dicembre, 2008


30
dic 08

Un cellulare e 4 autorevoli blogger


Beggi (Andrea Beggi), Suzuki Maruti (Enrico Sola), Vanz (Luca Vanzella) e LaFra (Francesca Casadei) hanno recensito l’Xperia 1, ossia l’ultimo cellulare top-level della Sony-Ericsson. L’apparecchio è stato mandato loro in prova da Zio Burp. Non l’hanno avuto in regalo. I quattro l’hanno testato e ne hanno scritto. Credo che poi siano tenuti a restituirlo al mittente. Nessuna regalìa, dunque. Inoltre secondo me si sono espressi alquanto liberamente.
Ecco: io stimo molto queste quattro persone – perché di persone si tratta, non di blogger… che “blogger”, come termine, significa tutto e niente. Uno di essi ha fatto molto per me e lo ha fatto in maniera del tutto disinteressata. Ma non è questo il punto. Ciò che davvero conta è che tutti loro hanno scritto in passato cose che condivido, hanno mostrato di essere persone aperte al dialogo, competenti, disponibili, sincere, ragionevoli, che scrivono con umiltà e con cognizione di causa, conoscendo cioè quello di cui parlano. Avendo questi signori acquisito in passato la mia grandissima stima, possono godere oggi della mia fiducia quasi incondizionata. In altre parole, io credo in quello che scrivono – almeno nel 99% dei casi. E quest’ultimo caso – la recensione del cellulare – è uno di quelli.
Le singole recensioni potete leggerle qui: BEGGISUZUKIMARUTIVANZLAFRA.
Pur essendo loro delle voci autorevoli e fidate – almeno per il sottoscritto – credo che non comprerò quel telefono – che pur mi affascina. Lo ritengo valido e funzionale. Comunque non lo comprerò per vari motivi:
1. perché al momento è troppo costoso per le mie tasche,

2. perché poche settimane fa ho cambiato il cellulare,
3. perché il sistema operativo Windows Mobile in passato mi ha un po’ deluso,
4. perché in futuro – durante il 2009 – ho deciso di acquistare un apparecchio telefonico portatile che abbia come sistema operativo Google Android, in quanto credo che quest’ultimo possa soddisfare al meglio le mie necessità di ‘mobile computing’.
Ad ogni modo mi sento di ringraziare i quattro sopraccitati a nome di tutti gli italiani. O meglio di tutti quegli utenti che conoscono la lingua italiana e che, cercando online informazioni su quel modello di cellulare, s’imbatteranno nelle loro analisi. Vanno ringraziati per aver fornito un servizio: gratuito, sincero e preciso – nei limiti dell’umano.
Credo che sia questo il vero spirito del ‘blogging’. Il suo valore aggiunto positivo.

Update: mi è giunta una voce all’orecchio. Pare che il telefono suddetto sia stato poi dato in regalo a tutti i blogger a cui è stata chiesta la recensione. La voce è alquanto attendibile ma servirebbe una cortese conferma da ZioBurp. Credo sia l’unico a cui spetta l’ultima parola.


