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Ingravescenza applicata alle office suite(s)

Tunnel Rats rip

Bandits movie full

Microsoft Word 2010

Uso Office 2007 da tre giorni appena e in giro sono già apparsi i primi screenshot di Microsoft office 2010. Comunque sempre peggio. A quanto vedo.

Un mash-up per una blogger



Il brano che potete ascoltare nel player qui sopra si chiama “Tengi (3)” ed è dedicato ad una blogger, l’omonima tenutaria del blog “Pezzi d’ufficio”. Il titolo è un ovvio riferimento parodico a “Tanto (3)” di Jovanotti.
La cosa è nata per gioco. Diverse settimane fa Tengi ha scritto un thread all’interno di FriendFeed che aveva come testo «Tengi non mangia. Tengi non dorme. Tengi sgobba».
A me è venuta subito la voglia di trasformare questo breve verso in un brano da ballare.
Nelle settimane a seguire ho tagliuzzato e messo da parte diversi campioni con l’aiuto di “Sonic Foundry Sound Forge 5″, estraendoli da ben 9 canzoni differenti:
- Viktor Duplaix “Fade it”

- S.U.M.O. “Rumba de Eby”
- Jamiroquai “Use The Force”
- Blaze with Liam J Nabb & Simone Fabbroni “Talking About The Power”
- Sharon Jones & The Dap-Kings “Keep On Looking”
- Amy Winehouse “You Know I’m No Good”
- Speakerjunk “Scratch Up”
- Bibi presents Tequila “Slam”
- Rita Pavone “Cuore”

Sherlock Holmes and the Secret Weapon ipod

Ho fatto eseguire il verso ad un software online di sintetizzazione vocale. Poi ho buttato tutte le piccole briciole sonore in quel calderone di software che risponde al nome di “Acid Pro 4″. E dal rimestamento di ben 25 piste digitali è venuto fuori il pezzo che sentite qui sopra.

Nota: nessuno strumento è stato suonato per la realizzazione di questa traccia sonora.

Zoro su Vite Re@li

Zoro a Vite Re@li

Questo breve post per dirvi che Zoro è stato intervistato da Vite Re@li, il magazine di Rai 4 che esplora il web alla ricerca di web celebrities.

Species movie

Pick-up move

Potete guardare l’intera puntata N. 32 cliccando qui.

Elvis Took a Bullet trailer

Disastro a Hollywood

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Pick-up on dvd Disastro a Hollywood

Disastro a Hollywood
(What Just Happened?)

di Barry Levinson (Usa, 2009)
con Robert De Niro, Robin Wright Penn,
Stanley Tucci, Sean Penn, John Turturro, Bruce Willis,
Kristen Stweart, Catherine Keener, Peter Jacobson,
Logan Grove, Dey Young, Marin Hinkle, Sam Levinson,
Moon Bloodgood, Alessandra Daniele, Mark Ivanir,
Christopher Evan Welch, Michael Wincott

Commedia sul pazzo mondo del cinema hollywoodiano diretta dal regista di grandi capolavori come “Sleepers”, “Good Morning, Vietnam”, “RainMan”, “Sesso e potere (Wag The Dog)” e “Quiz Show”.
Un facoltoso produttore ha grossi problemi a conciliare la propria vita privata con quella professionale. Mentre cerca di ricostruire un rapporto con la sua seconda moglie, deve fare da paciere tra azienda distributrice e regista, cercando di non irritare la prima e far sì che il secondo elimini dal montaggio la scena finale del film, che non è risultata particolarmente gradita al pubblico del test preliminare. Inoltre, come se non bastasse, una nuova produzione cinematografica è in stallo perché l’attore protagonista (Bruce Willis nei panni di se stesso) si rifiuta categoricamente di tagliare la folta barba che porta, nonostante sia stato pagato profumatamente.

