novembre, 2009


29
nov 09

SmeercHouse 28 Novembre 2009

Puntata 33 della sesta stagione. Anche questa settimana, come la scorsa, in onda di domenica mattina dalle ore 12.00. Forse anche la prossima. Ma non è sicuro.
Mi ha fatto molto piacere vedere una quindicina di ascoltatori connessi durante la trasmissione. Non succedeva da tempo. Devo rifletterci su, parlarne con la direttora: forse è il caso di spostare definitivamente SmeercHouse di domenica mattina.
Ad ogni modo la programmazione (quasi) 50% black/50% house è stata apprezzata. Pare.

Potete ascoltare il podcast – di 71 minuti circa – premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo cliccando qui (File mp3 da 20,4 MB codificato mono a 48Kbps – 22050 Khz).

La playlist:
1. Sigla (Gennaio 2009)

2. Mayer Hawthorne – A Strange Arrangement
3. Ricky Allen – No Better Time Than Now

4. Boyz II Men – Thank You
5. Montell Jordan feat. Redman – Somethin’ 4 Da Honeyz

6. Diana King – L-L-Lies
7. Ghemon – Telepatia
8. Notorious B.I.G. & 112 – Sky’s the Limit
9. Five – Slam Dunk Da Funk
10. Remo Remotti feat. Orchestra di Piazza Vittorio – Eccoce Roma
11. Lenny Kravitz – Let Love Rule (Justice Remix) (Radio Edit)
12. Ralphi Rosario feat. Shawn Christopher – Everybody Shake It (Legos Mix)
13. Milk & Sugar – Let the Sunshine In (T & F vs. Moltosugo Remix)
14. David Guetta feat. Akon – Sexy Bitch (Extended Mix)
15. Klaas meets Haddaway – What Is Love 2K9 (Klaas Impact Remix 2009)


23
nov 09

La sbobba del cane

La sbobba del cane

Ieri a pranzo ho cucinato “la sbobba del cane”, anche nota come “il pappone” (vedi foto)

. Non si tratta di cucina per canidi, è solo un modo autoironico di definire una ricetta che mi sono inventato, una roba così facile da cucinare che spiegarla è persino imbarazzante. Il nome deriva dall’aspetto poco invitante. Si tratta di un secondo di carne, una specie di composto deforme di carne e verdure grigliate.

Ingredienti per due persone.

200 grammi di carne suina macinata
mezza confezione di verdure grigliate surgelate
un goccio di aceto balsamico
una foglia sbriciolata di salvia secca
uno spicchio d’aglio
sale e pepe quanto basta

Preparazione.

Versate un filo di olio d’oliva extra vergine sul fondo della padella e fate indorare lo spicchio d’aglio predentemente mondato della parte esteriore. Nel momento in cui l’olio caldo inizia a farlo sfrigolare, togliere l’aglio e versare la mezza confezione di verdure grigliate surgelate.
Nota 1: so benissimo che sarebbe meglio usare delle verdure fresche, piuttosto che quelle congelate, ma sappiate che io sono: 1) single impenitente, 2) pigro anche ai fornelli.
Lasciare friggere le verdure per un paio di minuti al massimo al solo fine di farle scongelare e farle leggermente dorare.
In seguito aggiungere il macinato di carne suina e lasciare cucinare per un minuto circa, in modo da che la carne assuma un colore più scuro. Usare un cucchiaio di legno per mescolare abbondantemente e per sminuzzare ulteriormente la carne.
Nota 2: la carne utilizzata può essere anche di manzo o equina. La ricetta sostanzialmente non cambia.
Nota 3: inizialmente la ricetta prevedeva degli straccetti di manzo. Col tempo (quasi inconsciamente) ho finito per usare sempre del macinato.

Versare quindi mezzo bicchiere d’acqua, salare a piacere, aggiungere un pizzico di pepe, la foglia sbriciolata di salvia e una spruzzata di aceto balsamico. Lasciare cuocere per altri 3/4 minuti, almeno finché l’acqua non sarà quasi completamente evaporata.
Servire in tavola la sbobbca calda ma non al punto di scottare lingua e labbra dei commensali.
Nota 4: al posto del pepe è possibile usare un piccolo peperoncino secco piccante. La scelta dipende ovviamente dai gusti di chi cucina e soprattutto di chi si godrà la pietanza.
Nota 5: se volete proprio esagerare, 30 secondi prima di spegnere il fornello potete aggiungere 4 o 5 tocchetti di formaggio. Oppure spolverare con del Grana Padano, una volta servito a tavola.

