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Up

Up

Up

di Pete Docter

e Bob Peterson (Usa, 2009)

Ne hanno scritto già in molti in rete. Cos’altro posso aggiungere io? Non so, vediamo.

“Up” è un cartone meraviglioso, sotto molti punti di vista. Sulle questioni tecniche non mi soffermo. Ormai ogni film Pixar è una garanzia. Questi tizi hanno raggiunto un tale livello di eccellenza nella grafica che si può solo star zitti e apprezzare.
Nulla da eccepire anche per quanto riguarda la narrazione. La prima parte del film, i primi 20 minuti, diciamo sono a dir poco commoventi. Quasi non ci sono dialoghi ma i registi riescono comunque a raccontare una storia strappalacrime, fatta di sentimenti semplici e genuini: la lunga liaison d’amore tra due giovanissimi appassionati di avventura. Altro elemento fondamentale di questa pellicola sono le idee, alcune delle quali molto originali e sognanti, come quella di far alzare in volo una casa con il solo aiuto di migliaia di palloncini colorati (il titolo d’altronde a questo si riferisce). L’idea di mettere un collare ai cani per farli parlare come degli uomini, forse è già stata vista, ma chi se ne frega. A me è piaciuta tantissimo e mi ha divertito. Dug, poi, è davvero un personaggio buffissimo.

“Up” porta sullo schermo l’amicizia tra un burbero anziano, rimasto a vivere solo nella sua piccola casa dopo la morte di sua moglie, e un giovane imbranato boy scout. La morale c’è – come del resto in ogni film Disney – ma è meno peggio, meno sdolcinata del solito. Insomma il film ci vuole dire che un anziano ha ancora qualcosa da insegnare a un ragazzino, che i vecchi non vanno lasciati soli, che l’amicizia è un grande valore, che l’avventura e la condivisione di esperienze possono avvicinare le persone, che il bene trionfa sempre, ecc. Ma non è importante. Del sottotesto possiamo anche fregarcene.
“Up” è un film d’animazione molto molto bello. In questo sono d’accordo con Kekkoz: è forse uno dei migliori di sempre della pixar – anche se forse il più ‘sentimentale’ di tutti. Io lo metterei nell’olimpo con “Monsters Inc.” e “Gli incredibili”. Insomma, va visto perché appaga gli occhi e riscalda il cuore – lo so, è una cosa melensa da dire ma oggi mi gira così. E questo basta. Non chiedetevi se sia una pellicola da ragazzini o da adulti. Non ha alcuna importanza. E poi: quante altre volte sarà stato fatto questo inutile discorso? Via, correte al cinema, se ancora non ci siete stati.

Nota: finalmente anche io ho capito a cosa si riferisca l’espressione “Scoiattolo!”.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

L'alone viola dell'AIDS

Ricordate il famoso spot dell’AIDS che andava in onda negli anni ’80? 1989, per la precisione. Sì, dai. Quello che aveva come colonna sonora il brano “O Superman” di Laurie Anderson e i cui protagonisti infetti si distinguevano per essere contornati da un alone viola?
Beh, credo che per quel particolare effetto grafico si siano “ispirati” al video tamarro e volgarotto che vedete qui sopra: “Pop That Pussy” dei 2 Live Crew.

Update: mi sbagliavo. Il brano dei 2 Live Crew è postumo, essendo stato pubblicato nel 1991.

Signore e signori, buonanotte

Signore e signori, buonanotte

Signore e signori, buonanotte

di Luigi Comencini, Mario Monicelli, Nanni Loy, Ettore Scola, Luigi Magni (Italia, 1976)
con Marcello Mastroianni, Nino Manfredi,

Paolo Villaggio, Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi,
Monica Guerritore, Adolfo Celi, Senta Berger, Lucrezia Love,
Eros Pagni, Carlo Croccolo, Gianfranco Barra, Gabriella Farinon,
Mario Scaccia, Angelo Pellegrino, Franco Scandurra,

