
Quella a sinistra in effetti è Miranda Otto.

Forse avrò parlato un po’ troppo di frullati questo mese, dunque sarò breve.
So che anche la Parmalat ha messo in commercio una linea di frullati; si chiamano “Santal Smoothie”. Non vorrei sbagliare ma credo che in America “Smoothie” sia un po’ il nome comune per il frullato di frutta.
Ho assaggiato anche questi, in entrambi i gusti. Mi pare che la linea preveda solo 2 gusti: “Pesca e lampone” e “Tropicali”. Dall’illustrazione si capisce facilmente che quest’ultimo gusto comprende cocco, banana e ananas.
Anche in questo caso siamo in presenza di frullato di pura frutta frullata. Non ho la bottiglietta sotto mano per cui non so dirvi se contiene zuccheri aggiunti o se ci sono coloranti/conservanti.
Di che sanno? Di frutta, ovviamente. Sono buoni, forse solo un po’ più dolci dei loro concorrenti e senza dubbio molto più densi.
Li vendono nei bar, per cui credo che sia molto più semplice reperirli.
Non saprei dirvi nemmeno quanto costa la singola bottiglietta – magari mi informo e poi aggiorno questo post.
Sul sito Parmalat.it di questa linea di prodotti ancora non v’è traccia.
I primi tre post sui frullati li trovate qui: Chiquita, Valfrutta e Dimmidisì.

Aspettando il sole
di Ago Panini (Italia, 2007)
con Claudia Gerini, Giuseppe Cederna, Raoul Bova,
Claudio Santamaria, Vanessa Incontrada, Corrado Fortuna,
Bebo Storti, Gabriel Garko, Raiz, Thomas Trabacchi,
Michele Venitucci, Rolando Ravello, Alessandro Tiberi,
Massimo De Lorenzo, Sergio Albelli, Guido Morozzi
Questa pellicola è l’interessante opera prima di Ago Panini, un brillante quarantenne da tenere d’occhio. Difficile definire “Aspettando il sole”: non è di certo un film drammatico, né una commedia a tutti gli effetti, seppur abbastanza divertente in diversi frangenti. Diciamo un noir moderno con un bel tocco d’ironia. A me è piaciuto molto, comunque: ha ricordato pellicole di culto come “Dal tramonto all’alba” e “Magnolia”. Inoltre sono sicuro di non sbagliare se dico che questo film ha un retrogusto di “pulp”. Credo che il regista si sia volutamente ispirato alla filmografia Tarantiniana.
La storia si svolge tutta in una notte. Una notte qualsiasi del 1982. Quindici vite si intrecciano all’interno di un motel, l’Hotel Bellevue. La città non è importante – la voce fuori campo non lo dice – potrebbe essere ovunque, in una qualsiasi provincia italiana; l’albergo è quasi sospeso in mezzo al nulla, fermo ai bordi di una strada (statale, autostrada, ecc.)
Tre ragazzi annoiati si fermano nel motel in cerca di compagnia femminile (il termine che usano è “coperta”): uno rimane in macchina e si addormenta mentre gli altri due decidono di fermarsi nella hall dell’albergo ad importunare il portiere, una coppia di giovani sposi si ferma nel motel per concedersi un momento di sesso selvaggio, uno strano individuo pelato ascolta audiolezioni di tedesco in cassetta mentre nasconde il suo cane di piccola taglia in camera, un solitario uomo sulla quarantina è rintanato in stanza a telefonare disperato a tutte le sue donne (moglie, amanti più o meno giovani, ecc.), due rapinatori aspettano un complice mentre guardano la tv impazienti, un regista e il suo assistente girano un film porno con due giovani attori.
La notte sembra lunga ed infinita, anche se il tempo scorre comunque alquanto velocemente. Intendo dire che il film è tutt’altro che lento o noioso. Sembra quasi che ogni personaggio aspetti solo che arrivi il giorno – da cui il titolo della pellicola. O almeno la luce, come una forma di redenzione dalla paura, dai vizi, dalla solitudine, dalle manie, dal pericolo, dalla perversione, dalla noia, dai drammi della notte. E la luce arriverà, anche se non sarà quella del Sole.
Passiamo agli attori. Lo dico senza timore di essere smentito: qui siamo di fronte ad un super cast!