Ahinoi tutto quello che Levinson racconta in questo film è praticamente vero, o meglio: verosimile. Nel dorato mondo del cinema storie di questo tipo sono all’ordine del giorno. Eppure la pellicola non è avvincente. Non appassiona lo spettatore che rimane invece a bocca asciutta. Alla fine si ha quasi la sensazione che l’opera sia incompleta, che quello visto sullo schermo sia solo un segmento di una retta molto più lunga, si ha la sensazione di aver solo assistito ad una puntata di quella che potrebbe essere una lunga serie. Senza parlare del ritmo, spesso frenetico e ansiogeno, che in taluni casi disturba – anche se, va detto, si apprezza l’intento del regista di trasmettere allo spettatore la stessa situazione di stress e disagio che il protagonista sta vivendo sullo schermo.
Se il film non funziona, comunque non è colpa degli attori. Anzi. Il cast è folto e di prim’ordine. Tutti eccellenti.
A partire dal protagonista. De Niro non si discute. Mai. Per definizione. A 65 anni suonati riesce a dare ancora il meglio di sè. Credibilissimo nei panni del produttore navigato. Fa sempre piacere vederlo in questi ruoli in cui non si prende sul serio.
Catherine Keener è perfetta nel ruolo della stronza insensibile che pensa solo ai numeri, alle cifre, al denaro. La vediamo fredda e distaccata, professionale a tutti i costi. La ricordate in “Essere John Malkovich”? Beh la parte che recita qui non si discosta molto da quella.
Per alcuni Robin Wright Penn è una donna affascinante. Per me no. Non so nemmeno perché. Comunque sia è molto valida nel ruolo dell’ex moglie del produttore.
Stanley Tucci mi ha sempre fatto molto simpatia, invece. Qui interpreta un bizzarro sceneggiatore che ha una storia con l’ex moglie del produttore.
La medaglia per il massimo della simpatia qui comunque va a John Turturro, nei panni di un agente sfigato, fifone e con gravi problemi di stomaco.
Michael Wincott lo ricordate? Era il cattivone del primo episodio della saga “Il corvo”. Qui interpreta un regista pazzoide, ex-ubriacone, ex-impasticcato, che si trova in disaccordo con distribuzione e produzione a causa delle sue discutibili scelte artistiche.
Sean Penn ha poche scene nei panni di se stesso. Non deve fare granché ma lo fa bene. 6 di stima per lui.
Bruce Willis ancora una volta sopra le righe ma divertentissimo. C’è una lunga scena in cui perde le staffe e sfascia tutto. Avrebbe potuto farla meglio ma non importa, perché più avanti da il meglio di sè. Gli basta un mezzo sorriso per arrufianarsi il pubblico. Difficile trovare un altro che sia allo stesso tempo (ex)macho e sornione come lui.
Kristen Stewart interpreta la giovane figlia (17enne) del protagonista. Bella e semplice. Nasconde un segreto.
Moob BloodGood fa la ventenne supersexy di origini asiatiche. Un’arrampicatrice sociale sfrontata e maliarda ma che sa quel che vuole e riesce pure ad ottenerlo.
Colonna sonora degna di nota. Varia e molto bella. C’è di tutto: dalla bossa nova, al mezzo tempo, passando per dei pezzi ansiogeni, più qualcosa di orchestrale e qualcosa di swing.
Voto globale per la pellicola: 6. Senza infamia e senza lode.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Will it be love?

If the fall into love happened so rapidly, it is perhaps because the wish to love has preceded the beloved – the need has invented its solution. The appearance of the beloved is only the second stage of a prior [but largely unconscious] need to love someone – our hunger for love moulding their features, our desire crystallizing around them. [But the honest side of us will never let the deception go unchallenged. There will always be moments when we will doubt whether our lover exists in reality or as we imagine them in our minds - or whatever they are not just a hallucination we have invented to prevent the inevitable loveless collapse.]