29
dic 08

La semplicità di un rinnovo patente

Piccoli disguidi di una normale amministrazione.
Il 23 Dicembre ti accorgi che la patente di guida è scaduta. Si tratta di una tipo B per autoveicoli, conseguita nel 1998. Necessita del primo rinnovo, dunque.
Visiti il sito dell’ACI (che dovrebbe essere la maggiore autorità in materia, subito dopo il Ministero dei Trasporti e le varie motorizzazioni locali) e ci trovi scritto testualmente: «[...] Per la conferma della validità della patente, cioè per il cosiddetto rinnovo, occorre effettuare innanzitutto un versamento di euro 9,00 sul c.c. postale n. 9001 del Dipartimento Trasporti Terrestri.
Munendosi di una marca da bollo di euro 14,62 e portando con sé il codice fiscale, bisogna poi sottoporsi a visita medica presso una delle autorità sanitarie indicate dal Codice della Strada (ASL, medico militare, del Ministero della Sanità, della Polizia, un ispettore medico del Ministero del Lavoro o delle FF.SS.), dando dimostrazione dell’avvenuto pagamento, se dovuto, del compenso per tale visita, nella misura e con le modalità stabilite dalle singole autorità sanitarie [...]»
.
Dunque la mattina del 24 dicembre ti rechi nell’ufficio postale più vicino, chiedi un normale bollettino, lo compili e fai 20 miinuti di fila (circa). Arrivato allo sportello, ti viene detto che il sistema non acetta quel tipo di pagamento con quel normale bollettino. Così te ne viene dato un altro con bordino superiore rosso, specifico per il conto corrente numero 9001, il pagamento del quale tra l’altro costa 1,60, anziché i tradizionali 1,20 Euro. Compili questo nuovo bollettino, rifai un paio di minuti di fila e paghi 10,60 Euro totali. Chiedi l’acquisto di una marca da bollo ma – sopresa – questo ufficio postale non vende marche da bollo. Ti suona nuova, comunque ringrazi, esci e ti rechi in un normalissimo tabaccaio dove acquisti senza problemi una marca da bollo da 14,62 Euro. Taglio standard. Ti chiedi come mai proprio 14,62 Euro. Controlli: non è nemmeno l’equivalente delle vecchie 30 mila Lire. Chissà perché lo Stato Italiano ragiona per cifre non tonde. Meglio non indagare e soprattutto meglio non chiedersi perché si usino ancore le marche da bollo e a cosa servano.
A questo punto ti rechi all’ufficio igiene della tua città perché alcuni amici/parenti ti hanno detto che quello è il posto esatto che si occupa delle pratiche per il rinnovo patenti. Sono le ore 11.10 circa del mattino. L’ufficio però è chiuso al pubblico. La porta d’ingresso è sì aperta ma preceduta da un cancello chiuso. Si suppone che gli impiegati siano al lavoro ma si stiano solo occupando di sbrigare faccende interne. In pratica: sono in effettivo svolgimento di servizio ma chiusi al pubblico. Il cartello esposto dice che le vaccinazioni non verranno effettuate in data 24, 29 e 30 Dicembre. A te non interessano le vaccinazioni ma sospetti che, tornando il 29 Dicembre, la situazione non possa essere così diversa.
Il primo lunedì feriale successivo, ossia il 29 dicembre, ci riprovi. La mattina, alle 9 circa, ti rechi all’ufficio. Entri, sali al primo piano e ti stupisci che ci sia poca fila. Dopo 5 minuti scarsi arriva il tuo turno. Entri, ti fanno accomodare su di una sediola come quelle che usano negli asili e tiri fuori tutti i documenti. L’impiegata alla scrivania ti dice che manca un bollettino. Entri nel panico. Per un momento credi di aver sbagliato e di aver buttato al vento 10 Euro e 60 centesimi. Invece no, ti sbagli. Forse è peggio. C’è da pagare ancora. Bisognerebbe versare altri 18,53 Euro sul Conto Corrente Postale N. 14755706, attraverso bollettino intestato a “AUSL BAT/1 Servizio Tesoreria”. Ti viene già fornito il bollettino bianco parzialmente prestampato. L’impegata ci aggiunge a penna la cifra da versare e ti congeda.