Con questa pellicola Claudia Gerini si conferma sex symbol assoluto del cinema italiano dei nostri giorni (qualora ancora ce ne fosse il bisogno). Il suo personaggio, Giulia, per gran parte del tempo se ne sta mezza nuda – in reggiseno e mutandine – ad amoreggiare su di un letto con suo marito. Sexy è una parola che non basta per descrivere la sua suadente sensualità. Recitazione ineccepibile. Buone anche le scene drammatiche e quelle di follia apparente. Eccellente!
La parte dello smilzo marito di cotanta femminilità è stata assegnata al simpatico Thomas Trabacchi che se la cava davvero dignitosamente.
Rolando Ravello fa ancora una volta il ruolo del sociopatico. Lo ricordate in “Almost Blue”? Lì era un serial killer. Qui potrebbe esserlo – o lo è almeno in potenza. Solitario, silenzioso, guardingo, vestito con abiti fuori moda, ha un amore viscerale per il suo cagnolino, una specie di piccolo volpino dal pelo rosso, che tiene nascosto in camera e cui dedica milioni di attenzioni. La sua passione è ascoltare audiocassette contententi lezioni di tedesco.
Michele Venitucci (lo sposo del film “L’anima gemella”) e Claudio Santamaria sono i due balordi in chiodo di pelle che si fermano nella hall del motel per tutta la notte a dare fastidio al portiere – sapientemente interpretato da Giuseppe Cederna con un accento del Triveneto.
Alessandro Tiberi (lo stagista della serie tv “Boris”) invece fa la parte del terzo amico della compagnia che rimane in macchina e vi si addormenta.
Vanessa Incontrada è molto bella e dolce. Fa la parte della giovane attrice porno. Più che ispirare sensualità e trasgressione, finisce piuttosto per trasmettere tenerezza, vuoi per la goffa parrucca porpora che indossa, vuoi per le belle frasi che rivolge al suo compagno di set.
Corrado Fortuna è appunto l’altro attore del film porno che si sta registrando di nascosto in una stanza dell’Hotel Bellevue. Ancora una volta a lui hanno rifilato il ruolo di un ragazzo molto semplice, quasi un tonto. Di certo non appare come un navigato professionista dei set a luci rosse. Finirà per innamorarsi della sua bella collega.
Bebo Storti è perfetto nel ruolo del regista di film porno. Un uomo dal lungo curriculum professionale, molto acculturato e dal cuore grande. Per lui girare film a luci rosse ha perso qualsiasi attrattiva sessuale. Durante tutta la lavorazione del film si annoia, legge il giornale e dà ordini svogliatamente al suo assistente (un simpatico Sergio Albelli) che invece è l’unico si sbatte sul serio per portare a casa la pellicola.
Raoul Bova recita benissimo. Non l’avrei mai pensato. Non credevo che un giorno sarei arrivato a dire queste parole. Il suo personaggio è un tizio che parla con l’accento ciociaro, un uomo distrutto che passa tutto il tempo chiuso in stanza a disperarsi al telefono. Si sente solo, vuole che una delle sue donne lo raggiunga per passare una notte d’amore. Ma tutte rifiutano. Tra queste anche una giovanissima amante (credo quindicenne) che ha sedotto in passato e sua moglie, che gli confessa di aver deciso di abortire da sola, senza nemmeno chiedergli un parere, né fargli sapere che era incinta.
Gabriel Garko fa la parte di Samuel, il rapinatore tanto bello (belloccio) quanto tonto. E’ chiuso in camera con il suo compare interpretato da Raiz (ve lo ricordate l’incomprensibile cantante campano degli Almamegretta?) ad aspettare impazientemente che arrivi un terzo complice.
Il televenditore di gioielli che appare in tutte i televisori dell’albergo e che conversa al telefono con Samuel è Massimo De Lorenzo, attore già visto in alcuni spot Dreher e Better.
Molto bello il lettering e la grafica in generale della locandina e dei titoli di testa.
Da non sottovalutare la colonna sonora che contiene musiche di Nicola Tescari.
Voto complessivo al film: 8. Da vedere se siete curiosi di conoscere le buone cose che il nuovo cinema italiano è in grado di portare sullo schermo.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.
Puntata N. 141 di sempre, ossia la N. 16 di questa sesta stagione.
Oggi ho raggiunto il record stagionale, toccando una punta di 21 ascoltatori.
