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Reportage dall'aperitivo Ford Ka per blogger (Roma)

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Venerdì sera ho avuto l’onore di partecipare all’aperitivo organizzato da Digital PR per Ford. Occasione per presentare ai blogger il restyling del modello “Ka”. L’evento avveniva in contemporanea con Milano. (Flickr Pool)
Impressioni:
A Roma abbiamo avuto l’onore di avere il presidente di Ford Italia, tale Gaetano Thorel. E’ stato lui ad aprire lo speech. (vedi foto sopra by FordKa Ita

Hard to Kill video

) Ha ricordato come la Ford ha voluto fare da sola, è stata l’unica azienda americana del comparto automobilistico a non chiedere al governo degli Stati Uniti aiuti economici per affrontare l’attuale crisi economica. Ci ha parlato delle statistiche di vendita della sua azienda, del fatto che in Gran Breatagna è come se fossero l’azienda di casa, mentre in Italia superano di poco il 10% del mercato e lo ritengono comunque un grande traguardo, poiché è pressoché impossibile scalzare la Fiat – che non scende praticamente mai al di sotto del 30%.

I modelli di punta, ossia quelli che più vendono in Italia, sono 3: Fiesta, Ka e un altro che non ricordo. Forse Mondeo? A quanto pare le cose vanno fin troppo bene per la nuova Ka in termini di commercializzazione. In Italia, in vendita dai primi dell’anno, ci sono così tante richieste da non riuscire a stare dietro con le ordinazioni. Praticamente solo il 50% dei clienti riceve la macchina poco dopo la prenotazione. Tutti gli altri devono attendere diversi mesi, alcuni sino a Settembre/Ottobre 2009. Tutto ciò non è affatto bello. Lo ha amesso a malincuore anche lo stesso Thorel. La Ford vorrebbe anche far di più ma non può aumentare il numero delle unità prodotte – a parità di lasso di tempo – perché la linea di produzione della nuova Ka è in condivisione con la Fiat – che credo la utilizzi per sfornare le nuove 500.
A seguire c’è stato l’intervento del capoccia della Wunderman, l’agenzia di comunicazione a cui la Ford si è affidata per la campagna online. Ha mostrato tutta una serie di slide (Powerpoint) con testo piccolissimo, piene zeppe di dati. Ha spiegato brevemente il pre-lancio e il lancio vero e proprio sulla Rete. Ciò che ha stupito un po’ tutti i presenti – me incluso – è che nelle sue parole e nelle slide non c’era il benché minimo accenno a quello che in gergo (nel bene o nel male) viene chiamato “web 2.0″. Ci ha parlato di mini sito dedicato al nuovo prodotto, di gallerie fotografiche, spot, video, newsletter, ecc. Tutto molto bello, carino. Anche interessante. Sì ma anche tutto ‘one-to-many’, molto ‘broadcast’, dal punto di vista comunicativo. In pratica, nella campagna della nuova Ford Ka non è presente alcun tentativo di voler ingaggiare una conversazione con l’utente/possibile acquirente dell’auto.
Come ha scritto Nicola Mattina su FriendFeed “il sito ad hoc www.ovunqueka.it è tutto una flashata” Perché? Come mai?
Davvero molto strano, visto che per un evento del genere avevano chiamato i blogger italiani (una loro rappresentanza). Come si spiega tutto ciò? Alessio Jacona si è fatto portavoce di coloro i quali avrebbero dovuto esprimere questo dubbio e ha posto la domanda, con garbo e nei termini corretti, ma devo dire che la risposta è stata alquanto evasiva e poco chiara. Insomma il solito “c’è molto da fare, abbiamo inziato, la strada da percorrere è quella” e così via. Belle parole. Ma pochi fatti. L’unico accenno di interazione è forse l’apertura di una specie di community in cui si chiede agli utenti di indicare su di una mappa alcuni punti di interesse. Un geotagging collaborativo realizzato usando Socialight.
Chiusa questa parentesi istituzionale ci sono state un paio di domande. Luca Mascaro (dalla Svizzera, in transito per Roma) ha chiesto come mai non venisse dato ascolto a quei fidelissimi di Ford che, nonostante siano pochi, in alcuni forum spesso si lamentano del fatto che certe auto disponibili negli States (vedi Mustang) non siano invece disponibili nel nostro Paese. La risposta del presidente è stata un’altra candida ammissione: Ford Italia è dispiaicuta ma non ha tempo per occuparsi di questo. La monitorizzazione delle conversazioni in Rete sui brand Ford, a quanto pare, avviene, ma non è una pratica continuativa. Eppure se si pensa che una cifra altissima viene spesa sul Web (il 10% dell’intero budget in comunicazione) non ci si spiega come mai non si possano impiegare almeno due addetti junior alla comunicazione a tempo pieno per assolvere a questo compito e intessere dunque un rapporto più diretto con i fan/la clientela.
A speech ultimato mentre si gozzovigliava, chi lo voleva poteva effettuare un drive test con l’auto. Io me lo sono perso – al solito – perché ero troppo preso dal cibo e a chiacchierare con altri blogger conoscenti (amici?) presenti all’evento.
A fine serata si è anche tenuta una piccola riffa. Sono stati estratti due numeri e così due blogger (WonderPaolastra e Laura Fujiko) hanno ricevuto la Ka in prova gratuita, ciascuno per una settimana.
Il Red è un locale davvero bello. Si trova all’interno del complesso dell’Auditorium – Parco della musica di Roma. Di certo si tratta di un posto da fighetti ma mi è sembrato una location consona all’evento. Grande, spazioso, affascinante arredamento contemporaneo, ottima amplificazione, doppia sala (cocktail e cena) più un bel po’ di tavolini allestiti all’esterno, sotto la passeggiata a galleria dell’Auditorium. Il barista al banco è stato molto bravo nel preparare i cocktail analcolici – credo che ormai lo sappiate: sono astemio. Cibo molto buono e vario: riso basmati col ragù, soufflé di patate, tartine, pizzette, spiedino di pomodori pachino e mozzarelline, ecc.
I gadget di questo evento: un modellino della macchina in massiccio metallo cromato (ferro? acciaio? leghe varie?), una maglietta nera in cotone con la grafica del nuovo sito Ka e un bel libro fotografico in cartone pesante (con copertina magnetica) contenente un cd pieno di foto della macchina ad alta definizione. Sarà stato materiale per la stampa riciclato per i blogger?

