marzo, 2009


30
mar 09

Gran Torino

Gran Torino

Gran Torino

The Walker movie

di Clint Eastwood

(Usa, 2008)
con Clint Eastwood, Christopher Carley,
Bee Vang, Ahney Her, Brian Haley,
Geraldine Hughes, Brian Howe, William Hill,

Hitman the movie

John Carrol Lynch, Dreama Walker

Ancora una volta Eastwood confeziona un buon film. Ormai non ne sbaglia uno, come regista. Come attore, lo sappiamo già, vale pur con quelle due sole proverbiali espressioni che gli affibbiò Sergio Leone (col cappello e senza).
Attack Force rip
“Gran Torino” racconta la storia di Walt Kowalski, un vecchio scorbutico di origini polacche che vive solo e che ha un pessimo rapporto con i suoi figli. Poco dopo aver perso la moglie, nella casa a fianco alla sua arriva ad abitare una famiglia di asiatici appartenente al gruppo etnico degli Hmong. Dapprima instaura con questi nuovi vicini una certa conflittualità ma il loro carattere mite e socievole, soprattuto dei membri più giovani della famiglia, fa sì che pian piano Walt si apra e mostri il suo lato più umano – anche perché i medici gli diagnosticheranno un male incurabile. In poco tempo si troverà addirittura a fare da tutore al giovane Thao, un ragazzo molto timido ed introverso. Il suo affetto per i vicini arriverà a tal punto da sacrificare la propria vita per vendicare le violenze che un gruppo di teppisti del quartiere ha praticato sulla giovane Sue – la sorella di Thao.
La pellicola sostanzialmente mi è piaciuta. Ciò che mi è sembrato fuori posto sono stati alcuni siparietti pseudo-comici in cui si vede il protagonista brontolare ripetutamente e sonoramente, andare in escandescenza, quasi fosse un cartone animato. Clint è bravo. Ha un ghigno da vero duro; sarebbe stato comunque molto credibile anche senza esagerare.
Buona prova di recitazione anche per i due giovani co-protagonisti: Ahney Her (Sue) e Bee Vang (Thao).
Posso dire che il protagonista di questa pellicola in alcuni passaggi mi ha ricordato il vecchietto di “Up”, il prossimo film della Pixar?
Varie ed eventuali.
Quel segmento di film in cui Thao si mette a fare dei lavori sotto la guida di Walt ricorda tantissimo la saga di “Karate Kid”, anche se a parti etnicamente invertite.
Ho particolarmente apprezzato il momento della confessione, cioè quello in cui il protagonista cede al pressing del giovane prete cattolico, decidendo di aprirsi con qualcuno e ammettere tutti i pesi che ha sullo stomaco. Ci si aspettava drammatici retroscena, confessioni indicibili, il climax era cresciuto per tutta la durata della pellicola, e invece Walt ammette candidamente che il suo peccato più grande è stato quello di non essere stato un buon padre per i suoi figli.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


30
mar 09

Recycling old tapes

Bob Dylan (tape art)

Chi l’ha detto che le vecchie audiocassette non servono più?
Un tale che si fa chiamare iri5 The Marksman divx è riuscito a trasformare il nastro magnetico in arte.
Qui trovate altri ritratti simili per la serie intitolata “Ghost in the Machine”.

Fonte: NoiseAddicts.com
via Boing Boing via l’Eco di Bru
.


29
mar 09

Intellectual Property Donor

Intellectual Property Donor

In caso di morte si prega di donare tutte le proprietà intellettuali di questo blog al pubblico dominio.
In fede, Nicola Bruno.
29/03/2009.

Hudson Hawk movie

Se volete aderire e creare il vostro badge “Intellectual Property Donor”, scaricate il template da questa pagina.