Sergio Graziani, Andréa Ferréol, Felice Andreasi

Meraviglioso film ad episodi. Commedia all’italiana scritta e diretta a più mani. Tra gli sceneggiatori ci sono Age e Scarpelli, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Ugo Pirro e Ruggero Maccari.
Pellicola a tratti molto divertente. Ho davvero riso di gusto in due o tre frangenti.
Tuttavia va detto che questo è un film molto strano che spesso valica i confini di quello che alcuni chiamano “buon gusto”. Ci sono alcune scene un po’ disgustose, inoltre parecchie tematiche vengono trattate con un tono decisamente grottesco. Ma forse è proprio per questo che si può considerare “Signore e signori, buonanotte” un film davvero fuori dal comune.
Il fil rouge che tiene uniti tutti vari spezzoni di cui è composto il film è una satira (a volte feroce) sul tema della televisione. La pellicola racconta, infatti, il palinsesto di una tv davvero fuori dal comune. Dovrebbe essere la terza rete – anche se nel 1976 RaiTre non era ancora nata. La rete che il film rappresenta è un canale in cui il telegiornale viene condotto da un dongiovanni menefreghista e un po’ vanesio, un romano un po’ sbadato ma dalla dizione perfetta che finisce per sedurre l’avvenente valletta che gli passa le veline (una giovanissima Monica Guerritore). I programmi trasmessi vanno dall’approfondimento gionalistico con interviste in studio alla fiction, passando per il quiz (“Il disgraziometro” – caustica parodia di “Il rischiatutto”) e per il documentario a sfondo socio-demografico. Particolarmente significativo il racconto finto-storico “Il santo soglio” che narra di un conclave cinquecentesco per l’elezione di un papa.
Basta leggere i nomi del cast per capire di quanto alto sia il valore di questa pellicola (non bastassero i nomi dei registi e degli sceneggiatori).
Ugo Tognazzi interpreta due ruoli in maniera pressoché magistrale. In un episodio riveste il ruolo di un generale dell’esercito che si suicida per la vergogna durante una parata militare, poiché impossibilitato a prendervi parte in quanto rimane incastrato in un bagno pubblico da una serie di disgustose disavventure. In un altro episodio mette in scena il dramma di un pensionato costretto a vivere di stenti nella misera più raccapricciante che, nonostante tutto, si autoconvince di vivere una vita dignitosamente sobria.
Anche Vittorio Gasmann interpreta due ruoli. In un episodio è un’agente della CIA che prende in affitto una stanza d’albergo per soli pochi minuti al fine di compiere un assassinio come cecchino attraverso una finestra. In un altro riveste il ruolo dell’ispettore Tuttunpezzo, un poliziotto che pur atteggiandosi da duro finisce per piegarsi ai voleri di un ricco farabutto.
Due ruoli anche per Paolo Villaggio. In un episodio interpreta un sociologo americano di origine tedesca che, prendendo spunto da un libro di Swift, consiglia di risolvere il problema del sovraffollamento demografico di Napoli, mangiando i cittadini più giovani. Nell’altro episodio invece fa la parodia di Milke Buongiorno presentando un quiz televisivo iper-cinico in cui i concorrenti fanno a gara per vincere una sfida di umiliazione raccontando al pubblico le proprie dissavventure.
Nino Manfredi dà il meglio di sé nell’interpretazione di un vecchio cardinale di estrazione popolare, molto malato ma dalla battuta sempre pronta.

Marcello Mastroianni interpreta Paolo T. Fiume, un mezzobusto molto distinto che legge il telegiornale con perfetta dizione ma che spesso si lascia andare ad espressioni colorite in romanesco e dà prova di sbadatezza, superficialità, vanità, menefreghismo e cialtroneria.
Adolfo Celi e Senta Berger intrepretano una coppia, sono cioè marito e moglie. Due distinti signori dell’alta borghesia che imbrogliano un poliziotto cretino (Gassman/Tuttunpezzo), arrivato in casa loro per arrestare il capofamiglia.
Eros Pagni, Carlo Croccolo e Gianfranco Barra formano un buffo terzetto grottesco di addetti alla pubblica sicurezza. Il primo è commissario, il secondo questore, il terzo un poliziotto semplice: tre imbranati che dapprima fanno evacuare la questura poiché temono ci sia una bomba nell’immobile e che poi finiscono per morire sul serio, molto stupidamente, mentre piazzano una bomba vera.
Come già detto, Monica Guerritore è una giovanissima ed avvenente assistente di studio che passe le veline (i fogli con le notizie) al giornalista che legge il telegiornale.
Camillo Milli è buffissimo nel ruolo di un attempato e panzuto (ma atletico) comandante di una squadra di artificieri.
Molto bravo anche Mario Scaccia nei panni di un perfido cardinale candidato al soglio papale.
Film da vedere assolutamente se, come me, siete fan della commedia all’italiana.