Si riparte dal via. Ti rechi al più vicino ufficio postale, che poi sarebbe l’ufficio centrale del tuo paese, dove ti aspetta una lunghissima fila, dal momento che quello è l’ultimo lunedì mattina feriale del 2008.
Prendi il numeretto C 112. Guardi il display e vedi che indica C 53. Gli sportelli aperti che si occupano dei clienti con tagliando di tipo “C” sono solo tre e per giunta si occupano anche di altri clienti con altri tagliandi. Ti armi di pazienza e chiedi una penna. Ne trovi una marchiata “Poste Italiane”, quella classica tipo Bic trasparente con catenina legata allo sportello. Compili il nuovo bollettino nelle restanti parti vuote. Nel campo “Causale” ci aggiungi “Rinnovo patente di guida”: meglio essere precisi, con la pubblica amministrazione la premura e la precisione non è mai abbastanza.
Attendi il tuo turno. Quando finalmente arriva, una signora bassa, brutta e grassa ti supera. O meglio: nei tre secondi che passano tra il lampeggiare del tuo numero sul display e il tuo arrivo allo sportello, lei ha deciso che quello è il suo, di turno. L’impiegato allo sportello allora, con uno sguardo pietoso, ti chiede di avere pazienza. Attendi per altri 5 minuti che la maleducata cicciona abbia fatto i suoi porci comodi e poi spetta a te. Paghi la nuova gabella per un totale di 19,73 Euro ed esci. Dopo 70 minuti circa ti avviii una seconda volta verso l’ufficio igiene.
Tu, leggendo la pagina del sito ACI, forse nemmeno ci avevi pensato ma l’espressione «[...] dando dimostrazione dell’avvenuto pagamento, se dovuto, del compenso per tale visita, nella misura e con le modalità stabilite dalle singole autorità sanitarie» significa che non tutte le ASL chiedono un pagamento per il disbrigo di queste pratiche e non è detto che quelle che lo chiedano abbiano tutte la stessa tariffa.
Tornato all’ufficio igiene non trovi fila – fortunatamente. Almeno non nell’ufficio dove sei diretto. Ci sono una decina di mamme con i loro chiassosi bambini ma sicuramente saranno lì per le vaccinazioni obbligatorie. L’impegata che ti ha mandato nuovamente alla posta è ancora lì. Prende tutti i tuoi documenti. Li compila in parte e ti manda all’ufficio N. 5. Lì un dottore dovrebbe visitarti. Sì, dovrebbe. Perché invece non lo fa. Dopo una piccola attesa di un paio di minuti, entri e vieni sottoposto ad un interrogatorio breve, distratto e ridicolo. Ti viene chiesto ad alta voce e con la porta aperta quanto pesi, quanto sei alto, se guidi con o senza lenti, che tipo di patente hai – qui avresti anche potuto dire tipo “E”, tanto nessuno MAI ti ha chiesto di mostrare la patente originale scaduta.
Tu rispondi come si deve, il medico non visita. Non ausculta il cuore, non fa un’analisi audiometrica, non ti chiede di leggere la tabella delle lettere come si fa dall’oculista, non ti chiede se hai qualche malattia cardiovascolare o altri problemi di salute che possano creare problemi durante la guida.
Infine il medico, per vidimare i documenti prova a mettere qualche timbro. Il tampone sembra essere esaurito perciò prende l’iniziativa e decide di riempirlo da solo di inchiostro. Ma ecco il colpo da maestro: con un tocco da maldestro di prima categoria fa cadere una corposa goccia d’inchiostro blu sul documento più importante, quello con la marca da bollo ormai incollata e perciò non annullabile, né duplicabile – a meno che non si voglia comprare una nuova marca da bollo.