SmeercHouse 9 Maggio 2009

Puntata numero 12 del 2009.
Dopo due settimane di pausa si torna a trasmettere. Sabato 25 Aprile ho iniziato ad avere problemi di trasmissione con l’accoppiata WinAmp+ShoutCast sul nuovo notebook con Windows Vista (non ancora risolti, peraltro), sabato 2 Maggio, invece, ero a Matera per partecipare al barcamp.
Comunque sia, sono ancora qui, ‘alive and kicking’, a mandare in play un po’ di pezzi. Molta musica house sul finale, anticipata da un pezzo disco, un paio di mash-up – di cui uno del sottoscritto – diversi remix, e anche alcune tracce per periodo beat italiano (anni ’60 o giù di lì).

Potete ascoltare il podcast – della durata di 144 minuti circa – premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 41,4 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).

1. Sigla (Gennaio 2009)
2. Daniele Silvestri – Testardo
3. Caterina Caselli – Insieme a te non ci sto più
RoboCop 2 release
4. I Corvi – Sono un ragazzo di strada
5. Them – It’s All Over Now, Baby Blue
6. Herbie Hancock – Bring Down The Birds

7. De Phazz – Jazz Music
8. Ella Fitzgerald – What Are You Doing New Years Eve? (Mangini vs. Pallin Mix)
9. Metropolitan Jazz Affair – Everybody Knows
10. Shapeshifters – Lola’s Theme (Lola’s Loungin’ Mix)
11. David Holmes – Don’t Die Just Yet
12. Alesha Dixon – The Boy Does Nothing
13. Raphael Saadiq – Keep Marchin’
14. The BPA feat. Martha Wainwright – Spade
15. Go Home Productions – Mick n’ Carly
The Band’s Visit on dvd
16. Smeerch – Tengi (3)
17. Rita Pavone – Cuore
18. Ghemon & The Love 4tet – Piglia Bene
19. Otierre – Lo Sciupa
20. Emily Wells – In the Barrel of a Gun (Symphony 1)
21. Paul Sabu – Rockin Rollin Disco King
22. Pogo – White Magic
23. Modjo – Chillin’ Con Carne (Por Favor Mix by We in Music vs. The Buffalo Bunch)
24. Dizzee Rascal feat. Armand Van Helden – Bonkers
25. 2 Unlimited – No Limit
26. Roger Sanchez feat. Sharleen Spiteri – Nothing To Prove
27. Soulsearcher feat. Donna Allen – Feelin’ Love (Original Mix)
28. ??? – Black Sugar
29. The Juan Maclean – One Day
30. Kid Sister – I’ll House You (Reebok Classic ’09)
31. Lykke Li – Little Bit (CSS Remix)
32. Airys – Esco