Nota: la musiche della colonna sonora sono curate (tra gli altri) da Lucio Dalla e Antonello Venditti.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Party '70s vs. '80s (podcast)

Ebbene, è fatta. La festa “Seventies versus Eighties” è stata portata in porto. Archiviata. Ma non chiedetemi di fare bilanci. Comunque sia, per chi non ha potuto/voluto essere presente, ecco il podcast registrato in presa diretta, munito persino dei suoni d’ambiente. Quatro ore e un minuto di registrazione che includono il 95% di quello che è successo venerdì scorso al Cantina Music Box. Un file in bassa qualità (48 Kbit/s – 24000 Hz) da 82,8 MB che potete scaricare da qui oppure ascoltare direttamente in questo post, premendo “play” sul player qui sotto. (Si consiglia vivamente l’ascolto in cuffia)
La tracklist nella tabella è quella completa della serata. 96 brani! La registrazione inizia con “She’s Dream” di Shandi e finisce con “Daddy Cool” di Boney M.

artista titolo
King Love And Pride
Hall and Oates I Can’t Go For That
Rick Astley Never Gonna Give You Up
Sandra Maria Magdalena
Shandi He’s A Dream
Carly Simon Why
Men At Work Who Can It Be Now

Re-Flex The Politics Of Dancing
Rockwell Somebody’s Watching Me
Captain Sensible Wot
Double The Captain Of Her Heart
Lionel Richie All Night Long
Moon Ray Comanchero
Nick Kamen Each Time You Break My Heart
Tears For Fear Shout
Sandy Marton Camel By Camel
Band Of Jocks Let’s All Dance
Grandmaster Flash & Melle Mel Whitelines (Don’t Do It)
P. Lion Happy Children
Righeira No Tengo Dinero
Sabrina Boys
The Bangles Walk Like An Egyptian
B 52′s Love Shack
Cure Boys Don’t Cry
Joan Jett & The Plackhearts I Love Rock ‘N Roll
Opus

Live Is Life
Samantha Fox Touch Me
The Buggles Video Killed The Radio Star
Trio Da Da Da
Arrow Hot Hot Hot
David Bowie Let’s Dance
Indeep Last Night The DJ Saved My Life
Pino D’Angiò Ma Quale Idea
Blondie Call Me
The Knack My Sharona
James White & The Blacks Contort Yourself
Patrick Hernandez Born To Be Alive
Santa Esmeralda Don’t Let Me Be Misunderstood
Barry White You’re The First, The Last, My Everything
Boys Town Gang Can’t Take My Eyes Off Of You
Dan Hartman Instant Replay
James Brown I Feel Good
Aretha Franklin Think

Donatella Rettore Splendido Splendente
Loredana Bertè In Alto Mare
Bob Marley Jamming
Cameo Word Up
Rick James Superfreak
Grandmaster Flash & The Furious Five The Great Adventures Of Grandmaster Flash On The Wheels Of Steel
Chic Good Times
Coati Mundi Que Pasa Me No Pop
Donna Summer I Feel Love
Michael Jackson Billie Jean
Kylie Minogue I Should Be So Lucky
Chicago Street Player
Patti Labelle Lady Marmalade
The Trammps Disco Inferno
Village People Y.M.C.A.
Two Men Sound Disco Samba
Claudio Cecchetto Gioca Jouer
The Clash Rock The Casbah
Prince Kiss
Depeche Mode Just Can’t Get Enough
Eurythmics Sweet Dreams
Industry State Of The Nation
Abba Dancing Queen
Barry White It’s Ecstacy When You Lay Down Next To Me
Doobie Brothers Long Train Running
Dan Hartman Relight My Fire
Sandy Marton People From Ibiza
Orchestral Manouvres In The Dark Enola Gay
The Clash Should I Stay Or Should I Go
The Blues Brothers Gimme Some Lovin’
Renato Zero Il Triangolo
Airto Celebration Suite
Earth Wind & Fire September
Sister Sledge We Are Family
Bee Gees Stayin’ Alive
Hot Chocolate You Sexy Thing
Rose Royce Car Wash
Marvin Gaye Got To Give It Up (Part 1)
Imagination Illusion
Richard Sanderson Reality
The Korgis Everybody’s Got To Learn Sometime
Tony Esposito Kalimba De Luna
Alan Sorrenti Figli Delle Stelle
The Jacksons Can You Feel It
Santana Oye Como Va
Boney M Daddy Cool
Gloria Gaynor I Will Survive
Febbre Da Cavallo (colonna sonora) Febbre Da Cavallo (tema)
Gibson Brothers Cuba
Culture Club Karma Chamelion
Sergio Caputo Un Sabato Italiano
Santana Para Los Rumberos
Falco Der Komissar