Non faccio nomi per non avere rogne ma fidatevi. Tutto vero. E’ successo sul serio. A me, questa mattina. Non posso addurre prove anche perché non ci sono testimoni. Ma il foglio macchiato è nel mio portafoglio e ci rimarrà per almeno due mesi. Si perché l’impiegata, da cui sono tornato con i documenti vidimati dal medico pasticcione, mi ha confermato che ci vorranno come minimo due mesi perché la motorizzazione mi invii a casa una specie di adesivo che confermi l’avvenuto rinnovo e che io poi dovrò apporre sulla mia vecchia patente cartacea.

Per il momento il foglio macchiato fa da sostituto temporaneo o meglio da necessario e validante complemento alla patente scaduta.
Riassumendo. Spesa totale per il rinnovo di una patente di guida di tipo B: 44,95 Euro + due mezze mattinate perse tra uffici postali e uffici del Servizio Sanitario Nazionale.


29
dic 08

Conoscere i propri (anziani) lettori

“Pensionati” è l’organo ufficiale della FNP Cisl, ossia della sezione pensionati del sindacato Cisl. Meglio: loro preferiscono definirsi ‘federazione di categoria’ con la denominazione ufficiale di “Federazione Nazionale Pensionati”. Si tratta di un magazine mensile di 8 pagine, in formato tabloid con l’aspetto di un quotidiano. Arriva gratuitamente a casa di ogni membro/iscritto al sindacato.
Non sempre è vero che pensionato=anziano=ipo-vedente. Però in molti casi ha senso mettere la stragrande maggioranza dei pensionati nel novero degli anziani. Così come è vero che moltissimi anziani hanno problemi con la vista.
Sarà per questo forse che diversi passaggi nelle colonne degli articoli di suddetto giornale sono evidenziati di giallo?


28
dic 08

Nella società degli uomini

Nella società degli uomini
(In the Company of Men)

di Neil LaBute (Usa, 1997)
con Aaron Eckhart, Matt Maloy,
Stacy Edwards, Mark Rector, Emily Cline,
Jason Dixie, Michael Martin, Chris Hayes

Pellicola interessante che gira intorno alla malvagità e al cinismo dell’uomo. Un film tutto basato sui dialoghi tra i protagonisti. Struttura lineare e cadenzata. Semplicissimo da seguire. Efficace.
Chad e Howard sono due giovani uomini – tra i 30 e i 40 anni – che lavorano per una grande azienda, una specie di multinazionale. Oltre che colleghi sono amici, molto amici, sin dai tempi dell’università. Abbandonati dalle rispettive compagne (il primo dalla moglie, il secondo dalla fidanzata) e affranti per il modo in cui sono stati scaricati, decidono di vendicarsi. Durante le sei settimane che saranno costretti ad una trasferta per lavoro, sedurranno una donna per poi abbandonarla. Da maschi feriti nell’orgoglio quali sono – o meglio: quali si sentono – hanno un solo obiettivo: far provare ad una donna quello che è stato fatto provare a loro. Una dolce segretaria di nome Christine – peraltro audiolesa – sarà la vittima del loro crudele gioco. Non tutto però va come avevano previsto, perché Howard finirà per innamorarsene sul serio.
Aaron Eckhart è perfetto per il ruolo del bastardo senza cuore. Lo abbiamo già visto nei panni dell’uomo tanto crudele quanto affascinante nel film “Thank You For Smoking”.
Anche la scelta di Matt Maloy per il ruolo del giovane uomo dai buoni sentimenti è alquanto azzeccata.
Stacy Edwards, invece, l’ho trovata molto dolce ed affascinante, a suo modo. Anche se non bellissima. Forse è l’attrice che recita meglio in questo film. Da ammirare soprattutto le scene finali in cui la vediamo soffire per amore. Tra le altre cose non deve essere stato molto semplice recitare la parte di una sorda con gravi problemi di pronuncia.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


27
dic 08

SmeercHouse 27 Dicembre 2008

Puntata numero 45 della quinta stagione. L’ultima del 2008. Durata appena 60 minuti (anziché i soliti 120 e passa) a causa delle instabili condizioni di salute dell’omino che fa da regista, autore, speaker, selezionatore della tracce, ecc. – ossia del sottoscritto.