5 Euro per un sondaggio 2.0

vodafonelabbetatester

Un minuto fa ho ricevuto un’email da Vodafone e Vodafone Lab, in cui mi si invita a partecipare come beta tester della nuova sezione “Chiedi a Vodafone”. Se compilo il questionario online promettono di regalarmi 5 Euro di ricarica.
Disclaimer: non credo che sia un’invio e email a pioggia. Siamo ben lontani da inziative spam. Io sono un cliente di questo operatore di telefonia mobile dal quasi 12 anni. Hanno tutti i miei dati, compreso l’indirizzo email per cui sono autorizzati ad inviarmi comunicazioni di questo tipo.

Update 1: test eseguito. Dopo venti ore circa l’accredito non è stato ancora effettuato.
Update 2: il 25 Maggio alle 0re 15.30 circa ho ricevuto un accredito automatico del valore di 5 Euro da parte di Vodafone Italia.

Provate a ripetermi ancora che stavamo meglio

.!.

“200 years that changed the world (with Hans Rosling)”

Impulse rip Ecco, questo è il video che dovete mostrare a tutte quelle persone ignoranti che continuano a ripetere che “Stavamo meglio quando satvamo peggio”. Ovviamente dopo aver loro sputato in faccia.

Fonte: AghenorBlog via Marco Montemagno Twitter.

Onwards on Vimeo

.!.

Quello che vedete qui sopra è “Onwards” Night and the City on dvd , un video d’animazione sulla corsa che James Jarvis ha prodotto e diretto per Nike.
Caricato su Vimeo dall’utente AKQA.

Da che cosa si capisce che è la Puglia?

Quello che vedete qui sopra è un simpatico spot dell’Apulia Film Commission. La voce fuori campo è quella di Emilio Solfrizzi, conosciuto in Patria anche come “Toti” del duo Toti e Tata.

Hooligans

Location: cava di bauxite. Spot N. 3.

Della stessa serie di mini film per la campagna “La Puglia è tutta da girare” (2007) potete vedere anche il primo (mare), il secondo (bosco), il quarto (Gravina) e il quinto (ferriera).

Casanova '70

Casanova '70

Casanova ’70

di Mario Monicelli

Hooligans release

(Italia, 1965)
con Marcello Mastroianni, Enrico Maria Salerno,

The Weather Man hd

Virna Lisi, Moira Orfei, Beba Loncar, Michéle Mercier,
Marisa Mell, Guido Alberti, Bernard Blier, Augusta Ceccotti,
Marco Ferreri, Seyna Seyn, Liana Orfei, Margaret Lee, Jolanda Modio

Un maggiore della Nato, tale Andrea Rossi Colombetti, ha dei problemi nei rapporti con le donne: è un uomo molto affascinante, ama le donne più di ogni altra cosa, un vero e proprio casanova che però  non riesce ad eccitarsi, a meno ché di trovarsi in situazione di grave pericolo. Temendo di essere impotente si fa anche vedere da uno psicanalista (E. M. Salerno), il quale gli consiglia di cercare di tenere sotto controllo la sua libido.  Ma di fronte al suo appetito sessuale pare che non ci sia nulla che tenga, né un voto di castità congiunto (con la sua promessa sposa – una giovanissima Virna Lisi) né la superstizione. Spesso il protagonista, pur di far sua una donna, arriva a sfidare anche la morte. La sua esuberanza sessuale comunque lo porterà anche in tribunale, di fronte ad un giudice, accusato di omicidio passionale.
Nonostante si parli di sesso in maniera più o meno grottesca, questa pellicola si avvicina più a gioiellini come “Divorzio all’italiana”, che ad una qualsiasi delle commedie con Lando Buzzanca.
Di certo questo non è uno dei film meglio riusciti di Mario Monicelli ma io l’ho trovato discretamente divertente.
Alla sceneggiatura, oltre allo stesso Monicelli, troviamo Age e Scarpelli e Suso Cecchi D’Amico su soggetto di Tonino Guerra e Giorgio Salvioni.
Carina anche la colonna sonora, scritta da Armando Trovajoli e Franco Bassi.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Reverse shadows

conglio ombre cinesi

Fonte: SpeedNapolux (Tumblr).