SmeercHouse 24 Ottobre 2009

Puntata N. 28 della sesta stagione. Iniziata con circa 15 minuti di ritardo (a causa della negligenza del dj/autore, che si riduce sempre all’ultimo momento per stilare la scaletta), la trasmissione è filata via liscia con pochi ma buoni ascoltatori, per altro anche molto attivi, visti i commenti sul thread specifico in FriendFeed.
In onore della festa di venerdì notte, inoltre, la tracklist è stata ‘impreziosita’ da alcune tracce pubblicate nei due decenni ’70s e ’80s.

Potete ascoltare il podcast – della durata di 128 minuti circa – premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo cliccando qui (File mp3 da 36,5 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La playlist:
1. Sigla (Gennaio 2009)
2. Eydie Gormé – Ci riprova la bossa nova
3. Melissa Laveaux feat. Mocky – Crazy In Love
4. Royksopp – Tricky Tricky (Stunned Still Double Down Remix)

5. Wax Tailor – Positively Inclined
6. Matias Aguayo – Rollerskate (Radio Edit)
7. Florence and The Machine – You’ve Got the Love (The xx Remix)
8. Quantic & Nickodemus – Mi Swing Es Tropical
9. Uptown Funk Empire feat. Noel Mc Koy – Nothing’s Gonna Stop Us Now
10. Nu Shooz – I Can’t Wait
11. Band Of Jocks – Let’s All Dance
12. Cameo – Word Up
13. Van McCoy & The Soul City Symphony – The Hustle

14. The Jacksons – Shake Your Body (Down To The Ground)
15. Jimmy Ross – First True Love Affair
16. The Salsoul Orchestra – 212 North 12th
17. Radiance feat. Andrea Stone – You’re My Number 1
18. Rhythm Heritage – Three Days Of The Condor
19. Mission Impossible (RadioNation promo)
20. Ghemon feat. Dj Tsura – Fantasmi (produxione by Zonta)
21. Notorious BIG – Party and Bullshit (In the USA Remix)
22. Jungle Brothers – Freakin’ You (Buffalo Bunch Remix)
23. Miamik – Insatiable (Original Studio Mix)
24. Dj Delicious & Till West – NYPD (Original Mix)
25. Harry Choo Choo Romero – Cumbia (Copyright Edit)
26. Friendly Fires feat. Au Revoir Simone – Paris (Aeroplane Remix)

Settanta contro Ottanta

70vs80

Venerdì prossimo, 23 ottobre rimetto i dischi al Cantina Music Box di Roma. Siete tutti invitati.
Ci ero stato già il mese scorso, ricordate? In quel caso si trattò di un party che rivangava la musica dance che abbiamo ballato durante quel decennio.
Adesso mi hanno chiesto di fare una festa con musica anni ’70 e ’80. Impavido, ho accettato la richiesta, trasformandola immediatamente in una sfida tra le due decadi – sempre musicalmente parlando. Difatti il sottotitolo della serata sarebbe “Sfida all’ultimo beat”

'70s vs. '80a (2)

Che poi, fosse per me, la musica disco pubblicata verso della fine degli anni Settanta vincerebbe a mani basse, invece sarò buono e magnanimo: voglio darvi una chance. Insomma venite, ballate e dimostratemi che in giro ci sono persone che riescono anche a ballare la musica degli anni ’80. Se arrivate agghindati con abbigliamento d’epoca ci divertiamo ancora di più.

L’ingresso è libero. Non ci sono liste. La musica parte verso le 21.30.

Il sottoscritto sarà in consolle a cambiare i pezzi. Stavolta proveremo a produrre anche un podcast.
L’indirizzo è via Lucrino 28/B (angolo viale Eritrea) – Roma.

'70s vs. '80s (peggio)

Qui potete trovare un’anteprima audio, una rarità disco, difficilmente rintracciabile in rete.
Orlando Julius – “Disco Hi-Life”

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Questo quarto flyer è ispirato alla composizione di Mark Weaver intitolata “fake”.

