione? Me lo ricordavo molto più grasso di come appare qui.
Ewan McGregor è forse sprecato per questo ruolo. è sempre in secondo piano; il suo è quasi un ruolo da comprimario. Non è il protagonista assoluto della scena, come invece meriterebbe. Non temo di essere smentito se affermo che in questo film ha anche recitato meglio di Carrey.
Leslie Mann è una biondina caruccia, perfetta per il ruolo della moglie svampita e ultra-cattolica.
Morale della favola: secondo me non bastano un po’ di gag e le smorfie di Jim Carrey a trasformare la storia di truffatore incallito in una bella commedia.
Voto globale: 6. Gli do la sufficienza solo perché ho visto della gente in sala divertirsi sul serio e una persona (addirittura) commuoversi per una scena toccante.
Nota 1: il titolo orginale della pellicola “I Love You Phillip Morris” si riferisce proprio alla liaison tra i due protagonisti.
Nota 2: il film pare che sia tratto da una storia vera, pubblicata su un libro del giornalista Steve McVicker.
Nota 3: Luc Besson qui figura nel ruolo di produttore esecutivo. Leggi: ci ha messo i soldi.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.