giugno 3rd, 2009


3
giu 09

Pringles Select

pringles_select

Quelli della Procter & Gamble hanno lanciato una nuovo prodotto per la linea Pringles. Si tratta di una nuovo tipo di patatine. Le hanno chiamate “Pringles Select”. Per la prima volta delle Pringles arrivano in busta. Chissà perché!? Secondo alcuni la loro fortuna deriva anche dal packaging. Prima delle Pringles in Italia mai nessuno aveva venduto patatine in un tubo di alluminio.
Ma torniamo alle “Pringles Select”. Io le ho trovate sabato scorso all’Auchan di Portonaccio (qui a Roma). Le ho pagate 2.15 Euro. Peso netto 15o+ 25 g. Ossia 175 grammi. Il che significa circa 12, 28 Euro al Kilo.
Di che sanno? Di patatina – per quanto di patata, tradizionalmente, nelle Pringles ce n’è poca. Il gusto che ho preso io si chiama “Italian Cheese”, tradotto sarebbe “Formaggio italiano”. Però di formaggio non sanno proprio. Nemmeno di aglio, se per questo – nonostante sulla confezione ci sia scritto (sempre in inglese) “with a hint of garlic”. Bah!
Come forma ricordano le patatine di un tempo, le San Carlo classiche per intenderci, solo che rispetto a quelle sono un po’ più piccole come formato e meno friabili. E comunque sono abbastanza diverse le une dalle altre. Non hanno tutte la stessa forma, né la stessa grandezza, né la stessa curvatura, né sono allinate le une accanto alle altre nella busta – come invece avviene nel tubo.
Lo slogan sul fronte della confezione dice “Great with best friends”, come a dire: “vanno bene con i migliori amici”.
Le ricomprerei? Non so. Schifo non mi hanno fatto.

Nota: ad oggi sul sito ufficiale italiano delle Pringles non c’è traccia di questo nuovo prodotto. Questo, abbinato allla lingua inglese presente sul fronte della confezione, mi fa sospettare che questo prodotto forse non fosse destinato in origine al mercato italiano.

Dal sito inglese, in cui questo prodotto è presente invece, ho preso i valori nutrizionali e gli ingredienti.

Nutritional Information
Nutritional information
Portions per 150g package: 6.

Portion size: 25g
Energy > per 25g: 529 kJ (127 kcal) – per 100g: 2117 kJ (507 kcal)
Protein > per 25g: 1.3g – per 100g: 5.2g
Carbohydrate > per 25g:14g – per 100g: 55g
of which sugars per 25g: 0.7g – per 100g: 2.8g
Fat > per 25g: 7.0g – per 100g: 28g
of which saturates > per 25g: 1.9g - per 100g: 7.0g
Fibre > per 25g: 0.86g – per 100g: 3.4g
Sodium > per 25g: 0.17g (170mg) – per 100

Ingredients
Dehydrated potatoes, vegetable oil, vegetable fat, wheat starch,
Italian cheese with a hint of garlic flavour (Italian cheese powder, salt, sugar, cheese powder, onion powder, flavour enhancer: monosodium glutamate, oregano powder, basil powder, flavourings, garlic powder, yeast extract, food acids: lactic acid and citric acid, acidity regulator: calcium lactate, lactose, milk proteins, spices), maltodextrin, corn flour, rice flour, emulsifier: E471. Contains: dairy protein. Made on equipment that also processes wheat, soy, celery, sesame and mustard.g: 0.68g (680mg).


3
giu 09

Il sesso spiegato con la cancelleria

Astro Boy on dvd

“SEx” di Alvaro C. su Vimeo

The Replacement Killers psp

Notorious film

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3
giu 09

Vincere

Vincere

Vincere

di Marco Bellocchio (Italia 2009)
con Filippo Timi, Giovanna Mezzogiorno,
Fausto Russo Alesi, Corrado Invernizzi, Michela Cescon,
Bruno Cariello, Francesca Picozza, Pier Giorgio Bellocchio,

Vanessa Scalera, Simona Nobili, Paolo Pierobon, Fabrizio Costella,
Giovanna Mori, Patrizia Bettini, Silvia Ferretti, Corinne Castelli

Mi ero promesso di non vedere mai più un film di Marco Bellocchio. Li trovo assurdi. Invece no: ci sono cascato. Va beh, sono andato al cinema perché dei cari amici mi hanno invitato e perché non mi andava di restare a casa. Comunque non sono pentito. Almeno non totalmente.
It’s Pat movie download
Questo non è un film con pretese di storicità, almeno non solo e non proprio. Le vicende storiche di Benito Mussoliti e dell’Italia sono pressoché corrette ma messe in secondo piano. Quello che invece “Vincere” vuole indagare è la storia di una donna che ha dedicato la sua esistenza ad un uomo, al Duce appunto, che ha sacrificato tutto per lui, arrivando persino a farsi rinchiudere in un manicomio. Il cruccio di Ida Dalser era uno ed uno solo: essere riconosciuta come moglie di Benito Mussolini e, con essa, anche suo figlio Benito Albino. Lo ha affermato per tutta la durata della sua esistenza, ne ha fatto una vera e propria ragione di vita, nonostante tutto e tutti.
Se il film non è da considerarsi un flop è dovuto soprattutto alla recitazione dei due protagonisti. Filippo Timi è molto valido come attore drammatico – questo lo sappiamo già – eccezion fatta per la scena in cui dà di matto, mettendosi a fare l’imitazione del discorso del Duce sul tristemente famoso balcone di Palazzo Venezia. Dal punto di vista fisico non assomiglia affatto a Mussolini ma la sua recitazione è alquanto credibile. Prova superata per lui. Comunque mi chiedo: perché ultimamente gli assegnano solo ruoli di uomini duri, violenti ed autoritari (vedi “Come Dio comanda” e “Signorinaeffe”)?
Giovanna Mezzogiorno non strilla nemmeno poi tanto. Sotto la sua personale media-isteria è sopportabile. Sì, lo so: a voi piace, la trovate una bella donna. Bella e brava, lo so. Io come attrice la stimo. E mi fermo qui.
Nota di merito per Corrado Invernizzi: oltre ad essere un bell’uomo, interpreta divinamente il ruolo di un giovane psichiatra che prende a cuore le sorti di Ida, cercando di farla rinsavire dai suoi propositi utopistici.
Per quanto riguarda la regia, ho trovato particolarmente ridicole alcune scene ed alcune trovate tecniche: vedi il momento in cui Mussolini corre nudo sul balcone perché sente risuonare nelle orecchie la parola “Guerra” e l’utilizzo pomposo di scritte dinamiche in sovraimpressione – utilizzanti font tipico dell’estetica del ventennio – che ricordavano gli eventi in corso.
I dialoghi, poco originali, hanno deluso parte degli spettatori.
Da segnalare, poi, il massiccio uso di materiale di repertorio reperito presso l’Istituto Luce, che in questa pellicola svolge anche la funzione di co-produttore. Dunque i critici più cattivi si potranno congratulare con Bellocchio più per il lavoro di archivista che per quello di regista.
Giudizio complessivo: 6. Molto meno peggio delle precedenti pellicole dello stesso regista.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.