appaloosa

Appaloosa

di Ed Harris (Usa, 2008)
con Ed Harris, Viggo Mortensen,
Renée Zellweger, Jeremy Irons, Cerris Morgan-Moyer,
Timothy Spall, Tom Bower, James Gammon,
Lance Henriksen, Ariadna Gil, Timothy V. Murphy,
Bob L. Harris, Corby Griesenbeck, Gabriel Marantz

Premessa: questo è un western. A me non piacciono i film western. Non mi sono mai piaciuti. Ieri comunque sono ugualmente andato a vedere questo film al cinema, per tre semplici motivi: 1. mi andava di uscire, 2. mi hanno invitato dei cari amici, 3. Kekkoz ne parla abbastanza bene sul suo Friday Prejudice.
Dunque vediamo: da dove iniziare? Diciamo che la pellicola non è orrenda. Non è male. Tecnicamente è ben fatta. Anche la storia ha qualche elemento originale, nonostante ci siano i soliti topos da western – vedi il duello, le sparatorie, i morti ammazzati a sangue freddo, la donna privata di qualsivoglia considerazione, tratteggiata esclusivamente solo sotto due prospettive alternative: pulzella o meretrice. D’altronde l’abbiamo già detto: questo è un western. Il plus, rispetto a qualsiasi film dello stesso genere – sia nuovo che vecchio, è l’amicizia. Al centro di tutto c’è la stima e la fiducia tra i due protagonisti, Virgil Cole ed Everett Hitch: due amici/colleghi che si occupano di andare in giro paese per paese, a fare pulizia di malviventi.
Un giorno arrivano ad Appaloosa (New Mexico) e si fanno consegnare la città dai notabili del luogo. In cambio si impegnano a mantere la pace in città –  in qualità di sceriffo e vice-sceriffo  – e soprattutto ad assicurare alla giustizia Randall Bragg, l’approfittatore di turno. Un assassino che ha ammazzato il precedente sceriffo senza alcuna esitazione, perché questi voleva privarlo di due dei suoi scagnozzi. Bregg è uno che spadroneggia, un capobanda che si sente al di sopra della legge e fa razzia di beni, donne e viveri quando, dove e come gli pare.
Nella caccia all’uomo, però, ci si mette di mezzo una giovane(?) donna: Allie French, una tizia tra i 30 e i 40 anni, suonatrice di pianoforte. Apparentemente ingenua, dolce e mite, la pulzella ben presto si rivelerà una presenza scomoda tra Hitch e Cole. Quest’ultimo, infatti, perderà letteralmente la testa per lei, mettendo a rischio il lavoro e la vita di tutto il trio.
Ed Harris secondo me è nato per fare il duro da western. Sarà l’età, saranno le rughe sul viso, saranno le espressioni fisse, gelide, i mezzi sguardi, le risatine sardoniche, ma io l’ho trovato decisamente adatto al ruolo.
Su Viggo Mortensen soprassiedo. Vado oltre, non commento. È uno dei miei attori preferiti di sempre. Non sbaglia un colpo. Dove lo metti sta. Perfetto per ogni ruolo. Anzi: migliora di pellicola in pellicola. Eccelso.
Renée Zellweger ne esce invece con le ossa rotte. Sì, recita bene. Sì, è simpatica. Un po’ simpatica. Ma qui l’abbiamo persa. D’ora in poi non potrà più fare la ragazzetta per le commedie sentimentali. Ormai in faccia le si leggono benissimo tutti gli anni che ha (40). Appare così ‘liftata’ che non riesce più nemmeno a sorridere; strizzare gli occhi le è diventata un’impresa impossibile. Ne esce male, dunque: più che per il ruolo (una donnetta infida a cui piace essere la donna del capo, indipendente da chi esso sia) per il modo in cui è conciata.
Jeremy Irons è un gigante del cinema americano. Anzi no, del cinema internazionale. Peccato che qui reciti un ruolo di secondo piano. La sua faccia è persino assente dalla locandina italiana. Vergogna! Sarebbe l’antagonista del vecchio sceriffo ma a lui viene dedicato davvero poco approfondimento dal punto di vista psicologico.
Nota impertinente suggerita da Zapru: anche in questo caso siamo in presenza di quello che si potrebbe definire come “Teorema Brokeback”. Alla fin fine, tra i cowboy ci scappa sempre il rapporto ‘omo’. È una dinamica mai esplicitata in questo film. Non viene mai a galla alcun elemento di palese tendenza ‘frocia’. Eppure, durante tutto lo svolgimento, un certo sospetto aleggia sull’amicizia così profonda tra i due protagonisti. Per distogliere ogni dubbio, comunque, in un paio di scene al giovane Hitch viene affiancata una prostituta che fa gli da amante e confidente.
Nota: questo film è di Ed Harris, in tutto e per tutto. Sua la regia, sua la sceneggiatura, sua la produzione. Ci recita pure, da protagonista. Più di cosi non sarebbe potuto essere coinvolto. Credo ci manchino solo le musiche, la fotografia e i costumi. Altrimenti sarebbe stato un vero ‘ein plein’.
Riassumendo: il film non è proprio male. Diciamo passabile. Tuttavia, sinceramente, non mi sento di consigliarlo. Io ho anche rischiato di addormentarmi durante la visione in sala. Forse ero troppo stanco io, forse l’ora era tarda. Fatto sta che in alcuni passaggi “Appaloosa” annoia. È sempre brutto dirlo ma questo è decisamente un film ‘lento’.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.