29
mar 09

Crearsi la grafica del proprio zainetto Seven

seven_7smeerch_postcard

Qualche giorno fa sono stato contattato da una certa Eusebia via Flickr (attraverso la messaggistica interna alla community). Mi si chiedeva di dare un’occhiata al nuovo concorso della Seven, dal titolo “Play Your Seven”. Il sito chiede di iscriversi, creare il proprio design per lo zainetto e caricarlo per sottoporlo al giudizio e alla valutazione altrui. Unico limite: la presenza del numero 7 all’interno della composizione creativa.
Beh, di primo acchitto a me è sembrato spam – anche se il messaggio dichiarava di non esserlo. Comunque alla fine mi ha convinto. Partecipare è stato semplice. Per creare il mio disegno ci ho messo meno di 5 minuti – con Photoshop 7.0. Il risultato lo potete vedere nell’immagine qui sopra.
Il concorso mette in palio uno zainetto Seven, ovviamente. Non uno qualsiasi, bensì quello creato dallo stesso vincitore del contest. Un vero pezzo unico, personale ed originale.


28
mar 09

SmeercHouse 28 Marzo 2009

Puntata numero 10 della sesta stagione. Tante belle tracce, alcune delle quali segnalate da Dj Nero, ma niente podcast – a causa del blackout avvenuto a metà trasmissione.
Volendo, potete sempre rifarvi con le registrazioni delle puntate precedenti.

La tracklist:
1. Sigla (Gennaio 2009)
2. Aceyalone and Rjd2 – A Beautiful Mine
3. Edwin Collins – A Girl Like You
4. Del Shannon – Gemini
5. Serge Gainsbourg – Marabout
6. Mina – Vulcano
7. Mario & Luigi – The Whistle Song
8. Billie Holiday – I’ve Got My Love To Keep Me Warm (Yesking Remix)
The Magnificent Ambersons move


9. Nina Simone – Chilly Winds (Fink Remix)
10. Shirley Horn – Winder Wonderland (Christian Prommer Remix)
11. Arisa & Lelio Luttazzi – Sincerità (Live @ Sanremo 2009)
12. Giuliano Palma & The Bluebeaters – Se ne dicon di parole
13. The Pharcyde – Runnin’
14. Ghemon & The Love 4tet – Amore pt.2
15. Felice Caccamo – Gira la palla (Frittura Globale Mix)
16. Black Box – Ride On Time
17. M.A.R.R.S. – Pump Up The Volume
18. Transient World – Inner Dj
19. Salme Dahlstrom – Sexo Perfecto
20. Lady Gaga – Poker Face

21. Kraak & Smaak – Man Of Constant Sorrow
22. Stacy Kidd – Groovin (Main Mix)
23. Funkbox – In Da Disco (Original)
24. Lisa & Tori – People Hold On (Original Mix)
25. Chemical Brothers – Hey Boy Hey Girl

Legend ipod

26. Amorhouse And Fabio Tosti feat. Addati Band – Let You Go (Original Mix)

27. Nick Holder & Matt M1 Dimaria – Africa


28
mar 09

The Wrestler

The Wrestler

The Wrestler

di Darren Aronofski (Usa, 2009)
con Mickey Rourke, Marisa Tomei,
Evan Rachel Wood, Mark Margolis, Todd Barry,
Judah Friedlander, Giovanni Roselli, Gregg Bello,
Ron Killings, Elizabeth Wood, Mike Miller