Hooligans move

Live blogging from MateraCamp 2009

Aggiornamento 20:49: Circa un’ora fa sono tornato da Matera. Sono andato via presto, con la luce. Ero già troppo stanco per affrontare ilviaggio di ritorno in auto con il buio e il sonno in testa – peraltro su di una strada di campagna, al 90% priva di illuminazione.
Il camp si è concluso, almeno per me, con un nuovo buffet (un aperitivo serale – diciamo così) e con tanti sorrisi. Con Catepol (e Husband) che ringraziava tutti per aver preso parte e per essere arrivata 4^ a quel concorso lì di blogger europei di cui non ricordo il nome.
Gli ultimi interventi che ho seguito forse sono stati i migliori. Mi riferisco, in particolar modo, a quello tenuto da Marco Massarotto, Stefano Vitta e Mafe De Baggis sulla carta “Community First”, abbozzata solo la scorsa settimana dallo stesso boss di Hagakure. C’è stato un bel dibattito, non molto lungo ma valido. Molto interessante. Che poi, secondo me, su questo tema c’è sempre tanto da dire e si finisce per non approfondire mai abbastanza.
A seguire Maxime e Dania ci hanno fatto ridere un bel po’ approntando, così su due piedi, un “flame” dal vivo, sparlando di tutto e tutti – assenti esclusi. Abbiamo partecipato un po’ tutti: si prendeva di mira uno e lo si metteva in mezzo, scherzando sui suoi difetti noti e sui vari tormentoni che rimbalzano in Rete nei vari social network.

Infine, sempre nella sala C (quella all’aperto sotto il gazebo) hanno preso la parola Francesca ‘Siskaceska’ Ferrara e Marileda Maggi con un interminabile pippone dal titolo “Minchia 2.0″. Ragazze, ci state davvero molto simpatiche ma, detto sinceramente, questo siparietto che sarebbe dovuto essere divertente non è riuscito nel suo intendo. Sarà per la prossima.

Tornando a casa, in macchina, mentre il sole tramontava sulla mia sinistra e il caldo saliva dall’asfalto, mi sono goduto il cd “Nuyorican Soul” dei Nuyorican Soul. Per intero. Era un bel po’ di tempo che non lo facevo. Mi ha deliziato un bel po’, oltre ad avermi aiutato a tenere gli occhi aperti.

Altri blogger incontrati e/incrociati: Gallizio (ancora scusami se ti ho scambiato per un altro), Clara ‘Clarita’ Longo (mille grazie, organizzazione eccellente), Silvia di Googlisti – peccato che nessuno ci abbia presentati – Daniele Aprile, Michele Perone.

Aggiornamento 14.40: il buffet è stato a dir poco pantagruelico, grazie ai prodotti forniti dalla Masseria Grieco e dalla Bottega dei Sassi. Abbiamo pasteggiato con: pane casereccio tipico di Matera, peperoni cruschi all’olio, focaccia in stile pugliese/lucana, salamino leggermente piccante, ricottine fresche, scamorza a pezzi, dadi di un altro formaggio un po’ più stagionato, focaccia con i pomodori, panini imbottiti, crostini, cavatelli con funghi e fave. Del vino non so. Dall’etichetta mi è sembrato qualcosa di locale (di Matera città). Forse un Aglianico? Non ne ricordo il nome. Sorry. Ormai lo sapete: io vado ad acqua.
Spiace che il fornitore del cibo non abbia avuto l’attenzione che giustamente meritava. Ha fatto un breve discorso da una balustra ma i barcampers sotto di lui erano già intenti a sbafare. Il nostro chiacchiericcio e il rumore delle mandibole – ahimé – hanno coperto le sue parole. Finite le parole, ci sono stati solo applausi modesti, non molto rumorosi, né entusiasti. Me ne scuso qui pubblicamente.
Ah, sì. Anche il Sola (SuzukiMaruti) è arrivato, in compagnia de LaFra.

Aggiornamento ore 14.30: come volevasi dimostrare. Ho preso una multa di 38 Euro per non aver rinnovato l’ora sul disco orario, avendo parcheggiato dentro le striscie bianche. Qui a Matera non si può davvero parcheggiare in centro. Ovunque, accanto ai marciapiedi, ci sono striscie bianche. E i parcheggi a pagamento pare che siano chiusi di sabato. Mah!