Costo: meno di 7 Euro.


22
nov 09

SmeercHouse 22 Novembre 2009

Puntata N. 32 della sesta stagione.
Come già scritto , la puntata di questa settimana è andata in onda di domenica mattina, anziché di sabato pomeriggio.
Anziché usare il format tradizionale, questa volta ho preferito mandare in onda una vecchia compilation dal titolo “Brazcafé”, mixata dal sottoscritto nel 2003. 25 tracce di musica elettronica (e non) dal sapore latino-americano con grosse influenze brasiliane.

Potete ascoltare il podcast – di 77 minuti circa – premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo (File mp3 da 26,2 MB codificato Joint Stereo a 48Kbps – 22050 Khz).

Brazcafé – trackilst:
1. Smeerch meets George Benson – Before You Can Do It
2. Tricatel Inc. – No Samba Me Criei
3. Mo’Horizons – Do The Boogaloo
4. Ian Pooley – Coracao Tambor
5. Tom & Joyce – Para Bailar
6. US3 – You Can’t Hold Me Down (US3 Bossa Remix)
7. Gerardo Frisina – Descarga
8. Unlimited Future Organization feat. Dee Dee Bridgewater – Flying Saucer
9. Ian Pooley – Balmes (A Better Life)
10. The Boyz from Brazil – Chica Chica Boom Chic
11. Louie Austen – Amore (I Love You)
12. Orchestra Bruno Martelli – Quisaeva
13. Nicola Conte – Love Me ‘Till Sunday

14. The Maxwell Implosion – Tic Tac (Jet Sound Instrumental Remix by Nicola Conte)
15. Senor Coconut y Su Conjunto – Showroom Dummies
16. Miyazawa – Anjos Ilrmaos (Rainer Truby Remix)

17. Buscemi – Ramiro’s Theme

18. Piero Piccioni – Mr. Dante Fontana (Bossacumbia Mix)
19. Mondomo – Penso ascoltando
20. David Matthews – Sambafrique
21. Sidestepper – Hoy Tenemos (Boyz from Brazil Remix)
22. Tim Deluxe feat. Sam Obernik – It Just Won’t Do (Club Mix)
23. Tom & Joyce – Quiexume (Maw Mix – Main Vocal)
24. Gazzara – Our Man in Rio
25. Henri Salvador – Club Mediterranèe (Koop Remix)


21
nov 09

SmeercHouse plays Brazcafé

brazcafé

Questa settimana SmeercHouse non andrà in onda di sabato pomeriggio. La puntata si sposta di domenica mattina, dalle ore 12.00 – ma solo per questa settimana. Cambiato anche il format, per una volta: anziché trasmettere brani intervallati dalla mia voce, manderò in play una compilation mixata di 80 minuti circa, prodotta dal sottoscritto nel 2003 e denominata “Brazcafè”. 25 tracce di musica elettronica di ispirazione brasiliana e latino-americana, più in generale, con venature di house, nu-jazz, bossa nova e tropicalismo.
Siate clementi: più che fare attenzione all’accuratezza dei passaggi, godetevi la qualità della musica.
;)


20
nov 09

Nemico pubblico

Public Enemies (poster)

Nemico pubblico
(Public Enemies)

di Michael Mann (Usa, 2009)
con Johnny Depp, Christian Bale, Marion Cotillard, Billy Crudup,
James Russo, David Wenham, Christian Stolte, John Kishline,
Emilie de Ravin, Giovanni Ribisi, Channing Tatum, Stephen Dorff,
Lili Taylor, Stephen Graham, Rory Cochrane, Stephen Lang