Potete ascoltare il podcast premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 20,2 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La tracklist:
1. SmeercHouse (Sigla)
2. Deejay All Star – A Te Deejay
3. Frankie Hi-NRG Mc – Din Don

4. Nicola Conte – Il Cerchio Rosso
5. The Bukky Leo Quintet – Rejoice In Righteousness (Smoove’s Nu Jazz Remix)
6. Christian Prommer’s Drumlesson – Strings Of Life
7. Raphael Saadiq – Calling
8. Spengler – Good Things
9. Nina Simone – Gimme Some (Mike Mangini Remix)
10. Beyonce – Single Ladies (Put A Ring On It)
11. Vit – Pensami stanotte
12. Luisito Quintero – Tumbao
13. Heroes of The Dancefloor – Ricky
14. Santogold – Say Aha
15. Steve ‘Silk’ Hurley & Voices Of Life feat. Sharon Pass – The Word Is Love


26
dic 08

Fader Cristmas

Anno di grazia 2008. La sera della vigilia di Natale tutta la famiglia si riunisce per il tradizionale cenone. Verso la fine, i bimbi si alzano in piedi, salgono sulla propria sedia e dicono una poesia. La piccola è timida. Si vergogna di aprir bocca perché decine di orecchie si apprestano ad ascoltarla. Forse non è timida, forse fa la timida. Ma non importa. Poi cede e parla. Pronunzia tutto d’un fiato il componimento che quest’anno le hanno insegnato. La sua maestra ha pensato: una lirica in inglese fa tanto moderno. Meglio due poesie però. La seconda la facciamo in italiano – metti che i parenti non capiscono. Si parte. Alla seconda strofa Babbo Natale viene tradotto come “Father Christmas”.

Auguri.


24
dic 08

Pubblicità nelle applicazioni Facebook?

Una ventina di giorni fa ho iniziato a giocare a “My City” e mi sono subito appassionato. Si tratta di un giochetto flash embeddato all’interno di Facebook, una specie di “SimCity” in cui, giorno per giorno, la città si evolve man mano che vi si aggiungono gli abitanti.
Oggi, per la prima volta, nell’immagine panorama della mia città – “Le Petit Andrià” – è apparso un cartellone pubblicitario (vedi foto sopra). Probabilmente la pubblicità è arrivata anche qui. Facebook e l’azienda produttrice del gioco avranno pensato bene di inserire anche in quest’applicazione della pubblicità per farci dei soldi. Ma non ne sono del tutto sicuro.
Un brand presente sul cartellone è “Sim City” stesso – cosa molto strana. Altri due sono “Nestlé Lion” e “Toyota”. Ancor più strana è la presenza del quarto brand: “Ericsson”. Che io sappia, questo marchio non esiste più – almeno per quanto riguarda la produzione di cellulari – dal momento che è stato soppiantato da quello della joint-venture Sony-Ericcson. Tra l’altro, il prodotto rappresentato è proprio una vecchissima linea di telefoni cellulari omai fuori produzione.

E’ stato questo elemento, abbinato alle ridottissime dimensioni del cartellone multi-brand, a farmi sospettare che probabilmente non siano state le aziende pubblicizzate a scegliere di inserire quelle immagini nel gioco ma sia una specie di casualità. Forse è il gioco stesso a costruire quelle immagini partendo da un vecchio database di immagini pubblicitarie, inserito nel gioco senza nemmeno chiedere denaro o permessi alle aziende titolari dei marchi rappresentati.


22
dic 08

L'evoluzione dell'uomo a fumetti

Come si è evoluto l’essere umano nel corso dei secoli? Questa lunghissima vignetta orizzontale dal titolo “Human Timeline” lo spiega in maniera molto chiara, graficamente e senza usare alcuna parola. Magnifica!

Clicca sull’immagine per vederla nella sua totalità.

Disclaimer: i disegni rappresentano alcune scene di sesso e nudità.


22
dic 08

Come Dio comanda

Come Dio comanda

di Gabriele Salvatores (Italia, 2008)
con Filippo Timi, Elio Germano,
Fabio De Luigi, Alvaro Caleca,
Vasco Mirandola, Angelica Leo,
Ludovica di Rocco, Alessandro Bressanello

Questa pellicola mi ha sostanzialmente deluso. Mi aspettavo molto di più dall’accoppiata Salvatores/Ammaniti, dal momento che qualche anno fa ci aveva regalato quella perla di “Io non ho paura”.
Per gran parte della durata del film sembra di stare ad assistere ad una brutta copia de “La ragazza del lago”. C’è la giovane vittima di violenza, c’è il morto, c’è il lago, ci sono le montagne, c’è il picchiatello, ecc.

