Voglio un network ubiquo e perpetuo

Ho appena finito di leggere “Investire nelle relazioni. Le nuove frontiere del Social Networking”, un abstract di Monica Fabris, la presidente di GPF. L’ho scoperto grazie a questo post del blog di Tommaso Sorchiotti che ne riporta un ampio stralcio.

Il documento ha pretese di scientificità, cerca di dare una definizione di social netowork, di cosa sono questi nuovi strumenti, di come funzionano. È ovviamente una marchetta, un testo redatto per lanciare Blinko, il nuovo social network mobile di Buongiorno.it. In tutto ciò non ci vedo niente di male.  Sia chiaro: lo dico con tutto il rispetto per Buongiorno.it. È un’azienda a cui sono affezionato in un certo senso. Ricordo ancora quando – credo fosse il 2000 – raccoglievo in un file Word ogni frase (aforisma, massima, battuta, ecc.) che Buongiorno.it mi mandava via email – una newsletter quotidiana.

La Fabris però scrive: “L’incontro tra social network e telefonia mobile è da questo punto di vista l’inveramento della filosofia della rete”, come a dire che Buongiorno, portando con Blinko il social network sui cellulari, o meglio sui dispositivi mobili, ha scoperto la pietra filosofale del web. Mi sembra decisamente troppo.
A questo punto mi chiedo: “Ma a che serve”? Io non voglio un altro, l’ennesimo social network. Io sono già iscritto a 2000 social network. E da tempo, ormai! Piuttosto fatemi un device che mi permetta di avere una tastiera usabile, uno schermo di 4/5 pollici ed un browser full optional. Poi datemi conessione internet Wi-fi (meglio Wi-Max) a costi bassissimi. Diciamo a 1 Euro per GB scaricato. Mi sembra un prezzo equo. Allora sì che mi avete dato il top! Voglio un network ubiquo e perpetuo. Tutto il resto non conta. Per me.

Pubblicato da Smeerch

A blogger, a dj

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