.!.

Pick-up on dvd Disastro a Hollywood

Disastro a Hollywood
(What Just Happened?)

di Barry Levinson (Usa, 2009)
con Robert De Niro, Robin Wright Penn,
Stanley Tucci, Sean Penn, John Turturro, Bruce Willis,
Kristen Stweart, Catherine Keener, Peter Jacobson,
Logan Grove, Dey Young, Marin Hinkle, Sam Levinson,
Moon Bloodgood, Alessandra Daniele, Mark Ivanir,
Christopher Evan Welch, Michael Wincott

Commedia sul pazzo mondo del cinema hollywoodiano diretta dal regista di grandi capolavori come “Sleepers”, “Good Morning, Vietnam”, “RainMan”, “Sesso e potere (Wag The Dog)” e “Quiz Show”.
Un facoltoso produttore ha grossi problemi a conciliare la propria vita privata con quella professionale. Mentre cerca di ricostruire un rapporto con la sua seconda moglie, deve fare da paciere tra azienda distributrice e regista, cercando di non irritare la prima e far sì che il secondo elimini dal montaggio la scena finale del film, che non è risultata particolarmente gradita al pubblico del test preliminare. Inoltre, come se non bastasse, una nuova produzione cinematografica è in stallo perché l’attore protagonista (Bruce Willis nei panni di se stesso) si rifiuta categoricamente di tagliare la folta barba che porta, nonostante sia stato pagato profumatamente.

Ahinoi tutto quello che Levinson racconta in questo film è praticamente vero, o meglio: verosimile. Nel dorato mondo del cinema storie di questo tipo sono all’ordine del giorno. Eppure la pellicola non è avvincente. Non appassiona lo spettatore che rimane invece a bocca asciutta. Alla fine si ha quasi la sensazione che l’opera sia incompleta, che quello visto sullo schermo sia solo un segmento di una retta molto più lunga, si ha la sensazione di aver solo assistito ad una puntata di quella che potrebbe essere una lunga serie. Senza parlare del ritmo, spesso frenetico e ansiogeno, che in taluni casi disturba – anche se, va detto, si apprezza l’intento del regista di trasmettere allo spettatore la stessa situazione di stress e disagio che il protagonista sta vivendo sullo schermo.
Se il film non funziona, comunque non è colpa degli attori. Anzi. Il cast è folto e di prim’ordine. Tutti eccellenti.
A partire dal protagonista. De Niro non si discute. Mai. Per definizione. A 65 anni suonati riesce a dare ancora il meglio di sè. Credibilissimo nei panni del produttore navigato. Fa sempre piacere vederlo in questi ruoli in cui non si prende sul serio.
Catherine Keener è perfetta nel ruolo della stronza insensibile che pensa solo ai numeri, alle cifre, al denaro. La vediamo fredda e distaccata, professionale a tutti i costi. La ricordate in “Essere John Malkovich”? Beh la parte che recita qui non si discosta molto da quella.
Per alcuni Robin Wright Penn è una donna affascinante. Per me no. Non so nemmeno perché. Comunque sia è molto valida nel ruolo dell’ex moglie del produttore.
Stanley Tucci mi ha sempre fatto molto simpatia, invece. Qui interpreta un bizzarro sceneggiatore che ha una storia con l’ex moglie del produttore.
La medaglia per il massimo della simpatia qui comunque va a John Turturro, nei panni di un agente sfigato, fifone e con gravi problemi di stomaco.
Michael Wincott lo ricordate? Era il cattivone del primo episodio della saga “Il corvo”. Qui interpreta un regista pazzoide, ex-ubriacone, ex-impasticcato, che si trova in disaccordo con distribuzione e produzione a causa delle sue discutibili scelte artistiche.
Sean Penn ha poche scene nei panni di se stesso. Non deve fare granché ma lo fa bene. 6 di stima per lui.
Bruce Willis ancora una volta sopra le righe ma divertentissimo. C’è una lunga scena in cui perde le staffe e sfascia tutto. Avrebbe potuto farla meglio ma non importa, perché più avanti da il meglio di sè. Gli basta un mezzo sorriso per arrufianarsi il pubblico. Difficile trovare un altro che sia allo stesso tempo (ex)macho e sornione come lui.
Kristen Stewart interpreta la giovane figlia (17enne) del protagonista. Bella e semplice. Nasconde un segreto.
Moob BloodGood fa la ventenne supersexy di origini asiatiche. Un’arrampicatrice sociale sfrontata e maliarda ma che sa quel che vuole e riesce pure ad ottenerlo.
Colonna sonora degna di nota. Varia e molto bella. C’è di tutto: dalla bossa nova, al mezzo tempo, passando per dei pezzi ansiogeni, più qualcosa di orchestrale e qualcosa di swing.
Voto globale per la pellicola: 6. Senza infamia e senza lode.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.