The Wrestler

The Wrestler

di Darren Aronofski (Usa, 2009)
con Mickey Rourke, Marisa Tomei,
Evan Rachel Wood, Mark Margolis, Todd Barry,
Judah Friedlander, Giovanni Roselli, Gregg Bello,
Ron Killings, Elizabeth Wood, Mike Miller

Aronofski porta sullo schermo una bella storia, raccontata molto bene: quella di un uomo finito che non si vuole arrendere al proprio destino e all’età che avanza inesorabile.
Randy Robinson – detto “The Ram”, ossia l’Ariete –  è un lottatore di wrestling ultra cinquantenne. La sua carriera è ormai agli sgoccioli, anche se un tempo è stato una stella nazionale, un vero e proprio idolo degli sportivi. Si è ridotto a vivere in un campeggio di roulotte mentre sbarca il lunario, partecipando a piccoli incontri di provincia con pochi spettatori e lavorando part-time in un centro commerciale. Il suo corpo però non è più quello di una volta. La sua vita cambia di colpo quando, subito dopo un incontro particolarmente cruento e faticoso, si accascia al suolo dentro gli spogliatoi. Fortunatamente l’infarto non gli costa la vita ma il medico che l’ha salvato da morte certa gli obbliga di cambiare completamente stile di vita.
A questo punto Randy decide di dedicare più tempo a se stesso e al lavoro. Si affeziona ad una spogliarellista (Cassidy/Pam) che ha conosciuto nel bar che frequenta ma incontra una certa reticenza da parte della donna, anche se i due si piacciono molto e stanno bene insieme. Inoltre cerca inutilmente di riavvicinarsi alla figlia che ha sempre trascurato.
Non vi svelo il finale – nel caso in cui non l’aveste ancora visto. Comunque sappiate che l’epilogo mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca.
Alcune scelte di sceneggiatura sono scontatucce – a dire la verità – ma la pellicola nell’insieme non mi è dispiaciuta. Peccato davvero per le decine di riprese con la telecamera ‘a mano’ che danno un po’ il voltastomaco.
Credo, nello specifico, che gran parte del successo che ha riscontrato questo film sia dovuto da un certo parallelismo tra la vita ‘disbanded’ del protagonista e quella dell’attore che l’ha interpretato.
Difatti tanto di cappello a Michey Rourke: questo era proprio il suo ruolo. Ha vinto per l’appunto un Golden Globe. Sono certo che nessun’altro avrebbe saputo interpretarlo meglio. Spiace vederlo così gonfio e bolso. Dovrebbe far causa ai chirurghi che l’hanno ridotto in quel modo.
Marisa Tomei ha 45 anni ma non li dimostra affatto. Ha un fisico invidiabilissimo. Molto più che affascinante. E poi non dimentichiamolo mai: questa tizia ha vinto già un Oscar nel 1992 – da giovanissima – per il film “Mio Cugino Vincenzo”. Dirle “brava” è dirle poco.
Squisita anche Evan Rachel Wood. Una tipetta tutto pepe che qui si apprezza sin dai tempi di “Thriteen”. In alcune scene particolarmente drammatiche per un attore è facile andare sopra le righe, invece lei non eccede in una sola espressione, si muove con estrema abilità, da attrice navigata, pur avendo soli 22 anni. Credibilissima!
La colonna sonora, come ha giustamente fatto notare Dj Nero, è piena di tanto rock americano ignorante, roba di chitarrone fracassone, molto eighties.
Nota: comunque a me il personaggio di The Ram ricordava qualcuno a metà strada tra Hulk Hogan e The Ultimate Warrior.

La scheda di Cinematografo.it di MyMovies.it.