‘Essays in love’ – Allan de Botton

Jimmys Yayo

State of Play

State of Play

State of Play

di Kevin McDonald (Usa, 2009)
con Russell Crowe, Ben Affleck, Helen Mirren,
Rachel McAdams, Jeff Daniels, Robin Wright Penn,
Jason Bateman, Katy Mixon, Maria Thayer, David Harbour, Rob Benedict,
Josh Mostel, Harry J. Lennix, Michael Weston, Viola Davis

Thriller diretto dal valido regista di “L’ultimo re di Scozia” e ambientato tra le scrivanie di una redazione giornalistica – il fittizio Washington Globe.
Mentre indaga su di un banale omicidio, Cal McAffrey, un burbero giornalista della vecchia scuola s’imbatte in una storiaccia ad alto rischio, che vede coinvolti una super agenzia di sicurezza privata con funzioni paramilitari e un deputato del Congresso, finito sotto i riflettori per una liaison con la propria assistente (morta suicida in metropolitana). La combattiva direttrice del giornale, pur scettica, si convince a seguire il torbido caso e a mettere al fianco del navigato giornalista una giovane blogger che solitamente si occupa di frivolezze. I segugi del Globe si mettono presto sulla pista giusta ma arrivano anche a rischiare la propria vita. A complicare le cose ci si mettono anche i rapporti d’amicizia tra il protagonista e il deputato e una storia di sesso tra lo stesso giornalista e la moglie del deputato.
Sullo sfondo c’è l’eterno dilemma tra diritto di cronaca e dovere di giustizia. Fino a che punto un giornalista è garantito nel tenere coperte le proprie fonti e fino a che punto a condividere il materiale reperito con le forze dell’ordine che indagano parallelamante sulla vicenda?
Giudizio complessivo sulla pellicola: non male. La storia è avvincente e sorprende nel finale. Nonostante si possano riscontrare diversi topos già visti e rivisti nello sviluppo della narrazione di pellicole del genere – vedi ad esempio le schermaglie tra i due protagonisti nelle prime battute del film che finiscono per trasformarsi in un rapporto di grande stima e amicizia.
The Rebound video

Due parole sugli attori.
Russell Crowe ne esce a testa alta. Questi ruoli da ‘eroe imperfetto’ gli riescono molto bene. Lo vediamo grasso, trasandato, pasticcione, ma molto professionale: un giornalista da strada che si aggira nei meandri della città alla ricerca di storie, di fonti, di informazioni utili al proprio mestiere. Moralmente non proprio impeccabile, essendo sempre combattuto tra i suoi valori e il desiderio di arrivare prima sulla notizia, ma rispettabile. Voto: 8
Rachel McAdams nei panni della giovane blogger Della Frye è davvero caruccia. Magari sarà il trucco, non so. Comunque (mi) piace. La ricordavate voi in “My Name is Tanino”? Io no. Comunque sia è molto credibile nella parte della giornalista d’inchiesta alle prime armi, della ragazza che ha voglia di emergere, di fare un buon lavoro, ma che mostra tutta l’insicurezza di chi non ha alle spalle una certa esperienza ‘con il taccuino in mano’. In questo senso, la critica ai blogger, attraverso la sua figura, poteva essere molto più inclemente, invece fortunatamente si è limitata ad un leggero sbeffeggiamento nelle prime battute, per poi scomparire, lasciando il posto all’impegno del personaggio di Della. Voto: 8.
Helen Mirren fa la tosta. Una direttrice di esperienza e combattiva. Una che riesce a non farsi mettere i piedi in testa (completamente) dalla nuova proprietà editoriale e che, allo stesso tempo, è in grado di dare fiducia ai suoi redattori, ricavandone un grande rispetto. Voto: 7.
Ben Affleck interpreta il giovane deputato Stephen Collins. Una persona ambiziosa che vuole far carriera nel mondo della politica, che vuole mettere alle strette i reponsabili di una cattiva gestione della cosa pubblica, ma che, a causa della propria fragilità e di una vita privata un po’ allegra, finisce per trovarsi dalla parte del torto. Quando la relazione clandestina con la sua assistente viene alla luce, la stampa ne approfitta per metterlo sotto torchio, cavalcando un onda schifosamente moralistica. Voto: 8.
Robin Wright Penn non l’ho mai sopportata. Chissà perché?! Qui però bisogna ammettere che riesce a dare benissimo il senso di una donna tradita che, per il bene della carriera di suo marito, accetta la pubblica gogna e si schiera al suo fianco. Insomma un po’ quello che fece Hillary Rodham Clinton quando suo maritò dovette ammettere la storia di sesso con Monica Lewinsky. In alcuni spettatori il suo personaggio suscita sentimenti di solidarietà ma, a pensarci bene, ti verrebbe da chiederle: “Ma perché? Chi te lo ha fatto fare?” La ragion di Stato viene prima dei sentimenti, prima del rispetto, prima della dignità personale? Sono fortemente dubbioso a riguardo. Voto all’attrice: 8
Jeff Daniels ha poche scene. Non più di due o tre. Lo vediamo grasso come non mai. Altissimo, possente e pallido. Rappresenta un importante capogruppo del Congresso, la figura che trama alle spalle del deputato Stephen Collins. Voto: 7.
Jason Bateman lo abbiamo visto in abiti surreali nella serie tv “Ti presento i miei… (Arrested Development)”. Qui torna prestando la sua faccia ad un laido e corrotto responsabile PR. Voto: 8.
Colonna sonora: non pervenuta. Ossia non ci ho fatto caso più di tanto.
Alcuni blogger che erano con me in sala mi hanno fatto notare una caratteristica tecnica per fini osservatori: le camere usate per la ripresa erano due differenti. Una digitale per le riprese del dibattimento nell’aula del Congresso, l’altra analogica per riprendere tutto il resto.
Questo film arriverà nelle sale cinematografiche italiane venerdì prossimo, 30 Aprile.

