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«A discesa iniziata, sto solo aspettando di fermarmi per inerzia»

Fargo

febbraio 2, 2009 film

Fargo

Fargo

di Joel Coen (Usa, 1996)
con Frances McDormand, William H. Macy,
Steve Buscemi, Peter Stormare, Kristin Rudrud,
Tony Denman, John Carroll Lynch, Larissa Kokernot,
Melissa Peterman, Gary Huston, Sally Wingert,
Steve Reeves, Harve Presnell

Ne scrissi già nel 2004. Questo è forse il miglior film dei fratelli Ethan e Joel Coen. Forse anche meglio de “Il grande Lebowski”. Sì, l’ho detto. E ci credo. Più lo (ri)vedo e più mi piace.
La violenza gratuita e fortuita, come elemento costitutivo dell’opera, la dice lunga su quanto questa sceneggiatura sia originale.
Ma non solo. A fare grande questo film sono anche le recitazioni. A partire da quella eccelsa di Steve Buscemi: perfetto nel ruolo del criminale pasticcione e logorroico. Con lui Peter Stormare: una faccia unica. Il ruolo del gigante violento, silenzioso e catatonico è quanto di meglio gli potesse riuscire.
Ottima performance anche per William H. Macy, ancora una volta nelle vesti dello sfigato. Di un venditore d’auto fallito che vuole fingere il rapimento di sua moglie per estorcere un milione di Dollari al suo facoltoso suocero, con cui poi finanziare un importante bussiness – che dovrebbe dare (secondo i suoi piani/sogni) una svolta alla sua vita.
Frances McDormand fa tenerezza: qui indossa i panni – larghissimi – di un poliziotto in dolce attesa, un agente molto scaltro e ligio al dovere che risolve il caso in men che non si dica.
Diciamolo pure: qui l’intero cast avrebbe meritato un premio.
Così come l’ambientazione, lo squallore di una fredda cittadina del Minnesota. Neve, neve ovunque. Bianco gelido a perdita d’occhio. Candida desolazione.
Fargo comunque è stato premiato: con due Oscar (migliore attrice protagonista a Frances McDormand e migliore sceneggiatura originale) e un premio per la miglior regia a Cannes nel 1996.

La scheda di IMDb.com, quella di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.

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6 Comments

  1. laPitta on febbraio 2, 2009 6:39 pm

    hai ragione, bellissimo: devo assolutamente rivederlo.
    …anche se il grande lebowsky è molto di più che un film, è un cult, un po’ come i blues brothers :-)

  2. Smeerch on febbraio 3, 2009 12:42 am

    @laPitta
    Peccato. I film dovrebbero essere considerati film, prima che cult.

  3. Flavio on febbraio 3, 2009 10:17 am

    Totalmente d’accordo riga per riga. Di questi tempi, una rarità :)

  4. Smeerch on febbraio 3, 2009 10:18 am

    @Flavio
    Grazie, Flavio. Mi fa immensamente piacere. Dico sul serio.

  5. laPitta on febbraio 3, 2009 7:55 pm

    ma infatti prima di tutto è un film, poi è quando lo vedi e lo rivedi che diventa un cult. non è il caso de il grande lebowsky, che è soprattutto un gran bel film, ma di tanti altri che sono diventati cult indipendentemente dal loro valore cinematografico: succede così, mica l’ho inventato io :-)

  6. Smeerch on febbraio 3, 2009 8:36 pm

    @laPitta
    Lo so. Non me la prendevo con te, non te ne facevo mica una colpa. :)
    Hai descritto benissimo il fenomeno. Io intendevo dire che non bisognerebbe mai dimenticare che il film è un’opera d’arte e come tale va interpretata.

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