Gran bella pellicola di Michael Mann, un regista molto apprezzato dalla critica (anche da queste parti, diciamo) ma che non sempre riesce a realizzare capolavori. Invece devo ammettere che questa volta ha diretto un gran bel biopic, un gangsta movie biografico davvero ben fatto.
Nemico Pubblico racconta parallelamente la storia di John Dillinger, il bandito più ricercato d’America (negli anni ’30), e dei primi anni in cui iniziò ad operare l’FBI sotto la guida di Edgar J. Hoover.
Il merito della riuscita della pellicola va diviso equamente tra Mann, che ha saputo raccontare epicamente la storia di un farabutto molto popolare, e Johnny Depp che è riuscito a dare una faccia molto suadente al protagonista.
Di questo attore si possono solo tessere le lodi. Le scene migliori, a mio modesto parere, sono quelle in cui il protagonista flirta e si confronta con il personaggio femminile. Depp tira fuori il meglio di sé durante la fase del corteggiamento e nei momenti in cui deve trasmettere il pathos di un criminale con il cuore tenero, fedele, tenace, ostinato, e innamorato perso della donna della sua vita.
Molto brava anche Marion Cotillard. Nelle scene “a due” sa tenere testa al protagonista eccellentemente. Il casting in questo caso è stato eseguito con estrema sapienza: bravissimi a prendere un visino bello, dolce e semplice allo stesso tempo per questa parte. La Cotillard è credibile nel ruolo di Billie Frechette, la guardarobiera di origini campagnole, poiché ha l’aspetto di una ragazza dalla bellezza non sofisticata, né aggressiva. Ovvio che il trucco ha fatto un grande lavoro per renderla “acqua e sapone” nelle battute iniziali del film, ma certo di Marion Cotillard non si può dire che sia una “bonona” o una vamp.
Christian Bale è più rigido del solito, se possibile. Una grossa e spessa asse di legno. Incredibile a dirsi ma dovete vederlo per capire a cosa mi riferisco. Intendiamoci: in questo ruolo è anche perfetto, perché qui c’era bisogno di un poliziotto duro, testardo, ligio al dovere. Però, andiamo: ma quando si rilassa questo qui? Impassibile: dalle sue espressioni non trapela nulla, se non abnegazione e mistero. Come farà nei rapporti umani? Se invece fosse così solo sul set, si meritebbe premi a valanga per il lavoro di recitazione.
Migliaia di applausi per Billy Crudup: è riuscito a rappresentare il personaggio di Hoover con maestria. La smania di potere del direttore dell’FBI, il suo arrivismo, l’assenza di umanità e di scrupoli sono più che vividi, arrivano allo spettatore in maniera chiara, senza rischio di fraintendimento. Si aiuta persino nella postura. Bravissimo. È un vero peccato che questo attore sia rimasto sempre in secondo piano, considerato sempre di serie B.

Giovanni Ribisi recita solo in un paio di scene; il suo ruolo è quello del gangster che propone a Dilinger di svaligiare un treno della Federal Reserve. È invecchiato molto, diciamolo. Non sembra che abbia solo 35 anni. Con gli occhialetti, la faccia magra e lo sguardo sbieco, lo guardi sul grande schermo e pensi ad Adriano Celentano.
Gli occhi di ghiaccio di Stephen Lang sono un altro dettaglio molto curato. Il suo sembra un personaggio secondario ma alla fine riesce a stupire.
Del film mi è piaciuta tanto anche la colonna sonora. Un mix di pezzi d’epoca: swing lenti e veloci che hanno saputo aiutare il racconto ad essere ancor più credibile e verosimile. Ammirevole il lavoro sulla ricostruzione degli ambienti (vedi soprattutto banche e hotel), sulla scelta dell’abbigliamento d’epoca e sulle auto.

Unica nota dolente del film: l’abuso della macchina da presa a mano, soprattuto nei primi minuti del film e durante le scene di sparatorie.
Voto complessivo: 8. Una delle migliori pellicole nelle sale in queste settimane.

Qui trovate il trailer italiano.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


19
nov 09

Volete che a Internet sia assegnato un premio Nobel per la Pace?

Nobel Prize

Volete che a Internet sia assegnato un premio Nobel per la Pace? Davvero? Dite sul serio?

Bene. Allora prima diamolo (nell’ordine) a: navigazione marittima, ferrovie, motore a scoppio, aviazione, telegrafo, telefono, radio, cinema, televisione e poi, forse, possiamo iniziare a parlarne.
Un tempo questo premio si assegnava alle persone (non ai mezzi) che si erano distinte per il loro contributo in un determinato campo. Piuttosto, allora, che istituiscano un Nobel per l’informatica e lo assegnino a Tim Berners Lee.

Fonte dell’immagine: OregonState.edu.


19
nov 09

Contro la semantica delle macchine

Non credo nel web semantico. Nella maniera più assoluta. Non ci sarà un giorno in cui i computer riusciranno a sostituirsi all’uomo in operazioni di discernimento autonomo del mondo circostante (semantica del reale).

