Il vero chinotto Lurisia

Finalmente ho bevuto “Il vero Chinotto Lurisia”. Ne avevo sentito tanto parlare, ho letto diverse discussioni du FriendFeed, perciò mi incuriosiva. Si sappia: a me il chinotto non piace. Eppure questa volta ho voluto assaggiarlo. Alcuni mesi fa ho bevuto un altro prodotto della stessa marca, la gazzosa, e devo dire che l’ho trovata buona. Per cui mi sono detto: perché non provare anche il chinotto?
Dunque la settimana scorsa, uscendo dall’ufficio, mi sono fermato in una enoteca e ne ho comprato una bottiglietta. Costo: 1.50 per una bottiglietta da 23 cl (credo). Neanche tanto, se ci pensate, dal momento che questo prodotto si è posizionato nella categoria ‘slow food’ o affini.
Dal sito ufficiale: «Il vero chinotto, presidio del chinotto di Savona, è un presidio Slow Food. Questo antico agrume di origine orientale è coltivato nella riviera ligure di Ponente nel tratto che va da Varazze a Finale dove, fin dal 1500, ha trovato un microclima ideale. Il chinotto di Savona sprigiona profumi intensi e caratteristici e possiede una eccezionale succosità»

. Altra cosa che ci tengono a precisare: «Per fare le bibite di Lurisia non sono stati usati nè conservanti, né coloranti e anche gli aromi naturali sono ottenuti interamente dai limoni sfusati di Amalfi e dai chinotti di Savona»

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Io l’ho trovato amaro come al solito ma molto meno degli altri chinotti che ho assaggiato in passato. Di sicuro meno amaro del Chinò San Pellegrino e del Chinotto Neri. Anche il colore è diverso: si tratta di un marrone tendente al rosso, qualcosa di ambrato, molto meno scuro del solito colore del chinotto tendente al nero.
Lo ricomprerei, lo riberrei? No. Lo ripeto: a me il chinotto non piace. Però devo dire che dal punto di vista del gusto questo è meno peggio degli altri, credo perché l’ho trovato più dolce.
Una precisazione: il chinotto Lurisia usa chinotti (gli agrumi) liguri ma viene imbottigliato in Lombardia.

Photo by Andrea Beggi.