Aronofski porta sullo schermo una bella storia, raccontata molto bene: quella di un uomo finito che non si vuole arrendere al proprio destino e all’età che avanza inesorabile.
Randy Robinson – detto “The Ram”, ossia l’Ariete -  è un lottatore di wrestling ultra cinquantenne. La sua carriera è ormai agli sgoccioli, anche se un tempo è stato una stella nazionale, un vero e proprio idolo degli sportivi. Si è ridotto a vivere in un campeggio di roulotte mentre sbarca il lunario, partecipando a piccoli incontri di provincia con pochi spettatori e lavorando part-time in un centro commerciale. Il suo corpo però non è più quello di una volta. La sua vita cambia di colpo quando, subito dopo un incontro particolarmente cruento e faticoso, si accascia al suolo dentro gli spogliatoi. Fortunatamente l’infarto non gli costa la vita ma il medico che l’ha salvato da morte certa gli obbliga di cambiare completamente stile di vita.
A questo punto Randy decide di dedicare più tempo a se stesso e al lavoro. Si affeziona ad una spogliarellista (Cassidy/Pam) che ha conosciuto nel bar che frequenta ma incontra una certa reticenza da parte della donna, anche se i due si piacciono molto e stanno bene insieme. Inoltre cerca inutilmente di riavvicinarsi alla figlia che ha sempre trascurato.
Non vi svelo il finale – nel caso in cui non l’aveste ancora visto. Comunque sappiate che l’epilogo mi ha lasciato un po’ con l’amaro in bocca.
Alcune scelte di sceneggiatura sono scontatucce – a dire la verità – ma la pellicola nell’insieme non mi è dispiaciuta. Peccato davvero per le decine di riprese con la telecamera ‘a mano’ che danno un po’ il voltastomaco.
Credo, nello specifico, che gran parte del successo che ha riscontrato questo film sia dovuto da un certo parallelismo tra la vita ‘disbanded’ del protagonista e quella dell’attore che l’ha interpretato.
Difatti tanto di cappello a Michey Rourke: questo era proprio il suo ruolo. Ha vinto per l’appunto un Golden Globe. Sono certo che nessun’altro avrebbe saputo interpretarlo meglio. Spiace vederlo così gonfio e bolso. Dovrebbe far causa ai chirurghi che l’hanno ridotto in quel modo.
Marisa Tomei ha 45 anni ma non li dimostra affatto. Ha un fisico invidiabilissimo. Molto più che affascinante. E poi non dimentichiamolo mai: questa tizia ha vinto già un Oscar nel 1992 – da giovanissima – per il film “Mio Cugino Vincenzo”. Dirle “brava” è dirle poco.
Squisita anche Evan Rachel Wood. Una tipetta tutto pepe che qui si apprezza sin dai tempi di “Thriteen”. In alcune scene particolarmente drammatiche per un attore è facile andare sopra le righe, invece lei non eccede in una sola espressione, si muove con estrema abilità, da attrice navigata, pur avendo soli 22 anni. Credibilissima!
La colonna sonora, come ha giustamente fatto notare Dj Nero, è piena di tanto rock americano ignorante, roba di chitarrone fracassone, molto eighties.
Nota: comunque a me il personaggio di The Ram ricordava qualcuno a metà strada tra Hulk Hogan e The Ultimate Warrior.

La scheda di Cinematografo.it di MyMovies.it.


26
mar 09

Il mio test alla cieca al ParmaWorkCamp

Sabato scorso (21 Marzo) sono stato al ParmaWorkCamp. Per conto della società con cui collaboro (TheBlogTv) ho realizzato delle brevissime interviste ai blogger che hanno partecipato all’evento. Una specie di ‘blind test’ con una sola domanda: cos’è il cosiddetto Crowdsourcing?
Il risultato potete vederlo nel video qui sopra.

Due riflessioni sull’evento. I miei complimenti più sinceri alla Fran, l’ideatrice/promotrice, che ha avuto il coraggio di sobbarcarsi tutto il peso dell’organizzazione, insieme al buon Davide Tarasconi. Nelle settimane precedenti, gli abbonati al loro stream su FriendFeed hanno potuto seguire passo passo tutto l’ostico iter che ha portato a questo. E perciò sanno quanto non sia stato semplice.

