Alice in Wonderland
(Alice in Wonderland)

di Tim Burton (USA, 2010)
con Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Mia Wasikowska
Anne Hathaway, Crispin Glover, Stephen Fry,
Michael Sheen, Matt Lucas, Paul Whitehouse, Tim Pigott-Smith,
Timothy Spall, Barbara Windsor, Alan Rickman

Non ho ancora un’opinione chiara su questa pellicola. L’ho vista domenica scorsa, al cinema Metropolitan (in lingua originale, sottotitolato in italiano), in compagnia di alcuni amici. Potrei sbilanciarmi e dire semplicemente che si tratta di una bella fiaba. Ma so che in parte mentirei. Non perché sia un brutto film, ma perché ci sarebbero da aggiungere diverse altre cose, che al momento non riesco ad esprimere con le parole adeguate.
Vediamo di andare al punto.

Premessa 1. Del film mi sono perso gli ultimi 10 minuti circa. Mi sono addormentato. Non perché fosse uno spettacolo noioso ma perché ero stanco morto.
Premessa 2. Di “Alice nel paese delle meraviglie” ho un ricordo vago – di reminiscenze disneyane più che altro – ma non ho mai letto il libro, per cui non so bene se quest’adattamento per il grande schemo sia più o meno fedele al racconto originale.
Premessa 3. Non sono un fan sfegatato di Tim Burton. Anzi odio gli ultrà. Ho apprezzato alcune sue opere come il meraviglioso “Batman” (primo episodio), la leggerezza de “La sposa cadavere”, l’ironia di “Mars Attacks” e “Beetlejuice” o l’originalità di “The Nightmare Before Christmas”. Però cose come “Big Fish”, ad esempio non l’ho mica capite granché – sebbene non fossero da buttare via. “Edward mani di forbice”? Mah, chissà, non so. Comunque non ricordo.
Punto 4. Questa pellicola dovrebbe riassumere sia “Alice nel paese delle meraviglie” che il suo seguito “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, scritto sempre da Lewis Carroll. Dico “dovrebbe” poiché ne so davvero poco (vedi punto 1).
Punto 5. Perché Tim Burton trasforma qualsiasi cosa gli passa per le mani in un’opera dark? D’accordo, è la sua cifra stilistica. Ma a 52 anni suonati non mi pare sia ancora il caso di fare il new-romantic d’oltremanica. No? Prendete per esempio Anne Hathaway nei panni de la principessa bianca. Dovrebbe essere un po’ il personaggio che incarna il bene invece è la più oscura di tutti, “oscura” proprio nel senso di darkettona. Tralasciamo per un attimo il tratto che la rende un personaggio buffissimo (una svampita che gira con le mani sospese a mezz’aria per tutto il tempo): perché pur vestendo di bianco ed avendo i capelli bianchi ha l’aspetto più cupo di tutti?
Punto 6. Questo film è una produzione Disney. Ne siamo sicuri? Li credevo più bacchettoni. Il cognato farfallone/fedifrago, la sposa che molla l’altare, il sovvertimento delle regole imposte. Ripeto: siamo proprio sicuri che la Disney abbia avallato il progetto? E quando l’hanno fatto dormivano? Buon per noi spettatori, comunque.
Punto 7. Johnny Depp non si discute. Da anni e anni non fa che gigioneggiare davanti alla cinepresa ma, d’altronde, lo chiamano proprio per quello. C’è gente che ancora va al cinema solo per vedere lui. Giuro. Soprattutto ragazze e giovani donne. Poi però si lamentano perché “Depp non fa Depp”. Ma che diavolo significa? Qui c’ha pure gli occhioni verdi fuori dalle orbite. A momenti non sembra lui. Le carampane avrebbero fatto meglio a restare a casa e a guardarsi in DVD per la milionesima volta il tagliaerbe dallo sguardo triste.
Punto 8. La signora Burton è perfetta per il ruolo della Regina Rossa (sarebbe la Regina di Cuori). Non tanto per la cattiveria, quanto perché è davvero capocciona e racchia già di suo. A lei il posto non poteva toglierlo nessuno. E poi è di famiglia. C’è poco da dire. Ingaggi Burton e ingoi il rospo Bonham Carter.
Punto 9. La voce di Stephen Fry è molto suadente. Non ce lo facevo, così ciccio.
Punto 10. Mia Wasikowska, la poco più che ventenne attrice protagonista, se la cava dignitosamente. Non l’avevo mai vista prima. Faccia giusta su personaggio giusto. Dimostra di saper essere all’occorenza timida o risoluta, fragile o forte, titubante o decisa. Performance più che convincente. Voto: 7 e mezzo!
Punto 11. I personaggi più simpatici – a mio avviso – sono il Ghignagatto (furbo, maliardo, sfuggente) e la lepre marzolina o Leprotto Marzolino (uno sciroccato completo che ride continuamente mentre beve il tè).
Ci sarebbero almeno altri due o tre punti ma credo che questo post sia già decisamente lungo, per cui è meglio smetterla qui.

Giudizio complessivo. Chi ne sa più di me mi ha fatto notare che la trama potrebbe essere stata stravolta notevolmente. Ad esempio: che c’azzecca l’uccisione del drago? Voi vi ricordate di un drago nella fiaba di Alice? E poi basta con questi draghi al cinema! Hanno rotto le scatole. Potremmo gentilmente fare un passo avanti rispetto al poema epico cavalleresco? Saranno passati anche 500 anni. Inziamo ad usare topos differenti, personaggi originali e strutture narrative più evolute. Grazie.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.