East is East
di Damien O’Donnell (Uk, 1999)
con Om Puri, Linda Bassett,
Archie Panjabi, Chris Bisson, Emil Marwa,
Jordan Routledge, Jimi Mistry, Raji James,
Ian Aspinall, Lesley Nicol, Ruth Jones

Commedia di fine anni ’90 molto divertente, sebbene dal sapore agrodolce.
Siamo nei sobborghi di una cittadina inglese, è il 1971. Una famiglia mista vive i problemi dell’integrazione razziale. George, il padre/capofamiglia, è il titolare di una friggitoria, un signore di mezza età di origini pakistane fortemente tradizionalista, sposato in seconde nozze con Ella, una inglese sua coetanea. La coppia ha ben 7 figli: 6 maschi e una femmina. Il maggiore di questi scappa sull’altare nel momento in cui sta per prendere in sposa una donna che non conosce e non ama, costretto dalla propria famiglia, come buona tradizione pakistana vorrebbe. Da quel momento sarà praticamente rinnegato, si allontanerà da casa in maniera quasi definitiva. Dalle pareti spariranno le foto che lo rappresentano, suo padre lo considererà morto, mentre sua madre e i suoi fratelli continueranno a tenersi in contatto con lui solo via telefono. Più tardi, tra le altre cose si scoprirà anche che è gay.
Secondo gli usi e i costumi pakistani, il ragazzo, così agendo, avrebbe mancato di rispetto alla sua famiglia e a quella della sposa. Dunque la vergogna per George è tanta. Si sente fortemente a disagio, crede di essere lo zimbello della comunità di immigrati pakistani a cui appartiene. da sempre sogna infatti di traferirsi a Bradford, cittadina inglese in cui è presente un’altissima concetrazione di Pakistani.
Il resto della famiglia è così composta: un figlio studia da architetto ma vorrebbe fare l’artista, un altro è fortemente preso dalla religione, uno fa di nascosto il pr in una discoteca della città ed ha una relazione con una ragazza inglese sua vicina di casa, un altro segue quest’ultimo come se fosse la sua ombra, il minore (Ernest) è molto timido, puzza perché non si lava mai e viene preso in giro da tutti i suoi fratelli, l’unica figlia, invece, dà una mano in friggitoria – come un po’ tutti – ma si distingue per il fatto di non saper tenere a freno la lingua.
Quando la situazione sembra ristabilirsi, ecco che il problema si ripresenta: George organizza un fidanzamento a sorpresa (con conseguente matrimonio) per altri due dei suoi figli maschi. Quando la notizia si viene a sapere in famiglia scatta la tragedia. La totalità dei fratelli fa fronte comune per difendere i due ragazzi vittime della tirannia parterna e la madre; questa infatti vorrebbe maggiore libertà di scelta per la vita dei propri figli ma finisce solo per buscarsi un sacco di botte da suo marito durante un accessisimo diverbio. La crisi a questo punto è gravissima: l’ultima lite porterà all’allontanamento del capofamiglia dal tetto comune. Ma solo per mezza giornata: l’uomo, da sempre cocciuto ed ostinato, finalmente capirà di aver sbagliato e così sulla famiglia potrà tornare la pace.
Il personaggio più simpatico è Ernest, il figlio minore: un ragazzino stranissimo che parla poco e ed indossa un parka che non toglie mai (nemmeno per dormire). Il secondo segno di crisi in famiglia ruoterà proprio intorno alla mancata circoncisione di questo ragazzino.
Apprezzabile la citazione di uno di quei pacchianissimi balletti in stile ‘Bollywood’ che viene accennato dalla figlia di George mentre spazza il cortile posteriore della friggitoria.
Qui un’immagine di gran parte del cast.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.