Sabato scorso (7 novembre), controllando il mio cellulare ho trovato 3 SMS che mi segnalavano l’avvenuto aggiornamento della configurazione del mio telefono (un Nokia 2600 Classic). Sono arrivati senza che me ne accorgessi, mentre ero lontano dall’apparecchio. Il primo dei tre mi avvisava che il gestore di telefonia (Vodafone Italia) si era accorto che il mio apparecchio non era settato per la ricezione (e l’invio) degli MMS e che di lì a poco mi sarebbero arrivati altri SMS auto-configuranti. E così poi è avenuto, in effetti.

Mi chiedo a cosa serva tutto ciò. Ok, certo, è ovvio: questa configurazione serve a permettere che l’apparecchio sia in grado di ricevere (e soprattutto di inviare) MMS. Bene. Ma chi l’ha chiesto? Io no di certo. Non ho mai inviato MMS. O meglio: tanti anni fa ho provato a mandare alla mia famiglia due (forse tre) MMS di prova dal sito della Vodafone. Erano messaggi gratuiti all’interno della rete dell’operatore e se, non ricordo male, non arrivarono a destinazione. O forse arrivarono ma credo presentassero difficoltà nell’essere mostrati. Forse furono trasferiti male o incompleti. Ripeto: non ricordo. Comunque sia, non mai speso un solo centesimo per gli MMS. Non mi interessano e non mi piacciono. Di certo non sono il cliente tipo per quel tipo di servizio. Eppure la compagnia telefonica spinge affinché io li usi. L’auto-configurazione coatta è un palese invito ad usare quel servizio, a spendere del denano per mandare MMS. Non mi avrete. Con queste manovre subdole, poi non fate altro che rendervi ancora più antipatici agli occhi del cliente.

Non mi piace affatto che la compagnia telefonica sappia che modello di cellulare io stia usando e se è adeguatamente configurato. Meglio: non voglio che lo sappia, almeno finché non io non lo autorizzi. Perché in questo caso non mi è stata chiesta un’autorizzazione? Perché non mi è stato chiesto se volessi che l’operatore conoscesse marca e modello del mio cellulare? Perché non mi è stato chiesto se volessi ricevere via SMS la configurazione automatica del cellulare?
Se è vero che usare il cellulare è uno dei modi più semplici per essere tracciati (nello spazio, ma anche nel comportamento), se ormai il controllo è pressoché totale e palese, quando succedono queste cose ci si sente ancor più controllati, più del solito, più di quanto non lo siamo già. E credetemi: non è una bella sensazione.