Nudo d'uomo con calzino

NudoDUomoConCalzino

Nudo d’uomo con calzino

e altre imperdonabili gaffe del maschio sotto (e sopra) le lenzuola
di Giulia Blasi
Einaudi. Stile libero extra

176 pagg. – 14 Euro

Lo so, lo so: non sono obiettivo. Giulia è una mia amica – oltre che blogger della prima ora. La conosco, siamo spesso in contatto via messenger, social network(s), ecc. Inoltre le ho prestato la mia copia del libro per la presentazione dello stesso a Riva del Garda (durante la Blogfest 2009) e come ringraziamento ho ottenuto una simpatica ed originalissima dedica, più che personale. Dunque questa piccola scheda/recensione è completamente compromessa nella sua credibilità.
Eppure credetemi se vi dico che questo libro è divertente. Di certo, leggendolo, non si ride a crepapelle ma la scittura della Blasi qui (come sempre) risulta essere dotata di un gradevole tocco brillante.
“Nudo d’uomo con calzino” è una raccolta di racconti di fantasia (o quasi) che descrivono i difficili rapporti tra i due sessi, un bizzarro breviario delle relazioni sentimentali al giorno d’oggi in Italia – ai limiti del grottesco, ma neanche tanto, con particolari “risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne”*
Come si può facilmente evincere dal titolo, è l’uomo a non uscirne granché bene da questo confronto tra i due sessi. Ma non importa. Forse questa caratteristica lo rende ancora più divertente.
Vi consiglio sinceramente di leggere questo libro. Certo, 14 Euro sono un po’ troppi per un testo che si legge in meno di 2 ore, ma voi fate in modo comunque mi buttare i vostri occhi tra queste pagine. Fatevelo prestare, fotocopiatelo, sbirciate in libreria. Fidatevi: non resterete delusi. Ma soprattutto sappiate che se leggendolo non arrosite, se non provate un certo imbarazzo, se non vi ritrovate almeno un po’ nelle situazioni descritte, allora siete dei grandissimi ipocriti!

* Citazione dal brano di Elio e le Storie Tese “Cara ti amo”.

La scheda di Bol.it e quella di IBS.it.

Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria

Bastardi senza gloria
(Inglourious Basterds)

di Quentin Tarantino

(Usa e Germania, 2009)

con Brad Pitt, Mélanie Laurent, Eli Roth,
Diane Kruger, Daniel Brühl, Michael Fassbender,

Christoph Waltz, Til Schweiger, Jacky Ido, Denis Menochet,
Gedeon Burkhard, Sylvester Groth, Mike Myers,
Julie Dreyfus, Martin Wuttke, Anne-Sophie Franck

Voglio essere abbasta preciso per questa scheda, per cui procederò per punti.