Un grazie particolare ai ragazzi di Digital PR Roma (Vincos e Donato “Markingegno”) per avermi invitato a questa anteprima per i blogger. Una proiezione in lingua originale sottotitolata in italiano.

Il sito ufficiale (in inglese). Qui il trailer.
La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

The International

The International

The International

di Tom Tykwer (Usa, 2009)
Mexican Gold film
con Clive Owen, Naomi Watts, Luca Barbareschi,

Armin Mueller-Stahl, Ulrich Thomsen, James Rebhorn,

The Journeyman move

Michel Voletti, Patrick Baladi, Jay Villiers, Fabrice Scott,
Haluk Bilginer, Alessandro Fabrizi, Felix Solis, Jack McGee,

Nilaja Sun, Luca Calvani, Steven Randazzo, Victor Slezak

Questo è sostanzialmente un film di spionaggio; un classico del genere arricchito, qua e là, di diverse scene di azione. Non mi ha entusiasmato più di tanto, ma bisogna ammettere che, almeno nel finale, presenta alcuni segni di originalità.
L’azione si svolge tra Berlino, Milano e New York. I due protagonisti sono Clive Owen e Naomi Watts, due agenti dell’Interpol molto in gamba – anche se lei con quei golfini e i lunghi capelli biondi-lisci-perfettini, non è proprio perfetta per la parte – che investigano, cercando di incastrare alcuni pezzi grossi della malavita internazionale. O meglio, pian piano si scopre che i principali indiziati sono i vertici di una grossa banca d’affari lussemburghese, la quale starebbe per investire grandi somme di denaro nell’acquisto di tecnologia per il controllo di missili. Un traffico di armi finalizzato alla mercato africano, nello specifico: per uno Stato perennemente in guerra e sotto minaccia di golpe.
Luca Barbareschi interpreta una specie di buono redento, il titolare di una importantissima fabbrica di armi italiana, un tempo fornitore della banca sotto accusa, politico candidato a diventare il Primo Ministro della nostra beneamata Nazione. Alquanto credibile in questo ruolo. Ad Hollywood si saranno ricordati del suo voltoin virtù del successo che ottenne nei primi anni ’90 esportando negli USA il format del programma tv “C’eravamo tanto amati”?
Della Watts abbiamo già detto: bella sì – ad alcuni piace – ma in questo caso decisamente fuori ruolo. La poliziotta madre di famiglia e dal cuore d’oro questa volta non le è riuscita particolarmente bene. Forse sarà stata anche colpa della sceneggiatura, che gli ha assegnato sostanzialmente un ruolo di secondo piano, fatto sta che non rende.
Owen invece è perfetto. Un cristone di uomo. Alto, robusto, rude nell’aspetto. Per il doppiaggio italiano gli hanno anche affibbiato il vocione roco di Francesco Pannofino. Come agente segreto incazzoso e dai modi spicci ci sta tutto.
La regia non si distingue per particolari trovate ma è dignitosa. Belle le riprese aree della piazza della Stazione di Milano (Piazza Duca D’Aosta).
Voto globale alla pellicola: 7.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

