Rachel sta per sposarsi
(Rachel Getting Married)

di Jonathan Demme (Usa, 2008)
con Anne Hathaway, Rosemarie DeWitt,
Bill Irwin, Debra Winger, Mather Zickel,
Anna Deavere Smith, Anisa George,
Tunde Adebimpe, Jerome LePage, Beau Sia

Questo film non mi è piaciuto affatto, per una serie di motivi che vado ad elencarvi.
1. È noioso e deprimente. Il fatto che sia drammatico non è una buona scusa. Posso elencarvi una serie di film dal contenuto tutt’altro che allegro ma che comunque non deprimono o annoiano. A mo’ di esempio mi si lasci portare la scena in cui i parenti si riuniscono per la cena-prova (cena prova?!?) il giorno prima del matrimonio. Ebbene: ci sono 40 lunghissimi minuti di brindisi in cui ogni membro della famiglia si attarda in un infinito panegirico su quanto bene voglia allo sposo (o alla sposa), snocciolando un excursus che parte dal giorno in cui si sono conosciuti. Panico! Si ha voglia di tagliarsi le vene, pur di passare alla scena successiva.
2. I membri della famiglia della protagonista litigano in modo surreale. Anziché urlarsi in faccia insulti, si bacchettano l’un l’altro con terminologia clinica, come se avessero tutti una laurea in medicina con specializzazione in psichiatria. Assurdo!
3. Ogni scena è girata con la telecamera a mano. L’immagine traballa come se fosse portata a spalla da un cameraman zoppo. Sembra incredibile ma l’inquadratura non rimane ferma anche quando non c’è alcun movimento di camera. Da voltastomaco!
4. Nonostante i gli attori protagonisti recitino tutti in maniera dignitosa (Bill Irwin su tutti), il film non riesce a decollare. Mai. Il soggetto c’è ma non fa presa. La trama arranca. Gli manca quel ‘quid’ che te lo faccia apprezzare. Si trascina per decine e decine di minuti senza che nulla accada. L’unico momento veramente interessante è quello in cui si scopre il passato della protagonista e la causa scatenante di tutte le disgrazie della famiglia.
La storia in breve: Kym, una ragazza tossicodipendente poco più che ventenne, torna a casa dalla clinica riabilitativa per partecipare al matrimonio di sua sorella Rachel. Nei pochi giorni in cui si troverà a contatto con i suoi familiari riemergeranno tutti i problemi ed i conflitti, da lungo tempo sopiti e mai completamente risolti.
Buona prova di recitazione anche per Debra Winger. Chi se la ricordava più!? Era la protagonista – con Richard Gere – del film culto “Ufficiale e gentiluomo” (1981). Che siano passati tanti anni si vede benissimo – soprattutto sulla sua faccia e sui suoi capelli. Ma fa sempre piacere quando Hollywood riscopre una vera attrice. Speriamo che dopo questa pellicola non ritorni nell’oblio da cui è sbucata.

Sì, Anne Hathaway è molto bella. Lo sappiamo benissimo: non c’è bisogno di ricordarlo. Qui recita anche molto bene. Speriamo che per lei sia la volta buona di scrollarsi di dosso l’immagine di ‘bambolina disneyana’ buona solo per commedie romantiche.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.