Grazia femminista

Grazia tester

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«For every birth, a career dies. In Italy, 52% of women are forced to quit their job after giving birth to a child. But the chance of reconciling maternity and career is an essential requirement of civility that the State must commit to guarantee. Because women deserve a Country where being mothers means opportunity, not renunciation. Grazia».

Scrivo questo post per fare i complimenti al magazine Grazia (alla direttrice Vera Montanari, alla redazione e allo staff tutto) e alla Mondadori per aver pensato e realizzato questa campagna pubblicitaria, dal chiaro stampo di ‘utilità sociale’.
In un paese come l’Italia iniziative come questa non possono e non devono essere date per scontate. Ahimé.
Una sola domanda: se è stata fatta da un magazine italiano per l’Italia perché è stata scelta la lingua inglese per veicolare il messaggio?
Nota: il direttore artistico di questa campagna è Vicky Gitto (DDB Italy).

Fonte: I Believe in Advertising

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6 comments

  1. non è una vera campagna. credo rientri in quelle pagine – che adesso non ci sono neanche più – in cui alle agenzie veniva chiesto di creare una ipotetica campagna che parlasse alle donne e delle donne.

  2. Ah ecco. Infatti mi sembrava troppo bello per essere vero.
    Grazie per la precisazione, Simona.

  3. ciao a tutti, volevo informarvi che molte volte le campagne ita vengono tradotte per esser postate sui blog, quindi è molto probabile che ci sia una versione in italiano.

  4. più che per postarle sui blog, per iscriverle ai premi internazionali

  5. Una pubblicità rimasta a livello di prova, di bozzetto, e mai circolata sul serio non dovrebbe poter partecipare ai premi di creatività (nazionali o internazionali che siano).

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