Il mio test alla cieca al ParmaWorkCamp

Sabato scorso (21 Marzo) sono stato al ParmaWorkCamp. Per conto della società con cui collaboro (TheBlogTv) ho realizzato delle brevissime interviste ai blogger che hanno partecipato all’evento. Una specie di ‘blind test’ con una sola domanda: cos’è il cosiddetto Crowdsourcing?
Il risultato potete vederlo nel video qui sopra.

Due riflessioni sull’evento. I miei complimenti più sinceri alla Fran, l’ideatrice/promotrice, che ha avuto il coraggio di sobbarcarsi tutto il peso dell’organizzazione, insieme al buon Davide Tarasconi. Nelle settimane precedenti, gli abbonati al loro stream su FriendFeed hanno potuto seguire passo passo tutto l’ostico iter che ha portato a questo. E perciò sanno quanto non sia stato semplice.

Putroppo io in città sono arrivato solo nella tarda mattinata di sabato – anche a causa di un mega ritardo di 120 minuti di un treno in transito per Bologna – altrimenti avrei potuto seguire più interventi. Mi sono perso anche l’incontro pre-barcamp di venerdì pomeriggio – ma questo diciamo pure che è stata una mia scelta.
Tra le altre cose ho passato gran parte del tempo a realizzare interviste, per cui ho prestato poca attenzione alla sostanza del camp.
Comunque sia, da quel poco che ho visto e sentito, posso dire che la cosa è riuscita molto bene. Sicuramente da rifare l’anno prossimo. Anzi, invito pubblicamennte la suddetta organizzatrice a darsi da fare, a mettere in piedi una società di organizzazione eventi, dal momento che le riesce benissimo.
Cosa posso dire degli interventi? Alcuni erano un po’ troppo egocentrici. In taluni casi si tendeva a mettere se stessi al centro del discorso. Non è male in valore assoluto ma credo che andrebbe fatto un po’ meno e con cognizione di causa.
Se dovessi citare gli speech più interessanti di certo sceglierei quello di Gianluca “minimarketing” Diegoli intitolato “L’agenzia 2.0 è un ossimoro?”, quello di Sara Maternini “Quando anche il tuo capo è online” e quello di Vanz e Auro “Astenersi perditempo”. Simpatia anche per le esperienze riportate da Luca Sartoni e Ikaro (Daniele Di Gregorio).
Poi vi risparmio tutta la storia su quanto il meglio dei barcamp stia nelle relazioni umane piuttosto che negli interventi/presentazioni vere e proprie, perché questo lo do per scontato, ormai, l’ho detto già in passato e più o meno siamo tutti d’accordo a riguardo.
Ci sono decine di blogger che mi ha fatto piacere incontrare (molti per la prima volta di persona) e che qui vorrei salutare ma farne un elenco sarebbe troppo lungo e – al solito – rischierei di dimenticare qualcuno.
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Mi si permetta infine di ringraziare pubblicamente, attraverso questo post, tutte quelle persone che si sono offerte di rilasciare un’intervista alla cieca davanti alla videocamera da me governata. Perché sempre di persone si tratta, prima ancora che di blogger. Non bisognerebbe dimenticarlo mai.

Se volete qualche altro interessante reportage dall’evento leggetevi pure i post di Alessandro (Blog a progetto), Marileda Maggi

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e della stessa Fran.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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9 commenti

  1. Molto ben pensato e ben girato, complimenti. Non sono d’accordo sull’impostazione, però: perché un blogger dovrebbe sapere cos’è il crowdsourcing? Un professionista del settore, sì, ma un blogger?

  2. @mafe: diciamo che i blogger sono solitamente presenti ai barcamp, per cui ho chiesto a loro (per questa volta). Inoltre, la società per cui collaboro solitamente fa scouting tra utenti della Rete già più o meno esperti con il videoblogging e/o il blogging inteso in senso più ampio.
    Ad ogni modo grazie mille. I tuoi complimenti valgono doppio per me. :)

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