Eppure sono sicuro che l’idea di partenza fosse completamente differente.
Disclaimer: non ho letto il libro di Ammaniti da cui questa pellicola è stata tratta. E spero che sia decisamente meglio della sua resa sul grande schermo. Forse ha ragione il mio amico Sergio che, uscendo dalla sala ha detto “Qui la trama è piena di buchi”. Forse ha ragione. Forse no. Forse il problema non sta tutto nella trama. A me, ad esempio, non sono piaciute molto le prime battute in cui la camera da presa ‘sta troppo addosso ai protagonisti’. Troppi primi piani, troppi zoom, troppo camera a spalla. Potrebbe essere un’impressione mia, lo ammetto. Forse il disagio mi è stato causato dalla minima distanza tra la mia poltroncina e lo schermo. Ma andiamo oltre.
“Come Dio comanda” racconta di un forte legame tra padre e figlio. Di un ragazzo padre fascista e razzista – porta una croce celtica sull’avambraccio -  e di un ragazzino quattordicenne. Il primo si prende cura del secondo in un modo che ha qualcosa di morboso. Della madre non sappiamo nulla. Non c’è e questo ci deve bastare.
Con loro bazzica sempre un picchiatello (sapientemente interpretato da Elio Germano), un tipo sotto i 30 anni che è rimasto scioccato dopo essere entrato in contatto con i cavi dell’alta tensione che erano rimasti scoperti: praticamente un invalido del lavoro. Si può leggere qui una certa polemica sociale? Forse. Ma non pare essere il focus del racconto.
Rino Zena, il padre, e il picchiatello detto Quattroformaggi hanno difficoltà a trovare lavoro. A detta loro i lavori in miniera sono affidati tutti a stranieri, gente slava, gente di colore, ecc. Rino tra l’altro è un mezzo alcolizzato che istiga suo figlio all’odio e alla violenza. E’ una padre continuamente a rischio: i servizi sociali potrebbero dividere padre figlio da un momento all’altro per tutta questa serie di problemi (alcol, disoccupazione, istigazione al razzismo, cattiva educazione, scarse condizioni igieniche dell’abitazione, ecc.) Dunque Rino vive e fa vivere suo figlio Cristiano sempre con l’ansia dell’imminente distacco. I due sono molto affezionati, fanno affidamento l’uno sull’altro, per cui il rischio di separarsi viene vissuto in maniera molto problematica, con ansia, rabbia e dolore.
Non mi va di raccontarvi tutto però fate conto che ad un certo punto, il Quattroformaggi il matto, un onanista cronico che al tempo stesso è anche religiosissimo, sfoga i suoi bisogni sessuali su di una ragazza – proprio quella di cui è innamorato il piccolo Cristiano. La cosa si connota di una certa violenza e per di più la storia si complica perché in soccorso dello spaesato Quattroformaggi accorre il il violento Rino.
A questo punto lasciatemi dire tre cose.
1. Ho trovato alcune assurdità nella trama, come ad esempio il fatto che un ragazzino possa trascinare via due corpi praticamente senza vita, che possa guidare di notte per la prima volta, sotto un accquazzone biblico e con la strada oltremodo sdrucciolevole. Che lo stesso ragazzino poi sia così scaltro da occultare un cadavere, imballandolo in cellophane trasparente e scotch da pacchi. Forse Ammaniti si è fatto influenzare un po’ troppo da Twin Peaks.
2. Gli attori sono sostanzialmente bravi. Tutti. Ma questa volta non basta la bravura del cast a tenere in piedi il film.
Filippo Timi è perfetto nella parte del quasi-quarantenne neo-nazista, con l’odio negli occhi e la violenza nella testa. L’aiuto del trucco gli permette di avere faccia e fisico tipico del ruolo che gli è stato affidato. Complimenti.
Come già detto poc’anzi, Elio Germano è adattissimo al ruolo del picchiatello. Riesce a tirar fuori certe espressioni che rendono bene l’idea del ragazzo a cui mancano alcune rotelle.
Fabio De Luigi se la cava. Niente da eccepire. Ma la sua resta una faccia da commedia: troppo simpatico per i film drammatici. Lo dico senza polemica e con tutto il rispetto per questo attore che adoro e stimo.
Forse l’attore più bravo di tutti, comunque, resta il ragazzino: Alvaro Caleca – credo per la prima volta sullo schermo. Si comporta praticamente da grande professionista, pur non essendo il suo un ruolo molto facile. Speriamo di rivederlo presto in altri film.
Buona scelta di cast anche per Angelica Leo, una ragazzina caruccia e simpatica, ma non bella in modo appariscente. Credo che fosse esattamente ciò che il ruolo richiedesse.
3. Ho trovato la colonna sonora non adeguata a raccontare le immagini ed in alcuni casi anche ruffiana, cioè che ammicca allo spettatore con brani conosciuti – vedi ad esempio “She’s the One” di Robbie Williams ed una cover di “Knockin’ On Heaven’s Door”.
Giudizio complessivo: negativo. Se durante le prossime vacanze natalizie vi venisse voglia di andare al cinema, fareste meglio a scegliervi un’altra pellicola.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.