Putroppo io in città sono arrivato solo nella tarda mattinata di sabato – anche a causa di un mega ritardo di 120 minuti di un treno in transito per Bologna – altrimenti avrei potuto seguire più interventi. Mi sono perso anche l’incontro pre-barcamp di venerdì pomeriggio – ma questo diciamo pure che è stata una mia scelta.
Tra le altre cose ho passato gran parte del tempo a realizzare interviste, per cui ho prestato poca attenzione alla sostanza del camp.
Comunque sia, da quel poco che ho visto e sentito, posso dire che la cosa è riuscita molto bene. Sicuramente da rifare l’anno prossimo. Anzi, invito pubblicamennte la suddetta organizzatrice a darsi da fare, a mettere in piedi una società di organizzazione eventi, dal momento che le riesce benissimo.
Cosa posso dire degli interventi? Alcuni erano un po’ troppo egocentrici. In taluni casi si tendeva a mettere se stessi al centro del discorso. Non è male in valore assoluto ma credo che andrebbe fatto un po’ meno e con cognizione di causa.
Se dovessi citare gli speech più interessanti di certo sceglierei quello di Gianluca “minimarketing” Diegoli intitolato “L’agenzia 2.0 è un ossimoro?”, quello di Sara Maternini “Quando anche il tuo capo è online” e quello di Vanz e Auro “Astenersi perditempo”. Simpatia anche per le esperienze riportate da Luca Sartoni e Ikaro (Daniele Di Gregorio).
Poi vi risparmio tutta la storia su quanto il meglio dei barcamp stia nelle relazioni umane piuttosto che negli interventi/presentazioni vere e proprie, perché questo lo do per scontato, ormai, l’ho detto già in passato e più o meno siamo tutti d’accordo a riguardo.
Ci sono decine di blogger che mi ha fatto piacere incontrare (molti per la prima volta di persona) e che qui vorrei salutare ma farne un elenco sarebbe troppo lungo e – al solito – rischierei di dimenticare qualcuno.
American Movie ipod
Mi si permetta infine di ringraziare pubblicamente, attraverso questo post, tutte quelle persone che si sono offerte di rilasciare un’intervista alla cieca davanti alla videocamera da me governata. Perché sempre di persone si tratta, prima ancora che di blogger. Non bisognerebbe dimenticarlo mai.

Se volete qualche altro interessante reportage dall’evento leggetevi pure i post di Alessandro (Blog a progetto), Marileda Maggi

JCVD buy

e della stessa Fran.


26
mar 09

Ah.Emme.Oh.Erre.Eh

Ghemon & The Love 4tet

«Quando crescerai capirai perchè
certe favole non si avverano, anche se
ora è Ah Emme Oh Erre Eh

e devi darlo fin quando c’è».

Estratto dal brano “Amore pt.2″, contenuto nell’album “E poi all’improvviso impazzire” di Ghemon & The Love 4Tet.

Qui il testo completo del brano.
Il sito ufficiale dell’artista da cui acquistare il cd.


24
mar 09

Pochi semplici consigli per un sito di video streaming

Cari signori di Cine1.it,
se decidete di mandarmi una newsletter e volete che io venga a visitare il vostro sito, sarebbe meglio che all’interno dell’email inseriste almeno un link diretto e cliccabile. Si dà il caso che il sottoscritto, in quanto utente meno che medio, sia pigro e poco propenso a digitare manualmente la vostra url nella barra degli indirizzi del browser.

My Girl 2 trailer

Inoltre non mi pare bello resettare i dati d’accesso dell’utente due volte in meno di 4 giorni e chiedere ogni volta una nuova verifica dell’indirizzo email.
Alcuni mesi fa mi sono iscritto al vostro sito/servizio. Ho dato una rapida occhiata in giro. Ho provato a guardare un film ma ho avuto dei problemi con i codec del lettore che voi avete scelto come standard. Non mi piaceva eppure l’ho usato. Era l’ultima versione, aggiornatissima, esattamente quella da voi consigliata, eppure di funzionare non voleva sapere.

Riassumendo: ho fatto il login, lì da voi, una sola volta ma, vista l’evoluzione problematica del servizio, credo che sia molto difficile che vi ritorni.
Flubber ipod

Adesso lo sapete. Saluti.

P.S.: no, il link diretto al sito non lo metto. Mi sembra una cortesia immeritata.


23
mar 09

Gingilli tecnostalgici

NVRD Tape 60 minutes (photo)

Cosa accade nell’industria dell’alta tecnologia quando si fondono le soluzioni tecnico-stilistiche del recente passato analogico con l’approccio moderno dell’archiviazione digitale e dell’estrema portabilità delle registrazioni musicali? Accade che si finisce per concepire e per produrre qualcosa come l’NVDRS Tape, ossia il gingillo che vede rappresentato nella foto qui sopra. Qualcosa che ogni nostalgico della cassettina dovrebbe avere.
Un vero e proprio lettore portatile di brani digitali disegnato dagli italiani Stefano Pertegato, Massimiliano Rampoldi, Eloisa Tolu, Francesco Schiraldi e Giovanni Mendini.

Clicca qui per approfondire su Yanko Design.