Ora ilLegale

Ora ilLegale

Stufi di spostare avanti ed indietro le lancette dell’orologio ogni volta che lo stato in cui risiedete decide di passare dall’ora Legale a quella Solare e viceversa? Comprate un Ora ilLegale. L’orologio che vedete nell’immagine qui sopra, disegnato da Denis Guidone per Nava, non ha numeri segnati sul quadrante ma presenta due basi d’appoggio. Basta passare da una all’altra per fare uno switch di un’ora avanti o indietro. Puro genio.

Uno dei rari casi in cui la mancanza di punti di riferimento semplifica e riduce la complessità.

Fonte: Engadget.com.

SmeercHouse 18 Aprile 2009

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Puntata N. 11 del 2009. Sesta stagione.
Torna SmeercHouse, dopo oltre un mese di assenza dal palinsesto di RadioNation – per motivi puramente personali. Nessuna censura, tranquilli! ;)
Le scelte musicali sono sempre le stesse: house, elettronica, black, r’n'b, hip-hop, dance, disco. Questa volta ci ho aggiunto anche un pizzico di country (dalla colonna sonora di “Fratello dove sei”) e un pezzo italiano di Cesare Cremonini.

Potete ascoltare il podcast – della durata di 128 minuti circa – premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 36,7 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La tracklist:
1. Sigla (Gennaio 2009)
2. Erykah Badu – Didn’t Cha Know
3. Ciara feat. Justin Timberlake – Love Sex Magic (Main) (3:40)

4. Ghemon & The Love 4tet feat. Al Castellana – Goccia a Goccia

5. Cesare Cremonini – Figlio di un re
6. Smeerch meets Billie Holiday – Body & Soul
7. Blister – All Music (sigla)
8. Hamilton Bohannon – Dance Your Ass Off
9. Double Exposure – My Love Is Free
10. The Soggy Bottom Boys – I Am a Man of Constant Sorrow
11. Gotan Project – Arrabal
12. Pogo – Alice
13. Kutiman – Just A Lady
14. Kutiman – Mother of All Funk Chords
15. Apollo 440 – Krupa
16. The BPA feat. Ashley Beedle – Should I Stay or Should I Blow
17. Depeche Mode – Wrong (Radio Version)
18. Octet – Euro vs. Dollar (Pilooski Edit)
19. Cunnie Williams Feat. Monie Love – Saturday (Alex Gaudino & Jason Rooney Remix)
20. Shontelle – T-Shirt
21. Jestofunk feat. Jocelyn Brown – Special Love (Relight Orchestra 2009 Extended Rmx)
22. Crystal Waters – Never Enough (John Kano’s Havana Funk Mix)
23. Björk – Nattura (Switch Remix)
24. Wax Audio – Come Together 2008
25. Rudenko – Everybody (Club Mix)

A geek gift for your Beggi

Cravatta USB

Humpday divx

Anche voi avete un “Andrea Beggi” che vi viene in soccorso ogni volta il vostro blog fa le bizze? Magari non sapete cosa regalargli per sdebitarvi. Preparatevi per tempo. Natale 2009 è sempre più vicino. Potreste regalargli la candida cravatta rappresentata qui sopra.
Altri simili gingilli “for geek only” li trovate qui Phantasm hd

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The Devil’s Advocate ipod Fonte: Chip Chip di Federico Ferrazza

Orlando movie download

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Black Snake Moan divx