1. Questo è un film bellissimo, ben fatto.
2. Non è il migliore di Quentin Tarantino.

3. Io sono un fan del cinema tarantiniano, per cui nell’esprimere opioni su questa pellicola sarò ovviamente influenzato.
4. Non apprezzo particolarmente i film di guerra.
5. Questo è un film di guerra, seppur non nel senso stretto del termine. Ossia: non ci sono scene di battaglia, se non qualche sparatoria, qualche imboscata, un rastrellamento. Più che di altro, “Bastardi senza gloria” è fatto da diverse scene che raccontano azioni di spionaggio, piani, tattiche, strategie, sotterfugi, azioni di propaganda, rappresaglie, ecc.
6. Il primo dei capitoli in cui il film è diviso è forse uno dei migliori. Un omaggio a Sergio Leone, a quanto pare. Un modo di fare cinema che ormai si fa difficoltà a vedere sui grandi schermi: dialoghi al limite della perfezione, senza sbavature, lughe pause, primi piani, sapiente costruzione graduale dello stato di tensione emotiva nello spettore. Siami ai limiti del capolavoro. Eccelsi anche gli attori Christoph Waltz e Denis Menochet a mettere in piedi una scena da antologia. Il fare compiaciuto e subdolo del Colonnello Landa fa da perfetto contraltare alla sforzo psichico e alla paura fisica del signor LaPaditte.
7. Brad Pitt come attore è ormai fuori discussione – da tempo – eppure qui gigiona un po’ troppo. Ok, non è tenuto necessariamente a interpretare un ruolo del tutto drammatico ma un po’ di serietà ogni tanto non guasta. È proprio un cazzone – nel senso più adorabile del termine.
8. In molti andranno a vedere questo film perché ci recita Brad Pitt ma fidatevi se vi dico che qui il numero 1 in quanto a recitazione è Christoph Waltz.
9. Diane Kruger non è solo brava ma anche bella. Agghindata con abiti anni ’30 riesce ad esprimere tutto il suo potenziale fascino. Perfetta per il ruolo della diva del cinema tedesco. Una delle spie più sexy del cinema degli ultimi anni. Femme fatale.
10. I duetti tra Mélanie Laurent (nei panni della giovane ebrea titolare di un cinema) e Daniel Brühl (nei panni del giovane eroe di guerra tedesco) sono un altro elemento riuscitissimo del film. Lei apparentemente fragile ma molto vendicativa, una francesina finto-innocua; lui un giovane in divisa, con un futuro radioso davanti, che perde la testa e che si mostra persino pentito dell’impresa sanguinaria di cui si era macchiato al fronte.
11. Eli Roth ha una faccia da schiaffi assurda. Nelle prime scene è poco credibile nei panni del sanguinario “Orso ebreo”, anche se con la mazza da baseball in mano riesce a interpretare perfettamente lo studentone americano scervellato. Ancora non riesco a spiegarmi come abbia fatto un produttore ad affidargli la regia dei due episodi di Hostel. Mah! Magari come regista è bravo, che ne so.
12. La coppia Hitler/Goebbels a volte è ai limiti della macchietta ma Sylvester Groth in diversi frangenti credo che riesca a rendere benissimo la spietatezza del Ministro per la propaganda del Terzo Reich.
13. Come Hitler avrei preferito anche questa volta (come in “La caduta”) Bruno Ganz. Ma non si può avere tutto. Ad ogni modo Martin Wuttke se la cava abbastanza bene in questo difficile ruolo – vedi la gestualità nei momenti di rabbia.
14. Til Schweiger recita benissimo il ruolo del nazista convertito: una vera scheggia impazzita, succube della propria voglia di violenza. Un omone forte che non riesce a mettere a freno la propria irruenza. Particolarmente divertente il suo ruolo nella scena dell’incontro con la spia tedesca nella taverna.
15. Dal punto di vista narrativo questa pellicola non ha nulla da invidiare alle precedenti opere di Tarantino. Lo spettatore scopre un po’ per volta la trama che s’intreccia perfettamente, senza far perdere le fila e senza annoiare.
16. Attenzione alle scene cruente: c’è molto sangue in giro. Ci sono scalpi effettuati su soldati morti, scene di violenza alquanto lunghe e dettagliate, alcuni momenti di alta tensione psicologica, ecc. Non siamo nemmeno ai livelli del pulp, siamo oltre: allo splatter quasi. In alcune occasioni sono stato lì per voltare la testa e distogliere lo sguardo dal grande schermo ma la curiosità ha sempre avuto la meglio. Bisogna comunque avere uno stomaco alquanto forte per resistere e godersi lo spettacolo al 100%.

Breve sinossi. Seconda guerra mondiale. Un gruppo di 8 militari americani, presi da reparti speciali e capitanati dal Tenente Aldo Raine, viene paracadutato nella Francia invasa dai tedeschi con lo scopo di liberare la nazione. Il loro compito è quello di uccidere tutti i nazisti che trovano sulla strada. Sul campo sono noti appunto come gli “Inglorious bastards” – da cui il titolo del film. La missione più importante che dovrano portare a termine consiste nel far saltare in aria un cinema in cui Hitler assisterà alla prima di un film.

Pellicola consigliatissima. Un must. Uno dei film da vedere assolutamente in questa stagione cinematografica.

Il trailer italiano

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Resta festa!

Dulevand_Felt_Club

Da qualche giorno il Dulevànd hanno pubblicato sul loro profilo MySpace il loro ultimo pezzo, “Resta festa”, registrato durante un concerto presso il Felt Club.
Le musiche sono di Savino Lasorsa, il testo è mio. C’è da andarne fieri.

Grazie a Facci per aver citato la Burrata di Andria

«Ci sono due che quasi si odiano, non si parlano, ma finiscono rabbiosamente a letto quando capita, come animali. Non è amore? Ci sono altri due che viaggiano insieme, crescono dei figli, innaffiano insieme le piante, entrambi si sono iscritti a un corso di canto, fanno canoa, guardano film di Werner Herzog, adorano la burrata di Andria ma non scopano più da anni. Il loro non è amore? E che cosa sono due vecchi che stanno insieme da tutta la vita, a parere di due ragazzini? Sono due amici? è un amore manchevole? Ve la sentite di dirlo? La retrocessione del sesso ad attività ludica o collaterale è sempre più vicina»

[Filippo Facci - Grazia N.35 - 31/08/2009 - pag. 112]