20
dic 08

SmeercHouse 20 Dicembre 2008

Puntata numero 44 della quinta stagione. Forse l’ultima del 2008. Ma non disperate! E tenete sempre bene gli occhi aperti sugli aggiornamenti, qui su Smeerch.it.

Potete ascoltare il podcast della durata di 129 minuti circa, premendo ‘play’ sul piccolo lettore nero che vedete qui sopra. Se volete portarvelo in giro, invece, potete scaricarlo cliccando qui (File Mp3 da 36,8 MB codificato Mono a 40Kbps – 22050 Khz).

La tracklist:
1. SmeercHouse (Sigla Ago 08)
2. J. Ax – I vecchietti fanno o
3. Frankie Hi-Nrg MC – Chiedi Chiedi
4. Frankie Hi-Nrg MC feat. Antonio Rezza – Virus
5. Sushisàshimi – Aggiungiscimi
6. Tonino Carotone – Frenomotor
7. Guru – Loungin’
8. Dj Cam Quartet – Rebirth Of Cool
9. Re-Jazz – People Hold On (Alternate A Capella Take)
10. Nostalgia 77 – Wildflower
11. Spiritual South – Calypso Blues
12. Third Eye a.k.a. Nicola Conte – Macedonia
13. Lily Allen – The Fear
14. Mark Ronson feat. Amy Winehouse – Valerie
15. Bebo Best & The Super Lounge Orchestra – Come As U R
16. Sarah Vaughan – Tea For Two (Chris Shaw Remix)
17. Nina Simone – Take Care Of Business (Pilooski Edit)
18. DJ Y alias JY – Can’t Stand Beggin’
19. Dj Zebra – Roxanne Should Be Dancing
20. Bugo – C’è Crisi
21. Louie Vega presents Luisito Quintero feat. Blaze – Love Remains The Same
22. Sterling Ensemble feat. Sara Devine – Life Ain’t What It Seems (Louie Vega Ritual Mix)
23. Senor Coconut and His Orchestra – Kiss
24. Senor Coconut and His Orchestra – Around The World (Intro)
25. Daft Punk vs. Stardust – Music Around The World (Dj HP Mash-up)
26. Michael Jackson – Billie Jean 2007 (Daft Punk Remix)
27. Ladyhawke – Paris Is Burning (Chicken Lips Malfunction Remix)
28. M.U.T.E. – Clap On Top Of Me