Ok. Sono qui. Sono le 12.05. Sono nella Mediateca provinciale di Matera da un paio d’ore circa.

Il viaggio non è stato lunghissimo. Ho fatto con calma. Sono venuto con la mia Fiat Punto del 1995. Andria – Matera: 80 Km in 100 minuti circa. Strada sgombra. La parte più noiosa: Corato-Altamura. Un sacco di curve. Zero auto in entrambi i sensi; campi, colline e poca vegetazione a bordo strada. Ladies & Gentlemen: la Murgia!
Arrivato a Matera, è stato abbastanza semplice trovare la sede in Piazza Vittorio Veneto. Mi è bastato chiedere a due o tre autoctoni. Parcheggi a disposizione pochi. Anzi, adesso mi sono ricordato che ho parcheggiato sulle striscie bianche. Ho messo il disco orario alle 10.00. È anche ora che io vada a cambiarlo. Altrimenti mi porteranno via il mezzo e sarò costretto a tornare a casa con la corriera.
Che succede qui?
Vediamo: appena arrivato, sono stato accolto da Clarita, Maxime, Siskaceska, Elena ‘Brezzadilago’ e Niki Costantini. Con quest’ultima ho preso una buona spremuta d’arancia, accompagnata da un cornetto, nell bar sul terrazzo della Mediateca (Terrazza dell’Annunziata) da cui – va detto – c’è una meravigliosa vista sui tipici Sassi.
Tornati di sotto abbiamo trovato già decine di volti noti tra cui Ninna e Mario (senza bimba), Dadevoti e Dania, Marco Massarotto, Marileda e Vipera, Bloggo ed Elena Senzaggettivi, Alberto D’Ottavi, Giovy, Rick PocaCola.
Prima che le sezioni del BarCamp iniziassero, e mentre gli ospiti si ingozzavano con la colazione ‘free’ (cornettini alla marmellata e succhi di frutta), Maxime ha iniziato a brandire la sua mini camera. Il gioco era semplice: la puntava in faccia allla sua vittima e chiedeva di dare una definizione del termine che aveva precedentemente scritto su di un foglietto. Avete capito bene: mi stava prendendo per i fondelli, o meglio: si faceva beffe del blind test che io ho realizato in quel del ParmaCamp, con la sola differenza che i termini scritti sul foglio appartengono al linguaggio della pornografia. A me, ad esempio, è capitato “M.I.L.F.” a Gigi Cogo “C.I.F.” , e così via.
In questo momento sono nella sala A (ce ne sono tre in tutto). Ho seguito il primo intervento sulla metereologia tenuto da un ragazzo di MeteoMatera: Niente che potesse interessarmi, personalmente. Ma è stato molto chiaro e soprattuto breve. Bravo.
Il secondo intervento è stato davvero un’epifania. Ho scoperto “BuddyPress”. Non ne avevo mai sentito parlare prima. Meraviglia! Si tratta di un add-on, un’applicazione che si integra in WordPress e che permette di trasformare qualsiasi blog in un social network. Open source, libero, flessibile e semplice da gestire, come un qualsiasi blog su piattaforma WordPress. Ho preso nota. Credo che possa servirmi anche per lavoro.
Sono uscito dalla sala un attimo. Uscendo, tra gli altri, ho intravisto anche Mafe.
Gigi Cogo invece l’ho incontrato poco prima di entrare in sala A.
Sono andato al desk a registrarmi per l’uso del wireless. Tutto molto semplice: documento d’identità, scelta dell’username e di password. La rete tiene. Non è stato difficilissimo collegarsi e configurare il computer (persino questa sfinge di mini HP con Vista x64).
Adesso, da una ventina di minuti circa, un ragazzo di OpenStreetMap.com (non conosco il suo nome, me ne scuso) sta cercando di convincerci che le mappe open source sono meglio di Google Maps. Mi  ha convinto. Presto metterò alla prova le sue affermazioni.
Nella sala B c’era una signora che presentava un sito di ricette e turismo agro-alimentare. Non mi ci sono fermato molto. Su di una schermata ho visto un paio di screenshot dell’iPhone e sono scappato via. Lo sfondo della presentazione powerpoint mi ha spaventato.
Adesso chiudo. A più tardi. Non sono dicuro di fare un aggiornamento nel pomeriggio. Ci provo!

