Miranda

di Tinto Brass (Italia, 1983)
con Serena Grandi, Andrea Occhipinti,

Franco Interlenghi, Andy J. Forest, Franco Branciaroli,
Marisa Longo, Jean René Lemonde, Laura Rosetta Sassi,
Isabelle Illiers, Luciana Cirenei, Mauro Paladini, Enzo Turrin

Premessa: non ho visto molto film diretti da Tinto Brass. Forse uno o due, con questo saranno tre. Come uomo mi sta abbastanza simpatico ma non lo considero un regista eccelso.
Per dire: questa pellicola, non fosse per le nudità della protagonista, non potremmo nemmeno definirla totalmente erotico.
Siamo in Romagna, poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale – probabilmente quelli che vediamo scorrere sullo sfondo sono i primi anni ’50. Miranda, una giovane locandaia di 30 anni, è una donna libera a cui piace godersi i piaceri del sesso; si sente ancora molto legata a suo marito, Gino – il tizio a cui è intestato il locale, ma questi al momento è un disperso di guerra. Miranda insomma si gode la vita e non si fa mancare affatto la compagnia degli uomini. Intrattiene almeno un paio di relazioni contemporaneamente: una con Carlo, un anziano console, ex fascista confinato nel suo paesino, che la riempie di regali e le chiede continuamente di fuggire insieme e l’altra con Berto, un suo coetaneo che di mestiere fa il camionista. Del secondo pare essere innamorata per via del bel sedere, del primo invece apprezza la dolcezza e il fascino della bella senilità, quasi con tocco di nostalgia.
Le cose cambiano un po’ quando in paese arriva un americano per occuparsi del metanodotto. Questo bellimbusto un po’ spaccone di nome Norman si stanzierà nella locanda e finirà per far perdere la testa a Miranda. Le farà vivere un periodo di grande felicità e spensieratezza. I giorni insieme per loro saranno tutta una festa. Quando però l’Esercitò spedirà un telegramma con la dichiarazione ufficiale di morte di Gino, quando il console deciderà di lasciare il paese – in seguito alla revoca del confino, e quando l’americano farà ritorno negli USA, a Miranda non rimarrà che sposarsi con l’unico uomo a cui non si è mai concessa: Toni, il servo della locanda che le è stato fedele per tutto quel tempo e che da sempre la desidera con grande ardore.
Il film è recitato maluccio, soprattuto nelle prime battute. Occhipinti è quasi inguardabile. Forse l’unico attore che riesce ad emergere con la sua recitazione è proprio Franco Branciaroli nei panni di Toni.
Serena Grandi qui è comunque al massimo del suo fulgore: è giovane e prosperosa. Anche se non bellissima, riesce ad esprimere perfettamente le qualità che il suo personaggio richiede: gioventù, libertà, sensualità, abbondanza, semplicità, voglia di vivere, emancipazione, scaltrezza, disillusione. Il seno grande, i fianchi abbondandi, le cosce possenti seppur toniche, il mezzo sorriso maliziosetto, sono tutti strumenti che le permettono di essere l’interpete perfetta per questo film.

A mio personalissimo modo di vedere, la scena più bella è quella in cui Miranda appare in sottoveste nera alla finestra mentre annaffia delle rose rosse (foto sopra).
Nota di merito per il lettering del titolo sulla locandina originale.
La fotografia è di Silvano Ippoliti. Il soggetto è di Carla Cipriani. Le musiche del film sono state composte dal M° Riz Ortolani.
Il film “Miranda” è stato scritto, diretto e montato da Tinto Brass. La produzione è di Giovanni Bertolucci per la San Francisco Film s.r.l.

La scheda di Cinematografo.it e quella di MyMovies.it.