Molta musica dance, vecchia e nuova, per tutti i gusti. Più alcuni pezzi lounge, jazz, nu-jazz, un po’ di hip-hop autoriale italiano ed americano e alcune tracce novità definibili ‘electro-indie’.
Potete ascoltare il podcast – della durata di 148 minuti circa – premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo cliccando qui (File mp3 da 42,5 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).
La tracklist:
1. Sigla (Gennaio 2009)
2. De Phazz – Something Special
3. Social Disco Club & Maia – The Way You Move (Greg Wilson Version)
4. Sun Trust – How Insensitive
5. Raphael Saadiq – Love That Girl
6. Ice T – I Must Stand
7. Sam Paglia – La Nebbia Gratis
8. Ghemon & The Love 4tet – Cielo di Cemento
9. Major Lazer feat. Mr. Lexx & Santigold – Hold The Line (Dj Edit)
10. Ursula Rucker – Release
11. Ruffneck feat. Yavahn – Everybody Be Somebody
12. Dj Gregory – Elle (Louie Vega Remix)
13. Jean Jacques Smoothie – 2 People
14. Taana Gardner – Heartbeat (Club Version)
15. Daniele Silvestri – Amore mio
16. Michel Cleis – La Mezcla
17. Pizzaman – Sex On The Street
18. Miss Kittin & The Hacker – Party In My Head (Thieves Like Us Remix)
19. Gossip – Pop Goes The World
20. Rollerblade – When I’ve Done (My First Hit)
21. Glitch feat. Tommie Sunshine – Emotion Commotion (Density Mix)
22. Black Eyed Peas – I Gotta Feeling (Barletta Edit)
23. Pony Pony Run Run – Hey You (StereoHeroes Remix)
Come si fanno si tagliano i sample? Come si campiona un brano? Come si realizza un successo di musica elettronica, partendo da altri tre brani più o meno sconosciuti?
Il video qui sopra dal titolo “How to : Smack my bitch up” spiega un po’ tutto questo, in maniera molto creativa, usando cioè del cartoncino, del nastro adesivo ed un pennarello indelebile. Godibilissima la visualizzazione della manipolazione della forma d’onda e della messa in play (riproduzione) dei brani.
Le tre tracce di partenza, cioè quelle che vanno a fare da struttura di base per il brano “Smack My Bitch Up” dei Prodigy sono: “Funky Man” dei Kool & The Gang, “Give The Drummer Some” degli Ultramagnetic Mc’s e “In Memory of” di Randy Weston.

Non ci volevo credere quando l’ho visto ma esiste davvero. Si tratta di un biscotto dolce alle lenticchie. Nello specifico “Raviolo con Lenticchia di Castelluccio di Norcia”. Lo produce la NorciaPasticceria s.r.l. di Preci (Pg), usando il brand “Pasticceria 7 porte nursine”.
Ho trovato questo biscotto nella macchinetta degli snack che da poco tempo ci hanno installato in ufficio. La curiosità è stata troppo forte.
Non ho mai sentito di una ricetta per un dolce in cui si usavano le lenticchie. Ho dovuto comprarlo e provarlo. Il biscotto sembra un po’ un Grisbì casereccio al cacao. Costa 60 centesimi di Euro – unico pezzo da 36 grammi netti.
The Sure Thing hd
Mentre con i colleghi ridevamo per la bizzarra idea di fare un dolce alla lenticchia, per caso abbiamo letto anche l’incarto e scoperto che il prodotto contiene una lunghissima lista di ingredienti. Riporto fedelmente.
Farina di grano tenero 00, zucchero, margarina vegetale (grassi e oli vegetali parzialmente idrogenati, acqua, sale, emulsionante: E471, E322, conservanti: sorbato di potassio, acidificanti: acido lattico, coloranti, beta carotene E160a (ii) aromi), uova pastorizzate, farina di lenticchie, (10%), fecola di patate, pasta di mandorle, cacao, emulsionante lecitina di soia, miele, burro. CONFETTURA DI ALBICOCCHE (4%, sciroppo di glucosio fruttosio, purea di albicocche, zucchero, gelificante pectina, correttore di acidità, acido citrico, conservante sorbato di potassio) agenti lievitanti (pirofosfato disordico, bicarbonato di sodio, amido di frumento.), rum fantasia, aromi, sale. Il prodotto potrebbe contenere tracce di: frutta secca, latte.
E scusate se è poco.

