Dragon Trainer

Dragon Trainer
(How to Train Your Dragon)

di Dean DeBlois e Chris Sanders (Usa, 2010)

Film d’animazione caruccio. Il linea con le altre produzioni Dreamworks, dunque niente di eccelso, seppur gradevole. Ci sono i draghi, sì. Ma stiamo calmi.
Dragon Trainer racconta di Hiccup, un giovane vichingo che abita in una specie di villaggio costantemente minacciato dagli attacchi di draghi di vario tipo. Sembra quasi che la ragion d’essere di questo posto sia difendersi dai malefici esseri che sputano fuoco dalla bocca e distruggono tutto quello che gli capita a tiro.
Il ragazzetto è maldestro, mingherlino, buffo. Nel paesello tutti lo prendono in giro perché non è ancora in grado di affrontare i draghi da vero vichingo. Anzi, sono tutti convinti che non sarà mai pronto per fare il guerriero. La sua vocazione, comunque, è quella di diventare proprio un grande cacciatore di draghi; per il momento, però si limita a dare una mano al fabbro/maniscalco per la fabbricazione di armi. Un giorno, sfruttando la confusione dovuta alla concitazione dello scontro, Hiccup s’intrufola nella battaglia dei grandi e riesce a colpire un temibilissimo esemplare di drago. Ma quando sta per infliggergli il colpo mortale si rende conto di non esserne in grado, di non essere un violento. Quasi per caso, dunque, Hiccup scopre la sua vera natura; si avvicina al drago (apparentemente ferocissimo), inizia a comunicare con lui, a prendersene cura, lo cavalca, gli dà istruzioni per il volo, gli costruisce una protesi per una parte della coda alata che è andara persa in battaglia, ecc. Insomma, per farla breve, il ragazzo diventa amico della bestia temibile e in un secondo momento, per affinità, di tutti i suoi simili. Sarà proprio questo rapporto speciale a far diventare Hiccup il beniamino della sua gente. Il giovane allenatore di draghi, infatti, sarà di fondamentale importanza nella battaglia in cui i mostri alati, ormai alleati – aiuteranno i vichinghi a sconfiggere il grande nemico (un drago gigante che sottomette gli altri draghi).
Qual è la morale? La morale è sempre quella (come diceva un vecchio adagio pubblicitario). Sempre la stessa. Film di formazione. Il protagonista è un incompreso, un piccolo anatroccolo che diventa cigno, un esserino che ha problemi di comunicazione col genitore ma che con la sola forza di volonta diventa adirittura l’orgoglio di tutta la sua gente. E riesce anche a conquistare il cuore della giovane e bella guerriera. Uno sfigato che dapprima subisce continui atti di bullismo e che poi, invece, riesce ad avere la sua rivalsa sociale. Quanti ne abbiamo visti di film/cartoni così? Al momento mi vengono in mente solo “Chichen Little”, “Z la formica”, “Bee Movie” ma credo che ce ne siano anche molti altri. Direi che è il momento di inventarsi qualcosa di nuovo. Sbaglio? Mi sento sempre rispondere: “Ma dai, è un film per bambini!”. E allora? Che forse i bambini non s’annoiano o s’annoiano meno? Si può anche cambiare storia ogni tanto.
Parliamo dunque del 3D. Ne vogliamo parlare? Io sono uno di quei vecchi noiosoni che ancora fanno distinzione tra il contenuto e il contenitore, tra forma e sostanza. Che ci volete fare? Abbiate pazienza.
Questo film l’ho visto in 3D presso la sala privata della Universal a Roma. Si potrebbe anche parlare di “anteprima”, se non fosse che il film è uscito durante il weekend mentre a noi è stato mostrato il lunedì successivo. Ma questo non è importante. Sono stato invitato ad una specie di proiezione blogger. Anzi, ne approfitto per ringraziare le GGD romane che mi hanno invitato e ScreenWeek che organizzato la proiezione. Dunque dicevamo il 3D. Beh è spettacolare. Cos’altro aggiungere? Fa la sua porca figura. Ha raggiunto la sua piena maturità e i tecnici Dreamworks ormai sanno come usarlo al suo meglio. Piace, affascina: è proprio un bel vedere. Anzi, vi dirò di più. Partecipando a questa proiezione ho scoperto un sacco di cose che non sapevo su questa tecnologia. Mi sono un po’ acculturato, se così si può dire. Dunque grazie anche a Davide Dellacasa e alla sua validissima presentazione sulle tecniche di ripresa e di proiezione in tre dimensioni.
Mi spiace per la Universal (che distribuisce): come titolo “Dragon Trainer” è certamente meglio di “How to Train Your Dragon” ma ancora non mi convince. Forse questa volta avrebbero fatto meglio ad usare delle parole italiane.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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