Siccome sono già abbonato a “GQ Italia”, il servizio abbonamenti della “Edizioni Condé Nast” ha pensato di mandarmi una lettera per invitarmi a sottoscrivere anche l’abbonamento al nuovo mensile “Wired Italia”.
Non me ne voglia il direttore Riccardo Luna – che pure ho incontrato di persona durante la famosa festa sul bus – ma credo che declinerò l’offerta. Decisamente non sono uno che acquista a scatola chiusa. Voglio provare prima di acquistare, nonostante ammetto che l’offerta di 24 numeri a soli 19 Euro possa essere molto allettante.

Ripeto: voglio leggere qualche numero prima di procedere con un abbonamento. Abbonamento che, per quanto economico possa essere, risulta sempre un bell’impegno – anche dal punto di vista del tempo dedicato alla lettura.
Inoltre ho già un pregiudizio tutto mio, riguardante i contenuti che verranno diffusi e veicolati attraverso questo magazine. Di notizie sul mondo Internet e hi-tech in generale ne è piena la Rete. Si può essere informati su tutto e in pochissimo tempo. A mio avviso, dunque, l’editoria cartacea, almeno in questo settore, ha davvero fatto il suo tempo. L’obiettivo di Luna e dei suoi di realizzare «un magazine che affronta i grandi temi del futuro ed anche un mensile che sa offrire le coordinate giuste per scegliere i nuovi prodotti hi-tech […]» è una bella sfida, che merita di essere seguita. Ma non sarò della partita. Mi spiace. Per il momento mi limiterò ad osservare dall’esterno, come spettatore-non-contributore.