RockNRolla

RockNRolla

RockNRolla

di Guy Ritchie (GB, 2009)
con Gerard Butler, Tom Wilkinson,
Mark Strong, Thandie Newton, Idris Elba,

Tom Hardy, Toby Kebbell, Jeremy Piven, Karel Roden,
Ludacris, Matt King, Geoff Bell, Gemma Arterton

Se vi è piaciuto “The Snatch” vi piacerà anche questo. Pellicola pulp diretta da Guy Ritchie. Se ‘pulp’ ormai si può ancora definire un genere cinematografco. L’ex marito di Madonna torna con un film dei suoi. Ambientato a Londra, dedicato a Londra. Ritchie mette al centro delle vicende la capitale Britannica, in piena irrefernabile febbre edilizia, e il genere di personaggi che la affollano ai giorni nostri. Così troviamo tratteggiati l’uno di fianco all’altro, il boss borioso ed efferato che si vanta di appartenere alla ‘vecchia guardia’, il suo braccio destro sempre vestito di tutto punto, il magnate russo che vuole investire i suoi milioni di rubli in un quartiere residenziale, una subdola contabile dalla bellezza mozzafiato, una gang di malavitosi che passa il tempo giocando a carte nella bisca, un paio di impresari della scena musicale indie, una rockstar tossicodipendente.
Il quadretto che ne esce vuoi è davvero avvincente. A rendere il tutto ancora più divertente ci pensa il ritmo: incalzante e privo di momenti di stasi. La trama non è nemmeno tanto banale, se si pensa al modo in cui è intricata e all’epifania finale.
Tom Wilkinson grasso è pelato è quasi irriconoscibile. Non sembra lo stesso attore che ha recitato la parte dell’avvocato anziano nel film “Michael Clayton”. Il vecchio boss rozzo gli riesce molto bene.
Mark Strong ha una classe da vendere. Per il suo ruolo – definibile come “l’elegantone” – si prova molto fascino, nonostante sia uno dei ‘cattivi’.
Thandie Newton è minuta ma molto sexy. Qui fa la consulente finanziaria superstylish. Sempre vestita con abiti da cifre esorbitanti, trucco perfetto, mai un capello fuoriposto. Difficile resisterle. Ben presto si rivela come una scaltra faina, assestata ed ingorda di denaro.
Gerard Butler è sempre molto rigido ma inizia a predersi un po’ meno sul serio. One Two è un duro dal cuore tenero. Malavitoso esperto in armi, rapine e combattimento a mani libere, farebbe tutto per la sua gang di amici fidatissimi (Mumbles e Bob “il bello”). Molto divertente la scena del ballo gay cheek-to-cheek.
Ludacris e Jeremy Piven interpretano due sfigati gestori di locali notturni. Gestiscono anche una piccola etichetta discografica e il giro della musica live a Londra. Vivendo ai confini della criminalità, finiranno per esserne vittime.
Karel Roden è perfetto per la parte del riccone russo. Fisicamente è un mix perfetto tra Putin e Abramovich.
Matt King interpreta Cookie, lo spacciatore: uno dei personaggi più bizzarri e spassosi di tutto il film.
Toby Kebbell è perfetto per la parte del tossico. Credbilissimo. Il suo personaggio ricorda molto Pete Doherty, il leader dei Baby Shambles. Il lavoro migliore su di lui, comunque, credo che l’abbia fatto il trucco. Le sue occhiaie parlano (quasi) da sole.
Gemma Arterton putroppo ha poche scene (recita come la segretaria dei due discografici) ma si fa comunque notare per la sua giovane bellezza.
Colonna sonora molto valida. Basta segnalare il brano che apre il film e che fa da sottofondo ai titoli di coda: “I’m A Man”, cover energica che i BlackStrobe hanno realizzato per un blues di Bo Diddley.
Nota: nel film ho notato due citazioni. La prima (voluta) alla scena del ballo tra Vincent Vega e Mia Wallace in “Pulp Fiction”. La seconda (non voluta) alla pellicola di Aldo Giovanni e Giacomo “Tre uomini e una gamba”, quando One Two, di fronte ad un’opera d’arte molto semplice fatta di soli neon afferma qualcosa come: «Il mio elettricista l’avrebbe fatta meglio».

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it

download The Great Debaters

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