In ufficio la mia scrivania nasconde sotto il piano diverse colonie di ragni. Se uso un bicchiere di plastica per l’acqua e la sera, andando via, lo dimentico sul ripiano, poi il mattino dopo, bevendo, rischio di diventare un novello Spiderman, figlio degli open space e del precariato.
Enzo, domani a Palermo

Enzo, domani a Palermo
di Daniele Ciprì e Franco Maresco (Italia, 1999)
con Enzo Castagna, Carlo Giordano, Mario Salmeri,
Totò Cascio, Tony Sperandeo, Salvatore Termini
Simpaticissimo documentario in bianco e nero ambientato e girato a Palermo. Forse meno volgare, blasfemo e trucido delle precedenti pellicole della coppia Ciprì e Maresco ma comunque molto valido.
“Enzo, domani a Palermo” racconta sostanzialmente la vita di Enzo Castagna, un singolare impresario palermitano alquanto mitomane, un tizio tanto naive quanto laido, incriminato per il reato di voto di scambio e sospettato di essere colluso con la Mafia locale, che comunque è riuscito in quasi 30 anni di carriera ad attorniarsi di personaggi stranissimi reclutati per strada e prestati al cinema come comparse (il più delle volte protagonisti di un vero e proprio freak-show).
Si ride spesso e di gusto soprattutto se si conosce il dialetto siciliano ed i costumi della zona. Un film che i fan di Ciprì e Maresco devono assolutamente vedere.
La scheda di Cinematografo.it.
Tolgo l'articolo al Nord
Ho notato che alcuni settentrionali (Italiani del Nord) usano l’espressione “settimana prossima” al posto di “la settimana prossima”. Che fine abbia fatto l’articolo determinativo non si sa. Forse lo reputano superfluo. Per me non lo è affatto. Difatti io continuo ad usarlo. Mi pare brutto cioè risparmiare sulle parole. A che servirà, poi?
Ho notato che sono soprattutto i più giovani ad usarlo, o meglio gente dai 40 anni in giù. Diciamo che sono principalmente i cittadini di grossi centri, di capoluoghi, ecco. Giusto per non dire che sono proprio i Milanesi ad abusare di questa cattiva abitudine. Forse reputano ‘figo’ elidere parti di discorso, cancellare parole, pezzi di frase. Il motivo mi è ignoto ma è roba da creare un certo fastidio. In voi non accade la stessa cosa?
Tutto quello che avreste voluto sapere sul latte

Lo cercavo da anni, finalmente l’ho trovato. Un esauriente e documentato articolo sul latte, scritto da Dario Bressanini sul suo blog (piattaforma l’Espresso). Tratta di latte crudo, di sterilizzazione, pastorizzazione, di mungitura, di rischi legati a batteri, di cattiva informazione, di leggi nazionali, di sanità e di molto altro.
Da leggere tutto – anche se un po’ lungo. Altamente consigliato.
Il restyling della Pepsi si può guardare…

… Bienvenue, Pepsi!
Ne ho già parlato qui ad Ottobre.
Qui, invece, trovate altre immagini delle nuove bottiglie e lattine.
Porco immondo*
Sì, lo so che è desueto, che non lo usa più nessuno, ma secondo voi l’aggettivo “immondo” cosa indica precisamente? Qualcosa che è così brutto e/o repellente da non poter essere considerato di questo mondo? Oppure il termine sta per ‘non-mondato’, cioè non pulito?
* Non so se avete colto la citazione.
Un sopraddippiù
Smettetela di usare l’espressione “di cui” come se fosse una specie di sinonimo di “surplus” perché è totalmente sbagliato.
“Un di cui” non significa neanche lontanamente “qualcosa di più”, “Un di cui” non significa assolutamente nulla! Inoltre sortisce esattamente l’effetto contrario a quello che volevate suscitare nell’ascoltatore: non fa apparire più colti ma babbei.
Tutorial gradevoli all'udito
Il simpatico rapper foggiano Mec Namara (Corrado Grilli) ha scritto un pezzo e girato questo videoclip per spiegare in maniera molto semplice cos’è e come si usa Final Cut, nota applicazione in ambiente Mac OS per il montaggio digitale dei video.
Mancio per BluGo
Qui si supporta Mauro “Mancio” Mancini da tempi non sospetti. L’ultima sua produzione come regista è una serie di tre spot molto simpatici per BluGo – credo si tratti di una società che fornisce servizi gratuiti via Bluetooth. Li potete vedere nella clip qui sopra.