L’uomo delle stelle
di Giuseppe Tornatore (Italia, 1995)
con Sergio Castellitto, Tiziana Lodato,
Leopoldo Trieste, Leo Gullotta, Tony Sperandeo,
Franco Scaldati, Luigi Maria Burruano, Tony Palazzo,
Nicola Di Pinto, Tano Cimarosa, Clelia Rondinella, Simona Merito
Sicilia, secondo dopoguerra. Joe Morelli è un truffatore romano che gira tutta l’isola con un camioncino marchiato “Universalia Cinematografica”, vendendo sogni alla gente. Per 15 mila lire realizza provini per il ‘cinematografo’, facendo cioè credere a tutti gli attori provetti che quella pellicola impressionata sarà mandata nella Capitale per essere sviluppata e mostrata ai più importanti registi italiani. Durante il suo peregrinare inconterà i personaggi più buffi e desolanti, tra questi Beata, una giovane ragazza orfana, una specie di reietta che si è ridotta a fare i mestieri più umili pur di sopravvivere. Dopo mille insistenze da parte della giovane, Joe si farà convincere e così deciderà di portarla con sè.
Ma non tutto andrà per il meglio. La fortuna presto volgerà le spalle al signor Morelli.
Castellitto qui è da premio. Un vero e proprio gigione. Mattatore in ogni scena. Gli sceneggiatori gli mettono in bocca sempre la parola giusta al momento giusto. Inoltre il perfetto accento (e lessico) romano lo rende particolarmente simpatico allo spettatore.
Tiziana Lodato interpreta Beata, la bellissima giovane dai tratti mediterranei dotata di un fascino acerbo ma irresistibile. Bravissima in ogni frangente. Persino nelle ultime scene in cui porta sullo schermo con grande dignità il ruolo di una che ha perso la ragione a causa di un grandissimo dolore.
Leo Gullotta fa la parte del parrucchiere gay che vuole lasciare la provincia e la Sicilia perché è stufo dei continui insulti che è costretto a subire.
A Tony Sperandeo hanno affidato il ruolo del capo di una piccola gang di tre fratelli, un gruppetto di uomini reietti dalla società che si dedica al banditismo.
Luigi Maria Burruano si atteggia da viveur, uno sguaiato ‘gagà’ che millanta grande successo con le donne.
Leopoldo Trieste
è il protagonista di una sequenza molto intensa (per cui ha ricevuto anche alcuni riconoscimenti): fa la parte di un misterioso anziano che, dopo anni di silenzio e mutismo, torna a parlare grazie all’intervento cinepresa. Durante il provino reciterà con grande trasporto un pezzo in spagnolo.
Da notare come anche in questa pellicola Tornatore si attardi volutamente su alcune scene di sesso. Sinceramente non so dirvi se e quanto questi frangenti siano morbosi. Però è probabile che non si tratti di casualità; lasciatemi credere che siamo di fronte ad una strategia ben congegnata, che per altro riesce benissimo a tener contenta una grossa fetta di pubblico maschile. Confronta, ad esempio, le nudità di Monica Bellucci in “Malena” e quelle di Tiziana Lodato in questa pellicola. Ci sono molte analogie. Senza dubbio hanno una loro funzionalità nel racconto ma, allo stesso tempo, si pongono anche l’obiettivo di stimolare nell’audience una certa attenzione pruriginosa.
Voto complessivo 7.
Nota 1: le musiche sono del M° Ennio Morricone.
Nota 2: questa pellicola ha vinto il “Premio speciale della giuria” al Festival del Cinema di Venezia nel 1995.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it
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Wizards of Waverly Place: The Movie on dvd
download Die Hard: With a Vengeance La pubblicità a volte è narrativa. Anzi dovrebbe esserlo più spesso.
Guardate questo nuovo spot di Adidas Originals. Pubblicizza la “Safety Wear Collection”. Il prodotto c’è, è in quadrato più volte, ma rimane sempre in secondo piano. Lo spot deve far vendere, sì, ma non necessariamente in maniera diretta.
Qui è la storia che conta. Un ragazzo che di mestiere fa il pony express. Solo che anziché consegnare pacchi, recapita messaggi di ‘sfidanzamento’. Come se fosse un po’ un cupido al contrario. Grande idea. Girato splendidamente. Colonna sonora azzeccata.
Il regista di questo che possiamo considerare a tutti gli effetti un film, un corto, è Kosai Sekine.