Il riconoscimento e l’attribuzione di (senso e) significato ai segni è prerogativa esclusiva dell’essere umano. In un certo senso è una di quelle caratteristiche che lo distingue dalla materia inanimata e da gran parte delle altre specie animali. Nessuna macchina potrà mai riuscire in tale compito, se non – appunto – istruita e supportata da una intelligenza umana.


19
nov 09

L'uomo che fissa le capre

L'uomo che fissa le capre

L’uomo che fissa le capre
(The Men Who Stare at Goats)

di Grant Heslov (Usa, 2009)
con George Clooney, Ewan McGregor,
Jeff Bridges, Kevin Spacey, Stephen Lang,
Robert Patrick, Waleed Zuaiter, Stephen Root,
Nick Offerman, Glenn Morshower, Tim Griffin, Rebecca Mader

Questo film non mi ha convinto poi tanto. Sì, certo, il cast è spettacolare ma la trama dov’è? La storia mi appare parecchio vacua, di poco valore. Spesso sembra che il racconto vada avanti per inerzia, senza che sotto ci sia un’idea solida, quasi come se fosse stato definito un punto di partenza ma lo sceneggiatore (o meglio chi ha scritto la storia) non abbia bene chiaro in testa dove voglia andare a parare.
Le due cose buone del film sono: la cialtroneria degli attori principali, il loro gigioneggiare in ruoli al limite dell’assurdo, sempre con quelle buffe espressioni sulla faccia, e l’idea di un corpo segretissimo di militari speciali dediti a sviluppare tecniche che fanno uso del cervello come strumento offensivo. Tra l’altro questi due aspetti in un certo senso coincidono, anzi in parte si accavallano: il primo è diretta causa del secondo. Eppure non funziona, non si può pretendere che questa buffa idea di raccontare le gesta di alcune spie fuori di testa sia così forte da reggere per tutti i 90 minuti del film. Insomma qualcos’altro intorno bisognava pur crearlo. E invece niente. Finisce la pellicola e ti rimane questa sensazione di vuoto, di incompletezza. Mah! Ammetto di essere rimasto alquanto deluso.
George Clooney è fuori discussione. Ci sta tutto nella parte che si è auto-assegnato (Clooney è anche uno dei produttori di questa pellicola). Come dire: guardarlo fare l’agente segreto in missione convintissimo dei suoi superpoteri mentali/paranormali è davvero molto spassoso.
A Jeff Bridges hanno assegnato un altro ruolo stralunato: qui fa la parte di un ufficiale che riesce a creare un corpo intriso di filosofia hippie all’interno dell’esercito americano. Gli hanno detto “facci ancora Lebowski” e lui ha eseguito. Niente di più semplice. Pare che la parte dello sconclusionato gli riesca meglio di qualunque altra.
Ewan McGregor è bravissimo ma sprecato per questo ruolo. Peccato. Potevano prendere un altro giovinastro a fare la parte del giornalista che, mollato dalla giovane moglie, si mette in testa di fare l’eroe andando al fronte come inviato di guerra. L’avrebbero pagato anche molto meno. Il suo ruolo sarebbe quello del protagonista, della voce narrante, in teoria. In pratica gli altri personaggi gli rubano la scena, poiché hanno storie di gran lunga più interessanti.
A Kevin Spacey hanno assegnato il ruolo dello stronzo, del guastafeste che rosica per i successi altrui. Un cattivo il cui profilo, però, non è stato approfondito più di tanto. Dunque occasione sprecata: di certo avrebbe potuto regalare allo spettatore grosse perle.
Ottima performance anche per Stephen Lang: riesce a rendere il suo Generale Hopgood estremamente buffo.
Voto: 6. Questa commedia si merita la sufficienza in quanto riesce a strappare qualche sorriso ma lo sceneggiatore e il regista potevano impegnarsi maggiormente.
Nota: non avendolo letto, non mi esprimo sul romanzo da cui il film è tratto: “Capre di Guerra” di Jon Ronson (edizioni Arcana).

Qui trovate il trailer italiano.
La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e di MyMovies.it.


18
nov 09

Eat, drink and be merry

eat_drink

Da farci subito una maglietta.

Fonte: Behance Network.


18
nov 09

Quale sarà il futuro di FriendFeed?

beggi friendfeed

Ce lo illustra Andrea Beggi.